Muoversi in bus a Lanzarote: come raggiungere il mercato settimanale di Playa Blanca partendo da Puerto del Carmen

Leave a comment Standard

Da Puerto del Carmen, uno dei paesi più pittoreschi di tutta l’isola di Lanzarote,è possibile fare diverse escursioni ed alcune di esse anche in assoluto fai da te,come quella verso il mercato di Playa Blanca. Generalmente quando si parla dei mercati settimanali di Lanzarote viene subito in mente quello di Teguise che si svolge la domenica e che ormai è diventata una tappa fissa per tutti i numerosi visitatori che arrivano a Lanzarote. Come accade con tutto ciò che diventa “troppo turistico” il mercato di Teguise ha perso un pò del suo fascino e nonostante il paese resti molto carino è forse meglio farsi una passeggiata in un giorno diverso da quello del mercato e magari optare per la visita al mercato di Playa Blanca.
Playa Blanca è una località del sud di Lanzarote molto vicino a Playa Papagayo una delle spiagge più belle di Lanzarote, la visita al mercato del mercoledì di Playa Blanca è un’attività proposta in molte agenzie turistiche locali che,con un costo di circa 20 euro conducono al mercato per una mezza giornata, le bancarelle del mercato vendono prodotti locali, artigianato e molti cosmetici a base di Aloe Vera, una pianta prodigiosa utilizzata nella cosmesi e che vede proprio Lanzarote uno dei produttori migliori al mondo.
Organizzarsi per raggiungere Playa Blanca in autonomia utilizzando i bus locali è fattibile ma si deve tenere ben a mente il numero di visitatori sempre più numerosi che decidono di prendere il bus per essere lì al mercoledì.
Il bus che da Puerto del Carmen arriva a Playa Blanca è il numero 161 lo stesso che collega entrambe le cittadine all’aeroporto isolano, il costo del biglietto è di 1.70 euro e lo si può fare anche a bordo purché si abbia una banconota non più grossa di 10 euro. Le corse dei bus iniziano dalle 06:00 del mattino dall’aeroporto e arrivano alle varie fermate di Puerto del Carmen dopo circa una ventina di minuti dalla partenza, è meglio muoversi al mattino presto perché il bus una volta pieno non carica più nessuno e si è costretti ad aspettare il mezzo successivo.  In alternativa ci sono i tassisti di Lanzarote che sanno benissimo quanta gente ogni mercoledì  affolla le fermate dei bus da Puerto del Carmen a Playa Blanca,così passano e ripassano con mini van offrendo il loro servizio, la tariffa del tragitto si aggira intorno ai 50 euro che eventualmente si può dividere con altri turisti in attesa per ridurre la spesa . Stessa problematica la si ha per il ritorno, il mercato chiude battenti intorno alle 14:00 e per quell’orario tutti si riversano alle fermate dei bus per tornare indietro quindi anche in questo caso è bene muoversi con anticipo.
Ormai il mercato di Playa Blanca sta diventando molto famoso così come quello di Teguise ma forse non ancora così gettonato quindi vale la pena farci un salto e con un pò d’astuzia arrivarci in bus vi farà anche risparmiare,inoltre spostarsi in bus per Lanzarote è abbastanza fattibile e anche se non perfettamente capillare in bus si possono visitare diverse località bellissime di quest’incanto di nome Lanzarote.

A spasso tra i musei gratuiti della città di Bogotà

Leave a comment Standard

La cosa che più mi ha sorpreso di Bogotà, la capitale della Colombia, è senza dubbio la quantità di musei da visitare senza necessità di pagare alcun biglietto e senza limitazioni di tempo,giornate,eccetera eccetera.
In effetti la cultura e la valorizzazione di essa sembra essere il motore propulsore che spinge Bogotà a proiettarsi verso il futuro attraendo un numero sempre crescente di turisti. I musei di Bogotà da soli rappresentano un valido motivo per fermarsi diversi giorni in città, se poi amate la pittura come me il posto giusto è il Museo di Botero aperto tutti i giorni dalle 9 del mattino alle 7 di sera questo splendido tempio della meraviglia artistica si trova nella zona dei Candelaria, la più antica della città,poco distante dal Museo dell’Oro,quest’ultimo a pagamento con un titolo d’ingresso pari a 4000 pesos(1.10 euro) per gli adulti e gratuito per i bambini fino a 12 anni e gli anziani di oltre 60 anni.

Il Museo di Botero ospita al suo interno una mostra strabiliante che da sola richiederebbe almeno una giornata intera, io ad esempio ci sono tornata per due giorni di fila e non solo perché rapita dalla bellezza dei quadri del grande maestro Botero ma anche per la cura con cui è tenuto tutto l’edificio di epoca coloniale adornato,nel suo cortile interno,da alberi poderosi e fiori profumati.
Sempre rimanendo in zona Candelaria si trova il Museo di Bogotà, anch’esso ad ingresso gratuito e con molti spazi interattivi ed espositivi che mirano a far comprendere come la città sia stata fondata, anche in questo bisognerebbe perderci almeno una mezza giornata sopratutto se amanti della storia.Altrettanto interessante è il Military Museum sempre gratuito,posto nel quale ho stazionato circa un due orette buone perché il mio compagno è appassionato di questo genere di esposizioni. La cura di questa mostra e talvolta le spiegazioni assolutamente gratuite, disinteressate e appassionate del personale che lavora al suo interno, faranno scorrere molto rapidamente la lancetta del tempo.
Spostandosi invece di poco dal centro storico e quindi dalla Candelaria altro museo meritevole di essere visitato è il Museo Nazionale della Colombia, qui si paga un biglietto sempre di 4000 pesos, cifra irrisoria per vedere un’altra meraviglia culturale. Questo museo è il più antico di tutta la Colombia e la sua collezione spazia dalle sculture ai dipinti di epoca coloniale fino ad i giorni nostri al suo interno,parecchie testimonianze non solo colombiane ma appartenenti a tutta l’America latina.
Infine,ma non di certo per importanza,c’è il museo La Quinta de Bolivar, che si trova praticamente all’incrocio della strada che sale su verso la funivia che da Bogotà sale fino a Monserrate.
Il Museo de la Quinta Bolivar ad ingresso gratuito tutte le domeniche.L’edifico di stile coloniale è molto bello e circondato da un rigoglioso giardino esterno che vi farà staccare per un pò dal traffico automobilistico che regna tutto intorno alla zona in cui è situato. La struttura è stata la residenza di Simon Bolivar, ex presidente della repubblica di Colombia, dopo la guerra d’indipendenza, oggi la mostra al suo interno è dedicata a questo personaggio storico.
Il mio consiglio quindi,per tutti coloro che visitano Bogotà,è quello di pianificare un tempo di permanenza sufficiente per gustare a pieno il fascino culturale di Bogotà e se poi i musei non sono proprio la vostra passione fateci ugualmente un giro veloce, almeno in quelli gratuiti, perché Bogotà va scoperta anche attraverso di essi.

COSA FARE O NON FARE QUANDO SI VISITA CARTAGENA DE INDIAS

Leave a comment Standard

Quando si decide di visitare l’America latina spesso ci si chiede se tutto quello che viene raccontato circa la sua pericolosità sia vero o meno e così al rientro da un viaggio bellissimo verso la Colombia ci sono alcune considerazioni che mi sento di fare.
Mi voglio soffermare sulla città colombiana di Cartagena de Indias, una città coloniale che per anni ho avuto il desiderio di visitare e sulla quale,così come su tutta la Colombia ci sono diverse opinioni contrastanti e purtroppo ancora troppi pregiudizi. A viaggio concluso posso dire che il rischio di cadere in qualche spiacevole situazione è il medesimo che si può trovare in molte delle nostre città italiane.
Abituata probabilmente a viaggiare spesso in Asia,l’America latina mi è apparsa decisamente diversa in termini di sicurezza e con questo non voglio dire che sia meno sicura del continente asiatico, ma semplicemente la sensazione è diversa.
Siamo arrivati a Cartagena de Indias con un volo diretto dalla meravigliosa Panama city ed atterrati a destinazione alle 11 di sera, ad attenderci il gestore del piccolo hotel Monasterio. Primo suggerimento se si arriva in tarda serata è sicuramente quello di organizzare il transfer direttamente con la struttura nella quale si alloggia. Riguardo a Cartagena de Indias la maggior parte di chi la visita decide di alloggiare in una delle tante strutture all’interno del caratteristico quartiere coloniale di Getsemani un adorabile ed aggrovigliato dedalo di strade inserito all’interno del centro storico pieno di piccoli locali. Al contrario il mio alloggio, seppur delizioso,era a 15/20 minuti circa dal castello di San Felipe ed intorno non aveva molte possibilità per mangiare, tranne un piccolo supermercato praticamente difronte, dove al mattino compravo della frutta ed una panetteria che dalle 07:30 sfornava cornetti formidabili. Il contesto di questa struttura era assolutamente adorabile tanto da spingerci incoscientemente a sentirci un pò troppo a nostro agio e a passeggiare ingenuamente tra vicoli interni con tanto di borsa a tracolla e aria tipicamente turistica, nulla è successo per fortuna e forse nulla sarebbe mai capitato ma la gente del posto ci ha caldamente invitato a non andare troppo oltre e a non tirar fuori macchine fotografiche o telefonino. Queste comunque sono buone norme da seguire davvero ovunque in questo caso però,essendo una zona residenziale dove non capitano molto spesso turisti è una cautela da tenere ancora più a mente.
Fatta questa precisazione e nonostante alloggiare in centro sarebbe stata la scelta logistica migliore per godere a pieno di tutte le meraviglie del centro cittadino, la periferia mi ha insegnato molto, la gente è cordiale e si preoccupa per il turista che vede a zonzo da quelle parti, qualcuno vi chiederà dei soldi,sopratutto se vi vedono in un negozio a comprare qualcosa(pochi devo dire) qualcuno vi chiederà di comprargli un pezzetto di pane e lo farà con così tanta discrezione che probabilmente avrete il desiderio irrefrenabile di comprargli tutta la panetteria, si fa per dire,e gli occhi vi si riempiranno di gioia vedendolo seduto a gustare il dolcetto caldo che ha deciso di comprarsi grazie a voi(in realtà anche adesso le lacrime solcano il mio viso solo al pensiero di quei momenti).
Ma Cartagena de Indias è anche eleganza ed una passeggiata al tramonto lungo il litorale di Playa de Bocagrande vi catapulterà in una Cartagena diversa, finta e preconfezionata per i turisti ma pur sempre da visitare.
Altro suggerimento importante se si visita Cartagena è quello di utilizzare i bus locali per spostarsi, non hanno una tabella di marcia ben precisa ma sono colorati ed economi,nei pressi del Castello di San Felipe passa spessissimo il bus per Bocagrande e Playa Marbella, quest’ultima è meno frequentata e turistica della prima anche se i colori del mare in entrambe non sono idilliaci.
Cartagena de Indias è una di quelle città che non si finisce mai di scoprire, molto affollata sopratutto durante le ore centrali della giornata per viverla al meglio le ore migliori sono quelle del primo mattino,quando i turisti e i croceristi del classico day trip non ancora ancora arrivati sulle sue piazze,piene di chiese antiche e donne vestite con i loro abiti tradizionali composti da gonne variopinte con in testa l’immancabile cesto di frutta, personaggi che sono diventati il simbolo di molte città coloniali come la stessa Habana di Cuba e che ormai consapevoli del loro successo tra i turisti, chiedono soldi in cambio di una scatto fotografico.
Poi ci sono le chiese ed il bellissimo Castello di San Felipe da visitare,senza dimenticare gli aperitivi al tramonto con sottofondo musicale e le scorpacciate di frutta fresca appena tagliata disponibile praticamente ovunque. A conclusione dico che forse non ci sono proprio cosa da fare e non fare a Cartagena de Indias, ma forse ci vuole solo la consapevolezza di trovarsi in una grande metropoli lontani da casa, assaporando consapevolmente ogni angolo di questa meravigliosa città.

Visita al Castillo de San Felipe de Barajas:”la prospettiva” più bella di Cartagena de Indias

Leave a comment Standard

La città di Cartagena è definita da molti la perla del Caribe, non tanto per il mare adiacente che la bagna,come quello di Playa de Bocagrande, che al dire il vero ha ben poco di caraibico, ma per la bellezza del suo centro storico,carico di storia e arte coloniale.
Per vivere la città come meriterebbe,in tutti i suoi angoli più remoti forse non basterebbe un mese o anche più,considerato che,non appena ci metti piede ti senti inondato da un’allegria improvvisa,fatta di suoni e colori brillanti dei suoi antichi palazzi, dei carretti carichi di cocchi e manghi appena raccolti.
La prospettiva senza dubbio più accattivante di tutta la città di Cartagena la si ha salendo e visitando con calma il Castillo di San Filipe de Barajas, la più grande fortificazione spagnola situata in Sud America.
Il Castello di San Filipe si trova in Carrera 17 distante dal centro storico della città meno di una decina di minuti a piedi, l’area intorno a questa grande struttura è molto trafficata ed oltre al quotidiano scorrere di automobili e mezzi di trasporto locali,si deve fare i conti anche con l’orte di turisti che ogni giorno arrivano qui per visitare uno dei simboli storici più importanti dell’America latina, senza pensare alle numerose navi da crociera che, attraccando proprio a Cartagena de Indias, portano numerosi gruppi in visita. Consiglio se è possibile di andare a visitare il castello verso le 8 del mattino appena apre per riuscire a godere della bellezza di questo posto con più tranquillità.
Il biglietto d’ingresso per gli stranieri in visita è di 25 pesos per gli adulti e 20 per i bambini l’equivalente, grosso modo, di 7 euro. Sulla mappa che viene data alle biglietterie c’è segnato,con l’ausilio di numeri,un percorso consigliato che vi permette di vedere ogni angolo importante di questa struttura.Il suggerimento più importante per capire bene come sia nato e quali vicissitudini hanno visto protagonista il castello è di visitare la sala corrispondente sulla mappa al punto 4, al suo interno partono di continuo filmati anche molto indicati per i bambini dove è possibile capire il perché sia stato costruito proprio a Cartagena de Indias e tutta la sua evoluzione. L’epoca di costruzione del castello risale al 1700,la leggera altura sulla quale si erge il baluardo ha contribuito nel corso della storia a rendere San Felipe il punto perfetto per avvistare eventuali attacchi di pirati provenienti non solo dal mar dei Caraibi ma anche dall’Europa. La storia di questo castello racconta diversi attacchi nemici con conseguenti distruzioni della struttura stessa che è ad oggi appare meravigliosa e molto ben curata.
La zona più alta del castello di San Felipe permette una visione aerea di tutta la città di Cartagena che non è composta solo dal suo incantevole centro storico ma che ha tutto intorno una aggrovigliata rete di alti palazzi e baracche che si alternano su di una vasta superficie.

Unica nota stonata del castello è il piccolo negozio di souvenir adibito in uno dei locali della struttura,il negozio è piccolo ed espone una quantità impressionante di merce(abbastanza dozzinale)qui la gente  si accalca desiderosa di comprare il classico pensierino da portare a casa che peraltro costa la metà appena se acquistato dai venditori ambulanti sparsi fuori dalla struttura, lo stesso vale per le bevande e per l’acqua che costa cara e che consiglio di portare con sé prima di entrare,sopratutto se si visita San Felipe durante le ore più calde della giornata, quando le temperature possono tranquillamente superare i 35 gradi. Ma souvenir a parte che comunque ormai fanno parte della grande macchina che smuove il turismo,il Castillo di San Felipe de Barajas deve essere all’apice della lunga lista delle cose da vedere nella stupenda Cartagena de Indias.

Casco Viejo-splendore coloniale nel cuore di Panama City

Leave a comment Standard

La città di Panamà  così come lo stato sul quale sorge è stata per molto tempo nominata e per questo ricorda,come eldorado per chi voleva trasportare soldi o indotti più o meno legali presso le sue numerose banche presenti. In effetti di palazzi scintillanti che ospitano prestigiose banche a Panamà ce ne sono davvero tante, il suo skyline a ridosso del Pacifico è costellato da imponenti torri che la rendono una città particolarmente attraente per gli amanti dello shopping di lusso e dei centri commerciali. Ma Ciudad de Panamà, così come si scrive e si pronuncia in spagnolo, la lingua parlata sul territorio, ha un vero animo, profondo e lontano dai lustri patinati di banche e negozi alla moda e risiede in uno dei centri coloniali più belli e ben conservati che ci possano essere in America latina, il suo nome è Casco Viejo.
Per arrivare a Casco Viejo se si alloggia in zona Avenida del Sur, o cumunque nella zona più recente di Panama city, la soluzione migliore è quella di prendere la metro, molto efficiente in città e scendere alla fermata di 5 de Mayo. Usciti fuori dalla stazione della metro basta attraversare il grande incrocio sotto il ponte che troverete praticamente difronte a voi, di qui in avanti per arrivare nel cuore di Casco Viejo ci vorranno al massimo una ventina di minuti.
Prima di addentrarvi nella zona più antica percorrerete una strada ricca di negozi e con bancarelle che vendono frutta fresca a volontà tra cui montagne di banane e platani, che non si riesce mai a capire come restino così ben saldamente ancorate ai loro banchetti d’appoggio. Non sarà per niente per nulla raro incontrare donne della comunità Kuna, un’etnia locale che risiede nell’arcipelago di San Blas, la cui caratteristica è quella di vestire con abiti colorati realizzati con stoffe colorate e disegnate sovrapponendo più strati di stoffa  poi tagliati e cuciti a mano in modo da ottenere diverse forme e colori, vere e proprie opere d’arte,pezzi di artigianato locale che qualche membro della comunità decide di venire a vendere in città.La tentazione di scattergli delle fotografie è davvero forte ma ci è capitato di assistere alla fuga a cambe levate di due signore kuna che ,vedendoci  con la macchina fotografica hanno temuto di essere oggetto dei nostri scatti, anche se in maniera involontaria, quindi se proprio volete fargli una foto è meglio chiedergli il permesso per non rischiare in alcun modo di mancargli di rispetto.
Ma i Kuna non sono gli unici personaggi particolari che incontrerete sul vostro percorso, venditori ambulanti e quale simpatico musicista allieterà la vostra passeggiata su Avenida Central, la strada principale di Casco Viejo che vi condurrà a Plaza Central, una piazza davvero incantevole dove svetta imponente Santa Maria de Antigua, patrona di Panamà, il candore del bianco delle sue pareti è accecante. La chiesa ha una storia lunga la sua costruzione risale al 1608 ma la consacrazione è avvenuta solo nel 1796, al suo interno per il rifacimento del suo altare è stato adoperato marmo di Carrara, anche Papa Francesco nella sua visita a Panamà ha visitato questa bellissima chiesa.
Proseguendo oltre la piazza che consiglio di tornare a visitare più volte non solo perchè è davvero un posto delizioso dove non si sente il rumore delle macchine in circolazione ma anche perchè questo è un punto dove potersi connettere al Wi-Fi gratuitamente.
Il culmine di Casco Viejo si raggiunge arrivando alla bellissima terrazza che apre il panorama sulla vecchia zona portuale, sui grattacieli della Panamà moderna e sulle isolette sparse nella baia antistante come Cantadora e Saboga, entrambe ideali per qualche giorno di relax lontano dalla città.Lo spettacolo del panorama da questa prospettiva è divino, molti uccelli, tra cui pellicani sono assidui frequentatori di questa zona del Casco Viejo affacciata sul mare è non è difficile vedere alcuni esemplari in azione mentre si lanciano veloci come siluri sui pesci.
Tra i vicoli di Casco Viejo a differenza di altre città latine, molto più turistiche, non ci sono molti bar o locali dove sedersi a bere o mangiare e sopratutto durante la stagione delle piogge, molti restano chiusi quindi bisogna accontentarsi di fermarsi in uno dei pochi aperti dove una tazza di buon caffè è d’obbligo, vista la vicinanza con la Colombia che coltiva uno dei caffè più buoni al mondo.
A Casco Viejo esiste anche un mercato di Mariscos che molte guide locali suggeriscono di visitare, rimane praticamente a ridosso del Casco Viejo all’inizio del lungomare di Panamà city che riporta a piedi o in macchina nella zona moderna della città. Questo mercato del pesce non è imperdibile ma può essere una buona occasione per fare una sosta dopo la bella passeggiata tra i vicoli antichi del Casco Viejo.

Come raggiungere Cerro Ancòn, la collina più famosa di Panama city

Leave a comment Standard

Che tu sia appena uscito dalla stazione metro di Albrook o da quella di 5 de Mayo, la prima cosa che noti,guardandoti intorno,è una bella collina verde con una immensa impalcatura antenna per le telecomunicazioni a far da vedetta. Questa immensa e verdissima collina si chiama Cerro Ancòn ed è uno dei parchi più famosi di Panama city.
La città di Panamà di spunti interessanti per escursioni giornaliere ne offre diversi e la visita di Ancon Hill, ovvero la collina di Ancon è una di queste.
La collina è molto imponente e si può ammirare da diversi punti della città ed è per questo che appare anche tanto vicina,così tanto vicina da spingermi a raggiungerla a piedi impiegando più del doppio del tempo rispetto a quello indicato sull’autorevole Google maps.
Arrivando alla stazione 5 de Mayo,quella a cui fare riferimento per avventurarsi tra le bellissime strada della Panama city più antica, chiediamo ad un signore quale fosse la direzione per raggiungere la cima, ed esso dopo le averci mostrato la direzione con fare amichevole ci congeda con la più classica e amorevole delle frasi che un viandante vorrebbe sentire: WE ARE WELCOME!!!!
Il percorso inizia senza grassi problemi, la strada si fa dolcemente più ripida ma la passeggiata è gradevole, si passa sotto grandi e poderosi alberi sempre verdi e case da mozzare il fiato ben recitante, è evidente fin da subito che questa zona è abitata da gente molto facoltosa. Non è raro osservare qualche coloratissimo uccello tropicale e gli immancabili capibara che corrono da un lato all’altro delle abitazioni e della vegetazione con fare disinvolto. Può anche capitare di incontrare qualche cerbiatto che razzola libero e felice tra i cespugli, sempre una vera meraviglia osservare gli animali liberi nella natura.
Il percorso per arrivare a Cerro Ancon si fa via via più ripido e nonostante sembra sempre di essere arrivati ci vuole più di un ora per giungere al primo gate d’ingresso dal quale,a detta della signora di sorveglianza ci vogliono al massimo una trentina di minuti per essere in cima, da questo punto in avanti si iniziano a vedere i primi turisti che provvisti di acqua,a differenza nostra, si preparano alla vetta. L’informazione della signora al primo varco si rivela inesatta quando, ne chiediamo conferma al secondo vigilante posizionato al secondo cancello d’ingresso che rettifica la nostra informazione sul tempo,informandoci che da quel momento alla cima ci sarebbero voluti altri 30/ 40 minuti per calpestare il punto più alto di Ancon Hill. Finalmente dopo circa 2 ore e venti minuti di camminata in salita, con la gola arsa,il sudore che gronda sulla fronte e il sole del mezzogiorno che spacca le pietre siamo finalmente arrivati in cima alla collina di Ancon.
Nonostante tutta la fatica,il panorama dall’alto di Ancon è strabiliante, lo sky line di Panama city mostra tutto il suo splendore, la baia cittadina ed il Casco Viejo sembrano deserti da qui su e l’unico rumore predominante è quello della natura rigogliosa di Panamà.
Il ritorno è decisamente più rapido ci troviamo difronte ad un bivio dal quale però non ci viene in mente quale fosse stata il percorso scelto in andata così chiediamo consiglio ad una signora e nella metà del tempo ci ritroviamo su una lunga e trafficata strada dalla quale prendiamo un bus, al quale si accede solo se in possesso di carta di trasporto,da acquistare come una delle prime cose appena si arriva a Panama city, in una decina di minuti scendiamo difronte alle stazione metro di 5 De Mayo lì dove abbiamo iniziato il nostro percorso verso Cerro Ancòn.
La visita ad Ancòn resta comunque una delle attrazioni più belle di Panama city ed un momento imperdibile per entrare in contatto con la natura del posto, a conti fatti,in un orario che non sia proprio compreso tra le ore più calde del giorno, con un k-way d’emergenza in caso di pioggia che fortunatamente per noi non ci ha sorpreso nonostante fossimo a Panamà durante la stagione dei monsoni, provvisti di una bella bottiglia d’acqua è assolutamente da fare, inoltre il parco a differenza di altri nella zona non ha un biglietto d’ingresso. Ovviamente ci sono i taxi che vi portano in cima per meno di 10 euro oppure il bus Hop on hop off, presente in molte città e che permette di toccare le tappe di principale richiamo turistico. Nel caso di Panamà City questo bus ferma in Avenida de los Martires nei pressi di un sentiero che,tramite delle scale conduce al secondo ingresso di Ancon in molto meno tempo.

Come raggiungere il Parque Metropolitan di Panama city- a caccia di bradipi e radici mastodontiche

Leave a comment Standard

Panamà è uno stato davvero molto ricco di parchi e aeree protette e si presta benissimo ad un viaggio ecologico.
La cosa che mi ha sorpreso appena arrivata a Panamà è la sua natura poderosa,ho avuto la fortuna di vedere un fenicottero rosa in maniera del tutto casuale mentre il taxi dall’aeroporto mi conduceva in hotel, situato in pieno centro della città di Panamà. Questo meraviglioso avvistamento,nel corso della mia permanenza in città,non è stato un evento isolato, Panamà si affaccia sul mare che si mescola con ampie zone lacustri,che creano l’habitat ideale per piante o uccelli di ogni genere che nidificano all’ombra degli alti grattacieli che caratterizzano la città.
Molti dei visitatori che arrivano in città generalmente non sostano per molto tempo,ritenendo erroneamente che non ci sia nulla di particolarmente interessante per fermarsi oltre, cosa che non potrebbe essere più sbagliata,visto che Panama city ha molto da offrire sia dal punto di vista storico, pensiamo al bellissimo Casco Viejo, la zona antica, che naturale,con parchi poco distanti dal centro, uno fra questi il Metropolitan Natural Parque dove con un pò di fortuna si può anche fare un incontro con il bradipo.
Raggiungere il Metropolitan Park con il fai da te non è stato semplicissimo sopratutto perché nessuno dei locali sembrava darci le indicazioni corrette ma a conti fatti,arrivarci è abbastanza semplice e fattibile.
Come prima cosa bisogna arrivare alla stazione dei bus di Albrook,la principale della città di Panamà, collegata con il resto della città e del paese da buona parte dei bus e da una efficiente rete metropolitana. Da qui è probabile esista anche un bus che arrivi praticamente difronte all’ingresso del parco ma nonostante noi avessimo chiesto a un discreto numero di autisti e operatori della stazione,la soluzione migliore si è rivelata essere quella consigliata da un vispo signore di mezz’età che ci ha suggerito di arrivarci a piedi vista la relativa vicinanza dalla stazione di Albrook.
In effetti per arrivarci ci sono voluti una ventina di minuti a piedi:come prima cosa bisogna uscire dalla stazione dei bus dove si trova l’ingresso per il grande centro commerciale Albrook,qui girare a destra e poi subito a sinistra costeggiando praticamente il grande parcheggio della struttura. Oltre il parcheggio si intravede un semaforo e giunti ad esso bisogna girare nuovamente a destra continuando a camminare lungo il marciapiede,ai lati di una grande strada trafficata, dalla quale per un pezzettino non incontrerete nulla se non campi incolti e qualche cornacchia che sorvola le vostre teste. In breve vi ritroverete ad un bivio dal quale dovete girare a sinistra e questo sarà inevitabile perché a quel punto troverete anche il cartello che vi segnala l’ingresso al parco, dopo pochi metri troverete un benzinaio con annesso bar, dove vi consiglio di fermarvi per acquistare acqua o mangiare qualcosina. Praticamente difronte a questo benzinaio c’è la strada che conduce all’ingresso, a questo punto è bene prestare attenzione per attraversare poiché si tratta di una strada a scorrimento veloce e rimanere sul lato sinistro della strada per trovare subito l’ingresso.
Il biglietto per accedere al parco ha un costo di 4 dollari,il personale vi registrerà, mettendovi un braccialetto così come accade in molti parchi nazionali e vi spiegherà qualcosa sui percorsi ed alcune semplici regole di buon senso da rispettare,come quella di non lasciare il tracciato o toccare piante o animali.
Potrete scegliere tra diversi percorsi di breve o media durata sempre che non siano in manutenzione come è accaduto durante la mia visita, cosa assai probabile sopratutto durante la stagione delle piogge. Purtroppo nonostante io fossi desiderosa di avvistare qualche bradipo non sono riuscita a vederne nemmeno uno ma in molti mi hanno riferito di averne visiti diversi,in compenso il percorso tra la natura è molto bello, diversi uccelli e farfalle colorate allieteranno la vostra visita, gli alberi sono maestosi con radici imponenti. Forse la cosa che mi è piaciuta meno è stato il rumore delle automobili in lontananza che disturbava l’incessante e meraviglioso suono della natura che resta comunque il rumore più bello del mondo.