ISOLA DI JEJU: in bus a caccia di cascate in una delle 7 meraviglie del mondo naturale

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L’isola di Jeju in Corea del sud  è ideale per gli appassionati di trekking che qui possono trovare sentieri per ogni livello di difficoltà. Partendo proprio da Jeju city,la città più grande dell’isola, si può seguire la costa con la sua strada circolare che percorre tutto il perimetro dell’isola, o spingersi verso l’inverno arrivando sul monte Halla, un vulcano la cui cima è la più alta di tutto lo stato coreano.
Ma non si deve necessariamente fare troppa strada a piedi per essere gratificati dalla bellezza naturale di Jeju e scegliere di onorare,oltre alla terra anche l’acqua, un altro elemento naturale di questo posto che si può ammirare grazie al tour delle cascate effettuabile con il fai da te partendo da Jeju City ed utilizzando i bus locali.
La soluzione in bus per arrivare alle cascate di Cheonjeyeon è abbastanza fattibile ma è bene seguire alcune accortezze ed essere certi di salire sul bus giusto. L’ostacolo della lingua è molto grande in Corea del Sud soprattutto nei centri meno turistici e sull’isola di Jeju dove il flusso dei visitatori è prevalentemente di origine coreana o giapponese e in inverno non si vedono quasi per niente turisti occidentali e quindi riuscire a comunicare è davvero difficile ma si trova sempre qualcuno che magari supportato da un traduttore elettronico sarò in grado di aiutarvi ma certamente la barriera linguistica rappresenta un impiego di tempo maggiore qualsiasi volta ci si sposti con i mezzi però infondo è questa la vera avventura che permette di conoscere meglio un luogo.
Partendo dalla stazione dei bus di Jeju City, situata nella downtown della città, basta prendere il bus numero 281 per Seowipo, la seconda città in ordine di grandezza dell’isola e quella più fiorente dal punto di vista turistico con la maggiore concentrazione di hotel dove buona parte dei visitatori che arrivano sull’isola scelgono soggiornare. Il costo del biglietto per il bus è di 1200 won meno di un euro, il tragitto dura un’ora e mezza e le corse giornaliere sono molteplici. Per la fermata non ci si può sbagliare perché bisogna arrivare alla stazione dei bus di Seowipo che è anche il capolinea. Il problema si pone appena scesi dal bus perché dopo un primo momento di smarrimento in cui nessun autista sapeva indicarci la soluzione bus più rapida per arrivarci visto che le cascate sono a pochi chilometri da qui ci siamo rivolti al piccolo ufficio all’interno della stazione stessa che in realtà sembrava più un negozio di souvenir dove abbiamo trovato una ragazza davvero gentile che,con  non poche difficoltà con l’inglese,ci ha indicato non solo la soluzione bus corretta per arrivarci ma anche scritto su di un foglio il nome in coreano da mostrare al conducente per scendere nel punto giusto.
Sotto suo suggerimento siamo usciti dalla stazione ed abbiamo attraversato la strada e girato a destra per trovare la fermata del bus 202 che passa altrettanto frequentemente e che in dieci minuti arriva a fermarsi proprio davanti all’ingresso delle cascate Cheonjeyeon.
L’ingresso per vedere questi tre salti d’acqua è di 2500 metri il sito è molto ben tenuto e vale assolutamente la pena arrivarci, non bisogna aspettarsi la spettacolarità di altre cascate nel mondo, come ad esempio Niagara ma è comunque un’escursione che regala emozioni.
Il percorso per vedere tutte le cascate è ben segnato e non c’è il rischio di perdere qualcosa, il primo salto che si trova è visibile solo durante la stagione delle piogge ma la natura che la circonda offre un paesaggio gradevole, la seconda invece non è altissima ma molto scenografica, il fragore dell’acqua è forte e molti uccelli volano da un lato all’altro dei grandi alberi che fanno da cornice. Superata la seconda cascata si arriva al Seonimgyo Bridge un ponte arcato alto 128 metri che attraversa la cascata e dal quale si intravede anche il mare in lontananza. Attraversato il ponte si arriva su di un piccolo piazzale dove c’è un giardino molto curato e un piccolo negozietto che vende bevande e qualche souvenir, al lato di questa piazza si erge un tempio al quale si accede gratuitamente e che sembra un luogo davvero carico di misticismo, non ci sono statue o particolari decorazioni a parte i soffitti in legno intarsiato ma dal primo piano della struttura si gode di una vista sul mare. Sono rimasta  seduta in questo tempio per una buona mezz’ora,poiché l’ambiente si presta bene per un momento di pura meditazione soprattutto in bassa stagione quando i turisti non sono molti.
L’ambiente naturale intorno alle cascate è molto rilassante e non è un caso che a pochi metri dall’ingresso delle cascate sorge un tempio buddista che fa parte della rete Templestay che permette, previa prenotazione on line, di fermarsi presso la struttura uno o più giorni per vivere pratiche meditative a contatto con i monaci, sicuramente l’esperienza più bella che io abbia vissuto in Corea del Sud.
Rientrare a Jeju city facendo il percorso in bus inverso è stato decisamente più semplice e fattibilissimo in giornata in alternativa i tour privati acquistabili presso quasi tutte le strutture ricettive partono dai 40/50 euro includendo anche la sosta alla città si Seowipo che come tutte le città sull’isola di Jeju non mi hanno entusiasmato in maniera particolare.

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