Come arrivare alle Cascate delle Marmore con i mezzi pubblici

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La prima volta che ho visitato le Cascate delle Marmore avrò avuto si e no 10 anni, quindi più di 30 anni fa, un ricordo che ancora oggi mi fa tremendamente emozionare e non tanto per il posto che ancora ricordo da mozzare il fiato ma perchè fu uno dei tanti viaggi in giro per l’ Italia che ho fatto con mio nonno, l’unico padre che io abbia mai conosciuto e amato durante questa mia vita terrena.

Era ormai da un anno che desideravo ritornarci, lo scorso anno ho dirottato su Spoleto per questioni logistiche legate ai treni da utilizzare per arrivarci, poichè chi mi conosce da un pò lo sa, i miei anzi i nostri cercano sempre di essere viaggi con i mezzi che per qualcuno sono la scomodità in persona per me l’essenza del viaggio, oltre al fatto che la scelta ambientale ha un forte impatto sulla mia vita di tutti i giorni. Quest’anno però la voce Marmore si è fatta sempre più insistente nelle orecchie, sostenuta anche dal fatto che il mio compagno non ci era ancora mai stato e che in questo momento difficile, in cui la pandemia mi ha privato di tanti dei miei viaggi, ho sentito di rifugiarmi in un ricordo famigliare a me caro, insieme a chi è sempre al mio fianco facendomi anche un pò da padre, come il mio compagno di vita.


Il treno freccia argento parte da Riccione(paese nel quale risiedo soprattutto in estate) alle 06:59 diretto a Roma e che dopo 3 ore di viaggio ferma proprio alla stazione di Terni, una città nel cuore dell’Italia, nella bella regione dell’Umbria. Puntuali alle 10.06 come previsto siamo fuori dal treno in cerca del Marmore Link, un collegamento diretto con le cascate effettuato da busitalia. Il bus non parte direttamente dalla stazione ma dall’autostazione a pochi metri da essa e per fortuna un gentile signore ce lo segnala, altrimenti avremmo aspettato in vano direttamente alle pensiline dei bus sul piazzale della stazione da dove in effetti partiva il bus fino a poco tempo fa. L’autostazione si trova a sinistra dell’uscita dalla stazione dei treni di Terni e ci vogliono pochi minuti per arrivare, entrati lì a destra si trova il cartello che indica la fermata per le cascate. I bus da prendere per arrivare proprio davanti alla biglietteria delle cascate è il numero 7 e il numero E 621, il biglietto lo si può acquistare al bar della stazione dei treni o direttamente all’autostazione, il costo è di 1.30 e la validità del biglietto è di 100 minuti, il tragitto dura circa 15/20 minuti visto che le cascate si trovano a pochi chilometri dal centro di Terni, le corse si ripetono spesso durante la giornata. In alternativa tutti i treni che da Terni sono diretti verso la città dell’Aquila effettuano una fermata a Marmore distante dall’ingresso circa 600 metri, una soluzione probabilmente più scomoda ma sicuramente un’alternativa per chi preferisce il treno o è comodo ai suoi orari, anche in questo caso così come per il Marmore Link è possibile visionare gli orari sul sito di Trenitalia.
Il bus ferma quasi davanti alle biglietterie il costo per accedere alle cascate è di 10 euro a persona e sono disponibili visite guidate con un sovraprezzo, inoltre per accedere al balcone degli innamorati, un angolo molto famoso delle Cascate delle Marmore, è obbligatoria la guida. I servizi di guida non possono essere acquistati on line ma direttamente alle biglietterie, nel nostro caso abbiamo optato per l’acquisto on line per evitare di trovare fila alle casse ed accedere direttamente al sito scelta azzeccata considerata la gente che era presente il giorno in cui abbiamo visitato le cascate. La prevendita dei biglietti è disponibile direttamente sul sito:www.cascatedellemarmore.info
Il tempo che si può impiegare per vedere le Cascate delle Marmore è assolutamente soggettivo il biglietto è valido tutto il giorno è durante il periodo estivo, nei fine settimana, il rilascio dell’acqua essendo una cascata a flusso controllato, va dalle 10 alle 19 e dalle 21 alle 22, ad ogni modo è bene controllare sul sito soprattutto se si sceglie di visitare le cascate in settimana o durante i giorni feriali. Di una cosa potete star certi una volta giunti lì non avrete tanta voglia di andar via e se il tempo non è dei migliori è meglio portarsi dietro un kway perchè in alcuni punti e soprattutto se c’è vento una doccina è assicurata e molti svaligiano lo shop per acquistare i teli di plastica al costo di 2 euro, noi abbiamo sfidato l’acqua essendo una giornata calda e bellissima e ci siamo portati dietro tutto il necessario per un pic nic al cospetto dell’acqua, la natura e l’aria buona.

Il mondo in tavola: Strangozzi alla Spoletina,un must della cucina umbra

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Strangozzi alla Spoletina è questo forse il piatto più famoso in tutta la bella cittadina di Spoleto. Qualunque sia il menù che ci si fermi a leggere fuori dai tanti ristoranti della Spoleto alta si legge ben evidenziato il nome di questo piatto, un primo a base di pasta fresca,simile alle comuni tagliatelle ma realizzate senza uovo solo con la maestria delle donne di casa che stendono a mano questi lunghi spaghettoni.
Il condimento principe degli Strangozzi, quello più pregiato,è quello a base di funghi porcini, un prodotto molto facile da reperire in Umbria che diventa una base per molte pietanze locali o per la realizzazione di un olio aromatizzato davvero eccellente.Ma gli Strangozzi se fatti a mano secondo tradizione sono davvero eccezionali e si accompagnano perfettamente ad un altro sugo molto celebre a Spoleto tanto da farne diventare un piatto simbolo, ovvero gli Strangozzi alla Spoletina.
Gli Strangozzi alla Spoletina sono un primo piatto semplice ma gustoso ed anche molto economico se si sceglie di consumarlo al ristorante ma la sua ricetta è assolutamente replicabile anche a casa,sopratutto se prima di lasciare Spoleto si acquista qualche pacco di Strangozzi secchi in vendita in quasi tutti i negozi che vendono prodotti locali oppure nei supermercati dove si possono addirittura comprare freschi e messi sotto vuoto con una durata fuori frigo di almeno un 4 ore.
I ristoranti presenti a Spoleto alta sono molto caratteristici e non sempre il rapporto qualità prezzo è garantito,come purtroppo accade in molti luoghi turistici,anche se alcuni locali sono davvero carini, se invece si vuole mangiare la cucina davvero tipica in un ambiente molto basico ma con la garanzia di mangiare bene ed abbondante uno dei posti giusti può essere Ristorante Sportellino in via Cerquilia 4, poco distante dalla Spoleto alta in direzione stazione ferroviaria.

RICETTA STRANGOZZI ALLA SPOLETINA
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
-1 pacco di pasta formato Strangozzi da 500 grammi
– pomodori maturi 600 grammi
– 2 spicchi di aglio
– 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva meglio se umbro
– pepe nero q.b
PREPARAZIONE
Tagliate i pomodori in 4 pezzi metteteli in una casseruola antiaderente dove avrete fatto sfrigolare l’olio con i due spicchi di aglio che poi possono essere rimossi,salare, pepare e lasciar cuocere per una trentina di minuti. Cuocete la pasta in acqua salata per almeno una decina di minuti ed al termine mantecare con il sugo di pomodoro fresco. Servire gli Strangozzi caldi

Spoleto città d’arte umbra: dal Duomo al Giro della Rocca

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Sarà perché uno dei primi viaggi on the road con micetta pelosina al seguito è stato proprio in Umbria ma sono particolarmente legata a questa terra che sa stupire in ogni suo angolo .
Dopo una breve coincidenza a Falconara Marittima il treno regionale per la città di Spoleto impiega due ore per arrivare alla stazione ferroviaria situata nella parte bassa della città. Il treno ti permette di godere di tutte le bellezze che il paesaggio, montagne verdi,piccole chiese praticamente incastrate tra gli alberi possenti e borghi antichi che sembrano essere venuti fuori da un quadro.
Spoleto si divide idealmente in una zona bassa,dove sorge anche la stazione dei treni ed una parte alta che detiene il numero maggiore di tesori artistici d’inestimabile bellezza. Con una passeggiata di circa dieci minuti s’intraprende il percorso in salita della città, il dislivello cittadino è però coperto da un percorso sotterraneo meccanizzato disponibile dalle 07 del mattino alle 21 durante la settimana,mentre nel fine settimana,il sistema è attivo fino alle 23.
Il centro di Spoleto è Patrimonio Unesco e la sua bellezza sta anche nel suo sviluppo in altezza e seppur in piena estate può risultare un tantino faticoso vale la pena far la conoscenza con quel sali e scendi che rende unica la cittadina.I monumenti storici però non sono le uniche cose ad aver reso famosa la città di Spoleto, qui sono state girate le ultime serie della popolare serie televisiva Don Matteo e non è raro sentir parlare degli attori dagli spoletini e dai ristoratori che spesso espongono nei loro locali le foto insieme agli attori.
La piazza più frequentata durante il giorno e sopratutto durante il fine settimana,è senza dubbio Piazza del Mercato qui si concentrano diversi locali e anche qualche negozio dove acquistare i classici prodotti tipici, come i legumi di cui l’Umbria è uno dei maggiori produttori italiani, olio e gli strangozzi, una pasta lunga simile ad uno spaghetto che viene in alcuni posti preparata a mano e condita con pomodoro e altri aromi,dando vita ad uno dei piatti locali più celebri ovvero:gli Strangozzi alla spoletina.Infine non dimentichiamoci del tartufo un alimento prezioso che viene largamente utilizzato in cucina  per la preparazione di salse o oli aromatizzati e che spesso diventano il souvenir ideale da portare a casa come ricordo.
Il monumento sicuramente più fotografato ed ammirato dai turisti che arrivano numerosi a Spoleto,è il Duomo noto anche come la cattedrale storta per via della sua ubicazione sopra il rosone Norcia.La bellezza architettonica di questo luogo di culto lascia senza parole,rinascimentale, romanico e gotico si fondono come in una melodia e se esternamente la costruzione si mostra nella sua imponente figura,il suo interno non è senza dubbio da meno, gli affreschi  sui muri sono da libro di storia dell’arte e si impiega un pò di tempo per ammirarli tutti,tra tutti quello che senza dubbio lascia senza fiato è il ciclo di Storie della Vergine di Filippo Lippi, situato nell’abside, dipinto da quest’artista tra il 1467 al 1469 gli ultimi suoi anni di vita,incredibile il gioco di luce e l’attenzione di ogni particolare fanno in modo che l’occhio ruoti in tutte le direzioni.
Ma se il Duomo di Spoleto lascia sbigottiti per la imponenza è di lì a poco,salendo ancora di altezza,che si comprende un altra fondamentale caratteristica di Spoleto, la fusione della città con la natura circostante fatta di montagne verdi e antichi edifici immersi in essa. Il Ponte delle due Torri  è un ponte ad arco frutto di un acquedotto romano situato proprio a Spoleto, purtroppo attualmente non è percorribile come lo era un tempo per via di alcuni lavori di restauro che lo stanno interessando ma per avere la visione generale di tutta la struttura e dello scenario che circonda la città è necessario intraprendere il Giro della Rocca che parte a destra dell’ingresso alla Rocca Albornoziana, altro simbolo imponente di Spoleto. Questa passeggiata panoramica di 3 chilometri consente la vista del Ponte fino a terminare in Piazza Bernardino Campello da dove si può ammirare il Duomo e la Torre Campanaria del Municipio. Il percorso oltre ad essere ideale per ammirare le belle cittadine da una prospettiva privilegiata è anche la maniera migliore per immergersi nei suoni della natura che in estate sono enfatizzati dalle cicali che cantano gioiose, incuranti delle numerose persone che percorrono questo percorso.
La Rocca Albornoziana si trova all’apice del colle Elia e domina la città di Spoleto, questa fortificazione fu fatta edificare da Papa Innocenzo VI per sottolineare la potenza anche militare della Chiesa. Si può accedere al suo interno a fronte di un biglietto di 7,50 euro che consente anche l’ingresso al Museo Ducale mentre se si acquista la Spoleto Card al costo di 9,50 euro per adulti 8 per il ridotto si ha la possibilità di accedere ad altri 5 musei e partecipare a visite guidate gratuite.
Spoleto necessita di almeno un paio di giorni se si desidera vedere la città con calma e immergersi nei suoi ritmi lenti una meta ideale per un fine settimana in tutte le stagioni, e magari fermarsi anche nella vicina Trevi un piccolo borgo che visto dal treno fa venir voglia di riprogrammare un nuovo giretto in terra umbra che come sempre non delude mai.