Temple Stay-un’esperienza unica da vivere durante un viaggio in Corea del Sud

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Come sempre quando mi reco in Asia il mio desiderio di vivere emozioni intime e spirituali è sempre il fulcro che mi spinge quasi tutti gli anni(covid a parte)a ritornare in questa parte di mondo che amo immensamente e che ormai,da qualche anno,ha cambiato in me la prospettiva, diventando protagonista del quotidiano,grazie alla pratica di discipline olistiche che fondono le loro radici millenarie proprio nel continente asiatico.
Dopo diverse esperienze in yoga retreat,in ashram e altri centri finalizzati all’elevazione spirituale,ho deciso che durante il mio viaggio in Corea del Sud avrei dovuto assolutamente provare l’esperienza Temple Stay, un’occasione unica di venire a contatto con ciò che resta del buddismo coreano e le sue radici antichissime.
Probabilmente se ci si reca in Corea del Sud per ritrovare se stessi lo si deve fare proprio attraverso questo tipo di esperienze che permettono il distacco dal modo moderno e sopratutto dalla tecnologia dei telefonini o tablet che difficilmente fanno sollevare il capo ai coreani sempre così ostinatamente curvi sui loro aggeggi elettronici.
Il programma di Temple stay è disponibilie sia in Corea del Sud che in Giappone anche se in quest’ultimo stato non ho avuto la possibilità di provare. Devo dire che Temple stay è un’esperienza fantastica accessibile a chiunque sia veramente motivato a vivere un giorno o più giorni di stretta connessione con se stesso.
Temple stay si svolge presso centri o santuari buddisti su tutto il territorio della Corea del Sud ai quali si accede previa prenotazione e talvolta pagamento on line in anticipo,se si tratta dei centri più grossi come quelli di Seul. Il costo può variare dai 50 euro a persona per il programma giornaliero, che include qualche sezione di meditazione,il tè e la spiegazione oltre che la pratica di alcuni rituali di preghiera buddista.I relatori di questi programmi sono monaci molto pazienti e che parlano un ottimo inglese. Se invece si vuole vivere a pieno l’esperienza mistica dei santuari allora si deve optare per i soggiorni di più giorni che includono la routine completa dei monaci con la sveglia all’alba, le 108 prostrazioni(108 è un numero sacro non solo per i buddisti ma anche per gli induisti non a caso i mala, paragonabili ai nostri rosari, sono composti da 108 perline)i pranzi, le cene(ovviamente vegetariani)le meditazioni e diverse attività legate all’arte che possono essere la colorazione di alcuni mandala, la fabbricazione di lanterne in carta di riso e molto altro ancora, l’arte come è noto induce un profondo stato di benessere e distacco dalla realtà perlomeno tecnologica. A tal proposito è bene tener presente che in nessun santuario o centro di meditazione buddista è consentito l’utilizzo di telefononi o altri dispositivi elettronici che vanno tenuti spenti per tutta la durata del programma. Anche il vestiario deve essere consono al luogo, bisogna indossare una particolare divisa composta da pantalone e casacca che viene consegnata all’inizio del programma perfettamente lavata e igenizzata per poi essere riconsegnata alla fine. Per dormire si possono trovare soluzioni in dormitorio oppure in camere doppie con servizi privati o condivisi questo dipende dalla grandezza della struttura e quello che riesce a fornire,i prezzi comunque si attestano a partire dai 100 euro a persona con una notte di pernottamento, ovviamente il silenzio deve essere rigoroso durante tutto il programma ed in modo particolare durante la notte, i monaci sono giustamente molto severi in tal senso. Io ho sempre pensato che chi si rechi o effettui progrrammi simili sia motivato dal giusto sentimento, un sentimento forte, profondo radicato e non dalla smania di provare, come purtroppo vedo fare, solo perchè magari spinti dall’amico o amica e senza farsi alcuna domanda a riguardo. Se c’è una cosa che ho capito dopo qualche anno di viaggi in Asia e la frequentazione di luoghi di spirito in Italia stessa è che esiste un mucchio di gente che si riempie la bocca di paroloni come spirito, divino e molto altro ancora senza poi davvero fare un percorso interiore intimo e profondo, vivendo in assoluta contraddizione tra quello che dice e quello che fa. Quindi se si vuole entrare nel vivo del programma Temple Stay è bene farlo con la consapevolezza di lasciare il mondo fuori per uno o più giorni.


Vien da pensare che i migliori santuari o centri buddisti in Corea del Sud che partecipino al programma di Temple Stay siano arroccati su chissà quale montagna isolata, magari irragiungibile con qualsiasi bus o mezzo pubblico ed in effetti ne esistono molti su questa linea, luoghi dove per arrivarci è necessario organizzarsi con un transfer privato, però per fortuna esistono realtà raggiungibili facilmente partendo dai centri più grandi, a Seul per esempio ce ne sono alcuni ed in ho scelto il Jogyesa Temple in Ujeongguk- Ro 55, Jongno-Gu, un tempio molto bello immerso in un bel giardino verde considerato il più antico dell’ordine Jogye, raggiungere questo tempio è molto semplice visto che si trova a pochi passi dal Palazzo Reale, il programma di questo tempio si chiama free style ed è disponibile per una o più notti, include sempre le attività di preghiera,i dialoghi con i monaci durante il tè, la fabbricazione di fiori di lotus in carta secondo la tradizione, i pasti vegetariani a base generalmente di riso e zuppa di verdure(buonissimi) e del tempo libero, ovviamente da trascorrere passegiando nel giardino e comunque rispettando la quiete. In questa struttura le camere possono essere condivise solo in caso di persone dello stesso nucleo famigliare e sono dotate di bagno privato, in caso contrario la zona notte è separata tra maschi e donne.
Oltre a questo Jogyesa Temple ho provato un programma simile in un altro tempio coreano ovvero il Yakchunsa Temple in 1165 Daepo-dong Seogwipo-si sull’isola coreana di Jeju, alla quale ci si arriva con poco più di un’ora di volo partendo dall’aeroporto Gimpo di Seul. In questo caso il tempio si trova immerso nella natura e per raggiungerlo ci siamo organizzati con un trasporto privato, però in questo posto la magia della natura circostante fa da pardrona e nonostante io ci sia stata in pieno inverno le passeggiate intorno ad esso sono meravigliose, come del resto è l’intera isola di Jeju.

Il Castello di Osaka l’angolo più zen della città

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Ore intere passate su quella panchina al sole ad ammirare con un certo stupore l’angolo più storico e zen di tutta Osaka, il suo meraviglioso castello.
La maniera migliore per arrivare a Osaka Castle sono assolutamente i mezzi pubblici, la stazione più vicina della metro è Tanimachi Yonchome altrimenti se si usa la JR Loop line, una linea circolare che tocca buona parte delle attrazioni turistiche della città, si deve scendere a Osakakajokoen Station, dalla quale il castello dista una decina di minuti a piedi.
Il Castello di Osaka è circondato da un lago e da un giardino bellissimo quest’ultimo ad accesso gratuito dove ci si può sedere immersi nella quiete. Il laghetto che circonda la struttura è navigabile grazie al servizio offerto dalla Osaka-jo Gozabune boat una deliziosa imbarcazione con addobbi tipicamente giapponesi che effettua giri intorno al canale per circa 20 minuti, tutto l’anno tranne che per i mesi di gennaio, febbraio e marzo. Il costo del biglietto è di 1500 yen per adulti 750 per bambini l’equivalente di circa 13 euro.
Il castello di Osaka fu ricostruito a seguito di diversi incendi nel 1624 durante il periodo di Tokugawa e il suo aspetto attuale è ben diverso da quello di un tempo. Per visitare il castello occorre un biglietto d’ingresso pari a 600 yen che diventano 800 se ad esso si vuole aggiungere anche un pass giornaliero per la metro. La struttura si compone di 8 piani ed al suo interno è possibile visitare un museo che mostra reperti risalenti all’epoca della sua costruzione, non è un’esposizione eccezionale ma la vista dalla terrazza adiacente è carina nonostante non sia ad un’altezza così elevata.
La cosa che invece colpisce tanto di questo castello è il suo giardino un luogo imperdibile che diventa super frequentato in primavera durante la fioritura dei ciliegi, però devo dire che, nonostante io sedessi spesso sulle panchine del giardino, a gennaio inoltrato, la meraviglia di questo giardino mi ha letteralmente conquistato.

GARDEN OF DREAMS IL POLMONE VERDE DI KATHMANDU

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Se immagini la città di Kathmandu, vedi qualche foto curiosando tra una libro e l’altro, ti vengono in mente strutture religiose imponenti, nonostante la distruzione del terribile terremoto del 2015, di certo mai puoi pensare di trovare un bellissimo spazio verde pieno di piante esotiche e particolari proprio in centro città. Continua a leggere

Thamel il quartiere più famoso di Kathmandu, un punto d’incontro per yogini,backpackers e escursionisti

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Thamel è il quartiere più turistico di Kathmandu uno di quei posti speciali dove si può sostare per pochi giorni o dove, come nel mio caso,ci si abitua a stare in pianta stabile per una decina di giorni. Continua a leggere

In treno da Yogyakarta a jakarta, uno dei percorsi ferroviari più belli al mondo

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L’isola di Giava è una delle tante meraviglie sparse tra le innumerevoli isole che compongono l’Indonesia. Su quest’isola si trova anche Jakarta la capitale di tutto lo stato, una città a dire il vero poco  attraente, se messa in confronto con tutta la bellezze del resto del territorio isolano. Continua a leggere

Come visitare le piantagioni di tè a Taiwan

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La cosa che più sorprende della città di Taipei è lo stretto legame con la natura, nonostante come buona parte delle grandi città asiatiche e non solo, Taipei sia molto inquinata. Immensi parchi di alberi rigogliosi sono presenti in pieno centro cittadino e si ha la possibilità di entrare in stretta connessione con la natura spostandosi di anche solo pochi chilometri.
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Maokong,un piccolo villaggio nel distretto di Wenshan,è il posto ideale per rimanere senza parole difronte alle numerose piantagioni di tè disseminate tra le montagne, che fanno di Taiwan uno dei produttori mondiali principali di questa bevanda Continua a leggere

Come organizzare un viaggio in Terra Santa:consigli utili per spostarsi in bus

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Un viaggio in Israele può essere un sogno per chi è devoto, una rivelazione per chi non lo è ma, qualsiasi sia il vostro obbiettivo,Israele vi sconvolgerà per il suo misticismo, vi inebrierà per il profumo delle spezie profuso tra i suoi vicoli, vi appagherà per il gusto dei suoi piatti.

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La prima cosa da pianificare quando si organizza un viaggio in Israele è sicuramente l’itinerario da seguire, le cose da vedere sono tantissime e praticamente disseminate tra nord e sud. C’è chi decide di limitarsi solo alla parte nord o meglio a Gerusalemme,che da sola merita tutto il viaggio, chi invece preferisce spingersi fino al sud per esplorare la regione del Mar Morto fino a giungere nella parte più meridionale d’Israele, Eilat sul Mar Rosso, dove regalarsi qualche giorno di mare tra sole e barriera corallina.Se si decide di limitarsi solo alla città di Gerusalemme bisogna acquistare un volo aereo con destinazione Tel Aviv Ben Gurion, lo scalo aeroportuale a meno di un’ora di distanza da Gerusalemme, raggiungibile con un bus 485 della compagnia Egged che parte direttamente dall’aeroporto Ben Gurion al costo di circa 4 euro a tratta, questa corsa non è segnalata sul sito della compagnia, http://egged.co.il poiché è una linea recente e ne vengo a conoscenza grazie alle chiacchiere scambiate con un simpatico autista della compagnia, conosciuto alla fermata del bus che si trova al livello 2 del terminal 3,una volta atterrati basta seguire le indicazioni per Egged Service.La frequenza dei bus dall’aeroporto di Tel Aviv a Gerusalemme è di circa ogni ora tutti i giorni tranne durante lo Shabbat la festa del riposo ebraico, che parte dal venerdì sera fino al sabato sera.Durante questo momento della settimana l’unica soluzione per raggiungere Gerusalemme dall’aeroporto è quella di affidarsi ai taxi o ai trasferimenti condivisi(buona compagnia da consultare è Flo Shuttle).
Se si decide di esplorare Israele nella sua totalità, estendendo la propria permanenza oltre Gerusalemme, è proprio da questa città che si deve partire alla scoperta dell’altro, ugualmente bello, Israele.Sempre la compagnia Egged copre in maniera abbastanza capillare il territorio, ma è bene fare alcune precisazioni per evitare di correre alcuni rischi, la stazione centrale dei bus di Gerusalemme rimane ad almeno un oretta di cammino da Jaffa Gate,una delle entrate principali per la Gerusalemme antica,nel caso preferiate un mezzo di trasporto per avvicinarvi al centro storico basta prendere la linea di tram numero 1, che effettua un giro circolare partendo dalla zona moderna di Gerusalemme e avvicinandosi alla zona storica, prevalentemente pedonale.
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La stazione dei bus è abbastanza organizzata con una serie di attività dove acquistare cibarie per il viaggio, le piattaforme dove fermano i bus per le varie località sono ben indicate anche in lingua inglese, i biglietti devono essere fatti in anticipo per non correre il rischio di rimanere a terra qualora il bus sia al completo, probabilità assai ricorrente sopratutto sulle tappe lunghe come Gerusalemme Eilat, il numero per questa linea è il 444, il costo è di circa 17 euro, meglio acquistare il titolo di viaggio il giorno prima direttamente alla biglietteria della stazione dei bus di Gerusalemme.Il bus 444 ha 4 corse al giorno e la stessa linea ferma sia a Ein Boqueq, la zona dove si concentrano gli hotel più famosi del Mar Morto,passando per la meravigliosa Arava Valley, la zona desertica dell’Israele,proseguendo poi per Masada, antica fortezza difensiva a 400 metri sul livello del Mar Morto. Ultima fermata del bus 444 è la località balneabile di Eilat alla quale si arriva da Gerusalemme dopo 4 ore di tragitto bellissimo, con inclusa una breve sosta di 10 minuti, al termine della quale l’autista riprende velocemente la sua corsa.La stazione di Eilat si trova nella parte alta della città a circa 15 minuti dalla spiaggia cittadina ed è sempre di qua che parte anche il bus per l’aeroporto di Ovda, il recente scalo aeroportuale a 60 chilometri circa da Eilat, incastrato tra bellissime montagne, base delle principali compagnie aeree low cost europee come Wizz Air,Ryanair ecc…
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Anche per prendere questo bus è bene arrivare con anticipo e mettersi in fila per evitare, non solo di rimanere a terra, ma per non rischiare di essere schiacciati da qualche maleducato turista che tenti in ogni maniera di salire sul bus.

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BUS DA BANGKOK A SIEM REAP

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La Cambogia è una terra piena di splendori storici e naturalistici che hanno ancora il sapore di una bellezza autentica, con il grande desiderio di far conoscere le sue bellezze al mondo intero, che comincia ad interessarsi al suo fascino, pregno dei segni di un passato ingiusto ad opera del regime kmer.
Raggiungere Phonm Penn, capitale cambogiana,con un volo aereo dall’Italia può essere alquanto costoso e scomodo se si considera che per visitare l’area archeologica di Angkor Wat, patrimonio dell’umanità e luogo assolutamente imperdibile, bisogna raggiungere la cittadina di Siemreap.

La compagnia dei bus thailandese “transport co” ha da qualche anno istituito un collegamento diretto da Bangkok a Siemreap, che parte ogni giorno in 2 orari differenti:alle 8 e alle 9 della mattina.Il costo del biglietto è di 750 bath se acquistato direttamente in stazione, scelta che sconsiglio, visto il sostenuto numero di viaggiatori che ogni giorno scelgono di partire con questo bus.Preferibile è acquistare i biglietti sul sito web http://www.busonlineticket.com, un sito affidabile e chiaro sul quale, però, il costo a biglietto è di 850 bath(circa 21 euro), cifra ridicola se si pensa si tratti solo di poco più di 2 euro, dandovi la serenità in anticipo di avere già un posto prenotato.La durata complessiva del viaggio è di 9 ore complessive del tempo necessario per espletare le formalità doganali necessarie a entrare in Cambogia.
Si parte dalla stazione dei bus di Mochit, posizionata a nord di Bangkok, la stazione della metro più vicina è quella do Mo Chit ma dista almeno 10 minuti o più di cammino, considerate che al mattino presto non ci sono collegamenti metro. In alternativa si può contrattare per una corsa di taxi che può essere di 200 bath se si alloggia in zona nord.

Il bus è molto confortevole dotato di bagno e aria condizionata. Appena a bordo viene distribuita acqua, caffè in lattina e un piccolo box contenente 2 merendine confezionate.Prima di arrivare a Poipet, cittadina di frontiera,vengono effettuate due soste e nell’ultima viene addirittura distribuito un contenitore contenente riso e verdure.

Entrare in Cambogia necessita un visto d’ingresso che può essere richiesto on line sul sito dell’ambasciata cambogiana al costo di 37 dollari pagabili con le carte di credito più utilizzate, scelta assolutamente consigliata perché vi fa risparmiare fila alla frontiera e vi evita eventuali trappole sempre in agguato. Molti viaggiatori decidono di farlo una volta giunti alla frontiera, in questo casso sarà necessario avere con se due foto tessere.
Il personale di bordo prima di scendere vi rilascerà un piccolo cartellino con laccetto da appendere al collo come identificativo e vi chiederà se siete provvisti di visto, con l’intento di farvi acquistare il visto da una loro agenzia affiliata, facendovi quasi venire una sorta di ansia, nel caso alla frontiera ci sia molta gente ma, non temete, il bus non lascia a terra nessuno, aspetta tutti.
Una volta giunti a Poipet la procedura è alquanto veloce se provvisti di e-visa, diciamo che con una buona mezz’ora si fa tutto, mentre per gli altri non provvisti di visto i tempi raddoppiano.Il bus vi lascia prima della frontiera thailandese e vi aspetta dal lato cambogiano difronte il grande casinò ristorante che si trova prossimo alla frontiera cambogiana.La zona è un pò squallida e triste con un mucchio di mendicanti e bambini che cercano di venderti qualcosa.Ma è appena si risale in bus e si riprende la corsa, che si ringrazia il cielo per essere sul quel mezzo, palme ovunque,piccoli villaggi,bambini in bici che tornano da scuola e tanti, tanti sorrisi e saluti dai cambogiani che sanno scaldarti il cuore con quel poco che hanno.
Le strade cambogiane non sono sempre in buone condizioni e il bus attraversa strade sterrate dove si alza una polvere talmente fitta da essere quasi impossibile avere alcuna visione,si procede a passo d’uomo per un buon pezzo di strada e finalmente verso le 5 del pomeriggio il bus si ferma a Siemreap davanti un’agenzia viaggi dove un tuk tuk vi attende per accompagnarvi gratuitamente al vostro hotel. Un servizio eccellente, quindi, ad una cifra più che ragionevole, che vi porta in una terra straordinariamente bella come la Cambogia