Come visitare Isola delle Femmine, una delle aree marine protette più belle del Mar Tirreno

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Farò ancora una piccola sintesi sul perchè io mi sia fatta stregare dalla città di Palermo che è diventata come una specie di caldo rifugio da quando, per la pandemia, mi è stato interdetto il ritorno in Asia. Molti si chiederanno cosa centri l’Asia con la Sicilia ed io rispondo che proprio su quest’isola dai mille colori esiste una relazione molto profonda con il continente asiatico poiché vi abita una nutrita comunità di induisti che hanno creato a Palermo una comunità che è diventata la più grande d’Italia. Detto ciò o meglio ridetto ciò torniamo a Palermo ed a tutti quei meravigliosi luoghi che si possono raggiungere da questa bella città. Dopo aver soggiornato, amato e gustato, si fa per dire, il mare paradisiaco di Mondello, comodamente raggiunto in bus dal centro città, è la volta di un altro angolo di meraviglia questa volta direttamente raggiunto in treno dopo il mio volo diretto Ryanair Rimini- Palermo. Sto parlando di Isola delle Femmine un’amena cittadina in provincia di Palermo di cui ci si può letteralmente innamorare. I treni che partono direttamente dallo scalo palermitano di Punta Raisi impiegano 21 minuti per arrivare nel comune di Isola delle Femmine, il costo a persona è di 5.90. Il piccolo centro storico è praticamente a ridosso della stazione ma di hotel qui non ce ne sono ed io per una volta cercavo qualcosa dalla quale poter godere di una vista speciale e così, usciti dalla stazione dei treni abbiamo girato a sinistra percorrendo per circa una ventina di minuti via Libertà sulla quale abbiamo trovato il Saracen Sands Hotel una struttura che appartiene ad una catena alberghiera che, nonostante animazione piscinona e servizi ha grande hotel, soddisfa in pieno la mia necessità, avere una vista da sballo per un paio di giorni. Le tariffe per questa struttura sono un pochino altine per i miei canoni ma essendo fine settembre riesco ad approfittare di una discreta offerta pari a 100 euro a notte per camera e colazione. Non amo generalmente le grandi e fredde strutture anche se non giudico a priori e soprattutto non condanno se danno da lavorare a un sacco di persone, in alcuni casi molto prodighi in altri molto meno ma a parte ciò devo dire che davvero il suo punto di forza è la vista che mi ha nutrito più della colazione stessa fatta su una bella terrazza con affaccio sul mare. Il mare, quello vero come dico io, è pieno di pesci e la maschera ed il boccaglio sono utili soprattutto se si va sul lato scoglioso della costa, qui la vita marina è brulicante non per altro questa zona costiera è un area marina protetta qui non solo pesci di molte specie nuotano ma non è raro avvistare stenelle, un tipo di delfino molto facile da incontrare nel Mar Tirreno dove si affaccia il comune di Isola delle Femmine. Ma la caratteristica che rende straordinario il piccolo comune di circa 7000 anime di Isola delle Femmine è proprio la piccola isoletta che si adagia placidamente difronte al paese, inserita nel mezzo di questa riserva marina. Il perché si chiami proprio Isola delle Femmine è ancora un mistero, molte leggende girano intorno a questo luogo ma con ogni probabilità a detta di alcuni anziani del luogo la versione più accreditata vuole che l’isola in passato fosse servito come carcere penitenziario femminile.

Anche il piccolo paese di Isola delle Femmine è grazioso,una piccola piazzetta con un paio di piccoli ristorantini devo dire non proprio eccezionali e una chiesetta deliziosa a far da cornice. Se si alloggia sul lungomare dove si affaccia non solo il Saracen Sands Hotel ma anche altre strutture ricettive, si deve mettere in conto una quindicina di minuti a piedi per il centro storico e di certo non ci si deve aspettare un brulicante lungomare in stile riviera romagnola ma solo un marciapiede, talvolta non in buonissime condizioni e una natura selvaggia e dirompente dalla quale sarà difficile staccarsi ve lo assicuro. Unico neo di questo posto così meraviglioso è il gran numero di rifiuti abbandonati qua e là, uno scempio per gli occhi e per il cuore, purtroppo comune a moltissimi altri luoghi della stessa Italia e del mondo intero.

Se poi proprio non ci si vuole staccare dalle folle palermitane consiglio ugualmente di non perdere una bella gita giornaliera per Isola delle Femmine partendo direttamente dalla stazione centrale, 43 minuti di treno, un biglietto di 2.80 a tratta e sarete in paradiso…..

TRAVEL DIARY: what can happen when you arrive in India

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The pandemic has completely upset the balance of entire populations, changed the way of life of every single individual, at least of those who were used to travel, to discover the world, to be completely immersed day after day, in the journey both physical and mental. . The news, the newspapers, and the web had fun transforming this period of pandemic into a kind of labyrinth for the mind that began to struggle about what the future could be for those like me who live every moment of this earthly life with the I always vividly remember the beautiful and even ugly emotions, linked to places in the world that we have traveled even a few meters and this is how we learn to live with the spotlights on all those countries that after visiting inevitably become part of us and it is precisely when you hear them or read their name somewhere that the chills come. Intense chills also made of fear, as happened to me a few days ago, when I learned the news that in India, my INDIA, has once again fallen into the endless and devastating abyss of the corona virus, a news that leaves me even more speechless if only I think that just a couple of months I had rejoiced with them in learning that this terrible monster seemed defeated, now a new variant even more contagious and only those who have visited India without filters can understand what they want say this blow again, and that’s why out of every scheme, just like I am, I want to tell a travel page in which no place, no monument, no tour is told, but only the sensations of an arrival, an arrival that from that moment on, even if I didn’t know it yet, it would have changed all my mental patterns, all my emotional conditions, perhaps too fragile at that moment, an arrival from which emotionally I have not never returned, an arrival whose name is well engraved in the head and heart and which is called India.

A cold Italian February and a plane flight to New Delhi bought many months back and in my head the road trip I had it very clear, I wanted to see the famous Taj Mahal, I wanted to travel the streets of Jaipur and finally get in touch with it spirituality to which in an inexplicable way I felt so much attracted, to which I had approached perhaps in an even stronger way probably during my first trip to Asia, to Sri Lanka to be exact, considering the tear of India that had set fire again more deeply my strong attraction to Asia.

Unfortunately, however, things in life take a different turn and a little more than a month before my departure or rather from our departure, that of mine and my travel and life companion, the loss of our beloved and completely humanized crawling completely changes the our center of gravity and although for most people a feeling of such strong bond and deep love for an animal can be incomprehensible, for us it was such a hard blow that it did not give us the strength to think about any planning, so much so that we took the decision to leave equally without a precise destination other than that of having booked a week in a super super cheap hotel room in an equally super cheap neighborhood of New Delhi, Parangaji. The Lufthansa flight is punctual we arrive in India in the middle of the night, upset not so much by the route but by that whirlwind of emotions that now after the death of our Ale were floating in the heads of both and to which we could not give any answer.

I had read galore about things to do once we reached their destination and under a normal circumstance certainly neither I, even less my partner, would have been so terribly naive and unconscious as to entrust us to a taxi, which was not a taxi. in the hope that it would lead us to that address that I so shyly show him, written on a neat sheet of paper. Too bad that as soon as we get into the car we risk ending up in the opposite lane because together with the alleged taxi driver there was a driver who is taken by a sudden fall asleep from which he wakes up just in time to avoid the car that would have overwhelmed us in a few minutes . But when our hands reached the chest as a sign of deep gratitude to heaven for the narrow escape, we find ourselves in a place that was not at all the one indicated on the white sheet of paper but only the shabby office of a travel agent who he wanted to give us a much more expensive hotel than the one booked from Italy. The “alleged travel agent” type is very shrewd and with good interpretative skills, so much so that he staged a phone call directly with the reception of my hotel (which my hotel is not) and informs me that they were closed for the elections policies. In fact you find out