Puerto Calero la località più chic di Lanzarote

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Da Puerto del Carmen,una delle località più famose e belle dell’isola di Lanzarote,si può facilmente raggiungere un piccolo e distensivo paesino di nome Puerto Calero che oltre ad ospitare una piccola darsena è il luogo ideale per concedersi una passeggiata o un’aperitivo durante la suggestiva ora del tramonto.

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Sempre con un biglietto da 1.40 euro si sale a bordo del bus e in meno di venti minuti vi lascia nell’unica fermata di Puerto Calero, un posto probabilmente famoso non tanto per le sue spiagge ma per i negozi e gli hotel raffinati, qui infatti i giardini delle case e di tutti gli edifici sono ancora più raffinati rispetto al resto dell’isola e i frequentatori principali di questa piccolissima cittadina sono prevalentemente proprietari di imbarcazioni o chi vuole rimanere ancora più appartato rispetto alla vicina Puerto del Carmen. Nonostante si capisce al volo che a Puerto Calero sia una meta di quelle da considerare un pò “fighette” passarci un paio di ore può essere davvero distensivo. La passeggiata adiacente proprio alla darsena è costellata dalla presenza di diversi negozi prevalentemente indirizzati a chi cerca grandi firme della moda anche se ci sono negozi di souvenir e diversi ristoranti che propongono prevalentemente piatti a base di pesce, inoltre i bar con ampi spazi all’aperto sono l’ideale per chi desidera concedersi un drink al tramonto con una bella e rilassante musica di sottofondo. Sempre a Puerto Calero è possibile noleggiare un Quad che permette di muoversi per tutta l’isola di Lanzarote avventurandosi anche attraverso tutti gli sterrati presenti sull’isola grazie alla natura vulcanica di Lanzarote.
Però nonostante io non sia affatto una fanatica dell’eleganza, Puerto Calero è un piccolo paesino incantevole per le abitazioni presenti e che mi ha attratto per la presenza del suo faro,praticamente al centro della darsena costruito in legno bianco, non troppo alto ma che sembra risplendere sopratutto al tramonto.

Visitare Puerto Calero è senza dubbio una buona idea per uscire un paio di ore fuori da Puerto del Carmen utilizzando il bus, immergendosi così in un’atmosfera di pace.

Muoversi in bus a Lanzarote: come raggiungere il mercato settimanale di Playa Blanca partendo da Puerto del Carmen

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Da Puerto del Carmen, uno dei paesi più pittoreschi di tutta l’isola di Lanzarote,è possibile fare diverse escursioni ed alcune di esse anche in assoluto fai da te,come quella verso il mercato di Playa Blanca. Generalmente quando si parla dei mercati settimanali di Lanzarote viene subito in mente quello di Teguise che si svolge la domenica e che ormai è diventata una tappa fissa per tutti i numerosi visitatori che arrivano a Lanzarote. Come accade con tutto ciò che diventa “troppo turistico” il mercato di Teguise ha perso un pò del suo fascino e nonostante il paese resti molto carino è forse meglio farsi una passeggiata in un giorno diverso da quello del mercato e magari optare per la visita al mercato di Playa Blanca.
Playa Blanca è una località del sud di Lanzarote molto vicino a Playa Papagayo una delle spiagge più belle di Lanzarote, la visita al mercato del mercoledì di Playa Blanca è un’attività proposta in molte agenzie turistiche locali che,con un costo di circa 20 euro conducono al mercato per una mezza giornata, le bancarelle del mercato vendono prodotti locali, artigianato e molti cosmetici a base di Aloe Vera, una pianta prodigiosa utilizzata nella cosmesi e che vede proprio Lanzarote uno dei produttori migliori al mondo.
Organizzarsi per raggiungere Playa Blanca in autonomia utilizzando i bus locali è fattibile ma si deve tenere ben a mente il numero di visitatori sempre più numerosi che decidono di prendere il bus per essere lì al mercoledì.
Il bus che da Puerto del Carmen arriva a Playa Blanca è il numero 161 lo stesso che collega entrambe le cittadine all’aeroporto isolano, il costo del biglietto è di 1.70 euro e lo si può fare anche a bordo purché si abbia una banconota non più grossa di 10 euro. Le corse dei bus iniziano dalle 06:00 del mattino dall’aeroporto e arrivano alle varie fermate di Puerto del Carmen dopo circa una ventina di minuti dalla partenza, è meglio muoversi al mattino presto perché il bus una volta pieno non carica più nessuno e si è costretti ad aspettare il mezzo successivo.  In alternativa ci sono i tassisti di Lanzarote che sanno benissimo quanta gente ogni mercoledì  affolla le fermate dei bus da Puerto del Carmen a Playa Blanca,così passano e ripassano con mini van offrendo il loro servizio, la tariffa del tragitto si aggira intorno ai 50 euro che eventualmente si può dividere con altri turisti in attesa per ridurre la spesa . Stessa problematica la si ha per il ritorno, il mercato chiude battenti intorno alle 14:00 e per quell’orario tutti si riversano alle fermate dei bus per tornare indietro quindi anche in questo caso è bene muoversi con anticipo.
Ormai il mercato di Playa Blanca sta diventando molto famoso così come quello di Teguise ma forse non ancora così gettonato quindi vale la pena farci un salto e con un pò d’astuzia arrivarci in bus vi farà anche risparmiare,inoltre spostarsi in bus per Lanzarote è abbastanza fattibile e anche se non perfettamente capillare in bus si possono visitare diverse località bellissime di quest’incanto di nome Lanzarote.

Dalla Candelaria a Montserrate: due tappe imperdibili quando si visita la città di Bogotà

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La città di Bogotà è incredibile!In barba a tutti i pregiudizi ha davvero tanto da offrire. Da ogni angolo o quasi,della città si può ammirare in lontananza,come fosse un faro illuminante,Monserrate, la montagna che domina Bogotà, una megalopoli di 10000 di abitanti,una meta turistica sempre più intrigante e piena di fascino.
Bogotà è situata ad un’altezza di circa 2600 metri ed arrivando dalla costa colombiana la temperatura cala di almeno una decina di gradi, qui si sente l’aria più fresca proveniente dalle Ande, la catena montuosa che attraversa una vasta superficie dell’America meridionale.
Visitare Montserrate è sicuramente una delle tappe imperdibili se si decide di trascorrere qualche giorno in città, dalla cima di questa montagna oltre ad ritrovare la pace nel santuario situato proprio in cima,si può godere di una vista da mozzare il fiato su tutta l’immensa città di Bogotà.
Il Santuario di Montserrate è collegato con la città di Bogotà da una funivia che ammetto non è stata semplicissima da trovare sopratutto per chi,come noi,cerca di muoversi a piedi o con i mezzi pubblici il più possibile. Partendo da La Candelaria, il quartiere più storico di Bogotà e forse anche quello più caratteristico,abbiamo utilizzato la vista o meglio seguito la visione della teleferica che ci sembrava praticamente dietro l’angolo e facendoci aiutare da qualche indicazione dei gentili abitanti di Bogotà,siamo arrivati praticamente difronte al Museo la Quinta Bolivar, peraltro un bellissimo luogo meritevole di visita,fino a questo punto ci sono voluti una quindicina di minuti a piedi e altri 5 minuti in pseudo salita per arrivare finalmente all’ingresso della biglietteria per accedere alla funivia che sale verso Monserrate. La fila per fare il biglietto è quasi sempre abbastanza lunga considerato il fatto che praticamente tutti i tour in terra colombiana prevedono una tappa in questo meraviglioso posto.
Il costo del biglietto per la salita al santuario costa 12000 pesos,circa 4 euro,per una sola tratta e 21000 per il biglietto di andata e ritorno. A seconda dell’orario in cui si decide di salire si può scegliere se utilizzare la cabinovia o la funicolare , quest’ultima è attiva solo dalle 06:30 alle 11:45 della mattina.Noi essendo arrivati praticamente per orario di pranzo prendiamo la teleferica godendoci da subito uno spettacolo sublime sulla città sottostante.
Il santuario di Montserrate è situato ad un’altezza di 3172 metri sul livello del mare e qui l’aria secca si fa sentire ancor più che in città ma lo spettacolo dall’alto è davvero impressionante non soltanto perché si è circondati dal verde delle montagne ricoperte di alberi ma anche perché dall’alto si capisce quanto estesa sia la città di Bogotà, una delle più popolose di tutta l’America meridionale.
La chiesa di Monserrate è altrettanto deliziosa, semplice nella sua architettura con il bianco della calce che abbaglia per la sua luminosità. Questa chiesa è da anni meta di pellegrinaggio e molti raggiungono la chiesa a piedi partendo dalla città.La costruzione della chiesa termina nel 1925 e per celebrare il centenario della città di Bogotà nel 1938 fu creato un sistema d’illuminazione notturno della chiesa così da rendere visibile questo bellissimo luogo di pace anche di sera, un posto unico e assolutamente da visitare quando si è a Bogotà.

Visita al Castillo de San Felipe de Barajas:”la prospettiva” più bella di Cartagena de Indias

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La città di Cartagena è definita da molti la perla del Caribe, non tanto per il mare adiacente che la bagna,come quello di Playa de Bocagrande, che al dire il vero ha ben poco di caraibico, ma per la bellezza del suo centro storico,carico di storia e arte coloniale.
Per vivere la città come meriterebbe,in tutti i suoi angoli più remoti forse non basterebbe un mese o anche più,considerato che,non appena ci metti piede ti senti inondato da un’allegria improvvisa,fatta di suoni e colori brillanti dei suoi antichi palazzi, dei carretti carichi di cocchi e manghi appena raccolti.
La prospettiva senza dubbio più accattivante di tutta la città di Cartagena la si ha salendo e visitando con calma il Castillo di San Filipe de Barajas, la più grande fortificazione spagnola situata in Sud America.
Il Castello di San Filipe si trova in Carrera 17 distante dal centro storico della città meno di una decina di minuti a piedi, l’area intorno a questa grande struttura è molto trafficata ed oltre al quotidiano scorrere di automobili e mezzi di trasporto locali,si deve fare i conti anche con l’orte di turisti che ogni giorno arrivano qui per visitare uno dei simboli storici più importanti dell’America latina, senza pensare alle numerose navi da crociera che, attraccando proprio a Cartagena de Indias, portano numerosi gruppi in visita. Consiglio se è possibile di andare a visitare il castello verso le 8 del mattino appena apre per riuscire a godere della bellezza di questo posto con più tranquillità.
Il biglietto d’ingresso per gli stranieri in visita è di 25 pesos per gli adulti e 20 per i bambini l’equivalente, grosso modo, di 7 euro. Sulla mappa che viene data alle biglietterie c’è segnato,con l’ausilio di numeri,un percorso consigliato che vi permette di vedere ogni angolo importante di questa struttura.Il suggerimento più importante per capire bene come sia nato e quali vicissitudini hanno visto protagonista il castello è di visitare la sala corrispondente sulla mappa al punto 4, al suo interno partono di continuo filmati anche molto indicati per i bambini dove è possibile capire il perché sia stato costruito proprio a Cartagena de Indias e tutta la sua evoluzione. L’epoca di costruzione del castello risale al 1700,la leggera altura sulla quale si erge il baluardo ha contribuito nel corso della storia a rendere San Felipe il punto perfetto per avvistare eventuali attacchi di pirati provenienti non solo dal mar dei Caraibi ma anche dall’Europa. La storia di questo castello racconta diversi attacchi nemici con conseguenti distruzioni della struttura stessa che è ad oggi appare meravigliosa e molto ben curata.
La zona più alta del castello di San Felipe permette una visione aerea di tutta la città di Cartagena che non è composta solo dal suo incantevole centro storico ma che ha tutto intorno una aggrovigliata rete di alti palazzi e baracche che si alternano su di una vasta superficie.

Unica nota stonata del castello è il piccolo negozio di souvenir adibito in uno dei locali della struttura,il negozio è piccolo ed espone una quantità impressionante di merce(abbastanza dozzinale)qui la gente  si accalca desiderosa di comprare il classico pensierino da portare a casa che peraltro costa la metà appena se acquistato dai venditori ambulanti sparsi fuori dalla struttura, lo stesso vale per le bevande e per l’acqua che costa cara e che consiglio di portare con sé prima di entrare,sopratutto se si visita San Felipe durante le ore più calde della giornata, quando le temperature possono tranquillamente superare i 35 gradi. Ma souvenir a parte che comunque ormai fanno parte della grande macchina che smuove il turismo,il Castillo di San Felipe de Barajas deve essere all’apice della lunga lista delle cose da vedere nella stupenda Cartagena de Indias.

Casco Viejo-splendore coloniale nel cuore di Panama City

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La città di Panamà  così come lo stato sul quale sorge è stata per molto tempo nominata e per questo ricorda,come eldorado per chi voleva trasportare soldi o indotti più o meno legali presso le sue numerose banche presenti. In effetti di palazzi scintillanti che ospitano prestigiose banche a Panamà ce ne sono davvero tante, il suo skyline a ridosso del Pacifico è costellato da imponenti torri che la rendono una città particolarmente attraente per gli amanti dello shopping di lusso e dei centri commerciali. Ma Ciudad de Panamà, così come si scrive e si pronuncia in spagnolo, la lingua parlata sul territorio, ha un vero animo, profondo e lontano dai lustri patinati di banche e negozi alla moda e risiede in uno dei centri coloniali più belli e ben conservati che ci possano essere in America latina, il suo nome è Casco Viejo.
Per arrivare a Casco Viejo se si alloggia in zona Avenida del Sur, o cumunque nella zona più recente di Panama city, la soluzione migliore è quella di prendere la metro, molto efficiente in città e scendere alla fermata di 5 de Mayo. Usciti fuori dalla stazione della metro basta attraversare il grande incrocio sotto il ponte che troverete praticamente difronte a voi, di qui in avanti per arrivare nel cuore di Casco Viejo ci vorranno al massimo una ventina di minuti.
Prima di addentrarvi nella zona più antica percorrerete una strada ricca di negozi e con bancarelle che vendono frutta fresca a volontà tra cui montagne di banane e platani, che non si riesce mai a capire come restino così ben saldamente ancorate ai loro banchetti d’appoggio. Non sarà per niente per nulla raro incontrare donne della comunità Kuna, un’etnia locale che risiede nell’arcipelago di San Blas, la cui caratteristica è quella di vestire con abiti colorati realizzati con stoffe colorate e disegnate sovrapponendo più strati di stoffa  poi tagliati e cuciti a mano in modo da ottenere diverse forme e colori, vere e proprie opere d’arte,pezzi di artigianato locale che qualche membro della comunità decide di venire a vendere in città.La tentazione di scattergli delle fotografie è davvero forte ma ci è capitato di assistere alla fuga a cambe levate di due signore kuna che ,vedendoci  con la macchina fotografica hanno temuto di essere oggetto dei nostri scatti, anche se in maniera involontaria, quindi se proprio volete fargli una foto è meglio chiedergli il permesso per non rischiare in alcun modo di mancargli di rispetto.
Ma i Kuna non sono gli unici personaggi particolari che incontrerete sul vostro percorso, venditori ambulanti e quale simpatico musicista allieterà la vostra passeggiata su Avenida Central, la strada principale di Casco Viejo che vi condurrà a Plaza Central, una piazza davvero incantevole dove svetta imponente Santa Maria de Antigua, patrona di Panamà, il candore del bianco delle sue pareti è accecante. La chiesa ha una storia lunga la sua costruzione risale al 1608 ma la consacrazione è avvenuta solo nel 1796, al suo interno per il rifacimento del suo altare è stato adoperato marmo di Carrara, anche Papa Francesco nella sua visita a Panamà ha visitato questa bellissima chiesa.
Proseguendo oltre la piazza che consiglio di tornare a visitare più volte non solo perchè è davvero un posto delizioso dove non si sente il rumore delle macchine in circolazione ma anche perchè questo è un punto dove potersi connettere al Wi-Fi gratuitamente.
Il culmine di Casco Viejo si raggiunge arrivando alla bellissima terrazza che apre il panorama sulla vecchia zona portuale, sui grattacieli della Panamà moderna e sulle isolette sparse nella baia antistante come Cantadora e Saboga, entrambe ideali per qualche giorno di relax lontano dalla città.Lo spettacolo del panorama da questa prospettiva è divino, molti uccelli, tra cui pellicani sono assidui frequentatori di questa zona del Casco Viejo affacciata sul mare è non è difficile vedere alcuni esemplari in azione mentre si lanciano veloci come siluri sui pesci.
Tra i vicoli di Casco Viejo a differenza di altre città latine, molto più turistiche, non ci sono molti bar o locali dove sedersi a bere o mangiare e sopratutto durante la stagione delle piogge, molti restano chiusi quindi bisogna accontentarsi di fermarsi in uno dei pochi aperti dove una tazza di buon caffè è d’obbligo, vista la vicinanza con la Colombia che coltiva uno dei caffè più buoni al mondo.
A Casco Viejo esiste anche un mercato di Mariscos che molte guide locali suggeriscono di visitare, rimane praticamente a ridosso del Casco Viejo all’inizio del lungomare di Panamà city che riporta a piedi o in macchina nella zona moderna della città. Questo mercato del pesce non è imperdibile ma può essere una buona occasione per fare una sosta dopo la bella passeggiata tra i vicoli antichi del Casco Viejo.

Le 5 cose da fare assolutamente a Norimberga

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Norimberga è una di quelle città bella in ogni stagione, da visitare magari all’inizio della primavera quando le temperature più gradevoli permettono la sua scoperta, tra parchi verdi e pub caratteristici dove fare aperitivo seduti direttamente sul pavimento acciottolato delle sue strade storiche: Continua a leggere

5 COSE DA FARE ASSOLUTAMENTE A BELGRADO

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Racchiudere in solo 5 punti le cose da fare a Belgrado, emergente capitale serba è davvero complicato,la città è una chicca piena di opportunità in grado di accontentare i gusti di tutti, dagli appassionati di storia e architettura a chi desidera trovare il giusto equilibrio psicofisico passeggiando in immensi spazi verdi.Proviamo quindi a stilare una mini classica ideale per chi desidera trascorrere in città un paio di giorni: Continua a leggere

GARDEN OF DREAMS IL POLMONE VERDE DI KATHMANDU

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Se immagini la città di Kathmandu, vedi qualche foto curiosando tra una libro e l’altro, ti vengono in mente strutture religiose imponenti, nonostante la distruzione del terribile terremoto del 2015, di certo mai puoi pensare di trovare un bellissimo spazio verde pieno di piante esotiche e particolari proprio in centro città. Continua a leggere