COSA FARE O NON FARE QUANDO SI VISITA CARTAGENA DE INDIAS

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Quando si decide di visitare l’America latina spesso ci si chiede se tutto quello che viene raccontato circa la sua pericolosità sia vero o meno e così al rientro da un viaggio bellissimo verso la Colombia ci sono alcune considerazioni che mi sento di fare.
Mi voglio soffermare sulla città colombiana di Cartagena de Indias, una città coloniale che per anni ho avuto il desiderio di visitare e sulla quale,così come su tutta la Colombia ci sono diverse opinioni contrastanti e purtroppo ancora troppi pregiudizi. A viaggio concluso posso dire che il rischio di cadere in qualche spiacevole situazione è il medesimo che si può trovare in molte delle nostre città italiane.
Abituata probabilmente a viaggiare spesso in Asia,l’America latina mi è apparsa decisamente diversa in termini di sicurezza e con questo non voglio dire che sia meno sicura del continente asiatico, ma semplicemente la sensazione è diversa.
Siamo arrivati a Cartagena de Indias con un volo diretto dalla meravigliosa Panama city ed atterrati a destinazione alle 11 di sera, ad attenderci il gestore del piccolo hotel Monasterio. Primo suggerimento se si arriva in tarda serata è sicuramente quello di organizzare il transfer direttamente con la struttura nella quale si alloggia. Riguardo a Cartagena de Indias la maggior parte di chi la visita decide di alloggiare in una delle tante strutture all’interno del caratteristico quartiere coloniale di Getsemani un adorabile ed aggrovigliato dedalo di strade inserito all’interno del centro storico pieno di piccoli locali. Al contrario il mio alloggio, seppur delizioso,era a 15/20 minuti circa dal castello di San Felipe ed intorno non aveva molte possibilità per mangiare, tranne un piccolo supermercato praticamente difronte, dove al mattino compravo della frutta ed una panetteria che dalle 07:30 sfornava cornetti formidabili. Il contesto di questa struttura era assolutamente adorabile tanto da spingerci incoscientemente a sentirci un pò troppo a nostro agio e a passeggiare ingenuamente tra vicoli interni con tanto di borsa a tracolla e aria tipicamente turistica, nulla è successo per fortuna e forse nulla sarebbe mai capitato ma la gente del posto ci ha caldamente invitato a non andare troppo oltre e a non tirar fuori macchine fotografiche o telefonino. Queste comunque sono buone norme da seguire davvero ovunque in questo caso però,essendo una zona residenziale dove non capitano molto spesso turisti è una cautela da tenere ancora più a mente.
Fatta questa precisazione e nonostante alloggiare in centro sarebbe stata la scelta logistica migliore per godere a pieno di tutte le meraviglie del centro cittadino, la periferia mi ha insegnato molto, la gente è cordiale e si preoccupa per il turista che vede a zonzo da quelle parti, qualcuno vi chiederà dei soldi,sopratutto se vi vedono in un negozio a comprare qualcosa(pochi devo dire) qualcuno vi chiederà di comprargli un pezzetto di pane e lo farà con così tanta discrezione che probabilmente avrete il desiderio irrefrenabile di comprargli tutta la panetteria, si fa per dire,e gli occhi vi si riempiranno di gioia vedendolo seduto a gustare il dolcetto caldo che ha deciso di comprarsi grazie a voi(in realtà anche adesso le lacrime solcano il mio viso solo al pensiero di quei momenti).
Ma Cartagena de Indias è anche eleganza ed una passeggiata al tramonto lungo il litorale di Playa de Bocagrande vi catapulterà in una Cartagena diversa, finta e preconfezionata per i turisti ma pur sempre da visitare.
Altro suggerimento importante se si visita Cartagena è quello di utilizzare i bus locali per spostarsi, non hanno una tabella di marcia ben precisa ma sono colorati ed economi,nei pressi del Castello di San Felipe passa spessissimo il bus per Bocagrande e Playa Marbella, quest’ultima è meno frequentata e turistica della prima anche se i colori del mare in entrambe non sono idilliaci.
Cartagena de Indias è una di quelle città che non si finisce mai di scoprire, molto affollata sopratutto durante le ore centrali della giornata per viverla al meglio le ore migliori sono quelle del primo mattino,quando i turisti e i croceristi del classico day trip non ancora ancora arrivati sulle sue piazze,piene di chiese antiche e donne vestite con i loro abiti tradizionali composti da gonne variopinte con in testa l’immancabile cesto di frutta, personaggi che sono diventati il simbolo di molte città coloniali come la stessa Habana di Cuba e che ormai consapevoli del loro successo tra i turisti, chiedono soldi in cambio di una scatto fotografico.
Poi ci sono le chiese ed il bellissimo Castello di San Felipe da visitare,senza dimenticare gli aperitivi al tramonto con sottofondo musicale e le scorpacciate di frutta fresca appena tagliata disponibile praticamente ovunque. A conclusione dico che forse non ci sono proprio cosa da fare e non fare a Cartagena de Indias, ma forse ci vuole solo la consapevolezza di trovarsi in una grande metropoli lontani da casa, assaporando consapevolmente ogni angolo di questa meravigliosa città.

Cosa fare a Bocagrande, il quartiere più elegante di Cartagena de Indias

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La Colombia sta guadagnando sempre più terreno nel settore turistico grazie alla presenza di isole incontaminate con un mare di un turchese intenso e una sabbia bianca accecante che ferisce l’occhio per quanto abbaglia, per fare qualche nome si pensi a San Andrés a largo della terraferma,Islas del Rosario, l’isola di Tierra Bomba,tutte località facilmente accessibile dalla meravigliosa città di Cartagena de Indias che attrae invece sempre di più i turisti di tutto il mondo per le sue architetture coloniali e l’allegria dei suoi vicoli.
Ma anche Cartagena ha le sue spiagge,non assolutamente paragonabili alle perle caraibiche sopracitate ma molto amate dai turisti per via di quello che ha da offrire, eleganti hotel, centri commerciali e una lungo arenile dove si possono praticare moltissimi sport acquatici come, moto d’acqua, parasailing o semplicemente fare una partita di beach volley organizzata dai bagnini.
Ad essere sincera Playa de Bocagrande è stata la cosa che meno mi ha appassionato non solo di Cartagena, per la quale ho provato amore a prima vista,ma proprio di tutto la Colombia che invece è stata una vera rivelazione.

Bocagrande è un quartiere di Cartagena molto elegante paragonabile ad una sorta di Miami beach  alquanto deludente per chi ama invece il contatto con la natura, enormi palazzoni si susseguono su un lunga strada costellata da alte palme, qui è tutto super pulito e controllato dalla sicurezza, un luogo costruito ad hoc per i molti turisti che si riversano in spiaggia per spalmarsi al sole affittando sdraio e ombrelloni.Il mare non è come se lo si aspetterebbe dai Caraibi, la vicinanza con la città non rende le sue acque particolarmente invitanti, ma sono invece in tanti ad amare questo posto e a passarci intere giornate.
Ad ogni modo arrivare a Playa di Bocagrande è assolutamente da fare per vedere l’altra faccia di Cartagena, quella più plastificata che tanto piace ad alcuni vacanzieri. Per arrivare a destinazione consiglio assolutamente il bus locale dal centro cittadino, colorato e chiassosissimo che attrarre l’attenzione di chi cammina con le grida del “controllore” abbarbicato alle porte dello sgangherato bus che urla a squarciagola: BOCAGRANDE, BOCAGRANDE,mille pesos il biglietto da fare a bordo, pochi centesimi e via si parte per la playa, stipati insieme alla tanta gente che ogni giorno si sposta dalla città per lavorare nei moltissimi hotel della zona,con il sottofondo musicale che mai può mancare a Cartagena de Indias, perla indiscussa del Caribe.

Visita al Castillo de San Felipe de Barajas:”la prospettiva” più bella di Cartagena de Indias

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La città di Cartagena è definita da molti la perla del Caribe, non tanto per il mare adiacente che la bagna,come quello di Playa de Bocagrande, che al dire il vero ha ben poco di caraibico, ma per la bellezza del suo centro storico,carico di storia e arte coloniale.
Per vivere la città come meriterebbe,in tutti i suoi angoli più remoti forse non basterebbe un mese o anche più,considerato che,non appena ci metti piede ti senti inondato da un’allegria improvvisa,fatta di suoni e colori brillanti dei suoi antichi palazzi, dei carretti carichi di cocchi e manghi appena raccolti.
La prospettiva senza dubbio più accattivante di tutta la città di Cartagena la si ha salendo e visitando con calma il Castillo di San Filipe de Barajas, la più grande fortificazione spagnola situata in Sud America.
Il Castello di San Filipe si trova in Carrera 17 distante dal centro storico della città meno di una decina di minuti a piedi, l’area intorno a questa grande struttura è molto trafficata ed oltre al quotidiano scorrere di automobili e mezzi di trasporto locali,si deve fare i conti anche con l’orte di turisti che ogni giorno arrivano qui per visitare uno dei simboli storici più importanti dell’America latina, senza pensare alle numerose navi da crociera che, attraccando proprio a Cartagena de Indias, portano numerosi gruppi in visita. Consiglio se è possibile di andare a visitare il castello verso le 8 del mattino appena apre per riuscire a godere della bellezza di questo posto con più tranquillità.
Il biglietto d’ingresso per gli stranieri in visita è di 25 pesos per gli adulti e 20 per i bambini l’equivalente, grosso modo, di 7 euro. Sulla mappa che viene data alle biglietterie c’è segnato,con l’ausilio di numeri,un percorso consigliato che vi permette di vedere ogni angolo importante di questa struttura.Il suggerimento più importante per capire bene come sia nato e quali vicissitudini hanno visto protagonista il castello è di visitare la sala corrispondente sulla mappa al punto 4, al suo interno partono di continuo filmati anche molto indicati per i bambini dove è possibile capire il perché sia stato costruito proprio a Cartagena de Indias e tutta la sua evoluzione. L’epoca di costruzione del castello risale al 1700,la leggera altura sulla quale si erge il baluardo ha contribuito nel corso della storia a rendere San Felipe il punto perfetto per avvistare eventuali attacchi di pirati provenienti non solo dal mar dei Caraibi ma anche dall’Europa. La storia di questo castello racconta diversi attacchi nemici con conseguenti distruzioni della struttura stessa che è ad oggi appare meravigliosa e molto ben curata.
La zona più alta del castello di San Felipe permette una visione aerea di tutta la città di Cartagena che non è composta solo dal suo incantevole centro storico ma che ha tutto intorno una aggrovigliata rete di alti palazzi e baracche che si alternano su di una vasta superficie.

Unica nota stonata del castello è il piccolo negozio di souvenir adibito in uno dei locali della struttura,il negozio è piccolo ed espone una quantità impressionante di merce(abbastanza dozzinale)qui la gente  si accalca desiderosa di comprare il classico pensierino da portare a casa che peraltro costa la metà appena se acquistato dai venditori ambulanti sparsi fuori dalla struttura, lo stesso vale per le bevande e per l’acqua che costa cara e che consiglio di portare con sé prima di entrare,sopratutto se si visita San Felipe durante le ore più calde della giornata, quando le temperature possono tranquillamente superare i 35 gradi. Ma souvenir a parte che comunque ormai fanno parte della grande macchina che smuove il turismo,il Castillo di San Felipe de Barajas deve essere all’apice della lunga lista delle cose da vedere nella stupenda Cartagena de Indias.

IDEE VIAGGIO PER IL 2020: 5 mete low budget a corto e medio raggio

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L’inizio del nuovo anno può essere l’occasione giusta per mettere in atto un sacco di buoni propositi e sicuramente il momento perfetto per pianificare uno o più viaggi.

Molte persone neppure prendono in considerazione l’idea di visitare posti più o meno vicini perché seguono le mode del”fa figo” come le chiamo io,quelle, per le quali è appunto “più figo” dire vado una settimana ai Caraibi piuttosto che in Albania, nonostante il mare sia da sogno in entrambe le zone del mondo. Se invece la paura di spendere troppo è quella che vi attanaglia niente paura nella mini classica che ho stilato le cifre da mettere a budget sono assolutamente contenute:
1. Carnevale ormai è quasi alle porte e può essere l’occasione perfetta per visitare una regione dell’Italia che sta diventando una delle mete preferita dai connazionali e non solo, sto parlando della Puglia. Ma perché decidere di andare in Puglia proprio per Carnevale? La risposta viene offerta da un paese di nome Putignano, situato a meno di cinquanta chilometri dal capoluogo Bari. Questo paese che custodisce entro le sue antiche porte un centro storico degno di essere scoperto a piedi, annovera in Italia una delle tradizioni carnevalesche più antiche d’Europa, dal 9 febbraio 2020 al 29 febbraio la sapienza artistica dei maestri cartapestai mette in scena lungo le vie della città la sfilati dei carri allegorici.I costi per gli alloggi a Putignano sono decisamente più abbordabili rispetto ad altre località pugliesi nonostante per carnevale crescano un pochino ed è bene prenotare con anticipo,infine da Putignano si è comodi per visitare il grande patrimonio artistico della Valle d’Itria costellata dalle tipiche costruzioni a cono chiamati trulli di cui, la città di Alberobello,resta regina incontrastata, distante solo 20 chilometri da Putignano.Infine ovviamente parlando di Puglia non si può dimenticare la cucina e Putignano è uno dei fiori all’occhiello di tutta la provincia di Bari, con i suoi piatti semplici con il sapore di una volta.
2. Se Carnevale è il momento giusto per fare festa, Pasqua è ideale per andare in giro per città assaporando i primi raggi primaverili ,quindi una capitale europea perfetta per coniugare patrimonio artistico alla tranquillità della natura è Zagabria, raggiungibile dall’Italia sia in automobile che con le numerose corse di bus, generalmente in partenza dal nord Italia. La città di Zagabria è incantevole, il suo centro si gira bene a piedi e volendo da qui si può agevolmente raggiungere la costa che offre la possibilità di visitare città altrettanto suggestive come ad esempio Rijeka o Fiume come la si chiama in Italiano. Per entrambe le città non mancano cose da fare,i musei ed i parchi cittadini sono molto diffusi, senza dimenticare che la Croazia gode di un clima particolarmente mite e  Pasqua, potrebbe essere un buon momento sicuramente non per i bagni al mare ma per  lunghe passeggiate vicino al mare e qualche pranzo a base di pesce per gli appassionati,spendendo cifre decisamente contenute.
3. Aspettando invece il caldo,quello vero da tintarella, il posto giusto per la vacanza perfetta è l’Albania. Negli ultimi anni l’Albania si è decisamente aperta al turismo e grazie alle sue coste lambite da un mare cristallino attrae sempre più turisti. I collegamenti con L’Albania sono di due tipi,aerei, offerti da diverse compagnie con prezzi a partire dai 100 euro per un biglietto di andata e ritorno e via aerea con navi che partono da alcuni dei nostri porti italiani come Ancona o Bari e arrivano direttamente a Durazzo. Scendendo giù da Durazzo la costa è ancora selvaggia e si possono trovare hotel affacciati sul mare con un ottimo rapporto qualità prezzo, inoltre non è da perdere la capitale Tirana con i suoi musei,i caffè alla moda e i suoi colorati mercati rionali dove comprare prodotti tipici da riportare a casa o mangiare divinamente spendendo davvero poco.
4. Se invece vogliamo allontanarci un pò di più senza spendere ugualmente tanto,consiglio di acquistare con molto ma molto anticipo un volo per la città super gettonata di Siviglia che senza dubbio merita di essere esplorata,per poi dirigersi verso uno dei paradisi più belli d’Europa, l’Algarve e più precisamente la città di Faro o Tavira collegate con Siviglia da comodi e frequenti bus giornalieri che in 3 ore vi porteranno in luoghi molto affascinanti. Mare oceanico, lunghe distese di sabbia dorata e molte riserve dove fare trekking sono solo alcune delle possibilità offerte dall’Algarve. Durante i mesi estivi le temperature sono davvero torride quindi  primavera e inizio autunno sono i momenti migliori per apprezzare questo fazzoletto di terra che devo confessare ho visitato a cavallo tra febbraio e Marzo e nonostante la temperatura non fosse da bagni di mare,mi ha permesso di vivere la vita all’aria aperta senza alcuni problema anzi godendo delle tiepide giornate di sole.
5. E per finire con il botto non poteva mancare ancora una volta l’Italia nello specifico la piccola isola di Vulcano, appartenente allo splendido arcipelago delle Eolie che a differenza delle più conosciute Lipari o Panarea, rimane ancora poco sfruttata turisticamente.Gli hotel sono di numero inferiore ed anche i prezzi decisamente contenuti, i traghetti partono da Milazzo frequentemente e lungo la traversata oltre al mare di un azzurro intenso ci si emoziona intravedendo la sagoma del vulcano che domina buona parte del territorio isolano. La fine dell’estate è il momento migliore non solo per fare il trekking verso il vulcano ma anche per concedersi qualche giornata di relax a bagno nelle acque rese calde dal vulcano o farsi qualche maschera di fango nello stabilimento dell’isola aperto a tutti ed accessibile con un biglietto d’ingresso di pochi euro.

Itinerario di viaggio:da Panama city a Bogotà

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Cucito perfettamente su quelli che erano i miei obbiettivi il mio itinerario parte da Panama City e termina a Bogotà.
A differenza dei viaggi più lunghi ai quali sono abituata questo tra Panamà e Colombia è durato 15 giorni e sono stati assolutamente sufficienti per svuotare un pochino il cassetto senza fondo dei mie sogni(che per me equivalgono sempre a viaggi)ovvero vedere il Canale di Panamà e la città di Cartagena in Colombia.
Muovendomi con un un anticipo di circa 6 mesi abbondanti sulla partenza ho acquistato un volo combinato che arrivasse a Panama city e ripartisse da Bogotà, dopo aver vagliato prezzi e soluzioni mi sono affidata a Iberia, compagnia che lavora moltissimo con le rotte verso l’America latina, costo per questo combinato 750 euro in due quindi 375 euro a persona.
Panamà city è davvero una città deliziosa a differenza di quello che avevo sentito sul suo conto, inoltre il sistema dei bus permette di spostarsi in maniera abbastanza efficace nelle zone limitrofe e avendoci più tempo anche oltre. Purtroppo tra Panama e Colombia non ci sono bus diretti da prendere come invece accade se si sceglie di andare verso la Costa Rica. Quindi la scelta ricade sull’aereo e precisamente sulla compagnia di bandiera panamense Copa Airlines con la quale si trovano voli diretti verso città colombiane come Medellin,Bogotà e la mia sospirata Cartagena de Indias. Costo in due per questo volo di 260 euro in due ovvero 130 a persona, quest’ultimo spostamento acquistato praticamente a poche settimane dalla partenza,  le tariffe per questa tratta oscillano quasi sempre su questo range di spesa.Il volo in questione è abbastanza rapido circa un ora e 10 minuti e disponibile in diverse fascie orarie del giorno.
Da Cartagena a Bogotà ho forse commesso un errore di valutazione,ovvero quello di acquistare un volo della compagnia aera Viva Air, una low cost molto famosa in Colombia, che copre molte tratte locali, l’orario del volo mi sembrava più calzante alle mie esigenze ed il prezzo conveniente ma solo apparentemente visto che, quando ho comprato il volo mi sono accorta che il suo bagaglio a mano era pari ad una borsa piccola come accade per la nostra Ryanair,e nonostante noi viaggiassimo solo con bagaglio a mano ho preferito acquistare, con un surplus di 20 euro,la possibilità di partire con un bagaglio a mano più grande.
A conti fatti e visto il ritardo del volo Cartagena Bogotà ed il costo totale di 100 euro per due persone ovvero 50 a testa avrei preferito optare per la compagnie di linea Latam o Avianca, con le quali non avrei dovuto aggiungere nessun bagaglio a mano spendendo poco più del prezzo speso.
Anche in Colombia gli spostamenti in mezzi locali sono fattibili anzi Bogotà è super oraganizzata dal punto di vista dei trasporti, un pò meno Cartagena e sicuramente i mezzi sono più folcloristici.
Gli hotel non sono un problema ce ne sono per tutti i gusti e per tutte le tasce Panamà è forse un pochino più cara della Colombia dove si trovano alloggi semplici e con bagno privato a partire dai 10 euro mentre per Panamà si devono considerare almeno 30/35 euro per camera doppia, stessa cosa per il costo della vita che è più economico sempre in Colombia nonostante Paanamà di certo si possa definire un luogo caro dove fermarsi in viaggio.
Altra soluzione interessante per chi non è interessato a visitare Caartagena o l’ha già vista è quello di volare da Panamà a Medellin, la città di Botero che ormai è completamente proiettata verso il turismo e poi raggiungere Bogotà con un bus notturno grazie alla compagnia Rapido Ochoa, il collegamento è diretto ed impiega circa 8 ore al costo di 20 euro a persona.Una soluzione quest’ultima che magari tengo in considerazione per un prossimo viaggio in terra latina.

Casco Viejo-splendore coloniale nel cuore di Panama City

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La città di Panamà  così come lo stato sul quale sorge è stata per molto tempo nominata e per questo ricorda,come eldorado per chi voleva trasportare soldi o indotti più o meno legali presso le sue numerose banche presenti. In effetti di palazzi scintillanti che ospitano prestigiose banche a Panamà ce ne sono davvero tante, il suo skyline a ridosso del Pacifico è costellato da imponenti torri che la rendono una città particolarmente attraente per gli amanti dello shopping di lusso e dei centri commerciali. Ma Ciudad de Panamà, così come si scrive e si pronuncia in spagnolo, la lingua parlata sul territorio, ha un vero animo, profondo e lontano dai lustri patinati di banche e negozi alla moda e risiede in uno dei centri coloniali più belli e ben conservati che ci possano essere in America latina, il suo nome è Casco Viejo.
Per arrivare a Casco Viejo se si alloggia in zona Avenida del Sur, o cumunque nella zona più recente di Panama city, la soluzione migliore è quella di prendere la metro, molto efficiente in città e scendere alla fermata di 5 de Mayo. Usciti fuori dalla stazione della metro basta attraversare il grande incrocio sotto il ponte che troverete praticamente difronte a voi, di qui in avanti per arrivare nel cuore di Casco Viejo ci vorranno al massimo una ventina di minuti.
Prima di addentrarvi nella zona più antica percorrerete una strada ricca di negozi e con bancarelle che vendono frutta fresca a volontà tra cui montagne di banane e platani, che non si riesce mai a capire come restino così ben saldamente ancorate ai loro banchetti d’appoggio. Non sarà per niente per nulla raro incontrare donne della comunità Kuna, un’etnia locale che risiede nell’arcipelago di San Blas, la cui caratteristica è quella di vestire con abiti colorati realizzati con stoffe colorate e disegnate sovrapponendo più strati di stoffa  poi tagliati e cuciti a mano in modo da ottenere diverse forme e colori, vere e proprie opere d’arte,pezzi di artigianato locale che qualche membro della comunità decide di venire a vendere in città.La tentazione di scattergli delle fotografie è davvero forte ma ci è capitato di assistere alla fuga a cambe levate di due signore kuna che ,vedendoci  con la macchina fotografica hanno temuto di essere oggetto dei nostri scatti, anche se in maniera involontaria, quindi se proprio volete fargli una foto è meglio chiedergli il permesso per non rischiare in alcun modo di mancargli di rispetto.
Ma i Kuna non sono gli unici personaggi particolari che incontrerete sul vostro percorso, venditori ambulanti e quale simpatico musicista allieterà la vostra passeggiata su Avenida Central, la strada principale di Casco Viejo che vi condurrà a Plaza Central, una piazza davvero incantevole dove svetta imponente Santa Maria de Antigua, patrona di Panamà, il candore del bianco delle sue pareti è accecante. La chiesa ha una storia lunga la sua costruzione risale al 1608 ma la consacrazione è avvenuta solo nel 1796, al suo interno per il rifacimento del suo altare è stato adoperato marmo di Carrara, anche Papa Francesco nella sua visita a Panamà ha visitato questa bellissima chiesa.
Proseguendo oltre la piazza che consiglio di tornare a visitare più volte non solo perchè è davvero un posto delizioso dove non si sente il rumore delle macchine in circolazione ma anche perchè questo è un punto dove potersi connettere al Wi-Fi gratuitamente.
Il culmine di Casco Viejo si raggiunge arrivando alla bellissima terrazza che apre il panorama sulla vecchia zona portuale, sui grattacieli della Panamà moderna e sulle isolette sparse nella baia antistante come Cantadora e Saboga, entrambe ideali per qualche giorno di relax lontano dalla città.Lo spettacolo del panorama da questa prospettiva è divino, molti uccelli, tra cui pellicani sono assidui frequentatori di questa zona del Casco Viejo affacciata sul mare è non è difficile vedere alcuni esemplari in azione mentre si lanciano veloci come siluri sui pesci.
Tra i vicoli di Casco Viejo a differenza di altre città latine, molto più turistiche, non ci sono molti bar o locali dove sedersi a bere o mangiare e sopratutto durante la stagione delle piogge, molti restano chiusi quindi bisogna accontentarsi di fermarsi in uno dei pochi aperti dove una tazza di buon caffè è d’obbligo, vista la vicinanza con la Colombia che coltiva uno dei caffè più buoni al mondo.
A Casco Viejo esiste anche un mercato di Mariscos che molte guide locali suggeriscono di visitare, rimane praticamente a ridosso del Casco Viejo all’inizio del lungomare di Panamà city che riporta a piedi o in macchina nella zona moderna della città. Questo mercato del pesce non è imperdibile ma può essere una buona occasione per fare una sosta dopo la bella passeggiata tra i vicoli antichi del Casco Viejo.

Come visitare il Canale di Panama’ con il fai da te

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Il Canale di Panamà è una di quelle attrazioni turistiche imperdibili, da ammirare con rispetto visto la complessità ingegneristica di questa monumentale struttura che ha avuto il merito di collegare l’oceano Pacifico a quello Atlantico.
Ovviamente per poter visitare il Canale si deve essere proprio nella città di Panamà e di qui le opzioni per raggiungerlo sono due: la prima quella di affidarsi ad un agenzia turistica del luogo che propone escursioni giornaliere con trasporto, i prezzi partono dai 60 dollari per il pacchetto base che può eventualmente essere arricchito con un giro in barca lungo i tanti corsi di acqua che sono presenti in zona e che offrono la possibilità di incontrare flora e fauna locale che assicuro da queste parti sono davvero preponderante, in genere questi day trip sono acquistabili praticamente presso qualsiasi hotel della zona a degli standart quasi identici.Altro modo super conveniente e molto facile da realizzare e quello di utilizzare i mezzi pubblici, ben organizzati,risparmiando notevolmente.
Per arrivare al Canale di Panamà in autonomia bisogna come prima cosa raggiungere la stazione dei bus di Albrook collegata con il resto della città da buona parte dei bus cittadini e dalla linea della metropolitana.Per viaggiare a bordo dei mezzi locali è come prima cosa necessaria la targhetta turistica disponibile al costo di 2 dollari presso tutte le stazioni metro sulla quale ricaricare il credito necessario.La tessertina è utilizzabile anche da più persone. Da considerare che ogni corsa ha un costo di 35 centesimi a tratta.

La linea d’interesse per raggiungere il famoso Canale di Panamà è la C180 che parte molto frequentemente per tutto il giorno, lo stop si trova all’uscita della stazione Albrook verso destra, ad ogni modo basterà chiedere ai tanti addetti che girano in zona, comunque la fermata da leggere sul bus è Miraflores, la località dove si trova il canale che è anche il capolinea. Importantissimo ,qualora si scelga di optare per la visita fai da te del Canale,è di andarci di mattina quando entro le chiuse passano il maggior numero di navi.
Il bus termina la sua corsa proprio difronte al centro visitatori di Miraflores dove iniziare la visita al Canale e riparte sempre dallo stesso punto. Dal centro Miraflores si accede alle biglietterie, qui si può scegliere il proprio titolo di viaggio disponibile in due varianti, la prima base al costo di 20 dollari a persona che include l’accesso alla terrazza privilegiata per la visione del canale e l’ingresso al museo ed un’altra al costo di 30 dollari con anche l’accesso al cinema Imax.
Il centro dei visitatori ha un bar e una bella terrazza panoramica dove poter vedere il passaggio delle navi per tutto il tempo che si vuole, ad ogni passaggio una voce in diffusione descrive sia in spagnolo che in inglese i passaggi necessari per questo transito che,per una come me per nulla ferrata in tematiche ingegneristiche di qualsiasi genere,non è stato facile da comprendere. Assolutamente indispensabile per capire il funzionamento delle chiuse è la vista del museo situato al secondo piano del centro visitatori. Questo museo è davvero realizzato con cura,facile da comprendere e ricco di postazioni interattive adatte anche per i più piccini dove anche io ho capito a pieno il funzionamento di quest’opera colossale che oltre ad aver unito due pezzi di mondo,grazie all’ingegno umano,è diventato uno dei motivi principali per cui il piccolo stato di Panamà è assolutamente da visitare.