FUSHIMI INARI fai da te-un luogo simbolo del Giappone assolutamente da visitare

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Quando pensavo al Giappone pensavo a due cose in particolare: la prima l’arcipelago di Okinawa e il secondo il sito di Fushimi Iniri, purtroppo nel mio primo e per ora unico viaggio nella terra del Sol levante, non sono riuscita e visitare entrambi i luoghi ed ho scelto di volare nella città di Osaka che, devo ammettere, avevo più desiderato di visitare della famosa Tokyo, per poi raggiungere in treno Fushimi Inari.
Il santuario di Fushimi Inari è dedicato al Kami Inari e si trova nella città di Kyoto, su di un’altura a circa 230 metri sul livello del mare. Fushimi Inari è uno dei templi più visitati del Giappone ed un pellegrinaggio da queste parti è considerato benevolo verso gli affari, quindi la tradizione vuole che molti commercianti o imprenditori arrivino qui per invocare benevolenza verso il lavoro, infatti ognuno dei tori che compongono il sito di Fushimi Inari sono stati donati da aziende giapponesi.
Il tempio di Fushimi Inari compare praticamente su tutte le guide locali e non ci sono tour del Giappone che non includano questo luogo immerso nella natura che lascia senza parole al primo sguardo.


Spostarsi con i mezzi pubblici in Giappone può a prima vista sembrare un azzeccagarbugli di treni e bus indistricabile ed invece capite alcune cose e fatte le giuste considerazioni, diventa abbastanza facile e non così costoso come si è sempre abituati a pensare riferendosi al Giappone.
In Giappone il sistema di trasporto è coperto da diverse compagnie private quindi può capitare che per raggiungere un posto predefinito ci si possa trovare difronte a più possibilità come accade anche per Fushimi Inari, la scelta di un percorso rispetto ad un altro può dipendere da diversi fattori: il tempo a disposizione, la soluzione più risparmiosa o anche la posizione da dove si parte da Osaka. La visita di Fushimi Inari è fattibile anche in giornata direttamente da Osaka oppure da Kyoto che merita assolutamente di essere visitata. Personalmente noi abbiamo preferito fare a base a Osaka, città che peraltro abbiamo amato moltissimo e poi ci siamo spostati in treno verso diversi siti limitrofi.
La fermate dei treni corrispondono ad un numero, quindi non ci si può sbagliare qualsiasi sia la compagnia di treno scelta. Per arrivare a Fushimi Inari bisogna prendere la Keihan Railways identificata con il colore verde e che porta fino a Kyoto,la direzione da scegliere è Sanjo e lungo questa linea si trova proprio la fermata di Fushimi Inari dalla quale il tempio dista poco ed è raggiungibile a piedi seguendo le indicazioni sui cartelli.
Il biglietto per la Keihan Railways fino a Fushimi è di 410 yen circa 3.50 euro e la durata del viaggio è di 50 minuti. I biglietti si fanno alle macchine automatiche e l’operazione è molto semplice perché basta guardare il numero della fermata dove scendere ed in base a quello si paga la tariffa corrispondente. La macchina self service è disponibile anche in lingua inglese e il personale è sempre disponibile ad aiutarvi e presente almeno nelle fermate principali.
Una volta arrivati a destinazione basta seguire la corrente, cominciare ad intraprendere la strada che passa sotto i tori e scattare un mucchio di foto, il percorso base che ovviamente si fa a piedi salendo di quota,dura una ventina di minuti ed include anche la sosta su di una piccola terrazza panoramica che permette di godere di un panorama sulla sottostante Kyoto che è davvero una città estesa.
Devo dire che nonostante non sia sempre facile percorrere un passo senza avere orde di turisti alle spalle,Fushimi Inari toglie il fiato, il misticismo del luogo si mescola con la natura che fortunatamente per il Giappone ed i giapponesi è ancora un bene da preservare e da rispettare.

5 MOTIVI PER VISITARE LA COREA DEL SUD

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La frase l’italia è bella e c’è di tutto da visitare mi suona sempre molto retorica ed anzi i discorsi è meglio questo o quello mi hanno sempre innervosito, io viaggio perché voglio conoscere il globo, le sue diversità e la sua gente e se per farlo devo farmi migliaia di ore di volo o pochi chilometri a piedi poco importa non si può trasformare il viaggio in una gara o ancor peggio una sfida tra contendenti a suon di  “sono meglio io di te“.
Inizio questo racconto con una,spero, non troppo noiosa premessa perché voglio iniziare a parlare della Corea del Sud un paese su cui molti hanno pregiudizi e che forse adesso in tempo di coronavirus, non viene proprio voglia di visitarlo, visti i numeri esorbitanti che l’anno colpito, siano essi veritieri o meno,come peraltro, tutti quelli del resto del pianeta.
Sono tornata dal mio viaggio in Corea appena qualche giorno prima dallo scoppio dilagante dell’epidemia nel paese e ripensandoci oggi mi ritengo molto fortunata a non aver trovato difficoltà nel rientro in Italia.
I motivi per i quali qualcuno dovrebbe scegliere di visitare la Corea del sud sono diversi e proverò ad elencarli in qualche maniera facendo ancora un ulteriore e questa volta molto coincisa premessa,ovvero: la Corea non è stato il paese asiatico che più ho amato ma ogni cosa è assolutamente oggettiva e i parametri di giudizio di una persona sono sempre differenti, quindi proverò ad essere il più oggettiva possibile spingendo comunque chiunque ne abbia desiderio,a visitare la Corea del sud:
1. La Corea del sud è un eldorado per gli amanti del barbeque,qui gli amanti della carne troveranno piena soddisfazione per il palato, infatti buona parte dei ristoranti propongono solo menù carnivoro e la cosa innovativa e che quando ti siedi al tavolo del ristorante trovi già una piastra al centro sulla quale puoi cuocere tutta la carne che desideri mangiare, in alcuni ristoranti più sofisticati c’è addirittura un cameriere che ti prepara le pietanze direttamente al tavolo e le cifre che si spendono non sono poi così folli,con un massimo di 30 euro a persona si può mangiare carne cotta al momento. unico grosso inconveniente è che se siete vegetariani la vostra cena sarà a base di aria o di sola compagnia perché in alcuni posti non si trova una ciotola di riso neppure a pagarla.
2. La Corea del Sud è il posto ideale se siete amanti della tecnologia, qui ci sono immensi negozi che vendono ogni tipo di diavoleria tecno,dai telefonini ultima moda alle macchine fotografiche che sembrano astronavi pronti a prendere il volo tanto è grande e sofisticato l’obbiettivo. In alcuni negozi ci sono commessi disponibili ad aiutarti in ogni singola corsia alcuni addirittura con traduttore alla mano per aiutare anche gli stranieri, questo sopratutto nella città di Seul.
3. Una delle esperienze che mi ha spinto a visitare la Corea è stata la possibilità di vivere l’esperienza di Temple Stay ovvero uno o più giorni all’interno di un tempio coreano per vivere il buddismo, la religione nazionale in Corea del Sud. Ci sono meravigliosi templi coreani sparsi in tutta la Corea del Sud e sull’isola di Jeju,alcuni di essi come accade a Seul,facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici senza necessità di allontanarsi di molto dalla civiltà ma trovando ugualmente il silenzio ed il misticismo di questa religione antica. Il sito al quale fare riferimento è https://eng.templestay.com qui si può addirittura prenotare e pagare on line la permanenza di un giorno singolo o di più giorni, scelta consigliata se si vuole vivere a pieno l’esperienza, i costi partono dai 70 euro a notte si dorme in camere comuni divise per sesso e si seguono i ritmi dei monaci che si alzano presto e vanno a dormire altrettanto presto,dedicando buona parte del giorno a meditazione, yoga e momenti di confronto tra i monaci e i partecipanti stessi.
4. Non molti sanno che la Corea del sud è la patria mondiale della bellezza, i maggiori produttori di maschere di bellezza e cosmetici hanno sede proprio qui, ci sono una miriade di negozi specializzati solo nella vendita di maschere per il viso per tutti i gusti e per tutte le tasche con un’ampia scelta anche di prodotti vegani, inoltre i prezzi sono molto vantaggiosi ed il risultato post trattamento è visibile subito,fin dalla prima applicazione. Le coreane sono fissate per il make up e per i ritocchi estetici a giudicare anche dal numero spropositato di cliniche che effettuano interventi di chirurgia estetica, ci sono molte persone che arrivano in Corea del Sud con una faccia e vanno via con un altro aspetto, ma a parte gli eccessi,le coreane sono di fatto davvero bellissime.
5. Ultimo ma non meno importante è la distanza della Corea del Sud con il Giappone una terra straordinaria da visitare assolutamente, la sua vicinanze geografica consente di trovare tariffe aeree davvero vantaggiose tra città come Seul,Busan o addirittura Jeju city sull’isola di Jeju direttamente con Osaka, Tokyo o città minori del Giappone. I prezzi possono partire anche dai 50 euro a tratta per salire ad un massimo di 150 in alta stagione con incluso bagaglio, in meno di due ore di volo si ha la possibilità di immergersi nel paese del sol levante, due destinazioni in un unico viaggio per sentirsi veramente in un altro mondo.

Incontri con Yogi fantastici- il viaggio come dimensione dello spirito

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Viaggiare è senza dubbio una delle attività più belle al mondo che dovrebbe far partire leggeri e rientrare carichi, ma non di oggetti talvolta anche inutili,ma di emozioni e insegnamenti che non andrebbero dimenticati neppure per un istante nella nostra vita quotidiana.

Se faccio un passo indietro con la memoria di Yogi veri,ovvero persone che hanno scelto davvero di vivere in connessione con Dio e la natura, ho avuto il privilegio di conoscerne diversi e tutti mi hanno lasciato la voglia incredibile di andare avanti nel mio percorso e di seguire la strada autentica di uno yoga che nulla ha in comune con le mode sbarcate nel mondo”dei potenti”. La lista di tutte le persone che hanno lasciato un segno profondo nel bene e nel male,in questa mia impetuosa ricerca del Sé è davvero lunga,ne citerò solo alcune con l’intento preciso di comunicare quanto sia necessario iniziare a vivere il viaggio, sia esso a migliaia di chilometri che a pochi passi da casa, come un’occasione unica di liberarsi del superfluo ed a vivere il mondo consapevoli della grande fortuna ricevuta, quella di scoprire che qualsiasi cosa sia a noi scontata può non esserlo per gli altri.

Filippine ormai diversi anni fa,un paese che come pochi mi ha aperto gli occhi ed il cuore, per circa due settimane io ed il mio compagno siamo rimasti su di un’isoletta grande come un campo da calcio praticamente come unici ospiti stranieri di un minuscolo resort(se così si può chiamare) costruito in perfetta armonia con la natura. Il tempo è volato e le uniche cose che abbiamo fatto oltre altre ad un pò di snorkeling in un mare strepitoso, è stato passare con la piccola piccola comunità che abitava l’isola il resto del tempo. La mattina intrattenevo tutti con una lezione yoga a piedi nudi sulla sabbia suscitando lo stupore degli anziani che mi guardavano con curiosità, il pomeriggio si cantava con i più giovani ragazzi pieni di sogni e con la passione per la musica coreana che nelle Filippine è particolarmente apprezzata. Tra me e Swahili, una delle più giovani del gruppo appena diciottenne , è scattato subito un feeling profondo, sognava di conoscere Papa Wojtyla, al tempo ancora in vita, questa giovane donna dagli occhi scuri e grandi è riuscita a insegnarmi molto,a farmi capire cosa sia l’arte del donare, donare senza aspettarsi nulla in cambio se non la gioia di fare un gesto.

E poi c’erano i tramonti da vivere tutti insieme con la piccola comunità dell’isola come fossimo tutta una famiglia, ci si sedeva sul pontile e si guardava il sole che lento e inesorabile si immergeva nelle acque del mare, sperando intanto, che i delfini ci facessero l’onore di passare da quelle parti per un saluto. E poi arrivò anche Natale, una festa celebrata con vero spirito di aggregazione  dove si mangiava il maialino arrosto, una pietanza che si aveva il privilegio di mangiare solo una volta all’anno,un banchetto al quale partecipava anche il più anziano del villaggio,il più amato e rispettato della comunità, Sam che,superati gli ottanta egregiamente,passava tutto il suo tempo dedicandosi alle piante e alla preghiera consumando ogni giorno della sua vita un solo e frugale pasto a base di riso in bianco accompagnato da un bicchiere di acqua, un piatto che mangiava sempre con gusto e profonda gratitudine al quale neppure per la cena di Natale seppe rinunciare,lasciando  ai giovani la gioia di mangiare la carne tanto sognata.

Ecco allora che questi sono gli yogi autentici,quelli che non hanno bisogno dei pantaloni colorati e le magliette attillate per mostrare al mondo il vero senso dello yoga.

GARDEN OF DREAMS IL POLMONE VERDE DI KATHMANDU

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Se immagini la città di Kathmandu, vedi qualche foto curiosando tra una libro e l’altro, ti vengono in mente strutture religiose imponenti, nonostante la distruzione del terribile terremoto del 2015, di certo mai puoi pensare di trovare un bellissimo spazio verde pieno di piante esotiche e particolari proprio in centro città. Continua a leggere

Thamel il quartiere più famoso di Kathmandu, un punto d’incontro per yogini,backpackers e escursionisti

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Thamel è il quartiere più turistico di Kathmandu uno di quei posti speciali dove si può sostare per pochi giorni o dove, come nel mio caso,ci si abitua a stare in pianta stabile per una decina di giorni. Continua a leggere