Muoversi in bus a Lanzarote: come raggiungere il mercato settimanale di Playa Blanca partendo da Puerto del Carmen

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Da Puerto del Carmen, uno dei paesi più pittoreschi di tutta l’isola di Lanzarote,è possibile fare diverse escursioni ed alcune di esse anche in assoluto fai da te,come quella verso il mercato di Playa Blanca. Generalmente quando si parla dei mercati settimanali di Lanzarote viene subito in mente quello di Teguise che si svolge la domenica e che ormai è diventata una tappa fissa per tutti i numerosi visitatori che arrivano a Lanzarote. Come accade con tutto ciò che diventa “troppo turistico” il mercato di Teguise ha perso un pò del suo fascino e nonostante il paese resti molto carino è forse meglio farsi una passeggiata in un giorno diverso da quello del mercato e magari optare per la visita al mercato di Playa Blanca.
Playa Blanca è una località del sud di Lanzarote molto vicino a Playa Papagayo una delle spiagge più belle di Lanzarote, la visita al mercato del mercoledì di Playa Blanca è un’attività proposta in molte agenzie turistiche locali che,con un costo di circa 20 euro conducono al mercato per una mezza giornata, le bancarelle del mercato vendono prodotti locali, artigianato e molti cosmetici a base di Aloe Vera, una pianta prodigiosa utilizzata nella cosmesi e che vede proprio Lanzarote uno dei produttori migliori al mondo.
Organizzarsi per raggiungere Playa Blanca in autonomia utilizzando i bus locali è fattibile ma si deve tenere ben a mente il numero di visitatori sempre più numerosi che decidono di prendere il bus per essere lì al mercoledì.
Il bus che da Puerto del Carmen arriva a Playa Blanca è il numero 161 lo stesso che collega entrambe le cittadine all’aeroporto isolano, il costo del biglietto è di 1.70 euro e lo si può fare anche a bordo purché si abbia una banconota non più grossa di 10 euro. Le corse dei bus iniziano dalle 06:00 del mattino dall’aeroporto e arrivano alle varie fermate di Puerto del Carmen dopo circa una ventina di minuti dalla partenza, è meglio muoversi al mattino presto perché il bus una volta pieno non carica più nessuno e si è costretti ad aspettare il mezzo successivo.  In alternativa ci sono i tassisti di Lanzarote che sanno benissimo quanta gente ogni mercoledì  affolla le fermate dei bus da Puerto del Carmen a Playa Blanca,così passano e ripassano con mini van offrendo il loro servizio, la tariffa del tragitto si aggira intorno ai 50 euro che eventualmente si può dividere con altri turisti in attesa per ridurre la spesa . Stessa problematica la si ha per il ritorno, il mercato chiude battenti intorno alle 14:00 e per quell’orario tutti si riversano alle fermate dei bus per tornare indietro quindi anche in questo caso è bene muoversi con anticipo.
Ormai il mercato di Playa Blanca sta diventando molto famoso così come quello di Teguise ma forse non ancora così gettonato quindi vale la pena farci un salto e con un pò d’astuzia arrivarci in bus vi farà anche risparmiare,inoltre spostarsi in bus per Lanzarote è abbastanza fattibile e anche se non perfettamente capillare in bus si possono visitare diverse località bellissime di quest’incanto di nome Lanzarote.

Visitare Puerto del Carmen per scoprire una località balneare unica:tra spiagge,natura e yoga

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Probabilmente il loro aspetto vulcanico, il clima primaverile durante i mesi invernali,la passione che gli italiani hanno per loro, ma ormai da tempo ho maturato una profonda curiosità verso l’arcipelago delle isole Canarie, a largo delle coste africane del Marocco e sotto la giurisdizione della Spagna.
Tanta è la passione per questo angolo di terra che mi sono posta come obbiettivo da realizzare nel corso di un tempo non definito,di visitarle tutte,ma proprio tutte anche quelle meno turistiche. Per il momento devo dire di essere ancora lontana dalla meta e dopo essere stata ammaliata dall’isola di Tenerife, mi sono innamorata follemente di Lanzarote.
Lanzarote è un’isola molto diversa da Tenerife e se in quest’ultima,il parco nazionale del vulcano Teide è un’alternanza di ambiente desertico e alpino, Lanzarote è completamente desertica ed ovunque si è circondati da terre rossa e piante grasse. I piccoli paesi che compongono l’isola di Lanzarote sono piccoli e curatissimi,nulla è lasciato al caso,dai colori delle abitazioni alle piante ornamentali che sono praticamente ovunque.Uno degli esempi migliori di perfezione urbanistica è senza dubbio Puerto del Carmen, una località balneare a sud dell’isola di Lanzarote.
Puerto del Carmen è raggiungibile dall’unico scalo aeroportuale dell’isola composto da due terminal,con il bus 161, la compagnia low cost Easyjet arriva e parte dal terminal 1. I conducenti sono sempre molto gentili e dicendo loro il nome dell’hotel nel quale si alloggia saranno in grado di consigliarvi la  fermata di discesa più comoda, il biglietto si fa a bordo al costo di 1.40 euro a patto che voi non abbiate una moneta di taglio superiore a 10 euro che il conducente non può cambiare.
Puerto del Carmen è molto frequentata da pensionati provenienti prevalentemente dall’Europa del nord anche se si trova un gran numero di italiani che vivono qui buona parte dei mesi invernali, abitudine che ormai è dilagata praticamente su tutte le isole maggiori dell’arcipelago, complice il buon clima, una sanità di buon livello e una lingua, lo spagnolo, molto comprensibile per noi italiani.I giovani in visita a Lanzarote preferiscono alloggiare a Costa Teguise, altra località balneare a sud di Lanzarote, peraltro raggiungibile in bus da Puerto del Carmen, che offre più vita notturna e un numero maggiore di strutture ricettive. Io devo dire che avendo visitando entrambe preferisco Puerto del Carmen per le caratteristiche del piccolo borgo di pescatori il cui aspetto è rimasto,a detta dei locali,più vicino alla forma originale,al contrario di Costa Teguise,una cittadina costruita quasi esclusivamente ad uso e consumo dei numerosi turisti che visitano l’isola.
Va specificato che comunque la vita notturna di Puerto del Carmen è ben distante da quella che può offrire Tenerife quindi l’isola di Lanzarote è fortemente sconsigliata per chi desidera far tardi ogni sera in discoteche o pub di ogni genere.

Puerto del Carmen si divide idealmente in due zone, una leggermente più in altura che gode su di una vista pazzesca sul mare ed un’altra che costeggia il mare. Avenida de las Playas è senza dubbio la strada più importante della cittadina parte a ridosso dell’antico porto cittadino, una darsena dove partono anche numerose piccole imbarcazioni che propongono escursioni in mare di diverso genere.
Le spiagge più importanti di Puerto del Carmen sono Playa Blanca e Playa de los Pocillos entrambe le si trova percorrendo Avenida de la Playas, arenili molto grandi di sabbia dorata attrezzati di servizi quali docce e bagni disponibili per chiunque ed un servizio di noleggio di attrezzatura da spiaggia come per esempio un ombrellone e 2 sdraio disponibili ad una tariffa di 12 euro al giorno.Più piccola ma altrettanto bella è Playa Boca Chica, peraltro la mia preferita, poco distante da Playa Blanca, questa spiaggia è uno spot molto importante per tutta l’isola per la sua ricchezza dei fondali tanto che qui si trova un centro diving molto frequentato. I pesci si possono vedere anche solo con maschera e boccaglio e le immersioni con le bombole partono direttamente dalla spiaggia di Boca Chica rendendolo un posto molto frequentato da mattina a tardo pomeriggio anche se diciamo che nonostante questo continuo via vai,la spiaggia rimane sempre molto tranquilla, si può stendere il telo e vivere la spiaggia senza problemi avendo ugualmente gli stessi servizi delle altre due spiagge principali, come il bagno un piccolo bar adiacente al centro diving.
La zona più in altura di Puerto del Carmen si chiama Los Mojones ed anche qui sono presenti diversi hotel che distano dalle spiagge circa una ventina di minuti a piedi, e nonostante non siano presenti molti ristoranti non mancano supermercati dove trovare frutta, verdura e generalmente prodotti made in loco.Se poi proprio non si riesce a far a meno del centro commerciale a Puerto del Carmen ne esiste uno piccolo e con qualche negozio che si chiama Biosfera Plaza Shopping in Calle Juan Carlos poco distante dal quartiere di Los Mojones.
Le isole Canarie sono un posto ideale per praticare sport all’aria aperta,surf, diving, trekking e sopratutto yoga, il mio amato yoga,che a Lanzarote trova un’unione perfetta anche con la natura, ci sono diverse insegnati di yoga anche italiane che si sono trasferite proprio a Lanzarote con le quali fare qualche lezione di yoga. Senza spostarsi da Puerto del Carmen il posto giusto per ritrovare se stessi con lo yoga e con un massaggio davvero rigenerante si chiama El Arboral De La Vida,in Calle Reina Sofia, sempre nella zona alta della città. La massaggiatrice si chiama Sara ed oltre a fare massaggi professionali è una valida insegnante di yoga. Tra mare, passeggiate e perché no yoga un soggiorno a Puerto del Carmen è senza dubbio l’ideale per recuperare energie.

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Diario di viaggio di una travel blogger in tempi di COVID-19

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Questo articolo non parlerà di un luogo, non darà informazioni di spostamenti, hotel ristoranti o asana di yoga da praticare in viaggio perché oggi sento il desiderio di cambiare registro,il desiderio irrefrenabile di iniziare la scrittura con:
Caro diario o forse dovrei scrivere Caro blog…. poco importa oggi ti racconto di me, ti racconto di Travelale, ti racconto di Ada,una donna come tante che ha fatto dei viaggi la sua passione più grande e lo scopo della sua vita, che ha focalizzato le scelte professionali e non solo,i soldi,a volte anche molto pochi,in un’unica solo cosa:viaggiare,viaggiare e ancora viaggiare. Ma chi legge potrebbe chiedersi come mai queste righe non siano inserite nel mio “chi sono” o nel caso di Travelale,”chi siamo”,perché le mie avventure sono generalmente in compagnia di un altro straordinario viaggiatore che solo con il tempo ha scoperto il potere del viaggio come scopo, la finalità di un’esistenza per la quale ringraziare, ogni giorno, ogni istante l’immenso Dio che ci concede di poterlo raccontare anche in un periodo di buio, necessario per riscoprirsi persone e viaggiatori responsabili.
Si è proprio la responsibilità a spingermi a rimanere seduta, con il sole che bussa forte alla finestra,quel sole di primavera che farebbe venir voglia a chiunque di scappare fuori in mezzo alla natura ma che impone una reclusione forzata e obbligata per aiutare se stessi, per aiutare gli altri,in un momento come questo, un momento dal nome stridente, dal nome che fa paura a chiunque,dal nome ripetuto e stra ripetuto e non ogni giorno ma ogni secondo sia del giorno che della notte: COVID-19.
“Coronavirus” ecco il nome di questa piaga mondiale che nasce in Cina e della quale si parla appena mettiamo piede in Italia al ritorno da un’avventura pazzesca tra Corea e Giappone,paesi dei quali si apprenderà appena due giorni dopo dal nostro rientro che l’epidemia sta ormai prendendo piede. Un brivido percorre le nostre schiene al pensiero di aver contratto anche noi il virus e un pensiero va a loro,coreani e giapponesi che ormai sono entrati nel nostro cuore non fosse altro per la grande fortuna di aver potuto incontrare un popolo,tanto lontano quanto vicino,perché quando si viaggia si deve capire che non esistono colori o forme differenti esistono solo fratelli vicini e lontani.
Ma non deve passare troppo tempo e anche lo stivale è in piena emergenza, “emergenza Coronavirus” televisioni, social, radio non si parla di altro e dopo un primo periodo d’incertezza il baratro:niente yoga in Ashram, niente passeggiate al parco, niente incontri con gli amici e niente viaggi ne in Italia ne altrove,il virus sta dilagando talmente tanto che l’isolamento è l’unica soluzione possibile per tentare di arginare un problema grosso,gigantesco che fa sprofondare nello sconforto una popolazione che ormai non è più abituata a rimanere in casa.
L’ottimismo iniziale si fa sempre più fragile,il nostro viaggio alla scoperta della Macedonia del Nord salta, le compagnie aeree non volano e per me è lo sconforto mi sento violata nella libertà, mi sento privata di un bene per me primario il VIAGGIO! Vorrei gridare al mondo intero che io devo viaggiare, che devo raccontare il mondo,ma poi mi calmo, mi siedo sul tappetino yoga e piano piano mi tranquillizzo e comprendo che il viaggio è anche questo, che l’opportunità di rimanere immersi nel sé è unica, che se voglio viaggiare sempre più consapevolmente devo anche rimanere ferma, immobile,assorta nel mio io più profondo,devo approfittare di questo momento per migliorare me stessa come persona e come viaggiatrice, devo onorare in questo momento anche quelle meravigliose persone che ho conosciuto durante i miei viaggi e che mi hanno insegnato l’arte dello star bene con se stessi e con il mondo intero,avendo nulla o quasi nulla.
In questi giorni di apprensione per l’Italia e per l’umanità intera mi viene data l’opportunità di studiare e di organizzare nuovi viaggi con una data ancora da destinare ma che saranno il frutto non solo di uno studio approfondito ma anche di una crescita spirituale che viene fuori sempre dal buio più pesto.
Grazie blog per avermi ascoltata.

5 cose da fare assolutamente nella città di Bogotà

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Riuscire a stilare una classifica di soli 5 elementi pensando alle cose da fare durante un soggiorno a Bogotà è davvero difficile,la città è in continua evoluzione e offre davvero tanto ai suoi visitatori:
1. La Candelaria è il quartiere più antico di Bogotà, un intricato dedalo di strade che si snocciolano su una piccola pendenza che fa ben intravedere le Ande che circondano la città che si trova a più di 2000 metri rispetto al livello del mare.Alla Candelaria vive una buona fetta della popolazione locale,molti di essi hanno piccole abitazioni colorate che hanno adornato esternamente con murales colorati  diventati una delle attrazioni principali del quartiere,tanto che molte guide,organizzano dei tour alla scoperta dei dipinti a muro più particolari. Lungo le strade non è raro trovare venditori di frutta e piccole botteghe che vendono verdura e oggetti vari,riportando il tempo indietro,distante anni luce dalla Bogotà sempre più propensa al futuro. Molti sono gli ostelli e i piccoli hotel che sono sorti proprio all’interno delle abitazioni situate alla Candelaria, i prezzi di questi alloggi sono davvero irrisori e si ha la possibilità di rimanere in una delle posizioni più favorevoli se volete dedicare parte del vostro tempo alla visita dei musei che si trovano proprio alla Candelaria.
2. Proprio i musei sono assolutamente da visitare a Bogotà se siete particolarmente appassionati non basteranno un paio di giorni per riuscire a visitare almeno i più importanti come ad esempio quello di Botero, un esposizione senza eguali che richiede davvero molto tempo, l’ingresso per questo museo è gratuito così come molti siti museali presenti in città. Merita una menzione anche il Museo dell’Oro, il Museo di Bogotà e se vorrete quello militare,tutti situati nei pressi della Candelaria.
3. Arrivando a Bogotà sia in aereo che in bus si comincia a scorgere in lontananza uno degli emblemi cittadini,ovvero il santuario di Monserrate, un santuario situato su di una montagna a più di 3000 metri che domina e protegge tutta la città. Salire a piedi nudi verso questo santuario è sicuramente l’atto di devozione più elevato che molti fedeli compiono almeno una volta nella vita. Ovviamente se non si ha voglia o tempo di salire a piedi in cima a Monserrate ci si può avvalere della cabinovia disponibile durante tutto il giorno e che si trova nei pressi de museo la Quinta Bolivar.
4. Fare un giro nei quartieri più movimentati di Bogotà come il Chapinero dove trovare ristoranti e pub dove ogni sera si radunano i ragazzi della città. L’università di Bogotà attira gioventù anche dagli stati confinanti e molti di loro animano la città di giorno e di sera sorseggiando bevande alcoliche e non nei tantissimi locali alla moda. Non mancano centri commerciali e i negozi dei grandi brand internazionali dove fare acquisti di ogni genere.
5. Bere un buon caffè è uno dei must da fare non solo a Bogotà ma in tutta la Colombia considerato il fatto che la nazione è tra i primi produttori mondiali di questa amata bevanda. Oltre a bere e a godersi delle belle tazze di caffè colombiano bollente seduti in qualche bel locale di Bogotà consiglio di acquistare una bella scorta di caffè da mettere in valigia e al vostro rientro,tutte le volte che aprirete il barattolo,per preparare la vostra “tazzulella” di caffè sentirete anche a distanza di tempo tutto l’aroma intenso della Colombia, una terra ancora tutta da scoprire.

Spostarsi con i mezzi pubblici nella città di Bogotà

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La capitale colombiana Bogotà è una grande megalopoli che si sta aprendo velocemente verso il turismo con la conseguente diffusione di servizi utili alla popolazione prima di tutto e ai visitatori che sempre più spesso decidono di visitare la città.
Arrivando all’aeroporto di Bogotà si può utilizzare il servizio di bus locale, gestito dalla compagnia Transmilenio, che offre un servizio di metro su gomma a copertura di buona parte dell’area urbana.Il bus K 86 conduce dallo scalo internazionale di Bogotà al Museo National in Avenidas Caracas, per accedere a bordo di questo pullman è necessario acquistare una tessera ricaricabile che permette l’utilizzo di tutti i mezzi da ricaricare presso tutte le macchinette posizionate in quasi tutte le fermate più grandi. Una volta arrivati nell’area arrivi si può comprare la tessera per i trasporti al costo di 5000 pesos, circa 1.40 euro, utilizzabile anche da più persone purché carica di credito sufficiente che viene scaricato per ogni viaggio, il negozio che le vende si trova nell’area arrivi nazionali vicino Aviatur il costo della corsa verso il centro cittadino è pari a 2.400 pesos.
Se invece si vuole utilizzare un servizio di taxi per arrivare all’hotel consiglio di affidarsi ad un’agenzia di transfer come Taxi Imperial che,dopo aver verificato la posizione del hotel che si vuole raggiungere,ti fa pagare una tariffa fissa a seconda della zona, nel mio caso essendo il mio alloggio nella zona residenziale di Teusaquillo,il costo è stato di 70000 pesos circa 20 euro.Scegliendo questo tipo di transfer non si corrono rischi con tassisti abusivi o tassametri non inseriti spendendo la medesima tariffa che vi chiederebbe un normale tassista cittadino, inoltre la stessa compagnia propone tour in zona.
La zona nella quale ho alloggiato durante la mia visita alla città di Bogotà è stata appunto Teusaquillo, un quartiere residenziale gradevole ma con nulla,o quasi nulla,nei dintorni se non il Museo Nazionale,nei pressi del quale passa la metro su gomma e  dove si trovano più ristoranti per cenare.
Devo ammettere che capire il sistema di bus e metro su gomma di Bogotà non è stato subito molto comprensibile, per fortuna nelle stazioni più grandi c’è  un servizio di biglietteria. Il consiglio più importante è quello di chiedere conferma sulla direzione prima di salire a bordo, la gente è sempre molto disponibile ad aiutare anche se in alcuni casi neppure loro sanno bene dove indirizzarti.Bogotà è una città molto estesa e alloggiando in zone come Chapinero o Teusaquillo è comunque necessario avvalersi dei mezzi per arrivare in centro nella zona di Candelaria quella più antica della città nella quale in molti sconsigliano di soggiornare per via di una certa pericolosità durante le ore notturne, io invece a seguito della mia esperienza e considerato il fatto che sono sicuramente un animale diurno,mi sentirei di dire che la Candelaria è meravigliosa e  se un giorno tornerò a Bogotà sicuramente alloggerò lì prendendo tutte le precauzioni di buon senso come in qualsiasi altra zona della città del mondo.

Se avete utilizzato i mezzi pubblici per girare la città di Bogotà, esperienza assolutamente interessante in tutte le città per entrare a contatto con la realtà locale,vi consiglio di regalare,prima di partire,la vostra targhetta di viaggio a qualcuno che possa averne bisogno e che vi ringrazierà con un “caloroso” sorriso latino.

A spasso tra i musei gratuiti della città di Bogotà

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La cosa che più mi ha sorpreso di Bogotà, la capitale della Colombia, è senza dubbio la quantità di musei da visitare senza necessità di pagare alcun biglietto e senza limitazioni di tempo,giornate,eccetera eccetera.
In effetti la cultura e la valorizzazione di essa sembra essere il motore propulsore che spinge Bogotà a proiettarsi verso il futuro attraendo un numero sempre crescente di turisti. I musei di Bogotà da soli rappresentano un valido motivo per fermarsi diversi giorni in città, se poi amate la pittura come me il posto giusto è il Museo di Botero aperto tutti i giorni dalle 9 del mattino alle 7 di sera questo splendido tempio della meraviglia artistica si trova nella zona dei Candelaria, la più antica della città,poco distante dal Museo dell’Oro,quest’ultimo a pagamento con un titolo d’ingresso pari a 4000 pesos(1.10 euro) per gli adulti e gratuito per i bambini fino a 12 anni e gli anziani di oltre 60 anni.

Il Museo di Botero ospita al suo interno una mostra strabiliante che da sola richiederebbe almeno una giornata intera, io ad esempio ci sono tornata per due giorni di fila e non solo perché rapita dalla bellezza dei quadri del grande maestro Botero ma anche per la cura con cui è tenuto tutto l’edificio di epoca coloniale adornato,nel suo cortile interno,da alberi poderosi e fiori profumati.
Sempre rimanendo in zona Candelaria si trova il Museo di Bogotà, anch’esso ad ingresso gratuito e con molti spazi interattivi ed espositivi che mirano a far comprendere come la città sia stata fondata, anche in questo bisognerebbe perderci almeno una mezza giornata sopratutto se amanti della storia.Altrettanto interessante è il Military Museum sempre gratuito,posto nel quale ho stazionato circa un due orette buone perché il mio compagno è appassionato di questo genere di esposizioni. La cura di questa mostra e talvolta le spiegazioni assolutamente gratuite, disinteressate e appassionate del personale che lavora al suo interno, faranno scorrere molto rapidamente la lancetta del tempo.
Spostandosi invece di poco dal centro storico e quindi dalla Candelaria altro museo meritevole di essere visitato è il Museo Nazionale della Colombia, qui si paga un biglietto sempre di 4000 pesos, cifra irrisoria per vedere un’altra meraviglia culturale. Questo museo è il più antico di tutta la Colombia e la sua collezione spazia dalle sculture ai dipinti di epoca coloniale fino ad i giorni nostri al suo interno,parecchie testimonianze non solo colombiane ma appartenenti a tutta l’America latina.
Infine,ma non di certo per importanza,c’è il museo La Quinta de Bolivar, che si trova praticamente all’incrocio della strada che sale su verso la funivia che da Bogotà sale fino a Monserrate.
Il Museo de la Quinta Bolivar ad ingresso gratuito tutte le domeniche.L’edifico di stile coloniale è molto bello e circondato da un rigoglioso giardino esterno che vi farà staccare per un pò dal traffico automobilistico che regna tutto intorno alla zona in cui è situato. La struttura è stata la residenza di Simon Bolivar, ex presidente della repubblica di Colombia, dopo la guerra d’indipendenza, oggi la mostra al suo interno è dedicata a questo personaggio storico.
Il mio consiglio quindi,per tutti coloro che visitano Bogotà,è quello di pianificare un tempo di permanenza sufficiente per gustare a pieno il fascino culturale di Bogotà e se poi i musei non sono proprio la vostra passione fateci ugualmente un giro veloce, almeno in quelli gratuiti, perché Bogotà va scoperta anche attraverso di essi.

Dalla Candelaria a Montserrate: due tappe imperdibili quando si visita la città di Bogotà

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La città di Bogotà è incredibile!In barba a tutti i pregiudizi ha davvero tanto da offrire. Da ogni angolo o quasi,della città si può ammirare in lontananza,come fosse un faro illuminante,Monserrate, la montagna che domina Bogotà, una megalopoli di 10000 di abitanti,una meta turistica sempre più intrigante e piena di fascino.
Bogotà è situata ad un’altezza di circa 2600 metri ed arrivando dalla costa colombiana la temperatura cala di almeno una decina di gradi, qui si sente l’aria più fresca proveniente dalle Ande, la catena montuosa che attraversa una vasta superficie dell’America meridionale.
Visitare Montserrate è sicuramente una delle tappe imperdibili se si decide di trascorrere qualche giorno in città, dalla cima di questa montagna oltre ad ritrovare la pace nel santuario situato proprio in cima,si può godere di una vista da mozzare il fiato su tutta l’immensa città di Bogotà.
Il Santuario di Montserrate è collegato con la città di Bogotà da una funivia che ammetto non è stata semplicissima da trovare sopratutto per chi,come noi,cerca di muoversi a piedi o con i mezzi pubblici il più possibile. Partendo da La Candelaria, il quartiere più storico di Bogotà e forse anche quello più caratteristico,abbiamo utilizzato la vista o meglio seguito la visione della teleferica che ci sembrava praticamente dietro l’angolo e facendoci aiutare da qualche indicazione dei gentili abitanti di Bogotà,siamo arrivati praticamente difronte al Museo la Quinta Bolivar, peraltro un bellissimo luogo meritevole di visita,fino a questo punto ci sono voluti una quindicina di minuti a piedi e altri 5 minuti in pseudo salita per arrivare finalmente all’ingresso della biglietteria per accedere alla funivia che sale verso Monserrate. La fila per fare il biglietto è quasi sempre abbastanza lunga considerato il fatto che praticamente tutti i tour in terra colombiana prevedono una tappa in questo meraviglioso posto.
Il costo del biglietto per la salita al santuario costa 12000 pesos,circa 4 euro,per una sola tratta e 21000 per il biglietto di andata e ritorno. A seconda dell’orario in cui si decide di salire si può scegliere se utilizzare la cabinovia o la funicolare , quest’ultima è attiva solo dalle 06:30 alle 11:45 della mattina.Noi essendo arrivati praticamente per orario di pranzo prendiamo la teleferica godendoci da subito uno spettacolo sublime sulla città sottostante.
Il santuario di Montserrate è situato ad un’altezza di 3172 metri sul livello del mare e qui l’aria secca si fa sentire ancor più che in città ma lo spettacolo dall’alto è davvero impressionante non soltanto perché si è circondati dal verde delle montagne ricoperte di alberi ma anche perché dall’alto si capisce quanto estesa sia la città di Bogotà, una delle più popolose di tutta l’America meridionale.
La chiesa di Monserrate è altrettanto deliziosa, semplice nella sua architettura con il bianco della calce che abbaglia per la sua luminosità. Questa chiesa è da anni meta di pellegrinaggio e molti raggiungono la chiesa a piedi partendo dalla città.La costruzione della chiesa termina nel 1925 e per celebrare il centenario della città di Bogotà nel 1938 fu creato un sistema d’illuminazione notturno della chiesa così da rendere visibile questo bellissimo luogo di pace anche di sera, un posto unico e assolutamente da visitare quando si è a Bogotà.

COSA FARE O NON FARE QUANDO SI VISITA CARTAGENA DE INDIAS

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Quando si decide di visitare l’America latina spesso ci si chiede se tutto quello che viene raccontato circa la sua pericolosità sia vero o meno e così al rientro da un viaggio bellissimo verso la Colombia ci sono alcune considerazioni che mi sento di fare.
Mi voglio soffermare sulla città colombiana di Cartagena de Indias, una città coloniale che per anni ho avuto il desiderio di visitare e sulla quale,così come su tutta la Colombia ci sono diverse opinioni contrastanti e purtroppo ancora troppi pregiudizi. A viaggio concluso posso dire che il rischio di cadere in qualche spiacevole situazione è il medesimo che si può trovare in molte delle nostre città italiane.
Abituata probabilmente a viaggiare spesso in Asia,l’America latina mi è apparsa decisamente diversa in termini di sicurezza e con questo non voglio dire che sia meno sicura del continente asiatico, ma semplicemente la sensazione è diversa.
Siamo arrivati a Cartagena de Indias con un volo diretto dalla meravigliosa Panama city ed atterrati a destinazione alle 11 di sera, ad attenderci il gestore del piccolo hotel Monasterio. Primo suggerimento se si arriva in tarda serata è sicuramente quello di organizzare il transfer direttamente con la struttura nella quale si alloggia. Riguardo a Cartagena de Indias la maggior parte di chi la visita decide di alloggiare in una delle tante strutture all’interno del caratteristico quartiere coloniale di Getsemani un adorabile ed aggrovigliato dedalo di strade inserito all’interno del centro storico pieno di piccoli locali. Al contrario il mio alloggio, seppur delizioso,era a 15/20 minuti circa dal castello di San Felipe ed intorno non aveva molte possibilità per mangiare, tranne un piccolo supermercato praticamente difronte, dove al mattino compravo della frutta ed una panetteria che dalle 07:30 sfornava cornetti formidabili. Il contesto di questa struttura era assolutamente adorabile tanto da spingerci incoscientemente a sentirci un pò troppo a nostro agio e a passeggiare ingenuamente tra vicoli interni con tanto di borsa a tracolla e aria tipicamente turistica, nulla è successo per fortuna e forse nulla sarebbe mai capitato ma la gente del posto ci ha caldamente invitato a non andare troppo oltre e a non tirar fuori macchine fotografiche o telefonino. Queste comunque sono buone norme da seguire davvero ovunque in questo caso però,essendo una zona residenziale dove non capitano molto spesso turisti è una cautela da tenere ancora più a mente.
Fatta questa precisazione e nonostante alloggiare in centro sarebbe stata la scelta logistica migliore per godere a pieno di tutte le meraviglie del centro cittadino, la periferia mi ha insegnato molto, la gente è cordiale e si preoccupa per il turista che vede a zonzo da quelle parti, qualcuno vi chiederà dei soldi,sopratutto se vi vedono in un negozio a comprare qualcosa(pochi devo dire) qualcuno vi chiederà di comprargli un pezzetto di pane e lo farà con così tanta discrezione che probabilmente avrete il desiderio irrefrenabile di comprargli tutta la panetteria, si fa per dire,e gli occhi vi si riempiranno di gioia vedendolo seduto a gustare il dolcetto caldo che ha deciso di comprarsi grazie a voi(in realtà anche adesso le lacrime solcano il mio viso solo al pensiero di quei momenti).
Ma Cartagena de Indias è anche eleganza ed una passeggiata al tramonto lungo il litorale di Playa de Bocagrande vi catapulterà in una Cartagena diversa, finta e preconfezionata per i turisti ma pur sempre da visitare.
Altro suggerimento importante se si visita Cartagena è quello di utilizzare i bus locali per spostarsi, non hanno una tabella di marcia ben precisa ma sono colorati ed economi,nei pressi del Castello di San Felipe passa spessissimo il bus per Bocagrande e Playa Marbella, quest’ultima è meno frequentata e turistica della prima anche se i colori del mare in entrambe non sono idilliaci.
Cartagena de Indias è una di quelle città che non si finisce mai di scoprire, molto affollata sopratutto durante le ore centrali della giornata per viverla al meglio le ore migliori sono quelle del primo mattino,quando i turisti e i croceristi del classico day trip non ancora ancora arrivati sulle sue piazze,piene di chiese antiche e donne vestite con i loro abiti tradizionali composti da gonne variopinte con in testa l’immancabile cesto di frutta, personaggi che sono diventati il simbolo di molte città coloniali come la stessa Habana di Cuba e che ormai consapevoli del loro successo tra i turisti, chiedono soldi in cambio di una scatto fotografico.
Poi ci sono le chiese ed il bellissimo Castello di San Felipe da visitare,senza dimenticare gli aperitivi al tramonto con sottofondo musicale e le scorpacciate di frutta fresca appena tagliata disponibile praticamente ovunque. A conclusione dico che forse non ci sono proprio cosa da fare e non fare a Cartagena de Indias, ma forse ci vuole solo la consapevolezza di trovarsi in una grande metropoli lontani da casa, assaporando consapevolmente ogni angolo di questa meravigliosa città.

Cosa fare a Bocagrande, il quartiere più elegante di Cartagena de Indias

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La Colombia sta guadagnando sempre più terreno nel settore turistico grazie alla presenza di isole incontaminate con un mare di un turchese intenso e una sabbia bianca accecante che ferisce l’occhio per quanto abbaglia, per fare qualche nome si pensi a San Andrés a largo della terraferma,Islas del Rosario, l’isola di Tierra Bomba,tutte località facilmente accessibile dalla meravigliosa città di Cartagena de Indias che attrae invece sempre di più i turisti di tutto il mondo per le sue architetture coloniali e l’allegria dei suoi vicoli.
Ma anche Cartagena ha le sue spiagge,non assolutamente paragonabili alle perle caraibiche sopracitate ma molto amate dai turisti per via di quello che ha da offrire, eleganti hotel, centri commerciali e una lungo arenile dove si possono praticare moltissimi sport acquatici come, moto d’acqua, parasailing o semplicemente fare una partita di beach volley organizzata dai bagnini.
Ad essere sincera Playa de Bocagrande è stata la cosa che meno mi ha appassionato non solo di Cartagena, per la quale ho provato amore a prima vista,ma proprio di tutto la Colombia che invece è stata una vera rivelazione.

Bocagrande è un quartiere di Cartagena molto elegante paragonabile ad una sorta di Miami beach  alquanto deludente per chi ama invece il contatto con la natura, enormi palazzoni si susseguono su un lunga strada costellata da alte palme, qui è tutto super pulito e controllato dalla sicurezza, un luogo costruito ad hoc per i molti turisti che si riversano in spiaggia per spalmarsi al sole affittando sdraio e ombrelloni.Il mare non è come se lo si aspetterebbe dai Caraibi, la vicinanza con la città non rende le sue acque particolarmente invitanti, ma sono invece in tanti ad amare questo posto e a passarci intere giornate.
Ad ogni modo arrivare a Playa di Bocagrande è assolutamente da fare per vedere l’altra faccia di Cartagena, quella più plastificata che tanto piace ad alcuni vacanzieri. Per arrivare a destinazione consiglio assolutamente il bus locale dal centro cittadino, colorato e chiassosissimo che attrarre l’attenzione di chi cammina con le grida del “controllore” abbarbicato alle porte dello sgangherato bus che urla a squarciagola: BOCAGRANDE, BOCAGRANDE,mille pesos il biglietto da fare a bordo, pochi centesimi e via si parte per la playa, stipati insieme alla tanta gente che ogni giorno si sposta dalla città per lavorare nei moltissimi hotel della zona,con il sottofondo musicale che mai può mancare a Cartagena de Indias, perla indiscussa del Caribe.

Visita al Castillo de San Felipe de Barajas:”la prospettiva” più bella di Cartagena de Indias

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La città di Cartagena è definita da molti la perla del Caribe, non tanto per il mare adiacente che la bagna,come quello di Playa de Bocagrande, che al dire il vero ha ben poco di caraibico, ma per la bellezza del suo centro storico,carico di storia e arte coloniale.
Per vivere la città come meriterebbe,in tutti i suoi angoli più remoti forse non basterebbe un mese o anche più,considerato che,non appena ci metti piede ti senti inondato da un’allegria improvvisa,fatta di suoni e colori brillanti dei suoi antichi palazzi, dei carretti carichi di cocchi e manghi appena raccolti.
La prospettiva senza dubbio più accattivante di tutta la città di Cartagena la si ha salendo e visitando con calma il Castillo di San Filipe de Barajas, la più grande fortificazione spagnola situata in Sud America.
Il Castello di San Filipe si trova in Carrera 17 distante dal centro storico della città meno di una decina di minuti a piedi, l’area intorno a questa grande struttura è molto trafficata ed oltre al quotidiano scorrere di automobili e mezzi di trasporto locali,si deve fare i conti anche con l’orte di turisti che ogni giorno arrivano qui per visitare uno dei simboli storici più importanti dell’America latina, senza pensare alle numerose navi da crociera che, attraccando proprio a Cartagena de Indias, portano numerosi gruppi in visita. Consiglio se è possibile di andare a visitare il castello verso le 8 del mattino appena apre per riuscire a godere della bellezza di questo posto con più tranquillità.
Il biglietto d’ingresso per gli stranieri in visita è di 25 pesos per gli adulti e 20 per i bambini l’equivalente, grosso modo, di 7 euro. Sulla mappa che viene data alle biglietterie c’è segnato,con l’ausilio di numeri,un percorso consigliato che vi permette di vedere ogni angolo importante di questa struttura.Il suggerimento più importante per capire bene come sia nato e quali vicissitudini hanno visto protagonista il castello è di visitare la sala corrispondente sulla mappa al punto 4, al suo interno partono di continuo filmati anche molto indicati per i bambini dove è possibile capire il perché sia stato costruito proprio a Cartagena de Indias e tutta la sua evoluzione. L’epoca di costruzione del castello risale al 1700,la leggera altura sulla quale si erge il baluardo ha contribuito nel corso della storia a rendere San Felipe il punto perfetto per avvistare eventuali attacchi di pirati provenienti non solo dal mar dei Caraibi ma anche dall’Europa. La storia di questo castello racconta diversi attacchi nemici con conseguenti distruzioni della struttura stessa che è ad oggi appare meravigliosa e molto ben curata.
La zona più alta del castello di San Felipe permette una visione aerea di tutta la città di Cartagena che non è composta solo dal suo incantevole centro storico ma che ha tutto intorno una aggrovigliata rete di alti palazzi e baracche che si alternano su di una vasta superficie.

Unica nota stonata del castello è il piccolo negozio di souvenir adibito in uno dei locali della struttura,il negozio è piccolo ed espone una quantità impressionante di merce(abbastanza dozzinale)qui la gente  si accalca desiderosa di comprare il classico pensierino da portare a casa che peraltro costa la metà appena se acquistato dai venditori ambulanti sparsi fuori dalla struttura, lo stesso vale per le bevande e per l’acqua che costa cara e che consiglio di portare con sé prima di entrare,sopratutto se si visita San Felipe durante le ore più calde della giornata, quando le temperature possono tranquillamente superare i 35 gradi. Ma souvenir a parte che comunque ormai fanno parte della grande macchina che smuove il turismo,il Castillo di San Felipe de Barajas deve essere all’apice della lunga lista delle cose da vedere nella stupenda Cartagena de Indias.