Trasferirsi a Sofia:non solo pensionati scelgono questa città come meta per le vacanze o per lunghi soggiorni

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Sofia così come tutta la Bulgaria stanno diventando una meta particolarmente apprezzata da un numero sempre in aumento di pensionati che in Italia con una pensione di 700/800 euro fanno una gran fatica ad arrivare a fine mese. Sofia negli ultimi periodi è una delle mete apprezzata da chi desidera vivere una vita serena e rilassata concedendosi anche qualche piccolo sfizio, come una cena in un bel ristorantino o qualche spesa straordinaria tra vestiario o altri accessori a prezzi ben più elevati in Italia.Non solo pensionati ma anche famiglie con bambini decidono di soggiornare in Bulgaria per tutta una svariata possibilità di cose da fare come la visita ad uno dei tanti musei che offre il territorio o anche vita all’aria aperta con una gamma offerta di sport che va dallo sci ,nella località rinomata di Borovets o sci d’acqua o parasailing a Varna,località marittima molto apprezzata per le sue strutture.Ma è il vivere quotidiano reso facile grazie ad un costo della vita particolarmente abbordabile, gli affitti mensili di un appartamento nel centro di Sofia partono da 300 per una soluzione già arredata mentre per fare la spesa, presso uno dei tanti mercati della città, si spende veramente pochissimo.La moneta locale è il Lev e i costi per frutta, verdura e altri generi di prima necessità sono circa la metà rispetto all’Italia. Girando per le vie di Sofia ho constatato personalmente quanto sia possibile spendere poco per fare la spesa……

 

Cosa fare a Castellammare del Golfo, uno dei borghi più belli della Sicilia

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Mi ci è voluta una sola occhiata a circa un chilometro dall’ingresso nel centro storico vero e proprio ed era già amore, Castellammare del Golfo mi ha conquistata subito. Raggiungibile da Trapani o Palermo o come nel mio caso da Mazara del Vallo in treno, il borgo di Castellammare del Golfo è perfetto per una vacanza in relax, tra mare bellissimo, storia antica e paesaggi da perdere il fiato.
Le cose da fare a Castellammare del Golfo sono diverse. Se si vogliono riempiere le giornate di tanto sole e mare senza spostarsi dal centro cittadino con la macchina o altri mezzi si può optare per la lunga e bellissima spiaggia la Playa, raggiungibile dal centro storico in una ventina di minuti, basta seguire il lungomare in direzione della stazione dei treni. Intorno a questa zona negli ultimi anni sono sorti diversi grandi hotel e qualche campeggio che rimangono generalmente in posizione sopraelevata rispetto all’arenile così da regalare ai villeggianti un panorama che spazia dalle dolci montagne del complesso montuoso Inici, ad un cielo azzurro che si confonde con i colori brillanti del mare, le cui acque sono chiare ed invitanti. Intorno alla spiaggia ci sono dei piccoli bar e ristoranti e la possibilità di noleggiare qualche ombrellone o sdraio. Agli inizi dell’autunno, periodo peraltro perfetto per visitare non solo Castellammare ma tutta la Sicilia, sono molti gli sportivi amanti della vela a popolare la spiaggia della Playa, in quelle giornate più ventose con ancora il sole caldo per buona parte del giorno è davvero gradevole fermarsi in qualche bar a guardare il mare mosso con le vele colorate a far da contorno.
Se al contrario non si ha la minima intenzione di fare strada a piedi allora la soluzione migliore è optare per la spiaggia cittadina di Cala Petròlo, un litorale dove si mischiano ciottoli e sabbia, una spiaggia storica che si raggiunge da una scalinata a ridosso del centro antico e dalla quale si rispira forte anche il profumo della storia visto che rimane a pochi passi anche dal bel Castello Normanno della cittadina. La spiaggia di Cala Petrolo è molto frequentata in estate vista la vicinanza al centro e non essendo molto estesa come la Playa si può correre il rischio di rimanere ammassati, cosa che invece non accade in autunno quando i principali frequentatori dell’arenile sono gli anziani pescatori del borgo che con canna ed amo aspettano i pesci che quasi sempre abboccano e garantiscono il pranzo giornaliero. Il fondale in questo tratto di mare è subito profondo quindi potrebbe non essere particolarmente adatto ai bambini. Una delle attività che si è sviluppata intorno a Cala Petròlo negli ultimi tempi è l’aperitivo al tramonto, sono non solo i bar a proporlo ma anche piccoli chioschi che preparano cocktail da sorseggiare davanti al sole che cala ogni giorno e che devo ammettere regala davvero emozioni. Anche nella zona della marina di Castellammare ci sono piccoli fazzoletti di spiaggia dove qualche turista decide di fermarsi per fare un bagno nonostante la zona non sia particolarmente invitante per il continuo movimento dei natanti che, in estate soprattutto, si spostano carichi di visitatori verso la Riserva naturale dello Zingaro, una delle attrazioni principali della zona, un’area marina protetta famosa non solo per le immersioni con bombola ma anche per lo snorkelling che con maschera e boccaglio permette di vedere pesci di mille forme e colori. Anche nella zona del porto non mancano i ristoranti, alcuni anche molto raffinati dove mangiare prevalentemente pesce, alcuni di essi sono quasi esclusivamente frequentati dai turisti e poco dai locali.
Il centro storico di Castellammare del Golfo è un susseguirsi di vicoli spesso con affaccio sul mare, meravigliose terrazze panoramiche dalle quali si gode di un panorama straordinario, non meno importante è la storia di Castellammare che può essere approfondita grazie ad una visita al polo museale della città allestito all’interno del castello Arabo Normanno il cui ingresso è gratuito. Non vi sono molti reperti da osservare ma le sale all’interno sono state restaurate ed è molto interessante guardare questo maniero al suo interno e capirne il ruolo che ha avuto nel corso della storia.
Uno forse degli angoli cittadini più distensivi ed anche scenografici di tutta Castellammare è la villa comunale Regina Margherita, qui oltre a sedersi su qualche panchina per riposarsi si potrà fare l’incontro con qualche anziano del paese che soprattutto dopo pranzo si appisola sotto qualche albero o fare amicizia con qualche gatto della zona che pascola in tutta tranquillità tra le aiole del giardino e che non disdegna qualche croccantino, da portare sempre dietro come buona norma per tutti gli irriducibili amanti degli animaletti.
Chiaramente siamo in Sicilia e il buon cibo è alla base di qualsiasi itinerario e devo dire che Castellammare non delude e se si lasciano i posti super coreografici e si gira tra le vie appena fuori dal centro storico si trovano delle chicche gastronomiche formidabili, come il ristorante la Buona Forchetta in via Guglielmo Marconi 121, una trattoria molto spartana trovata praticamente per caso, un locale molto piccolo e frequentato dai locali dove se non si ha una prenotazione non vi è possibilità di trovare posto neppure in settimana, il piatto forte del locale sono i secondi di carne anche se per mia fortuna non manca una scelta di pietanza vegetariane a base di melanzane, olive ed altri prodotti rigorosamente locali e cucinati in maniera casereccia e molto gustosa, i prezzi poi sono assolutamente irrisori e ci si alza da tavola davvero soddisfatti, unico consiglio è quello di non esagerare con il vino, anch’esso casereccio e che necessita a seguire di una bella dormita.
Una delle pizze migliori mangiate in Sicilia è quella consumata prezzo la Pizzeria Gusto situata nella bella piazza Europa in pieno centro, qui la tradizione napoletana si è fusa con quella siciliana facendone davvero scaturire una sinfonia perfetta, da provare assolutamente la pizza con melanzane e mozzarella di bufala un connubio perfetto. Ultimo suggerimento gastronomico è quello di fermarsi a mangiare alla gastronomia Sacraglino in via Segesta 177, un locale informale dove è possibile anche sedersi a consumare alcuni dei tanti piatti che vengono realizzati con sapienza ogni giorno, anche qui gusto e prezzo super convenienza camminano insieme, inoltre la gastronomia si trova in direzione della spiaggia la Playa e potrebbe rappresentare la fine perfetta di una mattinata sotto il bel sole siciliano, al cospetto di una città unica come Castellammare del Golfo.

SICILIA ON THE ROAD: in treno da Mazara del Vallo a Castellammare del Golfo

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Castellammare del Golfo è uno di quei piccoli borghi con i quali l’amore è arrivato come un colpo di fulmine, si trova in provincia di Trapani e sorge alle pendici del complesso montuoso del Monte Inici.
Lasciata Mazara del Vallo, dopo un’abbondante colazione presso l’hotel Hoops sull’omonimo lungomare, prendiamo il treno per Castellammare del Golfo che in un’ora e 15 minuti ci conduce a Castellammare del Golfo al costo di 4.80 euro. L’idea di associare Mazara del Vallo a Castellammare del Golfo mi è venuta praticamente per caso, guardando attentamente la mappa della Sicilia e studiando eventuali collegamenti da fare in treno o bus che piano piano mi avvicinassero alla città di Palermo dove avrei concluso il mio on the road siciliano. Successivamente ho poi scoperto che Castellammare del Golfo è uno dei paesi più scenografici della costa ovest della Sicilia a due passi dalla famosa Riserva Naturale dello Zingaro. La stazione dei treni di Castellammare del Golfo dista a piedi dal centro circa una quarantina di minuti, ci sono anche dei bus locali della compagnia Salemi che effettuano la corsa tra la stazione ed il centro ma non sono molto frequenti e la voglia di arrivare in paese e sistemarci nel nostro piccolo bed and breakfast è tanta, così zaini in spalla e si cammina. La strada è leggermente in salita e non ci sono marciapiedi, almeno nel primo pezzo, quindi camminiamo sul ciglio della strada a ridosso con la sterpaglia tra la quale il mio compagno di viaggio scorge visibilmente una grossa biscia. Per fortuna la strada non è molto trafficata e finalmente arriviamo a mettere piede sul marciapiede dopo possiamo rilassare l’attenzione dalle macchine ed iniziare a goderci quello che ormai ci sembra evidente: stiamo arrivando in un piccolo paradiso, immerso tra montagna e scogliere a strapiombo sul mare.
I grandi hotel di Castellammare più vicini alla Playa, la bellissima spiaggia cittadina, si trovano fuori dal centro storico e a metà ottobre molti di loro sono giù chiusi, un vero peccato perché considerate le temperature gradevolissime di questo periodo potrebbero essere frequentati, come accade per i centri turistici più famosi della Sicilia. Decidiamo di fermarci a Castellammare per 3 giorni prendendo in affitto una camera molto graziosa presso il bed and breakfast Verdirooms 158, situato in via Giuseppe Verdi nel cuore della cittadina, una camera pulitissima e nuova all’interno di un palazzo storico ristrutturato che vede al piano terra lo studio di un avvocato e le camere sistemate tra il primo ed il secondo piano tutte provviste di balcone con affaccio sulla strada non molto trafficata,per fortuna. Il costo al giorno per questa camera è davvero irrisorio, circa 25 euro a notte per una doppia con bagno ed una colazione che viene recapitata ogni mattina. Unica accortezza prima di arrivare presso il bed abd breakfast è quella di contattare il gestore in anticipo così da ricevere il messaggio d’istruzioni per effettuare il check in, poiché non dispone di reception.
La scelta di alloggiare nel centro storico di Castellammare del Golfo è perfetta soprattutto se la priorità del viaggio non è principalmente la vita balneare. Il paese ha tutto il necessario per rendere una vacanza perfetta, supermercati, ristoranti, bar e negozi di ogni genere inoltre da Piazza della Repubblica partono i bus per diverse località inclusa Palermo, gestite dalla compagnia Russo, collegamenti che si ripetono più volte in una giornata e che in bassa stagione non richiedono l’acquisto anticipato del biglietto del bus come invece accade ad agosto, quando il flusso dei turisti si aggiunge a quello dei locali che ogni giorno si muovono verso la città per svariate ragioni.
Castellammare del Golfo è quindi una di quelle località imperdibili da inserire in un’ itinerario alla scoperta di questo angolo di Sicilia, un luogo che può essere perfetto come base per concedersi una bella vacanza balneare o come escursione da Palermo o Trapani, sicuramente consigliato è rimanere nel paese almeno qualche giorno per godere al meglio delle tante bellezze che può offrire. To be continued….

Quali escursioni fare durante un viaggio a Lanzarote

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Sono molte le attività che si possono fare partendo da Puerto del Carmen, una delle località più famose dell’isola vulcanica di Lanzarote. Puerto del Carmen insieme a Costa Teguise sono i centri nevralgici del turismo di Lanzarote,il numero di turisti verso l’isola è sempre crescente tanto che negli ultimi anni quest’isola ha visto un considerevole aumento del traffico aereo preveniente da tutta Europa, Italia inclusa.

Fino a qualche anno fa infatti i turisti che visitavano l’arcipelago delle Canarie avevano sempre preferito Gran Canaria o Tenerife forse convinti del fatto che Lanzarote offrisse meno rispetto alle altre due. In realtà in termini naturalistici Lanzarote è davvero sensazionale ed anche le strutture turistiche sorgono come funghi soprattutto a Costa Tenguise, un piccolo paese che ha perso molto del suo aspetto originario, diventando una agglomerato molto sfruttato turisticamente dove trovare tutto il necessario per chi decide di trascorrere qui le proprie vacanze, incluse molte agenzie turistiche dove prenotare attività da fare a Lanzarote.
Ugualmente anche Puerto del Carmen offre tutto il necessario per trascorrere una vacanza senza rinunce e le agenzie turistiche sull’isola di Lanzarote non mancano.
La prima escursione venduta praticamente ovunque, hotel inclusi, è quella verso Parco Nazionale di Timanfaya. Si tratta di un’area protetta di natura geologica, il risultato di eruzioni avvenute tra il 1720 e il 1736 poi in seguito nel 1824. L’assenza di vegetazione l’aspetto brullo della terra polverosa a tratti di un rosso intenso rendono il paesaggio assolutamente unico tanto che i primi visitatori del Parco Nazionale di Timanfaya descrivevano quest’esperienza come simile alla visita di un altro mondo.

I prezzi per l’ escursioni al Parco Nazionale di Timanfaya partono dai 25 euro per gli adulti 15 per i piccoli, in questa versione il giro è più breve ed effettuabile in una mezza giornata, osservando le principali formazioni geotermiche nella parte sud del parco, quella raggiungibile più velocemente dalla costa. La quota per la versione più completa del Timanfaya sale ai 45/50 euro, mentre se si vuole unire alla visita del parco anche una sosta alla Geria, la zona più importante di Lanzarote per via dei suoi vigneti che producono un vino eccezionale, i prezzi salgono di altri 30 euro con la sola degustazione delle bollicine prodotte dalle vigne ai 45 euro se si preferisce la sosta a pranzo in un ristorante della zona, per un totale che va dai 75 fino un max di 100 euro. Qualsiasi sia la scelta, il parco nazionale di Timanfaya e la zona intorno ad essa è meravigliosa e l’ingresso a quest’area protetta non è consentito in autonomia come accade per il vulcano Teide della vicina isola di Tenerife ma solo avvalendosi dei bus, a bordo dei quali, si può ammirare il panorama. Generalmente anche i tour più brevi prevedono il classico e turistico giretto sulla groppa di un cammello, attività facoltativa e acquistabile al costo di 6 euro. Non troppo distante dal graziosissimo paese di Yaiza, raggiungibile con il bus numero 161, esiste un ranch dove vengono tenuti i cammelli per motivi turistici e molte famiglie si fermano per far fare ai bimbi un giro o ancora meglio solo per fargli vedere questo meraviglioso animale un pò più da vicino.
Oltre alla visita al Parco Nazionale di Timanfaya, la più classica e imperdibile escursione proposta dagli operatori turistici di Lanzarote esistono moltissime attività come la visita ai due mercati settimanali dell’isola come Teguise, il più turistico, allestito tutte le domeniche mattina, mentre quello di Playa Blanca, un pò meno famoso, si svolge il mercoledì mattina entrambi con la possibilità di organizzarsi in fai da te arrivandoci con i bus locali o con un transfer organizzato dalle agenzie turistiche ad un prezzo intorno ai 15/20 euro a persona.
Ovviamente anche il mare ha un’importanza predominante sull’isola di Lanzarote come quindi le escursioni ad esse legate che includono immersioni e crociere intorno alla costa con sosta alla spiaggia dorata di Papagayo. Il diving situato sulla spiaggia di Boca Chica a Puerto del Carmen, oltre ad essere composto da uno staff molto esperto, offre immersioni giornaliere partendo proprio dalla spiaggia di Boca Chica, uno spot molto frequentato da tutti i sub in viaggio sulla bella isola di Lanzarote.

COSA FARE A SINGAPORE: traghetto per l’isola di Batam in Indonesia e bus per la città di Johor Bahru in Malesia

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Singapore è una città stato davvero incredibile, pulizia, scelte ecosostenibili ed un grande rispetto per le culture diverse la rendono un luogo dove dolce è la permanenza, sia essa breve o un pochino più lunga.


Sono passati ormai dieci anni da quando ho visitato per la prima volta Singapore che mi è da subito sembrata molto diversa dal resto dell’Asia che tanto amo, pulizia in ogni luogo, ordine e disciplina anche negli incroci più ingarbugliati, insomma un territorio oltreoceano che merita l’appellativo di “Svizzera d’oriente”. Sono molte le cose che si possono fare a Singapore e alcune di esse prevedono di varcare i confini e di recarsi in Malesia o In Indonesia. Una delle escursioni sicuramente non molto gettonate tra gli occidentali è quella di prendere un traghetto per raggiungere l’isola indonesiana di Palau Batam, che insieme a Palau Bintan compone l’arcipelago delle Riau. L’isola di Palau Batam è raggiungibile dal porto di Singapore con una corsa in traghetto per la durata di circa cinquanta di minuti, il costo del traghetto è di 23 euro ed il tempo per il disbrigo delle formalità frontaliere è abbastanza rapido. Una volta giunti a Palau Batam si può scegliere di partecipare ad un tour dell’isola, un giro del territorio molto gettonato dai turisti asiatici al quale per curiosità decidiamo di aggregarci al costo di 25 euro a persona. La prima tappa di questo tour è una passeggiata in uno dei più grandi centri commerciali dell’isola famosi per avere la possibilità di acquistare merce griffata che solo in pochi casi è originale e che nella maggior parte è un falso davvero fatto bene che per l’occhio meno esperto come il mio è difficile da distinguere, pare infatti che Palau Batam sia uno dei luoghi al mondo dove si confeziona il miglior fake tra magliette, borse, occhiali da sole tutti acquistabili senza tasse aggiuntive. Attività che non mi interessa particolarmente se non per il fatto che in questi enormi casermoni dello shopping generalmente si trova qualche interessante snack locale, oltre ad essere particolarmente curioso vedere come ormai il mondo si sia globalizzato ed il desiderio di possedere oggetti materiali griffati sia ormai fuori controllo.

Seconda tappa del giro turistico è una tappa al tempio di Maha Vitara Maitreya un luogo dove si respira silenzio e ci si distacca dal trambusto dello shopping. A seguire si raggiunge un piccolo parco dove ci sono diversi modelli di costruzioni indonesiane, dalle classiche abitazioni dell’isola di Bali a quelle inconfondibili del Sulawesi con il tetto a forma di corno di bufalo, interessante come luogo anche se non particolarmente esteso. La tappa per il pranzo è sicuramente il secondo motivo, dopo lo shopping, che spinge, gli asiatici soprattutto, a fare un tour sull’isola di Batam, ovvero i ristoranti di pesce molto caratteristici, spesso allestiti su palafitte a ridosso della terra ferma dove si può mangiare pesce in tutti i modi, particolarmente gettonati i crostacei che si possono ordinare direttamente dalle loro vasche di allevamento e cucinati all’istante. Devo dire di non aver mai visto una tale varietà di pesce in un solo ristorante e nonostante dieci anni fa non fosse ancora del tutto vegetariana, non sono riuscita ad assaggiare nemmeno un quarto di quello che in brevissimo tempo è arrivato al tavolo, pesce in tutte le salse, cotto e crudo, sul quale i miei simpatici compagni si sono fiondati in un batter d’occhio. Probabilmente non tornerei mai più a Palau Batam ma è stata di certo un’escursione divertente che mi ha permesso in qualche modo di entrare ancor meglio in contatto con il popolo asiatico e di capire come a pochi chilometri possano esserci così tante disparità sociali come quelle tra Singapore e l’Indonesia.
Altra interessante escursione, sempre effettuabile da Singapore in una sola mezza giornata, è quella verso la città malese di Johor Bahor, a soli 40/50 minuti di bus dalla città con incluso tempo necessario per attraversare la frontiera, almeno nei momenti di minor affluenza. I tour verso Johor costano sui 30 euro ed includono la tappa alla moschea di Sultan Abu Bakar una bella struttura color bianco con enormi minareti affacciata sulla in posizione sopraelevata rispetto alla città, dalla quale si gode di un discreto panorama. Questa moschea è molto ampia, può accogliere fino a 2000 fedeli e spesso viene utilizzata per incontri istituzionali. Lasciata la moschea si fa visita a qualche fabbrica di batik della zona, la Malesia detiene il primato per le stoffe dipinte a mano con le quali si realizzano abiti, borse e fantastici teli da appendere per decorare le pareti di casa con raffinatezza. Si potrebbe stare ore e ore ad osservare la grande maestria delle donne che dipingono le stoffe come pittrici davanti alla loro tela, un’abilità antica ancora diffusa in Malesia ed anche in molte zone dell’Indonesia. L’ultima tappa generalmente è la sosta in un qualche villaggio locale, il cosiddetto kampung, dove ci si immerge nella vita più rurale della Malesia tra bellissimi alberi di frutta esotica e piante officinali raccontate da guide del luogo. Per concludere si assiste a qualche danza tipica che intrattiene i turisti, il tutto finalizzato alla vendita di prodotti locali come saponette, tisane e via di seguito, un’esperienza turistica sicuramente ma al contempo molto interessante e soprattutto distensiva.

SICILIA ON THE ROAD: da Trapani a Mazara del Vallo in treno

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Solo un’ora e trenta minuti di volo da Bologna e finalmente si atterra all’aeroporto Birgi di Trapani, i voli verso la Sicilia sono sempre abbastanza pieni e le tariffe il fine settimana anche parecchio elevate se non si acquista il volo con discreto anticipo, però generalmente con una cinquantina di euro si può riuscire a trovare un posto con destinazione paradiso perché, devo ammetterlo, la Sicilia lo è in ogni suo angolo.


Ottobre è un periodo ideale per concedersi un bel tour in Sicilia, le temperature sono perfette sia per le escursioni che per i bagni in mare poiché a differenza del resto dello stivale, tranne poche eccezioni al Sud, si può ancora godere del sole e del caldo, ideali per una bella vacanza balneare o come ho fatto io, per un viaggio di due settimane on the road in Sicilia nella prima metà di ottobre.
L’aeroporto di Trapani Birgi è molto piccolo e appena fuori dall’area arrivi si può prendere il bus per il centro cittadino, il biglietto si fa a bordo al costo di 4.90 euro, in alternativa si può optare per un taxi in condivisione per 4 persone al costo di 7.50 a testa. Il bus ferma in Via Garibaldi a circa 100 metri dalla stazione dei treni, la fermata dove scendiamo per l’acquisto dei biglietti per la cittadina di Mazara del Vallo, prima tappa di questo nostro viaggio in Sicilia. I treni per Mazara del Vallo ci sono tutti i giorni quasi ogni ora il costo è di 4 euro ed il tempo di percorrenza è di 57 minuti. La stazione dei treni di Trapani sembra essere rimasta come in passato, giusto un paio di binari un baretto con qualche tavolino esterno. I treni poi sono quelli di una volta, quasi simili a piccole locomotive a vapore, un’Italia questa differente ma nella quale ci si perde in un amore profondo. Giusto il tempo di un caffè e qualche chiacchiera con la barista del bar della stazione e si parte per questa giornata a spasso per Trapani prima del treno per Mazara del Vallo in serata.
La prima volta che avevo visitato la città di Trapani risaliva a diversi anni fa, era stata la base per qualche giorno prima di prendere il traghetto verso la meravigliosa isola di Favignana, purtroppo in quell’occasione non avevo particolarmente apprezzato la città perché durante la mia settimana di permanenza in zona si era abbattuta sulla Sicilia una perturbazione metereologica devastante, con acqua torrenziale che aveva reso molto difficile la visita della città. Per fortuna la sosta di quasi una giornata a Trapani prima del treno serale per Mazara del Vallo ha riscattato quel ricordo nefasto e grazie ad un clima particolarmente felice ho scoperto ed apprezzato angoli nascosti di Tarpani, ricchi di storia e bellezza. Il porto di Trapani è abbastanza trafficato dai traghetti che vanno e vengono verso le isole Egadi meta sempre più apprezzata dei turisti internazionali per via delle sue acque particolarmente ricche di vita marina ideali per le immersioni. Spostandosi a destra del porto e rimanendo sul lungomare si apre ai nostri occhi la meraviglia di trovare piccole insenature di sabbia chiara che si fanno largo tra le rocce, i lidi attrezzati in questo periodo sono quasi tutti chiusi ed è difficile trovare un posto per sedersi a mangiare qualcosa ci sono solo poche persone sedute al sole e purtroppo anche un numero elevato di spazzatura varia che deturpa il paesaggio davvero incantevole.
Il centro storico di Trapani è un susseguirsi di chiese barocche, palazzi antichi e splendidi affacci sul Mar Mediterraneo che bagna la città. Il fulcro imperdibile di Trapani sono senza dubbio le Mura di Tramontana, una bellissima cinta muraria risalente al periodo spagnolo edificata per proteggere la città da eventuali attacchi esterni, alle Mura ci si arriva passando dalla piazza dell’ex Mercato del pesce fino al maestoso Bastione Conca, qui la vista sulla città antica è bellissima e non meno lo è la piccola spiaggia delle Mura Tramontana, che in estate è sempre super affollata dai turisti che si fermano in città e che invece ad ottobre è ideale per i locali che ci vengono soprattutto in pausa pranzo per concedersi una bella e rinfrescante camminata in acqua, ideale per riprendersi dalla calura quasi estiva. Altrettanto ideale per rinfrescarsi è acquistare per 4 euro una bella spremuta di melograno che in molti bar del centro preparano oltre alla classica e buonissima spremuta di arance che parlando di Sicilia di certo non ha bisogno di presentazioni.
Le chiese a Trapani sono diverse e tutte molto attraenti sia internamente che esternamente ma uno dei monumenti che più mi ha colpito è l’ Orologio Astronomico a pochi passi dal Palazzo Senatorio. La Torre dell’Orologio risale al XII secolo, l’orologio incastonato nella torre è il più antico d’Europa e non indica l’ora al contrario di quello che si potrebbe pensare ma le lancette segnano i segni zodiacali. Il quadrante si divide in una parte solare, nel quale sono indicati i solstizi e le stagioni e in una parte lunare che segna le fasi della luna, un un’oggetto artistico con tanta alchimia che non poteva non stregarmi in qualche modo. A Trapani ci sono anche dei musei interessanti da visitare come quello di arte contemporanea chiamato la Salerniana che oggi ospita anche un’associazione artistica no profit che si occupa di divulgare e preservare l’arte del territorio, in effetti sono molte le botteghe artigianali che espongono quadri o oggetti artistici a dimostrazione che l’arte in città è un valore concreto e molti giovani se ne occupano.
Ovviamente il cibo ed anche quello da strada in Sicila è una costante e Trapani non è da me, il piatto della zona è la busiata, un tipo di pasta che ricorda vagamente un lungo fusillo, una pasta che ha la capacità di attirare a se il condimento come poche sanno fare, a Trapani la busiata si mangia con il pesto alla trapanese, una salsa preparata con olio, basilico, pomodoro, mandorle pecorino e aglio. Se invece come me non siete appassionati di pasta e il riso è la vostra tentazione allora l’arancina non può mancare,una palla di riso fritta che ormai in giro per la Sicilia si trova anche nella versione vegetariana con solo formaggio, una bomba non di certo dietetica ma che ogni tanto ci si può concedere.
La giornata a Trapani giunge alla fine con l’avvicinarsi del treno per Mazara del Vallo, un viaggio lento che ma al tempo stesso molto suggestivo perché attraversa tutta quella zona delle Saline di Trapani che sono diventate famose in Italia e all’estero e che mi auguro presto si aggiudichino l’iscrizione nei beni Unesco come è stato annunciato tempo fa. Girare la Sicilia in treno ed all’occorrenza in bus è un modo perfetto non solo per vedere angoli nascosti di questa terra ma anche di entrare in contatto con i locali e con le loro abitudini.

Temple Stay-un’esperienza unica da vivere durante un viaggio in Corea del Sud

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Come sempre quando mi reco in Asia il mio desiderio di vivere emozioni intime e spirituali è sempre il fulcro che mi spinge quasi tutti gli anni(covid a parte)a ritornare in questa parte di mondo che amo immensamente e che ormai,da qualche anno,ha cambiato in me la prospettiva, diventando protagonista del quotidiano,grazie alla pratica di discipline olistiche che fondono le loro radici millenarie proprio nel continente asiatico.
Dopo diverse esperienze in yoga retreat,in ashram e altri centri finalizzati all’elevazione spirituale,ho deciso che durante il mio viaggio in Corea del Sud avrei dovuto assolutamente provare l’esperienza Temple Stay, un’occasione unica di venire a contatto con ciò che resta del buddismo coreano e le sue radici antichissime.
Probabilmente se ci si reca in Corea del Sud per ritrovare se stessi lo si deve fare proprio attraverso questo tipo di esperienze che permettono il distacco dal modo moderno e sopratutto dalla tecnologia dei telefonini o tablet che difficilmente fanno sollevare il capo ai coreani sempre così ostinatamente curvi sui loro aggeggi elettronici.
Il programma di Temple stay è disponibilie sia in Corea del Sud che in Giappone anche se in quest’ultimo stato non ho avuto la possibilità di provare. Devo dire che Temple stay è un’esperienza fantastica accessibile a chiunque sia veramente motivato a vivere un giorno o più giorni di stretta connessione con se stesso.
Temple stay si svolge presso centri o santuari buddisti su tutto il territorio della Corea del Sud ai quali si accede previa prenotazione e talvolta pagamento on line in anticipo,se si tratta dei centri più grossi come quelli di Seul. Il costo può variare dai 50 euro a persona per il programma giornaliero, che include qualche sezione di meditazione,il tè e la spiegazione oltre che la pratica di alcuni rituali di preghiera buddista.I relatori di questi programmi sono monaci molto pazienti e che parlano un ottimo inglese. Se invece si vuole vivere a pieno l’esperienza mistica dei santuari allora si deve optare per i soggiorni di più giorni che includono la routine completa dei monaci con la sveglia all’alba, le 108 prostrazioni(108 è un numero sacro non solo per i buddisti ma anche per gli induisti non a caso i mala, paragonabili ai nostri rosari, sono composti da 108 perline)i pranzi, le cene(ovviamente vegetariani)le meditazioni e diverse attività legate all’arte che possono essere la colorazione di alcuni mandala, la fabbricazione di lanterne in carta di riso e molto altro ancora, l’arte come è noto induce un profondo stato di benessere e distacco dalla realtà perlomeno tecnologica. A tal proposito è bene tener presente che in nessun santuario o centro di meditazione buddista è consentito l’utilizzo di telefononi o altri dispositivi elettronici che vanno tenuti spenti per tutta la durata del programma. Anche il vestiario deve essere consono al luogo, bisogna indossare una particolare divisa composta da pantalone e casacca che viene consegnata all’inizio del programma perfettamente lavata e igenizzata per poi essere riconsegnata alla fine. Per dormire si possono trovare soluzioni in dormitorio oppure in camere doppie con servizi privati o condivisi questo dipende dalla grandezza della struttura e quello che riesce a fornire,i prezzi comunque si attestano a partire dai 100 euro a persona con una notte di pernottamento, ovviamente il silenzio deve essere rigoroso durante tutto il programma ed in modo particolare durante la notte, i monaci sono giustamente molto severi in tal senso. Io ho sempre pensato che chi si rechi o effettui progrrammi simili sia motivato dal giusto sentimento, un sentimento forte, profondo radicato e non dalla smania di provare, come purtroppo vedo fare, solo perchè magari spinti dall’amico o amica e senza farsi alcuna domanda a riguardo. Se c’è una cosa che ho capito dopo qualche anno di viaggi in Asia e la frequentazione di luoghi di spirito in Italia stessa è che esiste un mucchio di gente che si riempie la bocca di paroloni come spirito, divino e molto altro ancora senza poi davvero fare un percorso interiore intimo e profondo, vivendo in assoluta contraddizione tra quello che dice e quello che fa. Quindi se si vuole entrare nel vivo del programma Temple Stay è bene farlo con la consapevolezza di lasciare il mondo fuori per uno o più giorni.


Vien da pensare che i migliori santuari o centri buddisti in Corea del Sud che partecipino al programma di Temple Stay siano arroccati su chissà quale montagna isolata, magari irragiungibile con qualsiasi bus o mezzo pubblico ed in effetti ne esistono molti su questa linea, luoghi dove per arrivarci è necessario organizzarsi con un transfer privato, però per fortuna esistono realtà raggiungibili facilmente partendo dai centri più grandi, a Seul per esempio ce ne sono alcuni ed in ho scelto il Jogyesa Temple in Ujeongguk- Ro 55, Jongno-Gu, un tempio molto bello immerso in un bel giardino verde considerato il più antico dell’ordine Jogye, raggiungere questo tempio è molto semplice visto che si trova a pochi passi dal Palazzo Reale, il programma di questo tempio si chiama free style ed è disponibile per una o più notti, include sempre le attività di preghiera,i dialoghi con i monaci durante il tè, la fabbricazione di fiori di lotus in carta secondo la tradizione, i pasti vegetariani a base generalmente di riso e zuppa di verdure(buonissimi) e del tempo libero, ovviamente da trascorrere passegiando nel giardino e comunque rispettando la quiete. In questa struttura le camere possono essere condivise solo in caso di persone dello stesso nucleo famigliare e sono dotate di bagno privato, in caso contrario la zona notte è separata tra maschi e donne.
Oltre a questo Jogyesa Temple ho provato un programma simile in un altro tempio coreano ovvero il Yakchunsa Temple in 1165 Daepo-dong Seogwipo-si sull’isola coreana di Jeju, alla quale ci si arriva con poco più di un’ora di volo partendo dall’aeroporto Gimpo di Seul. In questo caso il tempio si trova immerso nella natura e per raggiungerlo ci siamo organizzati con un trasporto privato, però in questo posto la magia della natura circostante fa da pardrona e nonostante io ci sia stata in pieno inverno le passeggiate intorno ad esso sono meravigliose, come del resto è l’intera isola di Jeju.

Le 5 cose da fare a Olbia

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Scoprire la Sardegna in inverno o comunque nei periodi dell’anno in cui le temperature non sono ideali per i bagni in mare può riservare sorprese interessanti e dare la possibilità di amare la Sardegna non solo per le spiagge mozzafiato ma anche per le sue città, come quella di Olbia, considerata spesso solo come la via d’accesso per la Costa Smeralda da cui dista pochi chilometri. In realtà Olbia è una città molto interessante che può diventare la meta ideale per un fine settimana fuori stagione, grazie alla possibilità di raggiungerla con un volo aereo di poco più di un’ora a dei costi molto accessibili.

  1. La prima cosa da fare quando si arriva ad Olbia è sicuramente una bella passeggiata nella zona portuale e più precisamente nel Porto Vecchio una zona molto curata dove sorge anche il Museo Archeologico, purtroppo chiuso durante la nostra permanenza in città per lavori di ristrutturazione. La collezione ospitata in questo museo mette in luce quanto nel passato di Olbia ci siano segni di civiltà greca, fenicia e ovviamente romana. Inoltre se si capita ad Olbia entro la metà di ottobre si può anche salire sulla ruota panoramica di Olbia, alta ben 36 metri dalla quale godere di una bella vista su tutto il golfo di Olbia, il costo del biglietto per adulto è di 8 euro mentre 5 per i bambini fino ai 12 anni.
  2. Attraversando la strada e lasciandosi alle spalle il porto in direzione centro cittadino si continua la passeggiata sul viale più famoso della città, Corso Umberto , la via dello shopping ed anche della vita turistica della città di Olbia. Questa strada tutta pedonale è un susseguirsi di negozi, alcuni anche molto prestigiosi, ristoranti e caffetterie dove, specialmente in estate, si concentrano i turisti.
  3. Uno degli aspetti più originali ed interessanti della città di Olbia sono senza dubbio i suoi murales, veri e proprie opere d’arte realizzate in diversi angoli del centro, uno fra questi è sicuramente Piazzale Bardanzellu qui vi è l’ingresso di un parcheggio per automobili ed è proprio ai lati delle pareti d’ingresso che si possono ammirare alcuni dei murales più belli della città i cui soggetti lanciano un messaggio sociale come quello della deforestazione a discapito del fragile sistema faunistico delle più importanti foreste pluviali del pianeta. Altrettanto interessanti i murales che si trovano in Piazza del Mercato, tra l’altro un bell’angolo di Olbia. Oltre ai murales interessanti sono anche le sculture sparse nel centro storico sempre con un intrinseco messaggio sociale, come quella in Corso Umberto che rappresenta il mare realizzato con bottiglie di plastica con al centro una piccola barca a vela.
  4. Uno degli edifici religiosi più importanti di Olbia e di tutta la zona è la Basilica di San Simplicio poco distante dal centro storico, la chiesa più visitata anche turisticamente il cui ingresso è consentito a fronte di un biglietto al costo di 4 euro. Ma se San Simplicio è un edificio maestoso che deve essere visitato, l’angolo più intimo e mistico di Olbia è la chiesa di San Paolo, una piccola chiesetta nel centro storico dove al mattino le donne recitano il rosario con il capo coperto da un copricapo come accadeva in passato nella tradizione cristiana, usanza che con il tempo è passata in disuso.
  5. Ultimo angolo assolutamente imperdibile quado si visita Olbia è il polmone verde di Olbia, il Parco Fausto Noce, in via Savona, non troppo distante da San Simplicio e da Viale Aldo Moro un arteria molto trafficata di Olbia dove trovare negozi di ogni genere e soprattutto ristoranti locali dove mangiare vera cucina sarda. Questo parco è davvero piacevole soprattutto al mattino presto quando si trovano solo appassionati di corsa e camminata. Poco distante, in via Luigi Galvani si trova un supermercato Conad dove potrete acquistare pane e formaggio di pecora realizzati in zona, i prodotti ideali per fare un bel pic nic all’ombra dei grandi alberi.

Viaggiare in bicicletta: da Polignano a Mare a Monopoli per ammirare il blu del mare pugliese

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Per anni la regione Puglia,come altre regioni d’Italia, proprio non ne voleva sentir parlare di mobilità sostenibile e andarsene a spasso per città e paesi in bicicletta era davvero impresa ardua. Oggi anche se la strada da fare è ancora lunghissima, sia per il sud d’Italia che per lo stivale stesso, qualcosa sembra cambiare e nascono molto velocemente sempre più tratti di territorio dedicati agli amatori della vita su due ruote, inclusa ovviamente la sottoscritta.
Infanzia passata in Puglia e amore per la bici non sempre sono state un binomio compatibile, fin da piccola  io mia madre quasi tutte le domeniche ce ne andavamo in giro in bicicletta a fare lunghe passeggiate e se da un lato mi sentivo una privilegiata nello scoprire il mondo da una prospettiva diversa,dall’altro ho sempre avuto paura ad affrontare il traffico selvaggio in mezzo al quale sembravamo due aliene sbarcate da Marte. Ma tornando in Puglia per visitare la famiglia,anno dopo anno, mi sono resa conto che le cose stanno pian piano cambiando e molti soldi si stanno spendendo nella realizzazione di piste ciclabili, una tra queste ubicata in un tratto di litorale a me molto caro che va da Polignano a Mare a Monopoli,entrambi bellissimi paesi costieri della provincia di Bari.

In realtà la tratta di ciclabile a cui mi riferisco va da Mola di Bari a Monopoli,la distanza complessiva tra i due paesi è di 25 chilometri che attualmente sono percorsi da pista ciclabile per soli 13 chilometri, io personalmente né ho pedalati solo una decina e più precisamente dal tratto di strada che collega Polignano a Mare con Monopoli.
Entrambe le città sono bellissime e bagnate da un tratto di mare assolutamente spettacolare.

In Puglia si è da diverso tempo siglato un accordo interno con l’agenzia della mobilità che consente il trasporto della bici gratuitamente su molti vettori del trasporto,come Trenitalia, Ferrovie del Sud Est, del Gargano e Lucane.Arrivando a Bari e scegliendo di alloggiare in città dove non mancano cose da fare,gli spostamenti possono quindi essere facilmente(o quasi facilmente) effettuati con bici al seguito, il costo della sola corsa in treno regionale da Bari a Polignano è di soli 2.50 euro,il tempo necessario 30 minuti e i treni sono abbastanza frequenti durante la fascia diurna.

Giunti alla stazione di Polignano per raggiungere la ciclabile che conduce al Monopoli ci vogliono meno di dieci minuti ed il panorama che si apre davanti agli occhi assolutamente da fotografare perché, oltre alla visione del mare azzurro,permette di immortalare la sagoma del centro storico di Polignano a Mare, peraltro assolutamente da visitare. Per giungere a Monopoli in bici si possono impiegare,a seconda del vostro ritmo,dai 40 ai 60 minuti ma attenzione il tempo può aumentare ed anche di molto se decidete di fermarvi per guardare cielo e mare che s’incontrano come in un abbraccio infinito. Provare per credere!

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A Polignano a Mare per mangiare il gelato più buono della Puglia

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Uno dei ricordi più preziosi legati alla mia infanzia trascorsa in terra pugliese,sono sicuramente le passeggiate della domenica pomeriggio a Polignano a Mare per mangiare il gelato, che qui è sempre stato uno dei migliori di tutta la regione e che da solo meritava una visita.
Polignano a Mare è un comune distante dal capoluogo pugliese Bari poco più di trenta di chilometri, il centro storico sorge su uno sperone roccioso a strapiombo sul mare che oggi contribuisce a rendere Polignano una delle località più visitate della Puglia e che merita assolutamente di essere scoperta. L’economia di Polignano a Mare si basa prevalentemente sull’agricoltura e sul turismo che negli ultimi anni ha aumentato in maniera esponenziale il numero delle presenze di visitatori tra i quali molti stranieri che rimangono senza parole difronte agli scorci unici che la città sa offrire.
Polignano a Mare però non è sempre stata così meravigliosamente valorizzata, alcune zone dello stesso centro storico,che oggi appaiono curate in ogni loro angolo venticinque anni fa,non erano così valorizzate e se ci si voleva avvicinare alle zone più periferiche dove si ha accesso alle scogliere sul mare,si incontravano spesso sporcizia e abbandono.Oggi invece Polignano a Mare ha letteralmente cambiato faccia e grazie a scelte precise di una gestione comunale oculata oggi la cittadina è davvero una chicca.
Polignano a Mare è raggiungibile da Bari in macchina, percorrendo la strada statale 16 che fa da raccordo a tutte le località costiere più popolari di questo tratto di costa adriatica, una strada a scorrimento veloce sempre molto trafficata, in alternativa si può arrivare a Polignano in treno direttamente dalla stazione centrale di Bari in soli 30 minuti spendendo 2.50 euro a persona e godendo di uno  spettacolo fuori dal finestrino  davvero bello,tra antichi trulli e il mare blu cobalto.
La stazione dei treni di Polignano si trova a meno di venti minuti dall’ingresso del centro storico dove consiglio di pernottare. Negli ultimi anni sono nati moltissimi bed and breakfast allestiti all’interno di case antiche restaurate con gusto e senza usurpare il carattere del borgo,alcuni di essi offrono anche il balcone con affaccio sul mare come accade al Vicolo fiorito B&B in via Muraglia,che affitta camere doppie con colazione a circa 85 euro per i primi giorni di Agosto.

Polignano è assolutamente godibile tutto l’anno ed anzi durante la stagione invernale i prezzi si abbassano e non è raro trovare giornate di sole dove fare lunghe passeggiate o noleggiare una bicicletta per percorrere la nuova pista ciclo pedonale che collega Polignano a Mare a Monopoli, altra località pugliese che durante gli ultimi anni è diventata un richiamo per turisti.
Polignano a Mare non ha molte spiagge di sabbia ma senza dubbio la più famosa è Lama Monachile o Cala Porto una mezzaluna di sabbia chiara incastrata letteralmente tra due scogliere e che offre forse le immagini più suggestive della città. Ristoranti molto raffinati sorgono proprio qui e non mancano le occasioni per mangiare piatti a base di pesce fresco o un’ottima pizza che a Polignano a Mare viene preparata con materia prima eccellente.
Ma nessun pranzo,cena o spuntino può dirsi completo senza mangiare uno dei suoi famosi gelati di cui la città di Polignano è maestra nella preparazione. Alla città di Polignano a Mare sono stati conferiti molti riconoscimenti proprio per il gelato,preparato da maestri gelatieri,che ogni anno propongono gusti classici o particolari tentazioni  realizzate con prodotti locali.Una gelateria storica che resta un simbolo del gelato di Polignano è Bar Turismo in via Pompeo Sarnelli 7, di certo non un locale alla moda ma che resta il migliore di tutta la città. Rispetto ad altre gelaterie non ha moltissimi gusti ma sono tutti eccezionali, da provare la panna montata realizzata a mano e che lascia in bocca il dolce sapore del latte,una degna conclusione di qualsiasi visita nella bella città di Polignano a Mare.