Palazzo Te una fra le tante meraviglie della città di Mantova

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Il suo centro storico è sicuramente uno dei meglio conservati e pregevoli di tutta Italia tanto da meritarsi l’iscrizione tra i patrimoni Unesco, sto parlando di Mantova, una delle città d’arte più importanti del nostro paese.

Probabilmente per vedere Mantova in ogni suo angolo, con tutte le visite guidate a chiese, musei e palazzi storici ci vogliono almeno 3 giorni pieni, soprattutto se si vuole unire anche la scoperta del parco naturale del Mincio una perla questa di una bellezza straordinaria.

Monumenti da visitare a Mantova ce ne sono moltissimi tra i più famosi la Camera Dipinta, detta degli Sposi, realizzata da Mantegna ma altrettanto interessante è Palazzo Te, il cui nome lascia pensare a qualcosa di esotico legato alla famosa bevanda le cui foglie per ricavarla vengono dall’Asia e sarà forse la mia assoluta fissazione per il territorio asiatico che mi porta al cospetto di Palazzo Te, nonostante questa costruzione non sia affatto legata al tè.

Palazzo Te si trova in viale Te non proprio nel centro abitato ma a circa una quindicina di minuti a piedi partendo dalla stazione ferroviaria. Anticamente era situato su un’isola del lago Paiolo ormai prosciugato. Palazzo Te fu realizzato da Giulio Romano concepito come luogo destinato al riposo e ai vizi del principe. Questo palazzo è uno splendido esempio di vita rinascimentale la costruzione e decorazione del complesso risale al periodo che va dal 1525 al 1535 molti ambienti interni sono finemente decorati come la sala dei Cavalli le camere di Amore e Psiche, degli Stucchi, dei Giganti e la loggia di Davide. Tra gli elementi particolarmente interessanti al suo interno c’è una testa maschile laureata che sporge in un angolo della vasca di una fontana, a seguito di precise analisi storiche è venuto che fosse la ispirata al volto di Virgilio da sempre considerato un genio creativo.

Il palazzo oggi è sede di un’importante esposizione di opere civiche d’arte e di archeologia sia la struttura che le esposizioni sono visitabili ogni giorno dal martedì alla domenica dalle 9 del mattino alle 18 mentre il lunedì solo dalle 13 alle 18, ogni sabato domenica e festivi(8 dicembre, 1 gennaio e 6 gennaio) è attivo un servizio di visite guidate al costo di 8 euro a persona. Una guida esperta conduce alla scoperta di Palazzo Te, Palazzo San Sebastiano e il Tempio, la prenotazione è fortemente consigliata perché per ogni visita è consentita a sole 12 persone per volta e la durata complessiva della visita si aggira sui 120 minuti.

Ma Palazzo Te non è solo molto interessante al suo interno ma anche esternamente, circondato da un ampio parco cittadino dove i mantovani passeggiano e fanno jogging. Non so bene perché, probabilmente proprio per il parco che lo circonda ma come spesso mi accade quando sono in un posto, mi capita di rivivere emozioni che ho vissuto in passato proprio come fosse una madeleine di Proust e in questo caso specifico ho ripensato a Parigi e più precisamente ai Giardini del Lussemburgo, eppure non c’era una grande fontana davanti come a Parigi ma seduta nei giardini all’ingresso del Palazzo del Te mi sono sentita come mi sentivo in uno dei miei pomeriggi a spasso per Parigi.

ANDARE PER MUSEI: la Galleria Nazionale dei Vigili del Fuoco di Mantova, una bellissima esposizione ad ingresso gratuito

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Non si può certo dire che Mantova non sia una città dedita alla cultura, mostre temporanee, musei d’arte, edifici storici ricchi di cose da raccontare, ce ne sono talmente tanti da essere necessari almeno 3 giorni per avere la piena visione della città, senza menzionare le bellezze pittoriche del Mantegna con la sua Camera degli Sposi. Però esiste un piccolo museo nel cuore di Mantova che ho scoperto praticamente per caso che merita assolutamente di essere visto per di più è ad ingresso libero. In Largo Vigili del Fuoco numero 1 si trova la Galleria Storica Nazionale dei vigili del Fuoco dove viene esposta una delle mostre di mezzi, elmetti,divise dei vigili del fuoco che, se non ricordo male, è la più importante e completa d’Italia. La mostra è situata in un’ala periferica del Palazzo Ducale di Mantova e l’esposizione parte dalle strumentazioni in possesso ai vigili del fuoco, dall’ottocento fino ai giorni nostri. La mostra è molto completa e si resta davvero sorpresi davanti alla cura di tutti i modelli esposti, partendo dai mezzi trainati dai cavalli del passato, fino a quelli più sofisticati dei tempi moderni, inoltre molte foto rendono ancora più completo il giro storico tra il corpo dei Vigili del Fuoco. Questo museo è davvero bellissimo e particolarmente adatto anche ai bambini che come ho potuto constatare con i miei occhi ne restano davvero entusiasti, la struttura è aperta solo durante i fine settimana, il sabato dalle 15 alle 18:30 mentre la domenica anche al mattino dalle 10 alle 12. Quando si arriva si può partecipare gratuitamente a piccole visite guidate tenute da vigili del fuoco in pensione che su base volontaria mettono il proprio sapere al servizio dei visitatori,gradita al termine della visita al museo una piccola offerta per la gestione dello stesso.

Trasferirsi a Sofia:non solo pensionati scelgono questa città come meta per le vacanze o per lunghi soggiorni

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Sofia così come tutta la Bulgaria stanno diventando una meta particolarmente apprezzata da un numero sempre in aumento di pensionati che in Italia con una pensione di 700/800 euro fanno una gran fatica ad arrivare a fine mese. Sofia negli ultimi periodi è una delle mete apprezzata da chi desidera vivere una vita serena e rilassata concedendosi anche qualche piccolo sfizio, come una cena in un bel ristorantino o qualche spesa straordinaria tra vestiario o altri accessori a prezzi ben più elevati in Italia.Non solo pensionati ma anche famiglie con bambini decidono di soggiornare in Bulgaria per tutta una svariata possibilità di cose da fare come la visita ad uno dei tanti musei che offre il territorio o anche vita all’aria aperta con una gamma offerta di sport che va dallo sci ,nella località rinomata di Borovets o sci d’acqua o parasailing a Varna,località marittima molto apprezzata per le sue strutture.Ma è il vivere quotidiano reso facile grazie ad un costo della vita particolarmente abbordabile, gli affitti mensili di un appartamento nel centro di Sofia partono da 300 per una soluzione già arredata mentre per fare la spesa, presso uno dei tanti mercati della città, si spende veramente pochissimo.La moneta locale è il Lev e i costi per frutta, verdura e altri generi di prima necessità sono circa la metà rispetto all’Italia. Girando per le vie di Sofia ho constatato personalmente quanto sia possibile spendere poco per fare la spesa……

 

Porto Istana uno dei tanti paradisi a due passi da Olbia

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La compagnia è sempre ASPO ed è a bordo dei sui bus che si possono percorrere le vie di Olbia e zone limitrofe arrivando nelle spiagge più belle del nord della Sardegna, quelle a ridosso della super famosa Costa Smeralda.
Se la spiaggia di Pittulongu è un paradiso, Porto Istana è un super paradiso inserita all’interno del Parco Marino Isola di Tavolara. Il tragitto per raggiungere Porto Istana partendo dal centro di Olbia è un pò più lungo rispetto a quello per Pittulongu di circa una decina di minuti in più.Il numero di bus da prendere per arrivare a Porto Istana è il numero 5, i biglietti al costo sempre di un euro per una validità di 90 minuti e possono essere acquistati in qualsiasi tabaccheria o a bordo con un sovraprezzo di 50 centesimi. Gli orari delle corse fino alla fine di settembre inizi di ottobre sono abbastanza frequenti, dopo diminuiscono, meglio verificare sul sito della compagnia per organizzarsi al meglio. Frequentare questa spiaggia all’inizio o alla fine dell’estate è davvero una scelta azzeccata, la gente diminuisce e si può godere a pieno di questa meraviglia della natura. Porto Istana è la fermata finale della corsa del bus. Prima di arrivare al capolinea effettua una fermata alla spiaggia delle Saline, anche questa bellissima e come quella di Pittulongu è spesso ventosa e scelta da molti appassionati di kitesurf, una particolarità delle Saline è l’ambiente naturale intorno con piccole aree lagunari che ospitano fauna locale come i molti uccelli che stazionano da queste parti.


La spiaggia di Porto Istana è abbastanza riparata dai venti e la sua caratteristica principale sono le formazioni rocciosa che hanno una colorazione pazzesca che va dal marrone al rosa, uno spettacolo naturale che conferisce al posto una nota di esotico. Sia per le Saline che per Porto Istana hanno dei piccoli lidi dove è possibile affittare lettini e ombrelloni, ma per chi preferisce stendersi con il proprio telo, piantare il proprio ombrellone o ripararsi all’ombra della macchia sarda è possibile senza problemi, la domenica si può trovare molta confusione quindi è preferibile arrivare abbastanza presto. Il piccolo sentiero che separa la spiaggia dalla fermata del bus e dal parcheggio delle auto è occupato da qualche bancarella di fortuna che vende generalmente vestiti da spiaggia, gioielli e costumi da bagno e devo dire che in alcuni casi si possono compare cose anche molto carine e per nulla banali, quindi interessante è sempre darci un’occhiata.
La visione dell’isola di Tavolara in lontananza, la sabbia chiara ma soprattutto le mille sfumature di azzurro del mare non hanno bisogno di molte parole, Porto Istana fa parte di uno dei tanti miracoli della natura che la Sardegna ha la fortuna di avere e la cosa sorprendente è proprio quella di raggiungerla comodamente in bus partendo dalla bella città di Olbia.

Cosa fare a Castellammare del Golfo, uno dei borghi più belli della Sicilia

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Mi ci è voluta una sola occhiata a circa un chilometro dall’ingresso nel centro storico vero e proprio ed era già amore, Castellammare del Golfo mi ha conquistata subito. Raggiungibile da Trapani o Palermo o come nel mio caso da Mazara del Vallo in treno, il borgo di Castellammare del Golfo è perfetto per una vacanza in relax, tra mare bellissimo, storia antica e paesaggi da perdere il fiato.
Le cose da fare a Castellammare del Golfo sono diverse. Se si vogliono riempiere le giornate di tanto sole e mare senza spostarsi dal centro cittadino con la macchina o altri mezzi si può optare per la lunga e bellissima spiaggia la Playa, raggiungibile dal centro storico in una ventina di minuti, basta seguire il lungomare in direzione della stazione dei treni. Intorno a questa zona negli ultimi anni sono sorti diversi grandi hotel e qualche campeggio che rimangono generalmente in posizione sopraelevata rispetto all’arenile così da regalare ai villeggianti un panorama che spazia dalle dolci montagne del complesso montuoso Inici, ad un cielo azzurro che si confonde con i colori brillanti del mare, le cui acque sono chiare ed invitanti. Intorno alla spiaggia ci sono dei piccoli bar e ristoranti e la possibilità di noleggiare qualche ombrellone o sdraio. Agli inizi dell’autunno, periodo peraltro perfetto per visitare non solo Castellammare ma tutta la Sicilia, sono molti gli sportivi amanti della vela a popolare la spiaggia della Playa, in quelle giornate più ventose con ancora il sole caldo per buona parte del giorno è davvero gradevole fermarsi in qualche bar a guardare il mare mosso con le vele colorate a far da contorno.
Se al contrario non si ha la minima intenzione di fare strada a piedi allora la soluzione migliore è optare per la spiaggia cittadina di Cala Petròlo, un litorale dove si mischiano ciottoli e sabbia, una spiaggia storica che si raggiunge da una scalinata a ridosso del centro antico e dalla quale si rispira forte anche il profumo della storia visto che rimane a pochi passi anche dal bel Castello Normanno della cittadina. La spiaggia di Cala Petrolo è molto frequentata in estate vista la vicinanza al centro e non essendo molto estesa come la Playa si può correre il rischio di rimanere ammassati, cosa che invece non accade in autunno quando i principali frequentatori dell’arenile sono gli anziani pescatori del borgo che con canna ed amo aspettano i pesci che quasi sempre abboccano e garantiscono il pranzo giornaliero. Il fondale in questo tratto di mare è subito profondo quindi potrebbe non essere particolarmente adatto ai bambini. Una delle attività che si è sviluppata intorno a Cala Petròlo negli ultimi tempi è l’aperitivo al tramonto, sono non solo i bar a proporlo ma anche piccoli chioschi che preparano cocktail da sorseggiare davanti al sole che cala ogni giorno e che devo ammettere regala davvero emozioni. Anche nella zona della marina di Castellammare ci sono piccoli fazzoletti di spiaggia dove qualche turista decide di fermarsi per fare un bagno nonostante la zona non sia particolarmente invitante per il continuo movimento dei natanti che, in estate soprattutto, si spostano carichi di visitatori verso la Riserva naturale dello Zingaro, una delle attrazioni principali della zona, un’area marina protetta famosa non solo per le immersioni con bombola ma anche per lo snorkelling che con maschera e boccaglio permette di vedere pesci di mille forme e colori. Anche nella zona del porto non mancano i ristoranti, alcuni anche molto raffinati dove mangiare prevalentemente pesce, alcuni di essi sono quasi esclusivamente frequentati dai turisti e poco dai locali.
Il centro storico di Castellammare del Golfo è un susseguirsi di vicoli spesso con affaccio sul mare, meravigliose terrazze panoramiche dalle quali si gode di un panorama straordinario, non meno importante è la storia di Castellammare che può essere approfondita grazie ad una visita al polo museale della città allestito all’interno del castello Arabo Normanno il cui ingresso è gratuito. Non vi sono molti reperti da osservare ma le sale all’interno sono state restaurate ed è molto interessante guardare questo maniero al suo interno e capirne il ruolo che ha avuto nel corso della storia.
Uno forse degli angoli cittadini più distensivi ed anche scenografici di tutta Castellammare è la villa comunale Regina Margherita, qui oltre a sedersi su qualche panchina per riposarsi si potrà fare l’incontro con qualche anziano del paese che soprattutto dopo pranzo si appisola sotto qualche albero o fare amicizia con qualche gatto della zona che pascola in tutta tranquillità tra le aiole del giardino e che non disdegna qualche croccantino, da portare sempre dietro come buona norma per tutti gli irriducibili amanti degli animaletti.
Chiaramente siamo in Sicilia e il buon cibo è alla base di qualsiasi itinerario e devo dire che Castellammare non delude e se si lasciano i posti super coreografici e si gira tra le vie appena fuori dal centro storico si trovano delle chicche gastronomiche formidabili, come il ristorante la Buona Forchetta in via Guglielmo Marconi 121, una trattoria molto spartana trovata praticamente per caso, un locale molto piccolo e frequentato dai locali dove se non si ha una prenotazione non vi è possibilità di trovare posto neppure in settimana, il piatto forte del locale sono i secondi di carne anche se per mia fortuna non manca una scelta di pietanza vegetariane a base di melanzane, olive ed altri prodotti rigorosamente locali e cucinati in maniera casereccia e molto gustosa, i prezzi poi sono assolutamente irrisori e ci si alza da tavola davvero soddisfatti, unico consiglio è quello di non esagerare con il vino, anch’esso casereccio e che necessita a seguire di una bella dormita.
Una delle pizze migliori mangiate in Sicilia è quella consumata prezzo la Pizzeria Gusto situata nella bella piazza Europa in pieno centro, qui la tradizione napoletana si è fusa con quella siciliana facendone davvero scaturire una sinfonia perfetta, da provare assolutamente la pizza con melanzane e mozzarella di bufala un connubio perfetto. Ultimo suggerimento gastronomico è quello di fermarsi a mangiare alla gastronomia Sacraglino in via Segesta 177, un locale informale dove è possibile anche sedersi a consumare alcuni dei tanti piatti che vengono realizzati con sapienza ogni giorno, anche qui gusto e prezzo super convenienza camminano insieme, inoltre la gastronomia si trova in direzione della spiaggia la Playa e potrebbe rappresentare la fine perfetta di una mattinata sotto il bel sole siciliano, al cospetto di una città unica come Castellammare del Golfo.

SELINUNTE: il parco archeologico più grande d’Europa

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Soggiornando a Mazara del Vallo, durante il mio on the road siciliano dello scorso autunno, ho visto città meravigliose spiagge da sogno e siti di richiamo turistico internazionale a dir poco da togliere il fiato, come il Parco Archeologico di Selinunte.
Jean Paul Sartre recitò così: <interrogammo i templi di Selinunte, il loro silenzio aveva più peso di tante parole>. In effetti davanti alla bellezza di questo sito archeologico si rimane senza parola alcuna.
Da sempre pensavo che prima o poi visitando la bella Sicilia avrei fatto tappa ad Agrigento per vedere la famosa Valle dei Templi e devo ammettere che la scoperta di Selinunte è stata abbastanza recente quando appunto strutturavo un possibile itinerario nei pressi di Trapani e Mazara del Vallo(entrambe bellissime).
Il Parco Archeologico di Selinunte si estende su 270 ettari di terreno ed è in assoluto il più grande d’Europa del Sud ed appartiene al comune siciliano di Castelvetrano.
La mia paura prima di visitare Selinunte era quella di non riuscire ad arrivarci con i mezzi pubblici visto che i miei viaggi cercano sempre di svilupparsi intorno a località da raggiungere in treno o bus, salvo qualche eccezione. Dopo qualche studio e ricerca sono riuscita a trovare la quadra giusta non solo per visitare in tranquillità Selinunte ma anche per arrivarci con i mezzi.
La scelta di alloggiare a Mazara del Vallo è sicuramente ideale per assicurarsi non solo la permanenza in un posto fantastico ma anche perché di qui ci si può spostare in treno o anche bus. Con un biglietto di Trenitalia al 2.40 in circa 30 minuti si arriva alla stazione dei treni di Castelvetrano, le corse giornaliere che coprono questa tratta sono abbastanza da garantire un’escursione giornaliera senza fretta, partendo al mattino e ritornando per ora di cena carichi di emozioni.
Appena arrivati alla stazione di Castelvetrano e usciti fuori sul piazzale guardando a sinistra si trova la fermata del bus della compagnia Salemi che effettua i collegamenti sia con il Parco Archeologico di Selinunte che con Trascina di Selinunte, quest’ultima una località balneare che sta diventando molto frequentata negli ultimi periodi grazie alla bellezza delle spiagge attorno alle quali si sviluppa. Durante la stagione invernale i collegamenti sono garantiti solo durante i giorni feriali informazione non di poco conto soprattutto se si decide di visitare Selinunte in Ottobre, periodo peraltro pazzesco per un viaggio in Sicilia.


CASTELVETRANO ORARIO FERIALE PER SELINUNTE
06:55,07:55,13:20,14:35,16:15(andata dalla stazione dei treni di Castelvetrano)
07:20,08:30,14:00,15:30,16:50(ritorno da Selinunte)
Se invece si sceglie di arrivare a Trascina di Selinunte fermandosi per qualche giorno lì gli orari dei bus sono decisamente più limitati con solo due corse giornaliere per andare e tronare, una alle 06:50 e l’altra alle 14:20 per l’andata mentre alle 07:20 e 14.50 per ritornare a Castelvetrano.
Se si arriva a Castelvetrano in tarda mattinata si può decidere di fare un giro in centro che dista una una decina di minuti a piedi dalla stazione dei treni e magari fermarsi in qualche panificio per prendere qualche specialità locale sempre molto appetitosa in Sicilia. Devo ammettere che Castelvetrano è stata l’unica città visitata fin ora in Sicilia che non mi è piaciuta particolarmente, forse perché arrivando dalle meravigliose Mazara del Vallo e Marsala il centro di Castelvetrano ci è apparso un pochino trasandato, quindi dopo un giretto e un pit stop ristoratore abbiamo aspettato il bus nei pressi di un piccolo parchetto cittadino dove ogni tanto compariva qualche timido pensionato.


Il bus per Selinunte parte puntuale e dopo una ventina di minuti si ferma praticamente difronte all’ingresso del Parco Archeologico dove si trova un ristorante molto frequentato dai visitatori. Essendo bassa stagione non troviamo fila alle casse a parte un gruppetto di stranieri e questo è un bene perché in altre giornate la prenotazione é assolutamente consigliata, noi la facciamo lì sul posto con il telefonino come ci dice la ragazza alle casse, non ne capiamo bene il motivo visto il basso afflusso ma non ci tiriamo indietro. Il biglietto d’ingresso ha un costo di 6 euro con inclusa la visita al Museo Baglio Florio, davvero interessante. Purtroppo per noi scopriamo con rammarico che non è possibile visitare l’intera area archeologica a causa di un tremendo incendio che si è abbattuto in zona pochi giorni prima del nostro arrivo.
Il percorso per iniziare la visita di Selinunte è segnato ed anche molto intuitivo ci sono ancora scavi aperti a dimostrazione del fatto che ancora emergono reperti del passato e molti archeologi ci lavorano ancora oggi. La visita al museo è particolarmente esplicativa grazie anche ad un serie di filmati, che mi accorgo con rammarico disponibili solo in lingua italiana e non inglese per aiutare nella comprensione gli stranieri assidui visitatori del sito, i reperti ed il materiale video permettono d’ immaginarsi come dove essere e quante cerimonie si svolgevano in questa zona molte legate al sacrificio di numerosi animali per le divinità, di cui sono stati recuperati molti resti. Una delle cose che maggiormente colpisce di questa grande area archeologi è anche la vista intono che arriva fino al mare in un abbraccio d’infinito amore, uno spettacolo al quale di certo non si rimane indifferenti.
Per la visita completa museo incluso un paio d’ore sono sufficienti almeno quando è tutto fruibile, rientrati a Castelvetrano non ci resta altro che rifare un giretto nel centro storico e precisamente in piazza Cavour dove sorge la chiesa madre, aspettando il treno per rientrare a Mazara del Vallo con gli occhi pieni di bellezza per la fortuna immensa di aver visto una delle meraviglie tante meraviglie antiche che la Sicilia custodisce.

SICILIA ON THE ROAD: in treno da Mazara del Vallo a Castellammare del Golfo

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Castellammare del Golfo è uno di quei piccoli borghi con i quali l’amore è arrivato come un colpo di fulmine, si trova in provincia di Trapani e sorge alle pendici del complesso montuoso del Monte Inici.
Lasciata Mazara del Vallo, dopo un’abbondante colazione presso l’hotel Hoops sull’omonimo lungomare, prendiamo il treno per Castellammare del Golfo che in un’ora e 15 minuti ci conduce a Castellammare del Golfo al costo di 4.80 euro. L’idea di associare Mazara del Vallo a Castellammare del Golfo mi è venuta praticamente per caso, guardando attentamente la mappa della Sicilia e studiando eventuali collegamenti da fare in treno o bus che piano piano mi avvicinassero alla città di Palermo dove avrei concluso il mio on the road siciliano. Successivamente ho poi scoperto che Castellammare del Golfo è uno dei paesi più scenografici della costa ovest della Sicilia a due passi dalla famosa Riserva Naturale dello Zingaro. La stazione dei treni di Castellammare del Golfo dista a piedi dal centro circa una quarantina di minuti, ci sono anche dei bus locali della compagnia Salemi che effettuano la corsa tra la stazione ed il centro ma non sono molto frequenti e la voglia di arrivare in paese e sistemarci nel nostro piccolo bed and breakfast è tanta, così zaini in spalla e si cammina. La strada è leggermente in salita e non ci sono marciapiedi, almeno nel primo pezzo, quindi camminiamo sul ciglio della strada a ridosso con la sterpaglia tra la quale il mio compagno di viaggio scorge visibilmente una grossa biscia. Per fortuna la strada non è molto trafficata e finalmente arriviamo a mettere piede sul marciapiede dopo possiamo rilassare l’attenzione dalle macchine ed iniziare a goderci quello che ormai ci sembra evidente: stiamo arrivando in un piccolo paradiso, immerso tra montagna e scogliere a strapiombo sul mare.
I grandi hotel di Castellammare più vicini alla Playa, la bellissima spiaggia cittadina, si trovano fuori dal centro storico e a metà ottobre molti di loro sono giù chiusi, un vero peccato perché considerate le temperature gradevolissime di questo periodo potrebbero essere frequentati, come accade per i centri turistici più famosi della Sicilia. Decidiamo di fermarci a Castellammare per 3 giorni prendendo in affitto una camera molto graziosa presso il bed and breakfast Verdirooms 158, situato in via Giuseppe Verdi nel cuore della cittadina, una camera pulitissima e nuova all’interno di un palazzo storico ristrutturato che vede al piano terra lo studio di un avvocato e le camere sistemate tra il primo ed il secondo piano tutte provviste di balcone con affaccio sulla strada non molto trafficata,per fortuna. Il costo al giorno per questa camera è davvero irrisorio, circa 25 euro a notte per una doppia con bagno ed una colazione che viene recapitata ogni mattina. Unica accortezza prima di arrivare presso il bed abd breakfast è quella di contattare il gestore in anticipo così da ricevere il messaggio d’istruzioni per effettuare il check in, poiché non dispone di reception.
La scelta di alloggiare nel centro storico di Castellammare del Golfo è perfetta soprattutto se la priorità del viaggio non è principalmente la vita balneare. Il paese ha tutto il necessario per rendere una vacanza perfetta, supermercati, ristoranti, bar e negozi di ogni genere inoltre da Piazza della Repubblica partono i bus per diverse località inclusa Palermo, gestite dalla compagnia Russo, collegamenti che si ripetono più volte in una giornata e che in bassa stagione non richiedono l’acquisto anticipato del biglietto del bus come invece accade ad agosto, quando il flusso dei turisti si aggiunge a quello dei locali che ogni giorno si muovono verso la città per svariate ragioni.
Castellammare del Golfo è quindi una di quelle località imperdibili da inserire in un’ itinerario alla scoperta di questo angolo di Sicilia, un luogo che può essere perfetto come base per concedersi una bella vacanza balneare o come escursione da Palermo o Trapani, sicuramente consigliato è rimanere nel paese almeno qualche giorno per godere al meglio delle tante bellezze che può offrire. To be continued….

TRAVEL DIARY: what can happen when you arrive in India

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The pandemic has completely upset the balance of entire populations, changed the way of life of every single individual, at least of those who were used to travel, to discover the world, to be completely immersed day after day, in the journey both physical and mental. . The news, the newspapers, and the web had fun transforming this period of pandemic into a kind of labyrinth for the mind that began to struggle about what the future could be for those like me who live every moment of this earthly life with the I always vividly remember the beautiful and even ugly emotions, linked to places in the world that we have traveled even a few meters and this is how we learn to live with the spotlights on all those countries that after visiting inevitably become part of us and it is precisely when you hear them or read their name somewhere that the chills come. Intense chills also made of fear, as happened to me a few days ago, when I learned the news that in India, my INDIA, has once again fallen into the endless and devastating abyss of the corona virus, a news that leaves me even more speechless if only I think that just a couple of months I had rejoiced with them in learning that this terrible monster seemed defeated, now a new variant even more contagious and only those who have visited India without filters can understand what they want say this blow again, and that’s why out of every scheme, just like I am, I want to tell a travel page in which no place, no monument, no tour is told, but only the sensations of an arrival, an arrival that from that moment on, even if I didn’t know it yet, it would have changed all my mental patterns, all my emotional conditions, perhaps too fragile at that moment, an arrival from which emotionally I have not never returned, an arrival whose name is well engraved in the head and heart and which is called India.

A cold Italian February and a plane flight to New Delhi bought many months back and in my head the road trip I had it very clear, I wanted to see the famous Taj Mahal, I wanted to travel the streets of Jaipur and finally get in touch with it spirituality to which in an inexplicable way I felt so much attracted, to which I had approached perhaps in an even stronger way probably during my first trip to Asia, to Sri Lanka to be exact, considering the tear of India that had set fire again more deeply my strong attraction to Asia.

Unfortunately, however, things in life take a different turn and a little more than a month before my departure or rather from our departure, that of mine and my travel and life companion, the loss of our beloved and completely humanized crawling completely changes the our center of gravity and although for most people a feeling of such strong bond and deep love for an animal can be incomprehensible, for us it was such a hard blow that it did not give us the strength to think about any planning, so much so that we took the decision to leave equally without a precise destination other than that of having booked a week in a super super cheap hotel room in an equally super cheap neighborhood of New Delhi, Parangaji. The Lufthansa flight is punctual we arrive in India in the middle of the night, upset not so much by the route but by that whirlwind of emotions that now after the death of our Ale were floating in the heads of both and to which we could not give any answer.

I had read galore about things to do once we reached their destination and under a normal circumstance certainly neither I, even less my partner, would have been so terribly naive and unconscious as to entrust us to a taxi, which was not a taxi. in the hope that it would lead us to that address that I so shyly show him, written on a neat sheet of paper. Too bad that as soon as we get into the car we risk ending up in the opposite lane because together with the alleged taxi driver there was a driver who is taken by a sudden fall asleep from which he wakes up just in time to avoid the car that would have overwhelmed us in a few minutes . But when our hands reached the chest as a sign of deep gratitude to heaven for the narrow escape, we find ourselves in a place that was not at all the one indicated on the white sheet of paper but only the shabby office of a travel agent who he wanted to give us a much more expensive hotel than the one booked from Italy. The “alleged travel agent” type is very shrewd and with good interpretative skills, so much so that he staged a phone call directly with the reception of my hotel (which my hotel is not) and informs me that they were closed for the elections policies. In fact you find out

DIARIO DI VIAGGIO: cosa può succedere arrivando in India

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La pandemia ha completamente sconvolto gli equilibri di intere popolazioni, cambiato il modo di vivere di ogni singolo individuo, almeno di quelli che erano abituati a viaggiare, a scoprire il mondo, ad essere completamente immersi giorno dopo giorno, nel viaggio sia esso fisico che mentale. I tg, i giornali, e il web si sono divertiti a trasformare questo periodo di pandemia in una specie di labirinto per la mente che ha iniziato ad arrovellarsi su quale potesse essere il futuro di chi come me vive ogni istante di questa vita terrena con il ricordo sempre vivido delle emozioni belle ed anche brutte, legate a posti del mondo di cui si sono percorsi anche solo pochi metri ed è così che si impara a vivere con i riflettori accessi anche su tutti quei paesi che dopo aver visitato diventano inevitabilmente parte di noi ed è proprio quando li si sente nominare o si legge il loro nome da qualche parte che vengono i brividi. Brividi intensi fatti anche di timore, come è accaduto a me qualche giorno fa, quando ho appreso la notizia che in India, la mia INDIA, è ricaduta ancora una volta nel baratro interminabile ed devastante del corona virus, una notizia che mi lascia ancora più senza parole se solo penso che appena un paio di mesi avevo gioito insieme a loro nell’apprendere che questo terribile mostro sembrava ormai sconfitto, ora spunta fuori una nuova variante ancora più contagiosa e soltanto chi ha visitato l’India senza filtri può capire cosa voglia dire ancora questa mazzata, ed è per questo che fuori da ogni schema, proprio come sono io, voglio raccontare una pagina di viaggio nella quale non si racconta alcun posto, alcun monumento, alcun tour ma sole le sensazioni di un arrivo, un arrivo che da quel momento in avanti, pur non sapendolo ancora, avrebbe cambiato tutti i miei schemi mentali, tutte le mie condizioni emotive, forse troppo fragili in quel momento, un arrivo dal quale emotivamente non ho mai fatto rientro, un arrivo il cui nome è ben scalfito nella testa e nel cuore e che si chiama India.

Un freddo Febbraio italiano ed un volo aereo verso Nuova Delhi comprato molti mesi indietro e nella testa il viaggio on the road lo avevo ben chiaro, avrei voluto vedere il famoso Taj Mahal, avrei voluto percorrere le strade di Jaipur ed entrare finalmente a contatto con quella spiritualità alla quale in maniera inspiegabile mi sentivo così tanto attratta, alla quale mi ero avvicinata forse in maniera ancora più forte probabilmente durante il mio primo viaggio in Asia, in Sri Lanka per l’esattezza, considerata la lacrima dell’India che aveva incendiato ancora più profondamente la mia forte attrazione per l’Asia.

Purtroppo però le cose della vita prendono una piega differente e poco più di un mese prima dalla mia partenza anzi dalla nostra partenza, quella mia e del mio compagno di viaggio e di vita, la perdita della nostra amata e del tutto umanizzata gattona cambia completamente il nostro baricentro e seppur per la maggior parte della gente un sentimento di così forte legame e profondo amore per un animale può essere incomprensibile, per noi è stato un colpo così duro da non darci la forza di pensare ad alcuna pianificazione, tanto da farci prendere la decisione di partire ugualmente senza una meta precisa se non quella di aver prenotato una settimana in una super super economica camera di hotel in un altrettanto super economico quartiere di Nuova Delhi, Parangaji. Il volo della Lufthansa è puntuale arriviamo in India nel cuore della notte, scombussolati non tanto per la tratta ma da quel turbinio di emozioni che ormai dopo la morte della nostra Ale venivano a galla nella testa di entrambi ed alle quali non sapevamo dare alcuna risposta.

Di cose da fare una volta giunti a destinazione ne avevo lette a bizzeffe ed in una circostanza normale di certo nè io ancor meno il mio compagno saremmo stati così tremendamente ingenui e incoscienti da affidarci ad un taxi, che taxi non era. nella speranza che ci conducesse a quell’indirizzo che così tanto timidamente gli mostro, scritto su di un lindo foglio di carta. Peccato che appena entrati in macchina rischiamo di finire sulla corsia opposta perché insieme al presunto tassista c’era un autista che viene preso da un colpo di sonno improvviso dal quale si desta appena in tempo per evitare la macchina che ci avrebbe forse travolto in pochi minuti. Ma quando ormai le nostre mani giungevano al petto in segno di profonda riconoscenza al cielo per lo scampato pericolo, ecco che ci ritroviamo in un posto che non era affatto quello indicato sul bianco foglio di carta ma solo il malandato ufficio di un agente di viaggio che voleva rifilarci un hotel ben più costoso di quello prenotato dall’Italia. Il tipo “presunto agente di viaggio” è molto scaltro e con buone capacità interpretative, tanto da mettere in scena una telefonata direttamente con la reception del il mio hotel (che il mio hotel non è) e che mi comunica che erano chiusi per le elezioni politiche. In effetti scopriremo solo i giorni a seguire che l’intera area di Parangaji era davvero chiusa al traffico delle automobili ma nessun hotel o ristorante erano chiusi al contrario brulicavano di gente. Completamente esausta ed intontita non sapevamo più che pesci prendere, il mio compagno da sempre attento e per nulla sprovveduto, in quell’occasione era come impietrito e fu allora che, forse in preda al panico, decido di riversare tutto la mia rabbia sul finto agente di viaggio, così da intimargli di accompagnarmi all’indirizzo indicato per il prezzo concordato e quasi incredula il mio deciso urlo disperato ha i suoi effetti e non solo in pochi minuti siamo nuovamente nel taxi verso la direzione giusta, almeno speriamo, ma in poco tempo siamo davanti ad un magro, anzi magrissimo signore che con la sua bicicletta conduce a destinazione chiunque lo voglia per poche rupie, questo povero uomo non parla una parola d’inglese ed è proprio il tassista a fare da intermediario, stabilendo una cifra per entrare nel quartiere di Parangaji dove il nostro hotel si trovava ed al quale si poteva accedere solo senza automobile. Il nostro conduttore pedalava con tutta la forza che aveva nelle sue gambe e davvero non capivo dove potesse prenderla vista la sua corporatura esile, dopo qualche vano tentativo di trovare l’hotel e un paio di cani per nulla amichevoli che ci vengono dietro, arriviamo al cospetto del nostro piccolo hotel che erano ormai le 3 di notte. Un paio di ragazzi dormivano all’ interno della minuscola reception e ci accolgono assonnati, aiutandoci anche a divincolarci dal nostro bici driver che ovviamente pretendeva più soldi rispetto alla cifra pattuita.

Durante questa brutta disavventura non abbiamo mai avuto paura che ci avessero potuto far male fisicamente avevamo ben intuito che si trattava dell’ennesimo raggiro che può capitare in giro per il mondo a danno dei viaggiatori e che in un situazione normale avremmo evitato, quindi la prima lezione dell’India ed anzi del mondo è quella di tenere sempre gli occhi ben aperti.

Il giorno seguente il peggio sembra essere passato ed io mi sento desiderosa e felice in maniera inspiegabile ed anche con una fame da lupi ma non avevo fatto i conti con una reazione inaspettata del mio forte compagno di viaggio che quasi in preda al panico, mi dice che non avrebbe voluto mettere piede fuori dal quella camera di hotel che non era poi neppure così allettante, una reazione la sua, che non mi aspettavo, difronte alla quale non sapevo bene neppure come comportarmi. Dopo un altro paio di ore passate in pieno silenzio, paralizzata ancora una volta dal timore ecco che il mio compagno si decide a mettersi in piedi e mi chiede di uscire per cercare qualcosa da mangiare, io non dico troppe parole e sono pronta per vedere finalmente la luce del sole che era fortunatamente intensa da farmi vedere i colori della gente, percepire negli occhi e nel naso la polvere delle strade e sentire il rumore dei clacson che per le strade dell’India suonano in maniera ininterrotta. Mangiamo in un McDonald’s, appena fuori dal quartiere Parangaji al quale però si arriva attraversando una strada talmente trafficata che penso tra me di non uscirne viva ma è lì che inizio a riconoscere la forza e la capacità di adattamento di Leo(il mio compagno), nel giro di un secondo mi prende la mano e sguizza come un pesce nell’oceano tra le macchine, portandomi dall’altro lato della strada con estrema disinvoltura. Da quel momento in avanti le sue in India saranno solo vittorie perché si adatta talmente bene allo stile di vita, ai suoni, agli odori gradevoli e sgradevoli che al momento di lasciare l’India leggo oltre al dispiacere la voglia di ritornarci quanto prima anche perché di rimanerci per lunghi periodi, desiderio questo che speriamo di realizzare negli anni a seguire, quando mi auguro per me e per il mondo intero la pandemia sarà solo un brutto ricordo.

L’India la si può amare o odiare ma una volta messo piede in questa terra unica sarai cambiato inevitabilmente tu lo voglia o meno, tu lo percepisca o meno, perché l’india non è un paese ma uno stato d’animo!

Quali escursioni fare durante un viaggio a Lanzarote

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Sono molte le attività che si possono fare partendo da Puerto del Carmen, una delle località più famose dell’isola vulcanica di Lanzarote. Puerto del Carmen insieme a Costa Teguise sono i centri nevralgici del turismo di Lanzarote,il numero di turisti verso l’isola è sempre crescente tanto che negli ultimi anni quest’isola ha visto un considerevole aumento del traffico aereo preveniente da tutta Europa, Italia inclusa.

Fino a qualche anno fa infatti i turisti che visitavano l’arcipelago delle Canarie avevano sempre preferito Gran Canaria o Tenerife forse convinti del fatto che Lanzarote offrisse meno rispetto alle altre due. In realtà in termini naturalistici Lanzarote è davvero sensazionale ed anche le strutture turistiche sorgono come funghi soprattutto a Costa Tenguise, un piccolo paese che ha perso molto del suo aspetto originario, diventando una agglomerato molto sfruttato turisticamente dove trovare tutto il necessario per chi decide di trascorrere qui le proprie vacanze, incluse molte agenzie turistiche dove prenotare attività da fare a Lanzarote.
Ugualmente anche Puerto del Carmen offre tutto il necessario per trascorrere una vacanza senza rinunce e le agenzie turistiche sull’isola di Lanzarote non mancano.
La prima escursione venduta praticamente ovunque, hotel inclusi, è quella verso Parco Nazionale di Timanfaya. Si tratta di un’area protetta di natura geologica, il risultato di eruzioni avvenute tra il 1720 e il 1736 poi in seguito nel 1824. L’assenza di vegetazione l’aspetto brullo della terra polverosa a tratti di un rosso intenso rendono il paesaggio assolutamente unico tanto che i primi visitatori del Parco Nazionale di Timanfaya descrivevano quest’esperienza come simile alla visita di un altro mondo.

I prezzi per l’ escursioni al Parco Nazionale di Timanfaya partono dai 25 euro per gli adulti 15 per i piccoli, in questa versione il giro è più breve ed effettuabile in una mezza giornata, osservando le principali formazioni geotermiche nella parte sud del parco, quella raggiungibile più velocemente dalla costa. La quota per la versione più completa del Timanfaya sale ai 45/50 euro, mentre se si vuole unire alla visita del parco anche una sosta alla Geria, la zona più importante di Lanzarote per via dei suoi vigneti che producono un vino eccezionale, i prezzi salgono di altri 30 euro con la sola degustazione delle bollicine prodotte dalle vigne ai 45 euro se si preferisce la sosta a pranzo in un ristorante della zona, per un totale che va dai 75 fino un max di 100 euro. Qualsiasi sia la scelta, il parco nazionale di Timanfaya e la zona intorno ad essa è meravigliosa e l’ingresso a quest’area protetta non è consentito in autonomia come accade per il vulcano Teide della vicina isola di Tenerife ma solo avvalendosi dei bus, a bordo dei quali, si può ammirare il panorama. Generalmente anche i tour più brevi prevedono il classico e turistico giretto sulla groppa di un cammello, attività facoltativa e acquistabile al costo di 6 euro. Non troppo distante dal graziosissimo paese di Yaiza, raggiungibile con il bus numero 161, esiste un ranch dove vengono tenuti i cammelli per motivi turistici e molte famiglie si fermano per far fare ai bimbi un giro o ancora meglio solo per fargli vedere questo meraviglioso animale un pò più da vicino.
Oltre alla visita al Parco Nazionale di Timanfaya, la più classica e imperdibile escursione proposta dagli operatori turistici di Lanzarote esistono moltissime attività come la visita ai due mercati settimanali dell’isola come Teguise, il più turistico, allestito tutte le domeniche mattina, mentre quello di Playa Blanca, un pò meno famoso, si svolge il mercoledì mattina entrambi con la possibilità di organizzarsi in fai da te arrivandoci con i bus locali o con un transfer organizzato dalle agenzie turistiche ad un prezzo intorno ai 15/20 euro a persona.
Ovviamente anche il mare ha un’importanza predominante sull’isola di Lanzarote come quindi le escursioni ad esse legate che includono immersioni e crociere intorno alla costa con sosta alla spiaggia dorata di Papagayo. Il diving situato sulla spiaggia di Boca Chica a Puerto del Carmen, oltre ad essere composto da uno staff molto esperto, offre immersioni giornaliere partendo proprio dalla spiaggia di Boca Chica, uno spot molto frequentato da tutti i sub in viaggio sulla bella isola di Lanzarote.