Trekking in Algarve: da Monte Gordo a Vila Real de Santo Antonio,una passeggiata tra immense pinete e spiagge oceaniche

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Forse le spiagge più belle d’Europa? Chi lo sa… forse dovrei vederle prima tutte per poter giudicare ma sicuramente le spiagge a sud del Portogallo, nella regione dell’ Algarve,sono di una bellezza struggente e non serve allontanarsi molto da loro per scoprire bellissimi sentieri immersi nel verde da percorrere a piedi, in bici o addirittura a cavallo.
L’ Algarve si raggiunge facilmente dalla capitale Lisbona o dalla confinante Spagna partendo ad esempio in bus da Siviglia come ho fatto io, i collegamenti in entrambi i casi sono frequenti e poco dispendiosi. Se si cerca una meta dove immergersi completamente nella natura alternando passeggiate a scoperta di piccoli paesi tranquilli l’ Algarve è perfetto.
In realtà scegliendo di visitare l’ Algarve a fine febbraio inizi di marzo non sapevo bene cosa aspettarmi sia climaticamente che turisticamente ed invece devo dire che la scelta è stata perfetta. Il clima in Algarve è mite e nonostante in alcune giornate il vento proveniente dall’Oceano può essere forte, il sole arriva sempre a far capolino e durante le ore centrali del giorno si riesce anche a stare in spiaggia prendendo un pò di sole se si rimane nelle zone più riparate,a ridosso degli stabilimenti balneari tra i quali si trova anche qualcuno che noleggia sedie sdraio ai numerosi pensionati nord europei, principali frequentatori dell’ Algarve in inverno. L’acqua del mare è davvero fredda, impensabile fare il bagno neppure per i più temerari come me, chi lo fa indossa una muta di diversi centimetri.
Scegliere la stagione estiva per dedicarsi al trekking in Algarve è forse azzardato se non si amano le alte temperature che possono arrivare a sfiorare i 40 gradi mentre la primavera o l’inizio dell’autunno sono i momenti migliori le camminate tra la natura.
Uno dei percorsi che maggiormente mi ha colpito durante la mia permanenza in Algarve è stato quello tra la piccola frazione di Monte Gordo fino a quell’incanto di Vila Real de Santo Antonio, nel distretto di Faro.
Monte Gordo è una piccola località balneare che conta poco più di 3000 abitanti, un piccolo borgo marinaro che oggi si è trasformato in un paese a vocazione prettamente turistica, qui sorgono hotel e ristoranti frequentati praticamente tutto l’anno dalla gente che si sposta qui arrivando dall’aeroporto di Faro, la città più grande in Algarve.
Come accade in molti posti sfruttati turisticamente Monte Gordo è stata un pò usurpata dalla cementificazione forsennata, alti palazzi si susseguono ininterrottamente anche se per fortuna le autorità locali negli ultimi anni hanno deciso di dare uno stop all’edilizia fuori misura cercando di preservare la natura che circonda questi luoghi meravigliosi.
Ad ogni modo la piccola frazione di Monte Gordo resta perfetta come base per esplorare e camminare attraverso i sentieri che si snocciolano tra dune di sabbia e pinete. Raggiungere Villa Real de San Antonio a piedi partendo da Monte Gordo è adatto a chiunque, la distanza è di circa 3 chilometri e la strada tutta in piano. Nel tragitto si incontrano diverse aree di sosta per fermarsi a sentire l’odore inebriante della pineta che si mescola al mare e la cosa più pazzesca è offerta dallo spettacolo del mare che appare come un miraggio se si devia internamente dalla pineta alla spiaggia chilometrica, unica raccomandazione è quella di prestare attenzione al vento che se è forte può sollevare molta sabbia, fastidiosissima per chi indossa lenti a contatto.
Ma partendo sempre da Monte Gordo in direzione Faro,quindi quella opposta a Villa Real de San Antonio,si possono percorrere altri sentieri dove altre alla pineta si possono trovare aree lacustri in cui vivono molti uccelli che si fermano da queste parti per nidificare. La cosa più entusiasmante e che fermandovi da queste parti potrete scegliere per quanto tempo camminare o dopo quando tornare indietro senza alcun rimpianto perché non dovrete rinunciare a niente,né al mare né all’ombra degli alberi, alternando mare e campagna tutte le volte che vorrete e che sia voi siate esperti camminatori o passeggiatori della domenica questo angolo di Portogallo vi riempirà di emozioni.

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5 MOTIVI PER VISITARE LA COREA DEL SUD

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La frase l’italia è bella e c’è di tutto da visitare mi suona sempre molto retorica ed anzi i discorsi è meglio questo o quello mi hanno sempre innervosito, io viaggio perché voglio conoscere il globo, le sue diversità e la sua gente e se per farlo devo farmi migliaia di ore di volo o pochi chilometri a piedi poco importa non si può trasformare il viaggio in una gara o ancor peggio una sfida tra contendenti a suon di  “sono meglio io di te“.
Inizio questo racconto con una,spero, non troppo noiosa premessa perché voglio iniziare a parlare della Corea del Sud un paese su cui molti hanno pregiudizi e che forse adesso in tempo di coronavirus, non viene proprio voglia di visitarlo, visti i numeri esorbitanti che l’anno colpito, siano essi veritieri o meno,come peraltro, tutti quelli del resto del pianeta.
Sono tornata dal mio viaggio in Corea appena qualche giorno prima dallo scoppio dilagante dell’epidemia nel paese e ripensandoci oggi mi ritengo molto fortunata a non aver trovato difficoltà nel rientro in Italia.
I motivi per i quali qualcuno dovrebbe scegliere di visitare la Corea del sud sono diversi e proverò ad elencarli in qualche maniera facendo ancora un ulteriore e questa volta molto coincisa premessa,ovvero: la Corea non è stato il paese asiatico che più ho amato ma ogni cosa è assolutamente oggettiva e i parametri di giudizio di una persona sono sempre differenti, quindi proverò ad essere il più oggettiva possibile spingendo comunque chiunque ne abbia desiderio,a visitare la Corea del sud:
1. La Corea del sud è un eldorado per gli amanti del barbeque,qui gli amanti della carne troveranno piena soddisfazione per il palato, infatti buona parte dei ristoranti propongono solo menù carnivoro e la cosa innovativa e che quando ti siedi al tavolo del ristorante trovi già una piastra al centro sulla quale puoi cuocere tutta la carne che desideri mangiare, in alcuni ristoranti più sofisticati c’è addirittura un cameriere che ti prepara le pietanze direttamente al tavolo e le cifre che si spendono non sono poi così folli,con un massimo di 30 euro a persona si può mangiare carne cotta al momento. unico grosso inconveniente è che se siete vegetariani la vostra cena sarà a base di aria o di sola compagnia perché in alcuni posti non si trova una ciotola di riso neppure a pagarla.
2. La Corea del Sud è il posto ideale se siete amanti della tecnologia, qui ci sono immensi negozi che vendono ogni tipo di diavoleria tecno,dai telefonini ultima moda alle macchine fotografiche che sembrano astronavi pronti a prendere il volo tanto è grande e sofisticato l’obbiettivo. In alcuni negozi ci sono commessi disponibili ad aiutarti in ogni singola corsia alcuni addirittura con traduttore alla mano per aiutare anche gli stranieri, questo sopratutto nella città di Seul.
3. Una delle esperienze che mi ha spinto a visitare la Corea è stata la possibilità di vivere l’esperienza di Temple Stay ovvero uno o più giorni all’interno di un tempio coreano per vivere il buddismo, la religione nazionale in Corea del Sud. Ci sono meravigliosi templi coreani sparsi in tutta la Corea del Sud e sull’isola di Jeju,alcuni di essi come accade a Seul,facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici senza necessità di allontanarsi di molto dalla civiltà ma trovando ugualmente il silenzio ed il misticismo di questa religione antica. Il sito al quale fare riferimento è https://eng.templestay.com qui si può addirittura prenotare e pagare on line la permanenza di un giorno singolo o di più giorni, scelta consigliata se si vuole vivere a pieno l’esperienza, i costi partono dai 70 euro a notte si dorme in camere comuni divise per sesso e si seguono i ritmi dei monaci che si alzano presto e vanno a dormire altrettanto presto,dedicando buona parte del giorno a meditazione, yoga e momenti di confronto tra i monaci e i partecipanti stessi.
4. Non molti sanno che la Corea del sud è la patria mondiale della bellezza, i maggiori produttori di maschere di bellezza e cosmetici hanno sede proprio qui, ci sono una miriade di negozi specializzati solo nella vendita di maschere per il viso per tutti i gusti e per tutte le tasche con un’ampia scelta anche di prodotti vegani, inoltre i prezzi sono molto vantaggiosi ed il risultato post trattamento è visibile subito,fin dalla prima applicazione. Le coreane sono fissate per il make up e per i ritocchi estetici a giudicare anche dal numero spropositato di cliniche che effettuano interventi di chirurgia estetica, ci sono molte persone che arrivano in Corea del Sud con una faccia e vanno via con un altro aspetto, ma a parte gli eccessi,le coreane sono di fatto davvero bellissime.
5. Ultimo ma non meno importante è la distanza della Corea del Sud con il Giappone una terra straordinaria da visitare assolutamente, la sua vicinanze geografica consente di trovare tariffe aeree davvero vantaggiose tra città come Seul,Busan o addirittura Jeju city sull’isola di Jeju direttamente con Osaka, Tokyo o città minori del Giappone. I prezzi possono partire anche dai 50 euro a tratta per salire ad un massimo di 150 in alta stagione con incluso bagaglio, in meno di due ore di volo si ha la possibilità di immergersi nel paese del sol levante, due destinazioni in un unico viaggio per sentirsi veramente in un altro mondo.

In Calabria per assaggiare il calzone con la cipolla rossa di Tropea IGP

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Il “CIBO” uno degli aspetti più importanti di un viaggio al quale per molto tempo forse non ho dato la giusta importanza ma che oggi,dopo anni ed anni di girovagare, in Italia e nel mondo mi appare un aspetto da non trascurare anzi al quale dedicare molta attenzione come alla visita del posto spesso. Si dice che la cucina italiana sia la più buona del mondo ed io forse in questo faccio poco testo perché non solo non amo particolarmente la pasta, perlomeno quella confezionata ma sono vegetariana da diversi anni ed anche con qualche intolleranza che a volte complica la scelta del cosa mangiare e sopratutto dove trovare il cibo adatto a me. In Asia non ho grossi problemi o perlomeno in diversi paesi dell’Asia, dove trovo sempre il mio amato riso e tanta buona frutta e verdura ma in altre parti del mondo a volte può diventare complicato. Qualcuno si chiederà se non mi senta penalizzata e la mia risposta è no assolutamente no, la scelta di essere vegetariana mi fa andare alla ricerca di sapori che a volte in una cucina si ignorano, le intolleranze sono un altra storia ma per fortuna non così insopportabili da non consentirmi qualche scorro alle regole.
Per fortuna però,proprio l’Italia mi ha permesso di capire che nella nostra cucina c’è spazio per ogni palato e ogni specifica richiesta e quindi non è difficile passare dai tortelloni di ricotta burro e oro della Emilia Romagna, mia terra d’adozione, alla ‘Ncrapiata di fave e foglie, una purea di fave secche mescolate a erbe di campagna cotte, ricetta originaria della Puglia, mia terra di nascita.
La cucina italiana si può dire composta da 20 gruppi rappresentati da tutte le regioni che compongono lo stato da suddividere ulteriormente in un numero imprecisato di sottogruppi formati da provincie e in alcuni casi paesi che a volte hanno piatti e specialità differenti nel giro di pochi chilometri.
Durante un viaggio in Calabria di diversi anni fa,precisamente nella cittadina costiera di Scalea,ho provato un calzone di cipolla e fin qua sembrerebbe non essere una grande novità culinaria visto che la Puglia tra i suoi tanti piatti annovera anche il famoso calzone di cipolla sponsale, un tipo di bulbo lungo tipico di questa terra. La particolarità del calzone di cipolla assaggiato in Calabria e poi successivamente rimangiato per mano calabrese, è il calzone ripieno di cipolla rossa Igp di Tropea, una delizia da leccarsi i baffi, preparata in estate durante il periodo compreso da maggio a settembre quando si producono questi straordinari ortaggi caratterizzati da una grande dolcezza e digeribilità.Così desiderosa di rivivere al palato lo sprigionarsi di tutte quelle sensazioni dal sapore calabrese ho provato a rifare questa ricetta suggeritami da un calabrese Doc ed il risultato non è stato affatto male.
RICETTA CALZONE DI CIPOLLE ROSSE IGP DI TROPEA
INGREDIENTI
600 grammi farina 0
2 kg e 500 grammi di cipolla rossa di Tropea IGP
10 gr di lievito di birra fresco
50 gr olio extravergine di oliva
25 gr sale fino
acqua per impastare
PROCEDIMENTO
Affettare la cipolla dopo averla lavata farla saltare in padella con olio a fiamma bassa coprendo con un coperchio, aggiustare di sale fino a lasciar stufare fino al punto in cui si sarà creata una bella purea.
Nel frattempo impastare farina  e acqua tiepida nella quale avremo sciolto il lievito, incorporare il sale solo alla fine per non alterare l’effetto lievitante del lievito, coprire con un panno o pellicola e lasciare riposare finché il composto non sarà raddoppiato. Stendere un disco per la base e adagiarlo in una teglia precedentemente oleata farcire con il composto di cipolla e coprire con un secondo strato di pasta, buchrellare con una forchetta per far uscire aria qualora ce ne fosse dall’interno, attenzione a sigillare bene i bordi, magari utilizzando una specifico taglierino da cucina.
Cuocere in forno caldo a 220 gradi per circa 35 minuti sfornare e lasciare raffreddare il  calzone pronto per partire alla scoperta di qualche bellissimo angolo d’Italia.

 

Visitare Pennabilli per trovare un angolo di Tibet nel cuore della Romagna

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Per una come me sempre alla continua ricerca di nuovi posti dove trovare un profondo senso di spiritualità fu una vera e fantastica sorpresa scoprire che in un piccolo comune del riminese esisteva uno stretto legame con il Tibet.

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Il comune di Pennabilli conta poco più di 2700 anime e se ne sta placidamente adagiato suL crinale di una collina nella alta Val Marecchia un territorio composto da dolci colline che si snocciolano intorno al fiume Marecchia.

Pennabilli è un grazioso borgo perfettamente conservato che si raggiunge in poco più di una mezz’oretta da Rimini, nota cittadina affacciata sul mare Adriatico di cui troppo spesso purtroppo se ne decantano solo i divertimenti diurni e notturni che offre ai numerosi vacanzieri che decidono qui di trascorrere le proprie vacanze.
A 629 metri sul livello del mare,Pennabilli domina la vallata sottostante deliziando gli occhi sul paesaggio intorno e sul vicino stato di San Marino, il suo centro storico è perfettamente conservato e molte sono la persone che giungono qui per onorare lo scrittore e sceneggiatore Tonino Guerra grande amico di Fellini che nato a Santarcangelo di Romagna considerava Pennabilli un luogo del cuore nel quale si trasferisce in età molto adulta per gustare a pieno la vita del posto,ancora scandita dai ritmi lenti di una volta, quelli che accompagnavano la sua infanzia quando seguiva la sua famiglia che veniva a Pennabilli per vendere la frutta.
Ma non è solo l’aspetto genuino di Pennabilli,ancora per fortuna molto distante dalla devastazione turistica della costa, a rendere questo piccolo borgo così straordinariamente mistico,qui si può trovare un angolo di Tibet in carne ed ossa: la famosa campana tibetana di Pennabilli.
Per ricercare il fortissimo legame che lega Pennabilli al Tibet bisogna fare un salto indietro nel tempo quando padre Orazio Olivieri, per tutti Frà Orazio,decide di incamminarsi verso Oriente arrivando nel 1716 in Tibet dove crea una piccola missione cristiana ed entra in contatto con la cultura locale, compilando peraltro il il primo vocabolario tibetano in lingua italiana, il legame che si crea quindi tra queste due realtà solo apparentemente distanti,è fortissimo tanto che il frate diventa una personaggio assai amato dai tibetani e perfino dagli indiani che ritrovano alcuni dei suoi scritti, decidendo di far conoscere anche al Dalai Lama la storia di questo piccolo e tenace eroe. Il Dalai Lama s’innamora di questo personaggio tanto che è proprio lui in persona ad inaugurare a Pennabilli una campana di Lhasa.
La campana di Pennabilli si raggiunge facilmente dal centro del borgo ed arrivati al suo cospetto altro non si può fare che lasciarsi andare in un profondo momento di raccoglimento.
Un escursione o un viaggio in Val Marecchia ovviamente deve avere Pennabilli come tappa imprescindibile, se non si desidera arrivare in macchina lo si può fare utilizzando il servizio di bus della compagnia locale Start Romagna che collega la città di Rimini che l’entroterra. Il bus numero 160 parte dalla stazione dei treni di Rimini e termina la sua corsa a Nuovafeltria, altro grazioso borgo di provincia, dal quale bisogna poi proseguire cambiando bus e prendendo il numero 161.Il primo tragitto richiede un’ora di tempo ed il secondo una quarantina di minuti, il costo complessivo è di pochi euro a tratta ed anche se si può fare il biglietto a bordo consiglio di farlo a terra prima di partire acquistandolo direttamente in stazione presso il punto informazioni Start Romagna o una qualsiasi edicola. Durante la settimana le corse sono abbastanza frequenti mentre diminuiscono notevolmente durante il fine settimana.
A Pennabilli non ci sono molti hotel o sistemazioni dove potersi fermare a dormire, a parte il centrale ed anche elegante hotel Duca di Montefeltro, molti agriturismi sono fuori dal centro abitato e difficili da raggiungere senza un mezzo proprio, però il piccolo Bed and Breakfast Fonte dei Billi a meno di un chilometro dal centro,fornisce camere doppie con colazione all’italiana a circa 60 euro a notte, un posto davvero grazioso dove sentirsi a casa lontano da casa. In alternativa si può alloggiare a Novafeltria che offre qualche soluzione d’alloggio in più, altrimenti si può sempre rimanere a Rimini spostandosi poi verso Pennabilli e i suoi dintorni con il sistema di trasporto locale abbastanza valido e che vi farà toccare con gli occhi la vera meraviglia che si cela dietro la città di Rimini.

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Viaggiare in bicicletta: da Polignano a Mare a Monopoli per ammirare il blu del mare pugliese

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Per anni la regione Puglia,come altre regioni d’Italia, proprio non ne voleva sentir parlare di mobilità sostenibile e andarsene a spasso per città e paesi in bicicletta era davvero impresa ardua. Oggi anche se la strada da fare è ancora lunghissima, sia per il sud d’Italia che per lo stivale stesso, qualcosa sembra cambiare e nascono molto velocemente sempre più tratti di territorio dedicati agli amatori della vita su due ruote, inclusa ovviamente la sottoscritta.
Infanzia passata in Puglia e amore per la bici non sempre sono state un binomio compatibile, fin da piccola  io mia madre quasi tutte le domeniche ce ne andavamo in giro in bicicletta a fare lunghe passeggiate e se da un lato mi sentivo una privilegiata nello scoprire il mondo da una prospettiva diversa,dall’altro ho sempre avuto paura ad affrontare il traffico selvaggio in mezzo al quale sembravamo due aliene sbarcate da Marte. Ma tornando in Puglia per visitare la famiglia,anno dopo anno, mi sono resa conto che le cose stanno pian piano cambiando e molti soldi si stanno spendendo nella realizzazione di piste ciclabili, una tra queste ubicata in un tratto di litorale a me molto caro che va da Polignano a Mare a Monopoli,entrambi bellissimi paesi costieri della provincia di Bari.

In realtà la tratta di ciclabile a cui mi riferisco va da Mola di Bari a Monopoli,la distanza complessiva tra i due paesi è di 25 chilometri che attualmente sono percorsi da pista ciclabile per soli 13 chilometri, io personalmente né ho pedalati solo una decina e più precisamente dal tratto di strada che collega Polignano a Mare con Monopoli.
Entrambe le città sono bellissime e bagnate da un tratto di mare assolutamente spettacolare.

In Puglia si è da diverso tempo siglato un accordo interno con l’agenzia della mobilità che consente il trasporto della bici gratuitamente su molti vettori del trasporto,come Trenitalia, Ferrovie del Sud Est, del Gargano e Lucane.Arrivando a Bari e scegliendo di alloggiare in città dove non mancano cose da fare,gli spostamenti possono quindi essere facilmente(o quasi facilmente) effettuati con bici al seguito, il costo della sola corsa in treno regionale da Bari a Polignano è di soli 2.50 euro,il tempo necessario 30 minuti e i treni sono abbastanza frequenti durante la fascia diurna.

Giunti alla stazione di Polignano per raggiungere la ciclabile che conduce al Monopoli ci vogliono meno di dieci minuti ed il panorama che si apre davanti agli occhi assolutamente da fotografare perché, oltre alla visione del mare azzurro,permette di immortalare la sagoma del centro storico di Polignano a Mare, peraltro assolutamente da visitare. Per giungere a Monopoli in bici si possono impiegare,a seconda del vostro ritmo,dai 40 ai 60 minuti ma attenzione il tempo può aumentare ed anche di molto se decidete di fermarvi per guardare cielo e mare che s’incontrano come in un abbraccio infinito. Provare per credere!

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A Monopoli per una passeggiata tra storia e gastronomia pugliese

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Monopoli sorge a circa 45 chilometri a sud di Bari ed è facilmente raggiungibile dal nord Italia sia in automobile che in treno o bus. Monopoli è adagiata su di un tratto di mare che alterna scogliere e piccole calette di mare azzurro,dove immergersi anche con maschera e boccaglio per vedere numerosi pesci.
Negli ultimi anni Monopoli,come altre cittadine della provincia pugliese hanno subito un restyling,trasformandosi in luoghi affascinanti dove trascorrere una vacanza ogni periodo dell’anno. Il centro storico di Monopoli offre la possibilità di tuffarsi nel passato,passeggiando tra i suoi vicoli e scoprendo ogni volta angoli suggestivi dove scattare una foto. Ma è sicuramente il Castello di Carlo V a dominare la scena di tutto il centro storico, la sua forma pentagonale è tipica delle costruzioni cinquecentesche, periodo in cui viene attribuita la costruzione, la sue imponente struttura affacciata sul mare è resa ancora più maestosa grazie alla presenza di una torre cilindrica incorporata alla costruzione stessa che si trova proprio all’ingresso del maniero.Il castello è ben visibile da molte angolazioni del centro storico e la passeggiata prosegue in due direzioni, una che porta verso la piccola darsena e l’altra verso la spiaggia di Cala Porta Vecchia, presa letteralmente d’assalto dai turisti che scelgono di alloggiare proprio nel centro storico,dove sono sorti molti B&B nei quali si possono spendere dai 100 euro a notte per le soluzioni più semplici,fino a salire ai 400 euro ed anche più,se si preferisce una soluzione di charme dove concedersi qualche coccola come la camera con balcone dotato anche di vasca idromassaggio dove godersi il tramonto, il tutto accompagnato quasi sempre ,da una colazione  a base di biscotti  e torte fatte in maniera artigianale dai migliori e tradizionali panifici della città.
Dal punto di vista culinario la Puglia non ha nulla da invidiare alle altre regioni e sempre più spesso la visita a questo territorio ben si coniuga con la scoperta della gastronomia.
Monopoli è una città di mare e senza dubbio gli amanti dei piatti a base di pesce non rimarranno insoddisfatti ma la Puglia offre la possibilità di riscattare anche il palato di chi ha scelto una cucina vegetariana,grazie sia alla presenza di ortaggi cresciuti sotto il sole che qui splende molti giorni dell’anno.La tradizione gastronomica locale è basata su piatti considerati un tempo poveri ma che oggi diventano un fiore all’occhiello della Puglia, come La Ingrapiata, uno dei piatti più gustosi di tutta la Puglia.
Nonostante le mie origini siano proprio pugliesi ho sempre avuto il dubbio si dicesse Ingrapiata o Incrapiata, perché in effetti in alcuni paesi del barese questo piatto si chiama in maniera diversa ma poi un monopolitano d’hoc, ha fugato ogni mio dubbio:” si chiama Ingrapiata”
La Ingrapiata richiede diverse ore di preparazione comprese le ore di ammollo necessarie per ammorbidire le fave secche che devono essere messe a bagno la sera prima per poi proseguire con la loro cottura che andrebbe preferibilmente effettuata in un paiolo di terracotta, realizzato sempre in Puglia da piccole aziende  che sono diventate famose in Italia e nel mondo. Il tegame viene riempito con le fave secche poi coperte di acqua e lasciate sobbollire per ore, meglio se in una vecchia stufa alimentata a carbone di cui ancora molte casse sono provviste.Quando diventa una purea, le fave sono cotte e possono essere aggiunte le cicorie di campagna rigorosamente raccolte nei campi e saltate in padella con aglio e delle sottili fette di pane tagliate a piccoli tocchetti, il tutto abbondantemente irrorato con olio extra vergine d’oliva di cui la Puglia è sicuramente uno dei maggiori e migliori produttori d’Italia.
La Ingrapiata non è un piatto molto elaborato sicuramente è necessario prepararlo secondo la tradizione se si vogliono assaporare i sapori autentici ma ciò che lo rende unico seppur nella semplicità dei suoi ingredienti è proprio la scelta di questi, la fava è un legume antico ma poco utilizzato sopratutto nel nord Italia, un concentrato di energia con pochissime calorie che dovrebbe essere inserito nella dieta di ognuno,sopratutto bambini molto piccoli e anziani, il suo gusto delicato riscuote successo anche tra i più esigenti.

 

Parecchi ristoranti di Monopoli  propongono cucina locale e spesso anche l’Ingrapiata. Un bel posto dove consumare una cena o un pranzo in un’atmosfera famigliare è La Vecchia Taverna in via Argento 33 che oltre alla scelta di piatti a base di pesce proprone parecchie opzioni per vegetariani.

Per finire non si può lasciare Monopoli senza fare un salto nel Panificio Santa Caterina, in via Santa Caterina 4, a ridosso di una delle piazzette più carine del centro storico, qui la goduria non sarà solo per lo stomaco ma anche per occhi e naso, il profumo della focaccia appena sfornata si estende per tutta la zona e il richiamo sarà talmente irresistibile da essere una tappa fissa durante la vostra permanenza tra mare e sapore nella storica cittadina di Monopoli.

A Polignano a Mare per mangiare il gelato più buono della Puglia

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Uno dei ricordi più preziosi legati alla mia infanzia trascorsa in terra pugliese,sono sicuramente le passeggiate della domenica pomeriggio a Polignano a Mare per mangiare il gelato, che qui è sempre stato uno dei migliori di tutta la regione e che da solo meritava una visita.
Polignano a Mare è un comune distante dal capoluogo pugliese Bari poco più di trenta di chilometri, il centro storico sorge su uno sperone roccioso a strapiombo sul mare che oggi contribuisce a rendere Polignano una delle località più visitate della Puglia e che merita assolutamente di essere scoperta. L’economia di Polignano a Mare si basa prevalentemente sull’agricoltura e sul turismo che negli ultimi anni ha aumentato in maniera esponenziale il numero delle presenze di visitatori tra i quali molti stranieri che rimangono senza parole difronte agli scorci unici che la città sa offrire.
Polignano a Mare però non è sempre stata così meravigliosamente valorizzata, alcune zone dello stesso centro storico,che oggi appaiono curate in ogni loro angolo venticinque anni fa,non erano così valorizzate e se ci si voleva avvicinare alle zone più periferiche dove si ha accesso alle scogliere sul mare,si incontravano spesso sporcizia e abbandono.Oggi invece Polignano a Mare ha letteralmente cambiato faccia e grazie a scelte precise di una gestione comunale oculata oggi la cittadina è davvero una chicca.
Polignano a Mare è raggiungibile da Bari in macchina, percorrendo la strada statale 16 che fa da raccordo a tutte le località costiere più popolari di questo tratto di costa adriatica, una strada a scorrimento veloce sempre molto trafficata, in alternativa si può arrivare a Polignano in treno direttamente dalla stazione centrale di Bari in soli 30 minuti spendendo 2.50 euro a persona e godendo di uno  spettacolo fuori dal finestrino  davvero bello,tra antichi trulli e il mare blu cobalto.
La stazione dei treni di Polignano si trova a meno di venti minuti dall’ingresso del centro storico dove consiglio di pernottare. Negli ultimi anni sono nati moltissimi bed and breakfast allestiti all’interno di case antiche restaurate con gusto e senza usurpare il carattere del borgo,alcuni di essi offrono anche il balcone con affaccio sul mare come accade al Vicolo fiorito B&B in via Muraglia,che affitta camere doppie con colazione a circa 85 euro per i primi giorni di Agosto.

Polignano è assolutamente godibile tutto l’anno ed anzi durante la stagione invernale i prezzi si abbassano e non è raro trovare giornate di sole dove fare lunghe passeggiate o noleggiare una bicicletta per percorrere la nuova pista ciclo pedonale che collega Polignano a Mare a Monopoli, altra località pugliese che durante gli ultimi anni è diventata un richiamo per turisti.
Polignano a Mare non ha molte spiagge di sabbia ma senza dubbio la più famosa è Lama Monachile o Cala Porto una mezzaluna di sabbia chiara incastrata letteralmente tra due scogliere e che offre forse le immagini più suggestive della città. Ristoranti molto raffinati sorgono proprio qui e non mancano le occasioni per mangiare piatti a base di pesce fresco o un’ottima pizza che a Polignano a Mare viene preparata con materia prima eccellente.
Ma nessun pranzo,cena o spuntino può dirsi completo senza mangiare uno dei suoi famosi gelati di cui la città di Polignano è maestra nella preparazione. Alla città di Polignano a Mare sono stati conferiti molti riconoscimenti proprio per il gelato,preparato da maestri gelatieri,che ogni anno propongono gusti classici o particolari tentazioni  realizzate con prodotti locali.Una gelateria storica che resta un simbolo del gelato di Polignano è Bar Turismo in via Pompeo Sarnelli 7, di certo non un locale alla moda ma che resta il migliore di tutta la città. Rispetto ad altre gelaterie non ha moltissimi gusti ma sono tutti eccezionali, da provare la panna montata realizzata a mano e che lascia in bocca il dolce sapore del latte,una degna conclusione di qualsiasi visita nella bella città di Polignano a Mare.

A spasso per Arrecife la cittadina più popolosa di Lanzarote

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Pensando alle isole Canarie la mente corre subito alle sue meravigliose spiagge, ai paesaggi lunari dei suoi vulcani o alle sue piccole località balneari dove passare il tempo tra una passeggiata e un drink in riva al mare ma mai,o quasi mai,si pensa a loro riferendosi alle città che di fatto compongono il suo territorio, alcune di esse molto piccole, altre vere e proprie cittadine dove trovare musei e altri luoghi d’intrattenimento culturale interessanti.

La città di Arrecife è il più grande agglomerato urbano di Lanzarote, conta poco più di 55000 abitanti e viene troppo spesso esclusa dagli itinerari intorno all’isola perché considerata poco interessante se paragonata al piccolo e poco distante paese di Puerto del Carmen o altre località balneari dell’isola.
Arrecife è invece una delle mete da inserire come escursione giornaliera da effettuare praticamente da ogni paese si scelga di soggiornare, raggiungibile anche in bus poiché tutti i mezzi pubblici che si muovono sull’isola di Lanzarote arrivano e ripartono dalla stazione dei Guaguas,ovvero dei bus. Partendo da Puerto del Carmen basta prendere il bus numero 3 per arrivare a Arrecife in meno di mezz’ora,traffico permettendo, poi dalla stazione dei bus il centro della città si trova a circa una ventina di minuti a piedi, tragitto che può essere effettuato anche con la linea bus 21 e 23 che conducono fino al Parque Viejo poco distante dal Castillo di San Gabriel dove consiglio di iniziare la visita di Arrecife.
Il Castillo di San Felipe si trova su una piccola isola chiamata Islote de los Ingles raggiungibile a piedi da una strada pedonale che attraversa il Puente de las Bolas, un piccolo ponte levatoio con due piccole palle di cannone.Questo castello era stato costruito inizialmente in legno,in seguito bruciato dai pirati per poi essere ricostruito in pietra. Al suo interno è allestito un piccolo museo di Storia dove ci sono diversi reperti ritrovati in zona. Il costo del biglietto è di pochi euro e nonostante non ci sia moltissimo da vedere il panorama che si può vedere da questo piccolo maniero è mozzafiato, l’Oceano Atlantico si mostra in tutta la sua bellezza sopratutto durante il tramonto.
Ma Arrecife oltre a qualche spunto culturale interessante può offrire l’opportunità di acquistare prodotti a base di Aloe Vera, un pianta dai poteri prodigiosi, in negozi specializzati che ne rilasciano anche un certificato di provenienza. Lanzarote è uno dei produttori mondiali di questa pianta,dalle foglie si estrae un gel molto utilizzato nella cosmesi grazie alle sue comprovate proprietà lenitive e rinfrescanti per la pelle sopratutto quella sensibile e che soffre di patologie come eczemi,psoriasi o altri tipi di dermatiti. A differenza dei prodotti acquistabili in molti negozi di souvenir o profumerie situate nelle località più turistiche,i prezzi ad Arrecife sono più bassi ed in alcuni casi si possono acquistare trattamenti specifici per viso o corpo con un prezzo inferiore rispetto ad altri paesi dell’isola. Ovviamente nel centro di Lanzarote non ci sono solo negozi specializzati in vendita di Aloe ma si possono trovare molti brand internazionali o piccole botteghe di artigianato locale.
Ma Arrecife ha ugualmente una vita balneare come le altre località e la spiaggia più bella della città è senza dubbio Playa Reducto distante dal Castillo di San Gabriel una ventina di minuti a piedi, questo arenile è bellissimo,una baia lambita da acqua limpida che invoglia immediatamente al bagno, poco frequentata dai turisti rispetto ad altre cittadine costiere, qui si può più facilmente avere contatto con i locali che amano vivere questa bella spiaggia.
Tornando nel centro storico da non perdere una passeggiata lungo la piccola darsena della città dove trovare  locali e caffetterie che nel tardo pomeriggio si affollano di gente che fa aperitivo aspettando il tramonto.

Incontri con Yogi fantastici- il viaggio come dimensione dello spirito

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Viaggiare è senza dubbio una delle attività più belle al mondo che dovrebbe far partire leggeri e rientrare carichi, ma non di oggetti talvolta anche inutili,ma di emozioni e insegnamenti che non andrebbero dimenticati neppure per un istante nella nostra vita quotidiana.

Se faccio un passo indietro con la memoria di Yogi veri,ovvero persone che hanno scelto davvero di vivere in connessione con Dio e la natura, ho avuto il privilegio di conoscerne diversi e tutti mi hanno lasciato la voglia incredibile di andare avanti nel mio percorso e di seguire la strada autentica di uno yoga che nulla ha in comune con le mode sbarcate nel mondo”dei potenti”. La lista di tutte le persone che hanno lasciato un segno profondo nel bene e nel male,in questa mia impetuosa ricerca del Sé è davvero lunga,ne citerò solo alcune con l’intento preciso di comunicare quanto sia necessario iniziare a vivere il viaggio, sia esso a migliaia di chilometri che a pochi passi da casa, come un’occasione unica di liberarsi del superfluo ed a vivere il mondo consapevoli della grande fortuna ricevuta, quella di scoprire che qualsiasi cosa sia a noi scontata può non esserlo per gli altri.

Filippine ormai diversi anni fa,un paese che come pochi mi ha aperto gli occhi ed il cuore, per circa due settimane io ed il mio compagno siamo rimasti su di un’isoletta grande come un campo da calcio praticamente come unici ospiti stranieri di un minuscolo resort(se così si può chiamare) costruito in perfetta armonia con la natura. Il tempo è volato e le uniche cose che abbiamo fatto oltre altre ad un pò di snorkeling in un mare strepitoso, è stato passare con la piccola piccola comunità che abitava l’isola il resto del tempo. La mattina intrattenevo tutti con una lezione yoga a piedi nudi sulla sabbia suscitando lo stupore degli anziani che mi guardavano con curiosità, il pomeriggio si cantava con i più giovani ragazzi pieni di sogni e con la passione per la musica coreana che nelle Filippine è particolarmente apprezzata. Tra me e Swahili, una delle più giovani del gruppo appena diciottenne , è scattato subito un feeling profondo, sognava di conoscere Papa Wojtyla, al tempo ancora in vita, questa giovane donna dagli occhi scuri e grandi è riuscita a insegnarmi molto,a farmi capire cosa sia l’arte del donare, donare senza aspettarsi nulla in cambio se non la gioia di fare un gesto.

E poi c’erano i tramonti da vivere tutti insieme con la piccola comunità dell’isola come fossimo tutta una famiglia, ci si sedeva sul pontile e si guardava il sole che lento e inesorabile si immergeva nelle acque del mare, sperando intanto, che i delfini ci facessero l’onore di passare da quelle parti per un saluto. E poi arrivò anche Natale, una festa celebrata con vero spirito di aggregazione  dove si mangiava il maialino arrosto, una pietanza che si aveva il privilegio di mangiare solo una volta all’anno,un banchetto al quale partecipava anche il più anziano del villaggio,il più amato e rispettato della comunità, Sam che,superati gli ottanta egregiamente,passava tutto il suo tempo dedicandosi alle piante e alla preghiera consumando ogni giorno della sua vita un solo e frugale pasto a base di riso in bianco accompagnato da un bicchiere di acqua, un piatto che mangiava sempre con gusto e profonda gratitudine al quale neppure per la cena di Natale seppe rinunciare,lasciando  ai giovani la gioia di mangiare la carne tanto sognata.

Ecco allora che questi sono gli yogi autentici,quelli che non hanno bisogno dei pantaloni colorati e le magliette attillate per mostrare al mondo il vero senso dello yoga.

Puerto Calero la località più chic di Lanzarote

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Da Puerto del Carmen,una delle località più famose e belle dell’isola di Lanzarote,si può facilmente raggiungere un piccolo e distensivo paesino di nome Puerto Calero che oltre ad ospitare una piccola darsena è il luogo ideale per concedersi una passeggiata o un’aperitivo durante la suggestiva ora del tramonto.

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Sempre con un biglietto da 1.40 euro si sale a bordo del bus e in meno di venti minuti vi lascia nell’unica fermata di Puerto Calero, un posto probabilmente famoso non tanto per le sue spiagge ma per i negozi e gli hotel raffinati, qui infatti i giardini delle case e di tutti gli edifici sono ancora più raffinati rispetto al resto dell’isola e i frequentatori principali di questa piccolissima cittadina sono prevalentemente proprietari di imbarcazioni o chi vuole rimanere ancora più appartato rispetto alla vicina Puerto del Carmen. Nonostante si capisce al volo che a Puerto Calero sia una meta di quelle da considerare un pò “fighette” passarci un paio di ore può essere davvero distensivo. La passeggiata adiacente proprio alla darsena è costellata dalla presenza di diversi negozi prevalentemente indirizzati a chi cerca grandi firme della moda anche se ci sono negozi di souvenir e diversi ristoranti che propongono prevalentemente piatti a base di pesce, inoltre i bar con ampi spazi all’aperto sono l’ideale per chi desidera concedersi un drink al tramonto con una bella e rilassante musica di sottofondo. Sempre a Puerto Calero è possibile noleggiare un Quad che permette di muoversi per tutta l’isola di Lanzarote avventurandosi anche attraverso tutti gli sterrati presenti sull’isola grazie alla natura vulcanica di Lanzarote.
Però nonostante io non sia affatto una fanatica dell’eleganza, Puerto Calero è un piccolo paesino incantevole per le abitazioni presenti e che mi ha attratto per la presenza del suo faro,praticamente al centro della darsena costruito in legno bianco, non troppo alto ma che sembra risplendere sopratutto al tramonto.

Visitare Puerto Calero è senza dubbio una buona idea per uscire un paio di ore fuori da Puerto del Carmen utilizzando il bus, immergendosi così in un’atmosfera di pace.