FUSHIMI INARI fai da te-un luogo simbolo del Giappone assolutamente da visitare

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Quando pensavo al Giappone pensavo a due cose in particolare: la prima l’arcipelago di Okinawa e il secondo il sito di Fushimi Iniri, purtroppo nel mio primo e per ora unico viaggio nella terra del Sol levante, non sono riuscita e visitare entrambi i luoghi ed ho scelto di volare nella città di Osaka che, devo ammettere, avevo più desiderato di visitare della famosa Tokyo, per poi raggiungere in treno Fushimi Inari.
Il santuario di Fushimi Inari è dedicato al Kami Inari e si trova nella città di Kyoto, su di un’altura a circa 230 metri sul livello del mare. Fushimi Inari è uno dei templi più visitati del Giappone ed un pellegrinaggio da queste parti è considerato benevolo verso gli affari, quindi la tradizione vuole che molti commercianti o imprenditori arrivino qui per invocare benevolenza verso il lavoro, infatti ognuno dei tori che compongono il sito di Fushimi Inari sono stati donati da aziende giapponesi.
Il tempio di Fushimi Inari compare praticamente su tutte le guide locali e non ci sono tour del Giappone che non includano questo luogo immerso nella natura che lascia senza parole al primo sguardo.


Spostarsi con i mezzi pubblici in Giappone può a prima vista sembrare un azzeccagarbugli di treni e bus indistricabile ed invece capite alcune cose e fatte le giuste considerazioni, diventa abbastanza facile e non così costoso come si è sempre abituati a pensare riferendosi al Giappone.
In Giappone il sistema di trasporto è coperto da diverse compagnie private quindi può capitare che per raggiungere un posto predefinito ci si possa trovare difronte a più possibilità come accade anche per Fushimi Inari, la scelta di un percorso rispetto ad un altro può dipendere da diversi fattori: il tempo a disposizione, la soluzione più risparmiosa o anche la posizione da dove si parte da Osaka. La visita di Fushimi Inari è fattibile anche in giornata direttamente da Osaka oppure da Kyoto che merita assolutamente di essere visitata. Personalmente noi abbiamo preferito fare a base a Osaka, città che peraltro abbiamo amato moltissimo e poi ci siamo spostati in treno verso diversi siti limitrofi.
La fermate dei treni corrispondono ad un numero, quindi non ci si può sbagliare qualsiasi sia la compagnia di treno scelta. Per arrivare a Fushimi Inari bisogna prendere la Keihan Railways identificata con il colore verde e che porta fino a Kyoto,la direzione da scegliere è Sanjo e lungo questa linea si trova proprio la fermata di Fushimi Inari dalla quale il tempio dista poco ed è raggiungibile a piedi seguendo le indicazioni sui cartelli.
Il biglietto per la Keihan Railways fino a Fushimi è di 410 yen circa 3.50 euro e la durata del viaggio è di 50 minuti. I biglietti si fanno alle macchine automatiche e l’operazione è molto semplice perché basta guardare il numero della fermata dove scendere ed in base a quello si paga la tariffa corrispondente. La macchina self service è disponibile anche in lingua inglese e il personale è sempre disponibile ad aiutarvi e presente almeno nelle fermate principali.
Una volta arrivati a destinazione basta seguire la corrente, cominciare ad intraprendere la strada che passa sotto i tori e scattare un mucchio di foto, il percorso base che ovviamente si fa a piedi salendo di quota,dura una ventina di minuti ed include anche la sosta su di una piccola terrazza panoramica che permette di godere di un panorama sulla sottostante Kyoto che è davvero una città estesa.
Devo dire che nonostante non sia sempre facile percorrere un passo senza avere orde di turisti alle spalle,Fushimi Inari toglie il fiato, il misticismo del luogo si mescola con la natura che fortunatamente per il Giappone ed i giapponesi è ancora un bene da preservare e da rispettare.

Muoversi a Olbia con i bus- Spiaggia di Pittulongu ideale anche per chi ama gli sport a vela

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Per molti è inaccettabile, altri non vogliono solo perdere tempo,per me invece non c’è viaggio senza spostarsi con treni, bus e talvolta gambe. Si perché quello che per altri è libertà per me è prigionia,quindi i mie viaggi sono sempre macchina free e se anche questo non mi consente di arrivare in tutti i posti che vorrei visitare o che gli altri suggeriscono di visitare, poco importa,perché probabilmente a bordo di un bus scalcinato,con il naso appiccicato al vetro polveroso,avrò visto qualcosa di interessante o poco interessante, che mi avrà costretto a vivere il qui ed ora.


Se si sceglie di utilizzare il bus tutti i giorni per raggiungere le spiagge vicino ad Olbia,consiglio di acquistare un’abbonamento impersonale settimanale, un biglietto giornaliero o un carnet di 12 corse della compagnia Aspo, l’azienda di trasporti locale.Il sistema è abbastanza organizzato e ad ogni fermata un video display mostra il numero della linea in arrivo ed in quanto tempo è previsto l’arrivo. Noi abbiamo optato per un biglietto giornaliero del costo di 2.80 euro solo quando sceglievamo in una giornata di andare in due spiagge differenti,sia al mattino che al pomeriggio rientrando in città per pranzo e piccola pennichella. Anche il carnet di 12 corse al prezzo di 10 euro è un prodotto abbastanza interessante dal profilo economico,a differenza del biglietto giornaliero che ha una validità di 24 ore dall’obliterazione,non ha vincoli di tempo ed è ideale se si decide di prendere il bus a giorni alterni. Qualsiasi sia la tipologia di titolo di viaggio che si desidera acquistare basta rivolgersi alle edicole che,oltre a venderli sono anche molto esperti di bus e sempre pronti a darvi informazioni,con la proverbiale gentilezza che caratterizza il popolo sardo.Ad ogni modo il singolo biglietto costa solo un euro ed ha una validità di novanta minuti,lo si può acquistare anche direttamente a bordo spendendo 50 centesimi in più.I prezzi non cambiano neppure se la destinazione di arrivo o partenza è l’aeroporto di Olbia la cui distanza dal centro è di 10 chilometri e le corse sono molto frequenti sopratutto durante il periodo estivo fino alla fine di settembre. Importante però ricordare che una volta scesi dall’aereo la macchinetta per fare i biglietti dei bus si trova nell’area arrivi vicino al punto informazioni dove si può anche prendere una mappa gratuita della città di Olbia.La fermata dei bus numero 2 e numero 10 per il centro di Olbia si trova,insieme a quella degli altri pullman che partono dallo scalo verso le località più gettonate della Sardegna.


E quindi a bordo di un bus che ogni giorno partendo dalla bella città di Olbia siamo andati alla scoperta di alcuni paradisi a pochi chilometri di distanza dal centro.Il primo obbiettivo era la spiaggia di Pittulongu nella parte nord occidentale della Sardegna incastonata tra l’area marina protetta della Tavolara e la famosa Costa Smeralda.Nota anche con il nome di Puntale Lungo o semplicemente la Playa è una degli arenili frequentati dagli olbiensi visto che non solo dista 8 chilometri dalla città,ma si raggiunge comodamente con la linea del bus numero 4.
Sul sito della compagnia Aspo sono disponibili gli orari dei bus da scaricare bisogna calcolare che passa una mezz’ora, un’ora o anche molto più tra una corsa e l’altra e si riesce ad avere tempo sufficiente per trattenersi il tempo necessario per godere di questo piccolo paradiso,l’ultima corsa è intorno alle 19 ed è spesso anche molto affollata,non solo di turisti,ma anche di ragazzi di colore che tutti i giorni fanno la spole città spiaggia per vendere la loro mercanzia,fatta di teli mare, costumi, vestiti, libri e molto altro ancora, uno spaccato di vita locale a portata di bus.
Il giorno in cui abbiamo visitato la spiaggia di Pittulongu il cielo era coperto da nuvoli ed in lontananza sull’isola di Tavolara si abbatteva un forte temporale, il vento era abbastanza forte,nonostante le temperature settembrine fossero ancora perfette per un bagno in mare quindi in quell’occasione ci siamo goduti lo spettacolo del cielo, del mare e dei surfer impegnati a cavalcare le onde, perché va detto che questa spiaggia essendo spesso ventilata e quindi ideale per gli sport a vela. Pittulongu è una spiaggia non troppo estesa ma sufficiente per ospitare qualche lido attrezzato e molto spazio per chi vuole starsene steso con il proprio asciugamano e magari approfittare del bar del bagno per un caffè o un gelato, ovviamente non essendoci concorrenza,i prezzi anche solo per un caffè sono lievitati ma poco importa perché l’atmosfera è davvero magica anche quando il sole è coperto dalle nuvole ed il vento ne fa da padrone.

A spasso per la regione Marche:da Sassocorvaro al Lago di Mercatale per scoprire angoli di deliziosa bellezza

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Le Marche sono una delle regioni d’Italia più complete di paesaggi di ogni genere,si passa dalla scogliere al picco sul mare del Monte Conero, alle grotte segrete di Genga fino ai borghi nascosti tra pianura e collina sparsi su tutto il territorio marchigiano, senza poi dimenticare l’arte delle città storiche,tra cui la più famosa è Urbino, che ospita anche un’università molto frequentata da giovani provenienti da ogni parte d’Italia.

La città di Urbino insieme a Pesaro formano un’unica provincia,partendo dalle coste sull’Adriatico del pesarese e salendo su verso l’urbinate si possono scovare antichi borghi che sembrano proprio essere usciti fuori da una fiaba,così come succede a Sassocorvaro.

Sassocorvaro è un piccolo borgo di 3500 anime che si trova a circa 320 metri sul livello del mare e la bellezza di questo meraviglioso paesino non è solo nei suoi vicoli ricchi di storia e cura ma anche dai suggestivi panorami che offre.

La Rocca Ubaldinesca è senza dubbio il simbolo della cittadina,un capolavoro d’architettura che si intravede appena ci si inerpica per la tortuosa strada che conduce all’ingresso del centro storico, dove si trova un piccolo piazzale adibito in parte a parcheggio. Proprio su questa piccola piazzetta il sabato mattina viene allestito il mercato settimanale con qualche esigua baracca che vende frutta e verdura del territorio ed altri oggetti d’utilità, poco,ma abbastanza per la gente del posto che infondo non ha bisogno di molto altro. Gli abitanti di Sassocorvaro sono molto ospitali, tutti si conoscono tra loro e gli anziani sono ben orgogliosi di mostrare la loro Sassocorvaro ai viandanti che arrivano sopratutto con l’inizio della primavera.

La Rocca Ubaldinense è un vero e proprio tesoro sia esternamente ma sopratutto internamente, la visita può essere effettuata sempre ad un costo di soli 5 euro e dura meno di un’oretta.Se si conosce il giorno  in cui si arriva a Sassocorvaro è meglio telefonare al numero 3755569162 per prenotare la visita, al mattino il sito chiude alle 12.30 e riapre al pomeriggio alle 14:30.Questa fortificazione è in stile rinascimentale e domina la vallata solcata dal fiume Foglia, l’anno di costruzione risale intorno al 1475 ed è perfettamente conservata, inoltre le guide che conducono alla scoperta di questa costruzione sono molto preparate ed in grado di raccontare aneddoti storici molto interessanti.

Camminando tra le viuzze pedonali di Sassocorvaro si rimane molto colpiti dalla cura di ogni singola casetta prevalentemente con mattoni a vista e adornata di fiori colorati che completano la cornice.Ma è affacciandosi sui balconi della città che si scopre un’altra bellissima faccia di questo borgo medievale,la vista sul lago artificiale di Mercatale, un altro piccolo paesino del marchigiano che si affaccia proprio sulle acque di questo specchio d’acqua. La diga di Mercatale si raggiunge scendendo da Sassocorvaro in meno di 5 minuti di moto o auto qui si può parcheggiare in uno spiazzo antistante al parco di questo lago.Questo spazio verde antistante la diga non è molto grande ma regna una pace assoluta, la canoa è lo sport più praticato su questo lago ed è possibile noleggiare la canoa per qualche ora per fare un giro, oppure ci si può stendere sotto un grande albero per fare un picnic. Al centro del parco si trova un piccolo bar provvisto di tavolini esterni che oltre a fare servizio di caffetteria vende gelati confezionati e poco altro, se si cerca un ristorante convenzionale è necessario spostarsi nei dintorni dove non mancano agriturismi e locande che propongono cucina regionale.

Se si giunge fino a Sassocorvaro con annessa visita alla diga di Mercatale lo si fa per trascorrere una giornata tra storia e natura, con gli occhi verso la rocca e con il profumo dell’erba che viene dalla terra e chissà che tra gli uccelli che volano liberi nel cielo non ci siano anche dei corvi dai quali Sassocorvaro ha preso il nome.

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Trekking in Algarve: da Monte Gordo a Vila Real de Santo Antonio,una passeggiata tra immense pinete e spiagge oceaniche

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Forse le spiagge più belle d’Europa? Chi lo sa… forse dovrei vederle prima tutte per poter giudicare ma sicuramente le spiagge a sud del Portogallo, nella regione dell’ Algarve,sono di una bellezza struggente e non serve allontanarsi molto da loro per scoprire bellissimi sentieri immersi nel verde da percorrere a piedi, in bici o addirittura a cavallo.
L’ Algarve si raggiunge facilmente dalla capitale Lisbona o dalla confinante Spagna partendo ad esempio in bus da Siviglia come ho fatto io, i collegamenti in entrambi i casi sono frequenti e poco dispendiosi. Se si cerca una meta dove immergersi completamente nella natura alternando passeggiate a scoperta di piccoli paesi tranquilli l’ Algarve è perfetto.
In realtà scegliendo di visitare l’ Algarve a fine febbraio inizi di marzo non sapevo bene cosa aspettarmi sia climaticamente che turisticamente ed invece devo dire che la scelta è stata perfetta. Il clima in Algarve è mite e nonostante in alcune giornate il vento proveniente dall’Oceano può essere forte, il sole arriva sempre a far capolino e durante le ore centrali del giorno si riesce anche a stare in spiaggia prendendo un pò di sole se si rimane nelle zone più riparate,a ridosso degli stabilimenti balneari tra i quali si trova anche qualcuno che noleggia sedie sdraio ai numerosi pensionati nord europei, principali frequentatori dell’ Algarve in inverno. L’acqua del mare è davvero fredda, impensabile fare il bagno neppure per i più temerari come me, chi lo fa indossa una muta di diversi centimetri.
Scegliere la stagione estiva per dedicarsi al trekking in Algarve è forse azzardato se non si amano le alte temperature che possono arrivare a sfiorare i 40 gradi mentre la primavera o l’inizio dell’autunno sono i momenti migliori le camminate tra la natura.
Uno dei percorsi che maggiormente mi ha colpito durante la mia permanenza in Algarve è stato quello tra la piccola frazione di Monte Gordo fino a quell’incanto di Vila Real de Santo Antonio, nel distretto di Faro.
Monte Gordo è una piccola località balneare che conta poco più di 3000 abitanti, un piccolo borgo marinaro che oggi si è trasformato in un paese a vocazione prettamente turistica, qui sorgono hotel e ristoranti frequentati praticamente tutto l’anno dalla gente che si sposta qui arrivando dall’aeroporto di Faro, la città più grande in Algarve.
Come accade in molti posti sfruttati turisticamente Monte Gordo è stata un pò usurpata dalla cementificazione forsennata, alti palazzi si susseguono ininterrottamente anche se per fortuna le autorità locali negli ultimi anni hanno deciso di dare uno stop all’edilizia fuori misura cercando di preservare la natura che circonda questi luoghi meravigliosi.
Ad ogni modo la piccola frazione di Monte Gordo resta perfetta come base per esplorare e camminare attraverso i sentieri che si snocciolano tra dune di sabbia e pinete. Raggiungere Villa Real de San Antonio a piedi partendo da Monte Gordo è adatto a chiunque, la distanza è di circa 3 chilometri e la strada tutta in piano. Nel tragitto si incontrano diverse aree di sosta per fermarsi a sentire l’odore inebriante della pineta che si mescola al mare e la cosa più pazzesca è offerta dallo spettacolo del mare che appare come un miraggio se si devia internamente dalla pineta alla spiaggia chilometrica, unica raccomandazione è quella di prestare attenzione al vento che se è forte può sollevare molta sabbia, fastidiosissima per chi indossa lenti a contatto.
Ma partendo sempre da Monte Gordo in direzione Faro,quindi quella opposta a Villa Real de San Antonio,si possono percorrere altri sentieri dove altre alla pineta si possono trovare aree lacustri in cui vivono molti uccelli che si fermano da queste parti per nidificare. La cosa più entusiasmante e che fermandovi da queste parti potrete scegliere per quanto tempo camminare o dopo quando tornare indietro senza alcun rimpianto perché non dovrete rinunciare a niente,né al mare né all’ombra degli alberi, alternando mare e campagna tutte le volte che vorrete e che sia voi siate esperti camminatori o passeggiatori della domenica questo angolo di Portogallo vi riempirà di emozioni.

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Visitare Pennabilli per trovare un angolo di Tibet nel cuore della Romagna

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Per una come me sempre alla continua ricerca di nuovi posti dove trovare un profondo senso di spiritualità fu una vera e fantastica sorpresa scoprire che in un piccolo comune del riminese esisteva uno stretto legame con il Tibet.

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Il comune di Pennabilli conta poco più di 2700 anime e se ne sta placidamente adagiato suL crinale di una collina nella alta Val Marecchia un territorio composto da dolci colline che si snocciolano intorno al fiume Marecchia.

Pennabilli è un grazioso borgo perfettamente conservato che si raggiunge in poco più di una mezz’oretta da Rimini, nota cittadina affacciata sul mare Adriatico di cui troppo spesso purtroppo se ne decantano solo i divertimenti diurni e notturni che offre ai numerosi vacanzieri che decidono qui di trascorrere le proprie vacanze.
A 629 metri sul livello del mare,Pennabilli domina la vallata sottostante deliziando gli occhi sul paesaggio intorno e sul vicino stato di San Marino, il suo centro storico è perfettamente conservato e molte sono la persone che giungono qui per onorare lo scrittore e sceneggiatore Tonino Guerra grande amico di Fellini che nato a Santarcangelo di Romagna considerava Pennabilli un luogo del cuore nel quale si trasferisce in età molto adulta per gustare a pieno la vita del posto,ancora scandita dai ritmi lenti di una volta, quelli che accompagnavano la sua infanzia quando seguiva la sua famiglia che veniva a Pennabilli per vendere la frutta.
Ma non è solo l’aspetto genuino di Pennabilli,ancora per fortuna molto distante dalla devastazione turistica della costa, a rendere questo piccolo borgo così straordinariamente mistico,qui si può trovare un angolo di Tibet in carne ed ossa: la famosa campana tibetana di Pennabilli.
Per ricercare il fortissimo legame che lega Pennabilli al Tibet bisogna fare un salto indietro nel tempo quando padre Orazio Olivieri, per tutti Frà Orazio,decide di incamminarsi verso Oriente arrivando nel 1716 in Tibet dove crea una piccola missione cristiana ed entra in contatto con la cultura locale, compilando peraltro il il primo vocabolario tibetano in lingua italiana, il legame che si crea quindi tra queste due realtà solo apparentemente distanti,è fortissimo tanto che il frate diventa una personaggio assai amato dai tibetani e perfino dagli indiani che ritrovano alcuni dei suoi scritti, decidendo di far conoscere anche al Dalai Lama la storia di questo piccolo e tenace eroe. Il Dalai Lama s’innamora di questo personaggio tanto che è proprio lui in persona ad inaugurare a Pennabilli una campana di Lhasa.
La campana di Pennabilli si raggiunge facilmente dal centro del borgo ed arrivati al suo cospetto altro non si può fare che lasciarsi andare in un profondo momento di raccoglimento.
Un escursione o un viaggio in Val Marecchia ovviamente deve avere Pennabilli come tappa imprescindibile, se non si desidera arrivare in macchina lo si può fare utilizzando il servizio di bus della compagnia locale Start Romagna che collega la città di Rimini che l’entroterra. Il bus numero 160 parte dalla stazione dei treni di Rimini e termina la sua corsa a Nuovafeltria, altro grazioso borgo di provincia, dal quale bisogna poi proseguire cambiando bus e prendendo il numero 161.Il primo tragitto richiede un’ora di tempo ed il secondo una quarantina di minuti, il costo complessivo è di pochi euro a tratta ed anche se si può fare il biglietto a bordo consiglio di farlo a terra prima di partire acquistandolo direttamente in stazione presso il punto informazioni Start Romagna o una qualsiasi edicola. Durante la settimana le corse sono abbastanza frequenti mentre diminuiscono notevolmente durante il fine settimana.
A Pennabilli non ci sono molti hotel o sistemazioni dove potersi fermare a dormire, a parte il centrale ed anche elegante hotel Duca di Montefeltro, molti agriturismi sono fuori dal centro abitato e difficili da raggiungere senza un mezzo proprio, però il piccolo Bed and Breakfast Fonte dei Billi a meno di un chilometro dal centro,fornisce camere doppie con colazione all’italiana a circa 60 euro a notte, un posto davvero grazioso dove sentirsi a casa lontano da casa. In alternativa si può alloggiare a Novafeltria che offre qualche soluzione d’alloggio in più, altrimenti si può sempre rimanere a Rimini spostandosi poi verso Pennabilli e i suoi dintorni con il sistema di trasporto locale abbastanza valido e che vi farà toccare con gli occhi la vera meraviglia che si cela dietro la città di Rimini.

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Puerto Calero la località più chic di Lanzarote

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Da Puerto del Carmen,una delle località più famose e belle dell’isola di Lanzarote,si può facilmente raggiungere un piccolo e distensivo paesino di nome Puerto Calero che oltre ad ospitare una piccola darsena è il luogo ideale per concedersi una passeggiata o un’aperitivo durante la suggestiva ora del tramonto.

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Sempre con un biglietto da 1.40 euro si sale a bordo del bus e in meno di venti minuti vi lascia nell’unica fermata di Puerto Calero, un posto probabilmente famoso non tanto per le sue spiagge ma per i negozi e gli hotel raffinati, qui infatti i giardini delle case e di tutti gli edifici sono ancora più raffinati rispetto al resto dell’isola e i frequentatori principali di questa piccolissima cittadina sono prevalentemente proprietari di imbarcazioni o chi vuole rimanere ancora più appartato rispetto alla vicina Puerto del Carmen. Nonostante si capisce al volo che a Puerto Calero sia una meta di quelle da considerare un pò “fighette” passarci un paio di ore può essere davvero distensivo. La passeggiata adiacente proprio alla darsena è costellata dalla presenza di diversi negozi prevalentemente indirizzati a chi cerca grandi firme della moda anche se ci sono negozi di souvenir e diversi ristoranti che propongono prevalentemente piatti a base di pesce, inoltre i bar con ampi spazi all’aperto sono l’ideale per chi desidera concedersi un drink al tramonto con una bella e rilassante musica di sottofondo. Sempre a Puerto Calero è possibile noleggiare un Quad che permette di muoversi per tutta l’isola di Lanzarote avventurandosi anche attraverso tutti gli sterrati presenti sull’isola grazie alla natura vulcanica di Lanzarote.
Però nonostante io non sia affatto una fanatica dell’eleganza, Puerto Calero è un piccolo paesino incantevole per le abitazioni presenti e che mi ha attratto per la presenza del suo faro,praticamente al centro della darsena costruito in legno bianco, non troppo alto ma che sembra risplendere sopratutto al tramonto.

Visitare Puerto Calero è senza dubbio una buona idea per uscire un paio di ore fuori da Puerto del Carmen utilizzando il bus, immergendosi così in un’atmosfera di pace.

Muoversi in bus a Lanzarote: come raggiungere il mercato settimanale di Playa Blanca partendo da Puerto del Carmen

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Da Puerto del Carmen, uno dei paesi più pittoreschi di tutta l’isola di Lanzarote,è possibile fare diverse escursioni ed alcune di esse anche in assoluto fai da te,come quella verso il mercato di Playa Blanca. Generalmente quando si parla dei mercati settimanali di Lanzarote viene subito in mente quello di Teguise che si svolge la domenica e che ormai è diventata una tappa fissa per tutti i numerosi visitatori che arrivano a Lanzarote. Come accade con tutto ciò che diventa “troppo turistico” il mercato di Teguise ha perso un pò del suo fascino e nonostante il paese resti molto carino è forse meglio farsi una passeggiata in un giorno diverso da quello del mercato e magari optare per la visita al mercato di Playa Blanca.
Playa Blanca è una località del sud di Lanzarote molto vicino a Playa Papagayo una delle spiagge più belle di Lanzarote, la visita al mercato del mercoledì di Playa Blanca è un’attività proposta in molte agenzie turistiche locali che,con un costo di circa 20 euro conducono al mercato per una mezza giornata, le bancarelle del mercato vendono prodotti locali, artigianato e molti cosmetici a base di Aloe Vera, una pianta prodigiosa utilizzata nella cosmesi e che vede proprio Lanzarote uno dei produttori migliori al mondo.
Organizzarsi per raggiungere Playa Blanca in autonomia utilizzando i bus locali è fattibile ma si deve tenere ben a mente il numero di visitatori sempre più numerosi che decidono di prendere il bus per essere lì al mercoledì.
Il bus che da Puerto del Carmen arriva a Playa Blanca è il numero 161 lo stesso che collega entrambe le cittadine all’aeroporto isolano, il costo del biglietto è di 1.70 euro e lo si può fare anche a bordo purché si abbia una banconota non più grossa di 10 euro. Le corse dei bus iniziano dalle 06:00 del mattino dall’aeroporto e arrivano alle varie fermate di Puerto del Carmen dopo circa una ventina di minuti dalla partenza, è meglio muoversi al mattino presto perché il bus una volta pieno non carica più nessuno e si è costretti ad aspettare il mezzo successivo.  In alternativa ci sono i tassisti di Lanzarote che sanno benissimo quanta gente ogni mercoledì  affolla le fermate dei bus da Puerto del Carmen a Playa Blanca,così passano e ripassano con mini van offrendo il loro servizio, la tariffa del tragitto si aggira intorno ai 50 euro che eventualmente si può dividere con altri turisti in attesa per ridurre la spesa . Stessa problematica la si ha per il ritorno, il mercato chiude battenti intorno alle 14:00 e per quell’orario tutti si riversano alle fermate dei bus per tornare indietro quindi anche in questo caso è bene muoversi con anticipo.
Ormai il mercato di Playa Blanca sta diventando molto famoso così come quello di Teguise ma forse non ancora così gettonato quindi vale la pena farci un salto e con un pò d’astuzia arrivarci in bus vi farà anche risparmiare,inoltre spostarsi in bus per Lanzarote è abbastanza fattibile e anche se non perfettamente capillare in bus si possono visitare diverse località bellissime di quest’incanto di nome Lanzarote.

5 cose da fare assolutamente nella città di Bogotà

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Riuscire a stilare una classifica di soli 5 elementi pensando alle cose da fare durante un soggiorno a Bogotà è davvero difficile,la città è in continua evoluzione e offre davvero tanto ai suoi visitatori:
1. La Candelaria è il quartiere più antico di Bogotà, un intricato dedalo di strade che si snocciolano su una piccola pendenza che fa ben intravedere le Ande che circondano la città che si trova a più di 2000 metri rispetto al livello del mare.Alla Candelaria vive una buona fetta della popolazione locale,molti di essi hanno piccole abitazioni colorate che hanno adornato esternamente con murales colorati  diventati una delle attrazioni principali del quartiere,tanto che molte guide,organizzano dei tour alla scoperta dei dipinti a muro più particolari. Lungo le strade non è raro trovare venditori di frutta e piccole botteghe che vendono verdura e oggetti vari,riportando il tempo indietro,distante anni luce dalla Bogotà sempre più propensa al futuro. Molti sono gli ostelli e i piccoli hotel che sono sorti proprio all’interno delle abitazioni situate alla Candelaria, i prezzi di questi alloggi sono davvero irrisori e si ha la possibilità di rimanere in una delle posizioni più favorevoli se volete dedicare parte del vostro tempo alla visita dei musei che si trovano proprio alla Candelaria.
2. Proprio i musei sono assolutamente da visitare a Bogotà se siete particolarmente appassionati non basteranno un paio di giorni per riuscire a visitare almeno i più importanti come ad esempio quello di Botero, un esposizione senza eguali che richiede davvero molto tempo, l’ingresso per questo museo è gratuito così come molti siti museali presenti in città. Merita una menzione anche il Museo dell’Oro, il Museo di Bogotà e se vorrete quello militare,tutti situati nei pressi della Candelaria.
3. Arrivando a Bogotà sia in aereo che in bus si comincia a scorgere in lontananza uno degli emblemi cittadini,ovvero il santuario di Monserrate, un santuario situato su di una montagna a più di 3000 metri che domina e protegge tutta la città. Salire a piedi nudi verso questo santuario è sicuramente l’atto di devozione più elevato che molti fedeli compiono almeno una volta nella vita. Ovviamente se non si ha voglia o tempo di salire a piedi in cima a Monserrate ci si può avvalere della cabinovia disponibile durante tutto il giorno e che si trova nei pressi de museo la Quinta Bolivar.
4. Fare un giro nei quartieri più movimentati di Bogotà come il Chapinero dove trovare ristoranti e pub dove ogni sera si radunano i ragazzi della città. L’università di Bogotà attira gioventù anche dagli stati confinanti e molti di loro animano la città di giorno e di sera sorseggiando bevande alcoliche e non nei tantissimi locali alla moda. Non mancano centri commerciali e i negozi dei grandi brand internazionali dove fare acquisti di ogni genere.
5. Bere un buon caffè è uno dei must da fare non solo a Bogotà ma in tutta la Colombia considerato il fatto che la nazione è tra i primi produttori mondiali di questa amata bevanda. Oltre a bere e a godersi delle belle tazze di caffè colombiano bollente seduti in qualche bel locale di Bogotà consiglio di acquistare una bella scorta di caffè da mettere in valigia e al vostro rientro,tutte le volte che aprirete il barattolo,per preparare la vostra “tazzulella” di caffè sentirete anche a distanza di tempo tutto l’aroma intenso della Colombia, una terra ancora tutta da scoprire.

A spasso tra i musei gratuiti della città di Bogotà

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La cosa che più mi ha sorpreso di Bogotà, la capitale della Colombia, è senza dubbio la quantità di musei da visitare senza necessità di pagare alcun biglietto e senza limitazioni di tempo,giornate,eccetera eccetera.
In effetti la cultura e la valorizzazione di essa sembra essere il motore propulsore che spinge Bogotà a proiettarsi verso il futuro attraendo un numero sempre crescente di turisti. I musei di Bogotà da soli rappresentano un valido motivo per fermarsi diversi giorni in città, se poi amate la pittura come me il posto giusto è il Museo di Botero aperto tutti i giorni dalle 9 del mattino alle 7 di sera questo splendido tempio della meraviglia artistica si trova nella zona dei Candelaria, la più antica della città,poco distante dal Museo dell’Oro,quest’ultimo a pagamento con un titolo d’ingresso pari a 4000 pesos(1.10 euro) per gli adulti e gratuito per i bambini fino a 12 anni e gli anziani di oltre 60 anni.

Il Museo di Botero ospita al suo interno una mostra strabiliante che da sola richiederebbe almeno una giornata intera, io ad esempio ci sono tornata per due giorni di fila e non solo perché rapita dalla bellezza dei quadri del grande maestro Botero ma anche per la cura con cui è tenuto tutto l’edificio di epoca coloniale adornato,nel suo cortile interno,da alberi poderosi e fiori profumati.
Sempre rimanendo in zona Candelaria si trova il Museo di Bogotà, anch’esso ad ingresso gratuito e con molti spazi interattivi ed espositivi che mirano a far comprendere come la città sia stata fondata, anche in questo bisognerebbe perderci almeno una mezza giornata sopratutto se amanti della storia.Altrettanto interessante è il Military Museum sempre gratuito,posto nel quale ho stazionato circa un due orette buone perché il mio compagno è appassionato di questo genere di esposizioni. La cura di questa mostra e talvolta le spiegazioni assolutamente gratuite, disinteressate e appassionate del personale che lavora al suo interno, faranno scorrere molto rapidamente la lancetta del tempo.
Spostandosi invece di poco dal centro storico e quindi dalla Candelaria altro museo meritevole di essere visitato è il Museo Nazionale della Colombia, qui si paga un biglietto sempre di 4000 pesos, cifra irrisoria per vedere un’altra meraviglia culturale. Questo museo è il più antico di tutta la Colombia e la sua collezione spazia dalle sculture ai dipinti di epoca coloniale fino ad i giorni nostri al suo interno,parecchie testimonianze non solo colombiane ma appartenenti a tutta l’America latina.
Infine,ma non di certo per importanza,c’è il museo La Quinta de Bolivar, che si trova praticamente all’incrocio della strada che sale su verso la funivia che da Bogotà sale fino a Monserrate.
Il Museo de la Quinta Bolivar ad ingresso gratuito tutte le domeniche.L’edifico di stile coloniale è molto bello e circondato da un rigoglioso giardino esterno che vi farà staccare per un pò dal traffico automobilistico che regna tutto intorno alla zona in cui è situato. La struttura è stata la residenza di Simon Bolivar, ex presidente della repubblica di Colombia, dopo la guerra d’indipendenza, oggi la mostra al suo interno è dedicata a questo personaggio storico.
Il mio consiglio quindi,per tutti coloro che visitano Bogotà,è quello di pianificare un tempo di permanenza sufficiente per gustare a pieno il fascino culturale di Bogotà e se poi i musei non sono proprio la vostra passione fateci ugualmente un giro veloce, almeno in quelli gratuiti, perché Bogotà va scoperta anche attraverso di essi.

Dalla Candelaria a Montserrate: due tappe imperdibili quando si visita la città di Bogotà

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La città di Bogotà è incredibile!In barba a tutti i pregiudizi ha davvero tanto da offrire. Da ogni angolo o quasi,della città si può ammirare in lontananza,come fosse un faro illuminante,Monserrate, la montagna che domina Bogotà, una megalopoli di 10000 di abitanti,una meta turistica sempre più intrigante e piena di fascino.
Bogotà è situata ad un’altezza di circa 2600 metri ed arrivando dalla costa colombiana la temperatura cala di almeno una decina di gradi, qui si sente l’aria più fresca proveniente dalle Ande, la catena montuosa che attraversa una vasta superficie dell’America meridionale.
Visitare Montserrate è sicuramente una delle tappe imperdibili se si decide di trascorrere qualche giorno in città, dalla cima di questa montagna oltre ad ritrovare la pace nel santuario situato proprio in cima,si può godere di una vista da mozzare il fiato su tutta l’immensa città di Bogotà.
Il Santuario di Montserrate è collegato con la città di Bogotà da una funivia che ammetto non è stata semplicissima da trovare sopratutto per chi,come noi,cerca di muoversi a piedi o con i mezzi pubblici il più possibile. Partendo da La Candelaria, il quartiere più storico di Bogotà e forse anche quello più caratteristico,abbiamo utilizzato la vista o meglio seguito la visione della teleferica che ci sembrava praticamente dietro l’angolo e facendoci aiutare da qualche indicazione dei gentili abitanti di Bogotà,siamo arrivati praticamente difronte al Museo la Quinta Bolivar, peraltro un bellissimo luogo meritevole di visita,fino a questo punto ci sono voluti una quindicina di minuti a piedi e altri 5 minuti in pseudo salita per arrivare finalmente all’ingresso della biglietteria per accedere alla funivia che sale verso Monserrate. La fila per fare il biglietto è quasi sempre abbastanza lunga considerato il fatto che praticamente tutti i tour in terra colombiana prevedono una tappa in questo meraviglioso posto.
Il costo del biglietto per la salita al santuario costa 12000 pesos,circa 4 euro,per una sola tratta e 21000 per il biglietto di andata e ritorno. A seconda dell’orario in cui si decide di salire si può scegliere se utilizzare la cabinovia o la funicolare , quest’ultima è attiva solo dalle 06:30 alle 11:45 della mattina.Noi essendo arrivati praticamente per orario di pranzo prendiamo la teleferica godendoci da subito uno spettacolo sublime sulla città sottostante.
Il santuario di Montserrate è situato ad un’altezza di 3172 metri sul livello del mare e qui l’aria secca si fa sentire ancor più che in città ma lo spettacolo dall’alto è davvero impressionante non soltanto perché si è circondati dal verde delle montagne ricoperte di alberi ma anche perché dall’alto si capisce quanto estesa sia la città di Bogotà, una delle più popolose di tutta l’America meridionale.
La chiesa di Monserrate è altrettanto deliziosa, semplice nella sua architettura con il bianco della calce che abbaglia per la sua luminosità. Questa chiesa è da anni meta di pellegrinaggio e molti raggiungono la chiesa a piedi partendo dalla città.La costruzione della chiesa termina nel 1925 e per celebrare il centenario della città di Bogotà nel 1938 fu creato un sistema d’illuminazione notturno della chiesa così da rendere visibile questo bellissimo luogo di pace anche di sera, un posto unico e assolutamente da visitare quando si è a Bogotà.