BAGHERIA: la città delle ville siciliane

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A soli dieci minuti di treno dalla città di Palermo esiste una città di nome Bagheria che in pochi prendono in considerazione di visitare ma che ha un valore storico altissimo. Bagheria in passato era considerato il luogo per eccellenza per i palermitani benestanti che passavano qui lunghi periodi di villeggiatura, alloggiando in ville bellissime che sono diventate l’emblema della città.

Arrivando in treno da Palermo la stazione dei treni si trova proprio difronte ad una delle tante ville della città, Villa Aragona Cutò risalente alla prima metà del settecento e costruita per volontà di Baldassarre Naselli principe di Aragona. Questa villa è anche conosciuta come Palazzo Cutò e ospita la biblioteca, la sua forma è massiccia e quadrata ed è caratterizzata da un’altana dalla quale si godeva di un bellissimo panorama. I decori al suo interno sono di ottima fattura ed oggi al suo interno è allestita la biblioteca comunale e il Museo del giocattolo Pietro Piraino.


Dalla stazione prendendo una delle qualsiasi vie che vanno verso su si arriva in quello che è il centro di questa città che piccola non è di certo, popolata da circa 56000 abitanti, quindi non manca proprio nulla in città e può essere anche una base eccellente se si vuole sostare in zona qualche giorno per spostarsi verso altre città vicine come Termini Imerese o il piccolo borgo di mare di Aspra sulla costa, distante dalla città pochi chilometri e raggiungibile anche con il servizio pubblico di bus.


Dopo meno di dieci minuti a piedi dalla stazione si arriva in Corso Umberto I, il cuore pulsante della città, molto animato e pieno di negozi e bar dove si concentra buona parte della popolazione a spasso. Fortunatamente è una zona a traffico limitato e quindi ci si può godere una bella camminata senza il caos intenso di alcune ore del giorno.
Purtroppo molte delle ville di Bagheria sono andate distrutte ma a testimonianza della loro grandiosa presenza sparse per il centro si trovano diversi piloni come quello di Villa Mortillaro, questo alto pilone sopravvissuto, segnava l’ingresso nella monumentale tenuta del Marchese Mortillaro, una residenza talmente estesa che arrivava fino alla città di Palermo. Altra residenza assolutamente interessante è Villa Palagonia la cui caratteristica principale è la presenza di sculture grottesche ed è per questo che viene anche denominata villa dei mostri, infatti il viale d’ingresso è sormontato da strane ed inquietanti statue tanto che Goethe, quando visitò la villa, coniò il termine pallagonico, ovvero opera deforme e folle. Il costo del biglietto per accedere a Villa Palagonia è di 6 euro e vale davvero la pena soffermarsi non solo sulla villa ma anche sul giardino che la circonda che ha esso stesso ispirato tante leggende.
Tra un giro tra una villa e l’altra vale la pena anche fermarsi a visitare qualche chiesa cittadina, come quella della Natività di Maria risalente al 1771,il suo prospetto è imponente realizzato in stile neoclassico in pietra di Aspra.


Mi raccomando però di non lasciare Bagheria senza aver assaggiato il famoso Sfincione Bagherese una sorta di focaccia alta e morbida ricoperta di tuma, un formaggio siciliano, acciughe, ricotta, cipolle bianche appassite in padella e mollica di pane tostato, a detta del mio compagno di viaggio onnivoro, una vera bontà, che si compra presso tutti i panifici di Bagheria al meno di 2 euro. Io invece che sono vegetariana sono stata attratta da un cartello esposto fuori da un negozietto di frutta e verdura sul quale c’era scritto pesche di Bivona 3 euro al chilo, ovviamente non potevo esimermi dal comprarle e sono diventate la mia droga nei due giorni di permanenza a Bagheria. Bivona non è proprio vicino a Bagheria, in linea d’aria ci saranno una cinquantina di chilometri e risiede nella provincia di Agrigento, ma è stata l’occasione per scoprire l’ennesima meraviglia della Sicilia, una terra ricca non solo di bellezze architettoniche ma anche di tante, tantissime prelibatezze che madre natura regala.

Come arrivare alle Cascate delle Marmore con i mezzi pubblici

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La prima volta che ho visitato le Cascate delle Marmore avrò avuto si e no 10 anni, quindi più di 30 anni fa, un ricordo che ancora oggi mi fa tremendamente emozionare e non tanto per il posto che ancora ricordo da mozzare il fiato ma perchè fu uno dei tanti viaggi in giro per l’ Italia che ho fatto con mio nonno, l’unico padre che io abbia mai conosciuto e amato durante questa mia vita terrena.

Era ormai da un anno che desideravo ritornarci, lo scorso anno ho dirottato su Spoleto per questioni logistiche legate ai treni da utilizzare per arrivarci, poichè chi mi conosce da un pò lo sa, i miei anzi i nostri cercano sempre di essere viaggi con i mezzi che per qualcuno sono la scomodità in persona per me l’essenza del viaggio, oltre al fatto che la scelta ambientale ha un forte impatto sulla mia vita di tutti i giorni. Quest’anno però la voce Marmore si è fatta sempre più insistente nelle orecchie, sostenuta anche dal fatto che il mio compagno non ci era ancora mai stato e che in questo momento difficile, in cui la pandemia mi ha privato di tanti dei miei viaggi, ho sentito di rifugiarmi in un ricordo famigliare a me caro, insieme a chi è sempre al mio fianco facendomi anche un pò da padre, come il mio compagno di vita.


Il treno freccia argento parte da Riccione(paese nel quale risiedo soprattutto in estate) alle 06:59 diretto a Roma e che dopo 3 ore di viaggio ferma proprio alla stazione di Terni, una città nel cuore dell’Italia, nella bella regione dell’Umbria. Puntuali alle 10.06 come previsto siamo fuori dal treno in cerca del Marmore Link, un collegamento diretto con le cascate effettuato da busitalia. Il bus non parte direttamente dalla stazione ma dall’autostazione a pochi metri da essa e per fortuna un gentile signore ce lo segnala, altrimenti avremmo aspettato in vano direttamente alle pensiline dei bus sul piazzale della stazione da dove in effetti partiva il bus fino a poco tempo fa. L’autostazione si trova a sinistra dell’uscita dalla stazione dei treni di Terni e ci vogliono pochi minuti per arrivare, entrati lì a destra si trova il cartello che indica la fermata per le cascate. I bus da prendere per arrivare proprio davanti alla biglietteria delle cascate è il numero 7 e il numero E 621, il biglietto lo si può acquistare al bar della stazione dei treni o direttamente all’autostazione, il costo è di 1.30 e la validità del biglietto è di 100 minuti, il tragitto dura circa 15/20 minuti visto che le cascate si trovano a pochi chilometri dal centro di Terni, le corse si ripetono spesso durante la giornata. In alternativa tutti i treni che da Terni sono diretti verso la città dell’Aquila effettuano una fermata a Marmore distante dall’ingresso circa 600 metri, una soluzione probabilmente più scomoda ma sicuramente un’alternativa per chi preferisce il treno o è comodo ai suoi orari, anche in questo caso così come per il Marmore Link è possibile visionare gli orari sul sito di Trenitalia.
Il bus ferma quasi davanti alle biglietterie il costo per accedere alle cascate è di 10 euro a persona e sono disponibili visite guidate con un sovraprezzo, inoltre per accedere al balcone degli innamorati, un angolo molto famoso delle Cascate delle Marmore, è obbligatoria la guida. I servizi di guida non possono essere acquistati on line ma direttamente alle biglietterie, nel nostro caso abbiamo optato per l’acquisto on line per evitare di trovare fila alle casse ed accedere direttamente al sito scelta azzeccata considerata la gente che era presente il giorno in cui abbiamo visitato le cascate. La prevendita dei biglietti è disponibile direttamente sul sito:www.cascatedellemarmore.info
Il tempo che si può impiegare per vedere le Cascate delle Marmore è assolutamente soggettivo il biglietto è valido tutto il giorno è durante il periodo estivo, nei fine settimana, il rilascio dell’acqua essendo una cascata a flusso controllato, va dalle 10 alle 19 e dalle 21 alle 22, ad ogni modo è bene controllare sul sito soprattutto se si sceglie di visitare le cascate in settimana o durante i giorni feriali. Di una cosa potete star certi una volta giunti lì non avrete tanta voglia di andar via e se il tempo non è dei migliori è meglio portarsi dietro un kway perchè in alcuni punti e soprattutto se c’è vento una doccina è assicurata e molti svaligiano lo shop per acquistare i teli di plastica al costo di 2 euro, noi abbiamo sfidato l’acqua essendo una giornata calda e bellissima e ci siamo portati dietro tutto il necessario per un pic nic al cospetto dell’acqua, la natura e l’aria buona.

La Grotta di Labante- una cavità carsica di importanza primaria a pochi chilometri da Bologna

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A pochi chilometri di distanza da Bologna, nel cuore dell’Appennino bolognese, e precisamente nel comune di Castel d’Aiano esiste una cavità carsica non ancora conosciuta al turismo, di certo non famosa come i Gessi Messiniani, ormai documentati e studiati, situati nella prima parte della fascia collinare di Bologna, ma che dal punto di vista strettamente scientifico, ricopre un ruolo fondamentale non fosse altro per la sua rarità, si tratta infatti di una grotta primaria nei travertini d’Italia, questo tipo di cavità sono molto rare e difficilmente superano i 4-5 metri di lunghezza.

Ho sempre amato l’Appennino bolognese, appena arrivata a Bologna era la mia prima valvola di sfogo per staccare la spina e ossigenare il cervello, poi ho iniziato a non essere serena neppure lì e a desiderare il rumore delle feste, le caciare in spiaggia e tante altre cose effimere che a pensarci oggi mi fanno venire i brividi. Poi però arrivano i disastri della mia vita, le perdite e infine i viaggi, l’Asia e lo yoga e così si inizia a pianificare una vita in giro per il mondo ed un piccolo ed umile rifugio nostro dove potersi fermare tra un peregrinare e l’altro, una casa immersa nella natura poco distante dall’unica città in cui sento affondare le mie radici nonostante io non sia nata lì: BOLOGNA la dotta, la grassa, la rossa.

Così in una lenta, molto lenta ricerca di una casina che faccia al caso mio e del mio compagno di vita, scelgo di andare a vederne ben 4 in una mattinata serena e calda di inizio giugno. Tra tutte le case viste una è sicuramente quella che potrei considerare al caso nostro ma purtroppo alcuni particolari di non poco conto fanno in modo che io afflitta e sconsolata non abbia più voglia di visitare quella che è forse una delle attrazioni maggiormente frequentate nei dintorni del centro di Castel d’Aiano, appunto la Grotta di Labante ma che incontro quasi inaspettatamente sulla via del ritorno.

Per arrivare alla grotta servono pochi minuti di macchina poiché il sito è distante al massimo 6 chilometri, il parcheggio è abbastanza ampio da accogliere i visitatori della domenica, quelli che arrivano qui ben equipaggiati per trascorrere una domenica in completo relax nella natura. L’ingresso alla grotta è gratuito e una bella cascatella sovrasta l’ingresso, il flusso dell’acqua non è forte o scenografico ma entrando in grotta qualche schizzo di acqua addosso è garantito.

Intorno alla grotta il paradiso, come lo chiamo io, silenzio, cielo e tanto bel verde dove potersi distendere a riposare, unico neo per me che sono vegetariana, l’odore per non dire la pizza della carne alla brace che qui ci si può cucinare in autonomia utilizzando le postazioni barbecue, un piccolo bar prepara dei panini o le tipiche tigelle, un piccolo pane dalla forma circolare, da farcire a piacimento.

Il tempo in cui ci siamo fermati in questo luogo di assoluta bellezza ancora non troppo preso di mira dai turisti non è stato molto ma abbastanza per trovare pace e come ormai consuetudine per me, praticare qualche postura di yoga a sigillo di una giornata che dalla delusione per la casa non trovata si è rivelata di grande, grandissima gratitudine verso la natura.

Raggiungere Mondello la spiaggia caraibica di Palermo

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La chiamano la spiaggia caraibica di Palermo ed in effetti, a parte i paragoni più o meno appropriati, la spiaggia di Mondello è davvero splendida, i suoi colori sono incredibili e anche fuori stagione vale sempre la pena farci un salto se si è a Palermo.


La spiaggia di Mondello è praticamente il litorale più trendy della città di Palermo qui si viene per farsi un bagno anche fuori stagione, per mangiare in uno dei tanti ristoranti della zona o anche solo per concedersi una passeggiata distensiva. La cosa più bella di Mondello oltre alla bellezza del suo mare e della sua candida sabbia, è la possibilità di raggiungerla comodamente partendo dal centro di Palermo utilizzando i mezzi pubblici, in alternativa una buona idea, una volta giunti a destinazione, è quella di fermarsi qualche giorno soggiornando presso uno degli alberghi presenti in questo piccolo borgo se così si può chiamare.

Negli ultimi anni a Mondello sono sorte molte guest house, i prezzo partono dai 70 euro a notte per camera doppia con colazione, altrimenti si può optare per qualche hotel, ce ne sono diversi e molti di essi anche abbastanza lussuosi.Un buon compromesso tra prezzo, posizione e servizio è l’Hotel Conchiglia d’Oro in viale Cloe numero 9, distante dalla spiaggia circa dieci minuti a piedi, situato in una zona tranquilla e circondato da un bel giardino, ideale quindi per chi intende rimanere fuori dal caos cittadino dell’estate che porta Mondello ad essere una meta super affollata sia da locali che dai turisti che la scelgono proprio per il suo meraviglioso mare. La posizione geografica di Mondello e di tutta la Sicilia, la rende la destinazione perfetta per i viaggi fuori stagione, ottobre è un mese ottimo per godere ancora del sole caldo e dei bagni di mare ad una temperatura assolutamente confortevole, consigliata una maschera per chi desidera fare amicizia con i tanti pesci che nuotano tra le acque del litorale.

Mangiare a Mondello non è mai un problema ci sono ristoranti di pesce, pizzerie e gastronomie dove trovare di tutto e per tutti i gusti in termini di cucina locale, unico inconveniente se si viaggia da queste parti in autunno e che alcuni piccoli negozi di alimentari o supermercati potrebbero essere chiusi anche se sono sempre reperibili beni di prima necessità come pane, frutta fresca e bevande varie. Durante il fine settimana oltre ai turisti si aggiungono anche i residenti in zona e quindi la zona diventa abbastanza vivace piena anche di venditori ambulanti che fanno la spola tra la spiaggia e il lungomare, una confusione però che almeno fuori stagione non mette disagio ma solo allegria.


COME ARRIVARE A MONDELLO DA PALERMO
La maniera migliore per arrivare a Palermo è quella di prendere il bus numero 806 della compagnia locale Amat, il biglietto si può acquistare presso tutte le edicole e i tabacchi autorizzati alla vendita al costo di 1.40 per una validità di 90 minuti, in alternativa lo si può anche fare a bordo ad un costo maggiorato. Il bus parte da Piazza Crispi anche se su alcune guide si parla anche di una fermata a Piazza Sturzi,della quale però non ho certezza. Piazza Crispi si trova a circa una decina di minuti dal Teatro Politeama, le corse sono abbastanza frequenti durante tutto il giorno ed il tragitto è molto interessante perché lascia presagire la bellezza naturale della zona che non è fatta solo di spiagge e mare ma anche di sentieri ciclo pedonali da fare immersi nella natura.

Palazzo Te una fra le tante meraviglie della città di Mantova

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Il suo centro storico è sicuramente uno dei meglio conservati e pregevoli di tutta Italia tanto da meritarsi l’iscrizione tra i patrimoni Unesco, sto parlando di Mantova, una delle città d’arte più importanti del nostro paese.

Probabilmente per vedere Mantova in ogni suo angolo, con tutte le visite guidate a chiese, musei e palazzi storici ci vogliono almeno 3 giorni pieni, soprattutto se si vuole unire anche la scoperta del parco naturale del Mincio una perla questa di una bellezza straordinaria.

Monumenti da visitare a Mantova ce ne sono moltissimi tra i più famosi la Camera Dipinta, detta degli Sposi, realizzata da Mantegna ma altrettanto interessante è Palazzo Te, il cui nome lascia pensare a qualcosa di esotico legato alla famosa bevanda le cui foglie per ricavarla vengono dall’Asia e sarà forse la mia assoluta fissazione per il territorio asiatico che mi porta al cospetto di Palazzo Te, nonostante questa costruzione non sia affatto legata al tè.

Palazzo Te si trova in viale Te non proprio nel centro abitato ma a circa una quindicina di minuti a piedi partendo dalla stazione ferroviaria. Anticamente era situato su un’isola del lago Paiolo ormai prosciugato. Palazzo Te fu realizzato da Giulio Romano concepito come luogo destinato al riposo e ai vizi del principe. Questo palazzo è uno splendido esempio di vita rinascimentale la costruzione e decorazione del complesso risale al periodo che va dal 1525 al 1535 molti ambienti interni sono finemente decorati come la sala dei Cavalli le camere di Amore e Psiche, degli Stucchi, dei Giganti e la loggia di Davide. Tra gli elementi particolarmente interessanti al suo interno c’è una testa maschile laureata che sporge in un angolo della vasca di una fontana, a seguito di precise analisi storiche è venuto che fosse la ispirata al volto di Virgilio da sempre considerato un genio creativo.

Il palazzo oggi è sede di un’importante esposizione di opere civiche d’arte e di archeologia sia la struttura che le esposizioni sono visitabili ogni giorno dal martedì alla domenica dalle 9 del mattino alle 18 mentre il lunedì solo dalle 13 alle 18, ogni sabato domenica e festivi(8 dicembre, 1 gennaio e 6 gennaio) è attivo un servizio di visite guidate al costo di 8 euro a persona. Una guida esperta conduce alla scoperta di Palazzo Te, Palazzo San Sebastiano e il Tempio, la prenotazione è fortemente consigliata perché per ogni visita è consentita a sole 12 persone per volta e la durata complessiva della visita si aggira sui 120 minuti.

Ma Palazzo Te non è solo molto interessante al suo interno ma anche esternamente, circondato da un ampio parco cittadino dove i mantovani passeggiano e fanno jogging. Non so bene perché, probabilmente proprio per il parco che lo circonda ma come spesso mi accade quando sono in un posto, mi capita di rivivere emozioni che ho vissuto in passato proprio come fosse una madeleine di Proust e in questo caso specifico ho ripensato a Parigi e più precisamente ai Giardini del Lussemburgo, eppure non c’era una grande fontana davanti come a Parigi ma seduta nei giardini all’ingresso del Palazzo del Te mi sono sentita come mi sentivo in uno dei miei pomeriggi a spasso per Parigi.

Porto Istana uno dei tanti paradisi a due passi da Olbia

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La compagnia è sempre ASPO ed è a bordo dei sui bus che si possono percorrere le vie di Olbia e zone limitrofe arrivando nelle spiagge più belle del nord della Sardegna, quelle a ridosso della super famosa Costa Smeralda.
Se la spiaggia di Pittulongu è un paradiso, Porto Istana è un super paradiso inserita all’interno del Parco Marino Isola di Tavolara. Il tragitto per raggiungere Porto Istana partendo dal centro di Olbia è un pò più lungo rispetto a quello per Pittulongu di circa una decina di minuti in più.Il numero di bus da prendere per arrivare a Porto Istana è il numero 5, i biglietti al costo sempre di un euro per una validità di 90 minuti e possono essere acquistati in qualsiasi tabaccheria o a bordo con un sovraprezzo di 50 centesimi. Gli orari delle corse fino alla fine di settembre inizi di ottobre sono abbastanza frequenti, dopo diminuiscono, meglio verificare sul sito della compagnia per organizzarsi al meglio. Frequentare questa spiaggia all’inizio o alla fine dell’estate è davvero una scelta azzeccata, la gente diminuisce e si può godere a pieno di questa meraviglia della natura. Porto Istana è la fermata finale della corsa del bus. Prima di arrivare al capolinea effettua una fermata alla spiaggia delle Saline, anche questa bellissima e come quella di Pittulongu è spesso ventosa e scelta da molti appassionati di kitesurf, una particolarità delle Saline è l’ambiente naturale intorno con piccole aree lagunari che ospitano fauna locale come i molti uccelli che stazionano da queste parti.


La spiaggia di Porto Istana è abbastanza riparata dai venti e la sua caratteristica principale sono le formazioni rocciosa che hanno una colorazione pazzesca che va dal marrone al rosa, uno spettacolo naturale che conferisce al posto una nota di esotico. Sia per le Saline che per Porto Istana hanno dei piccoli lidi dove è possibile affittare lettini e ombrelloni, ma per chi preferisce stendersi con il proprio telo, piantare il proprio ombrellone o ripararsi all’ombra della macchia sarda è possibile senza problemi, la domenica si può trovare molta confusione quindi è preferibile arrivare abbastanza presto. Il piccolo sentiero che separa la spiaggia dalla fermata del bus e dal parcheggio delle auto è occupato da qualche bancarella di fortuna che vende generalmente vestiti da spiaggia, gioielli e costumi da bagno e devo dire che in alcuni casi si possono compare cose anche molto carine e per nulla banali, quindi interessante è sempre darci un’occhiata.
La visione dell’isola di Tavolara in lontananza, la sabbia chiara ma soprattutto le mille sfumature di azzurro del mare non hanno bisogno di molte parole, Porto Istana fa parte di uno dei tanti miracoli della natura che la Sardegna ha la fortuna di avere e la cosa sorprendente è proprio quella di raggiungerla comodamente in bus partendo dalla bella città di Olbia.

Cosa fare a Castellammare del Golfo, uno dei borghi più belli della Sicilia

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Mi ci è voluta una sola occhiata a circa un chilometro dall’ingresso nel centro storico vero e proprio ed era già amore, Castellammare del Golfo mi ha conquistata subito. Raggiungibile da Trapani o Palermo o come nel mio caso da Mazara del Vallo in treno, il borgo di Castellammare del Golfo è perfetto per una vacanza in relax, tra mare bellissimo, storia antica e paesaggi da perdere il fiato.
Le cose da fare a Castellammare del Golfo sono diverse. Se si vogliono riempiere le giornate di tanto sole e mare senza spostarsi dal centro cittadino con la macchina o altri mezzi si può optare per la lunga e bellissima spiaggia la Playa, raggiungibile dal centro storico in una ventina di minuti, basta seguire il lungomare in direzione della stazione dei treni. Intorno a questa zona negli ultimi anni sono sorti diversi grandi hotel e qualche campeggio che rimangono generalmente in posizione sopraelevata rispetto all’arenile così da regalare ai villeggianti un panorama che spazia dalle dolci montagne del complesso montuoso Inici, ad un cielo azzurro che si confonde con i colori brillanti del mare, le cui acque sono chiare ed invitanti. Intorno alla spiaggia ci sono dei piccoli bar e ristoranti e la possibilità di noleggiare qualche ombrellone o sdraio. Agli inizi dell’autunno, periodo peraltro perfetto per visitare non solo Castellammare ma tutta la Sicilia, sono molti gli sportivi amanti della vela a popolare la spiaggia della Playa, in quelle giornate più ventose con ancora il sole caldo per buona parte del giorno è davvero gradevole fermarsi in qualche bar a guardare il mare mosso con le vele colorate a far da contorno.
Se al contrario non si ha la minima intenzione di fare strada a piedi allora la soluzione migliore è optare per la spiaggia cittadina di Cala Petròlo, un litorale dove si mischiano ciottoli e sabbia, una spiaggia storica che si raggiunge da una scalinata a ridosso del centro antico e dalla quale si rispira forte anche il profumo della storia visto che rimane a pochi passi anche dal bel Castello Normanno della cittadina. La spiaggia di Cala Petrolo è molto frequentata in estate vista la vicinanza al centro e non essendo molto estesa come la Playa si può correre il rischio di rimanere ammassati, cosa che invece non accade in autunno quando i principali frequentatori dell’arenile sono gli anziani pescatori del borgo che con canna ed amo aspettano i pesci che quasi sempre abboccano e garantiscono il pranzo giornaliero. Il fondale in questo tratto di mare è subito profondo quindi potrebbe non essere particolarmente adatto ai bambini. Una delle attività che si è sviluppata intorno a Cala Petròlo negli ultimi tempi è l’aperitivo al tramonto, sono non solo i bar a proporlo ma anche piccoli chioschi che preparano cocktail da sorseggiare davanti al sole che cala ogni giorno e che devo ammettere regala davvero emozioni. Anche nella zona della marina di Castellammare ci sono piccoli fazzoletti di spiaggia dove qualche turista decide di fermarsi per fare un bagno nonostante la zona non sia particolarmente invitante per il continuo movimento dei natanti che, in estate soprattutto, si spostano carichi di visitatori verso la Riserva naturale dello Zingaro, una delle attrazioni principali della zona, un’area marina protetta famosa non solo per le immersioni con bombola ma anche per lo snorkelling che con maschera e boccaglio permette di vedere pesci di mille forme e colori. Anche nella zona del porto non mancano i ristoranti, alcuni anche molto raffinati dove mangiare prevalentemente pesce, alcuni di essi sono quasi esclusivamente frequentati dai turisti e poco dai locali.
Il centro storico di Castellammare del Golfo è un susseguirsi di vicoli spesso con affaccio sul mare, meravigliose terrazze panoramiche dalle quali si gode di un panorama straordinario, non meno importante è la storia di Castellammare che può essere approfondita grazie ad una visita al polo museale della città allestito all’interno del castello Arabo Normanno il cui ingresso è gratuito. Non vi sono molti reperti da osservare ma le sale all’interno sono state restaurate ed è molto interessante guardare questo maniero al suo interno e capirne il ruolo che ha avuto nel corso della storia.
Uno forse degli angoli cittadini più distensivi ed anche scenografici di tutta Castellammare è la villa comunale Regina Margherita, qui oltre a sedersi su qualche panchina per riposarsi si potrà fare l’incontro con qualche anziano del paese che soprattutto dopo pranzo si appisola sotto qualche albero o fare amicizia con qualche gatto della zona che pascola in tutta tranquillità tra le aiole del giardino e che non disdegna qualche croccantino, da portare sempre dietro come buona norma per tutti gli irriducibili amanti degli animaletti.
Chiaramente siamo in Sicilia e il buon cibo è alla base di qualsiasi itinerario e devo dire che Castellammare non delude e se si lasciano i posti super coreografici e si gira tra le vie appena fuori dal centro storico si trovano delle chicche gastronomiche formidabili, come il ristorante la Buona Forchetta in via Guglielmo Marconi 121, una trattoria molto spartana trovata praticamente per caso, un locale molto piccolo e frequentato dai locali dove se non si ha una prenotazione non vi è possibilità di trovare posto neppure in settimana, il piatto forte del locale sono i secondi di carne anche se per mia fortuna non manca una scelta di pietanza vegetariane a base di melanzane, olive ed altri prodotti rigorosamente locali e cucinati in maniera casereccia e molto gustosa, i prezzi poi sono assolutamente irrisori e ci si alza da tavola davvero soddisfatti, unico consiglio è quello di non esagerare con il vino, anch’esso casereccio e che necessita a seguire di una bella dormita.
Una delle pizze migliori mangiate in Sicilia è quella consumata prezzo la Pizzeria Gusto situata nella bella piazza Europa in pieno centro, qui la tradizione napoletana si è fusa con quella siciliana facendone davvero scaturire una sinfonia perfetta, da provare assolutamente la pizza con melanzane e mozzarella di bufala un connubio perfetto. Ultimo suggerimento gastronomico è quello di fermarsi a mangiare alla gastronomia Sacraglino in via Segesta 177, un locale informale dove è possibile anche sedersi a consumare alcuni dei tanti piatti che vengono realizzati con sapienza ogni giorno, anche qui gusto e prezzo super convenienza camminano insieme, inoltre la gastronomia si trova in direzione della spiaggia la Playa e potrebbe rappresentare la fine perfetta di una mattinata sotto il bel sole siciliano, al cospetto di una città unica come Castellammare del Golfo.

SELINUNTE: il parco archeologico più grande d’Europa

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Soggiornando a Mazara del Vallo, durante il mio on the road siciliano dello scorso autunno, ho visto città meravigliose spiagge da sogno e siti di richiamo turistico internazionale a dir poco da togliere il fiato, come il Parco Archeologico di Selinunte.
Jean Paul Sartre recitò così: <interrogammo i templi di Selinunte, il loro silenzio aveva più peso di tante parole>. In effetti davanti alla bellezza di questo sito archeologico si rimane senza parola alcuna.
Da sempre pensavo che prima o poi visitando la bella Sicilia avrei fatto tappa ad Agrigento per vedere la famosa Valle dei Templi e devo ammettere che la scoperta di Selinunte è stata abbastanza recente quando appunto strutturavo un possibile itinerario nei pressi di Trapani e Mazara del Vallo(entrambe bellissime).
Il Parco Archeologico di Selinunte si estende su 270 ettari di terreno ed è in assoluto il più grande d’Europa del Sud ed appartiene al comune siciliano di Castelvetrano.
La mia paura prima di visitare Selinunte era quella di non riuscire ad arrivarci con i mezzi pubblici visto che i miei viaggi cercano sempre di svilupparsi intorno a località da raggiungere in treno o bus, salvo qualche eccezione. Dopo qualche studio e ricerca sono riuscita a trovare la quadra giusta non solo per visitare in tranquillità Selinunte ma anche per arrivarci con i mezzi.
La scelta di alloggiare a Mazara del Vallo è sicuramente ideale per assicurarsi non solo la permanenza in un posto fantastico ma anche perché di qui ci si può spostare in treno o anche bus. Con un biglietto di Trenitalia al 2.40 in circa 30 minuti si arriva alla stazione dei treni di Castelvetrano, le corse giornaliere che coprono questa tratta sono abbastanza da garantire un’escursione giornaliera senza fretta, partendo al mattino e ritornando per ora di cena carichi di emozioni.
Appena arrivati alla stazione di Castelvetrano e usciti fuori sul piazzale guardando a sinistra si trova la fermata del bus della compagnia Salemi che effettua i collegamenti sia con il Parco Archeologico di Selinunte che con Trascina di Selinunte, quest’ultima una località balneare che sta diventando molto frequentata negli ultimi periodi grazie alla bellezza delle spiagge attorno alle quali si sviluppa. Durante la stagione invernale i collegamenti sono garantiti solo durante i giorni feriali informazione non di poco conto soprattutto se si decide di visitare Selinunte in Ottobre, periodo peraltro pazzesco per un viaggio in Sicilia.


CASTELVETRANO ORARIO FERIALE PER SELINUNTE
06:55,07:55,13:20,14:35,16:15(andata dalla stazione dei treni di Castelvetrano)
07:20,08:30,14:00,15:30,16:50(ritorno da Selinunte)
Se invece si sceglie di arrivare a Trascina di Selinunte fermandosi per qualche giorno lì gli orari dei bus sono decisamente più limitati con solo due corse giornaliere per andare e tronare, una alle 06:50 e l’altra alle 14:20 per l’andata mentre alle 07:20 e 14.50 per ritornare a Castelvetrano.
Se si arriva a Castelvetrano in tarda mattinata si può decidere di fare un giro in centro che dista una una decina di minuti a piedi dalla stazione dei treni e magari fermarsi in qualche panificio per prendere qualche specialità locale sempre molto appetitosa in Sicilia. Devo ammettere che Castelvetrano è stata l’unica città visitata fin ora in Sicilia che non mi è piaciuta particolarmente, forse perché arrivando dalle meravigliose Mazara del Vallo e Marsala il centro di Castelvetrano ci è apparso un pochino trasandato, quindi dopo un giretto e un pit stop ristoratore abbiamo aspettato il bus nei pressi di un piccolo parchetto cittadino dove ogni tanto compariva qualche timido pensionato.


Il bus per Selinunte parte puntuale e dopo una ventina di minuti si ferma praticamente difronte all’ingresso del Parco Archeologico dove si trova un ristorante molto frequentato dai visitatori. Essendo bassa stagione non troviamo fila alle casse a parte un gruppetto di stranieri e questo è un bene perché in altre giornate la prenotazione é assolutamente consigliata, noi la facciamo lì sul posto con il telefonino come ci dice la ragazza alle casse, non ne capiamo bene il motivo visto il basso afflusso ma non ci tiriamo indietro. Il biglietto d’ingresso ha un costo di 6 euro con inclusa la visita al Museo Baglio Florio, davvero interessante. Purtroppo per noi scopriamo con rammarico che non è possibile visitare l’intera area archeologica a causa di un tremendo incendio che si è abbattuto in zona pochi giorni prima del nostro arrivo.
Il percorso per iniziare la visita di Selinunte è segnato ed anche molto intuitivo ci sono ancora scavi aperti a dimostrazione del fatto che ancora emergono reperti del passato e molti archeologi ci lavorano ancora oggi. La visita al museo è particolarmente esplicativa grazie anche ad un serie di filmati, che mi accorgo con rammarico disponibili solo in lingua italiana e non inglese per aiutare nella comprensione gli stranieri assidui visitatori del sito, i reperti ed il materiale video permettono d’ immaginarsi come dove essere e quante cerimonie si svolgevano in questa zona molte legate al sacrificio di numerosi animali per le divinità, di cui sono stati recuperati molti resti. Una delle cose che maggiormente colpisce di questa grande area archeologi è anche la vista intono che arriva fino al mare in un abbraccio d’infinito amore, uno spettacolo al quale di certo non si rimane indifferenti.
Per la visita completa museo incluso un paio d’ore sono sufficienti almeno quando è tutto fruibile, rientrati a Castelvetrano non ci resta altro che rifare un giretto nel centro storico e precisamente in piazza Cavour dove sorge la chiesa madre, aspettando il treno per rientrare a Mazara del Vallo con gli occhi pieni di bellezza per la fortuna immensa di aver visto una delle meraviglie tante meraviglie antiche che la Sicilia custodisce.

SICILIA ON THE ROAD: in treno da Mazara del Vallo a Castellammare del Golfo

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Castellammare del Golfo è uno di quei piccoli borghi con i quali l’amore è arrivato come un colpo di fulmine, si trova in provincia di Trapani e sorge alle pendici del complesso montuoso del Monte Inici.
Lasciata Mazara del Vallo, dopo un’abbondante colazione presso l’hotel Hoops sull’omonimo lungomare, prendiamo il treno per Castellammare del Golfo che in un’ora e 15 minuti ci conduce a Castellammare del Golfo al costo di 4.80 euro. L’idea di associare Mazara del Vallo a Castellammare del Golfo mi è venuta praticamente per caso, guardando attentamente la mappa della Sicilia e studiando eventuali collegamenti da fare in treno o bus che piano piano mi avvicinassero alla città di Palermo dove avrei concluso il mio on the road siciliano. Successivamente ho poi scoperto che Castellammare del Golfo è uno dei paesi più scenografici della costa ovest della Sicilia a due passi dalla famosa Riserva Naturale dello Zingaro. La stazione dei treni di Castellammare del Golfo dista a piedi dal centro circa una quarantina di minuti, ci sono anche dei bus locali della compagnia Salemi che effettuano la corsa tra la stazione ed il centro ma non sono molto frequenti e la voglia di arrivare in paese e sistemarci nel nostro piccolo bed and breakfast è tanta, così zaini in spalla e si cammina. La strada è leggermente in salita e non ci sono marciapiedi, almeno nel primo pezzo, quindi camminiamo sul ciglio della strada a ridosso con la sterpaglia tra la quale il mio compagno di viaggio scorge visibilmente una grossa biscia. Per fortuna la strada non è molto trafficata e finalmente arriviamo a mettere piede sul marciapiede dopo possiamo rilassare l’attenzione dalle macchine ed iniziare a goderci quello che ormai ci sembra evidente: stiamo arrivando in un piccolo paradiso, immerso tra montagna e scogliere a strapiombo sul mare.
I grandi hotel di Castellammare più vicini alla Playa, la bellissima spiaggia cittadina, si trovano fuori dal centro storico e a metà ottobre molti di loro sono giù chiusi, un vero peccato perché considerate le temperature gradevolissime di questo periodo potrebbero essere frequentati, come accade per i centri turistici più famosi della Sicilia. Decidiamo di fermarci a Castellammare per 3 giorni prendendo in affitto una camera molto graziosa presso il bed and breakfast Verdirooms 158, situato in via Giuseppe Verdi nel cuore della cittadina, una camera pulitissima e nuova all’interno di un palazzo storico ristrutturato che vede al piano terra lo studio di un avvocato e le camere sistemate tra il primo ed il secondo piano tutte provviste di balcone con affaccio sulla strada non molto trafficata,per fortuna. Il costo al giorno per questa camera è davvero irrisorio, circa 25 euro a notte per una doppia con bagno ed una colazione che viene recapitata ogni mattina. Unica accortezza prima di arrivare presso il bed abd breakfast è quella di contattare il gestore in anticipo così da ricevere il messaggio d’istruzioni per effettuare il check in, poiché non dispone di reception.
La scelta di alloggiare nel centro storico di Castellammare del Golfo è perfetta soprattutto se la priorità del viaggio non è principalmente la vita balneare. Il paese ha tutto il necessario per rendere una vacanza perfetta, supermercati, ristoranti, bar e negozi di ogni genere inoltre da Piazza della Repubblica partono i bus per diverse località inclusa Palermo, gestite dalla compagnia Russo, collegamenti che si ripetono più volte in una giornata e che in bassa stagione non richiedono l’acquisto anticipato del biglietto del bus come invece accade ad agosto, quando il flusso dei turisti si aggiunge a quello dei locali che ogni giorno si muovono verso la città per svariate ragioni.
Castellammare del Golfo è quindi una di quelle località imperdibili da inserire in un’ itinerario alla scoperta di questo angolo di Sicilia, un luogo che può essere perfetto come base per concedersi una bella vacanza balneare o come escursione da Palermo o Trapani, sicuramente consigliato è rimanere nel paese almeno qualche giorno per godere al meglio delle tante bellezze che può offrire. To be continued….

Visitare Marsala la città del vino più famoso di Sicilia

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Il nome Marsala riporta ad uno dei vini più famosi dell’Italia, il suo gusto liquoroso è forse distinguibile anche dai non esperti come me soprattutto all’interno di qualche dolce. Però Marsala non è solo un vino ed anzi questo nome è senza dubbio da associare alla bella città sicula nella provincia di Trapani che deve assolutamente essere inserita in un itinerario alla scoperta delle bellezze siciliane.
Marsala è una città affascinante che può essere raggiunta anche in treno partendo da Trapani oppure da Mazara del Vallo altra meraviglia siciliana. Il turismo in questa città è ormai arrivato con impeto e tra le strade del centro s’incontrano numerosi gruppi guidati con lo sguardo rivolto al cielo a contemplare i bellissimi edifici barocchi che popolano i vicoli del centro storico.
Arrivando in treno in città ci vorranno circa una quindicina di minuti per giungere in Piazza del Popolo, la porta d’ingresso per la zona più antica della città, dove si trova anche la stazione dei bus dalla quale partono i mezzi per raggiungere l’imperdibile Laguna dello Stagnone.
Piazza della Repubblica rappresenta il cuore della città di Marsala su di essa si affacciano il bellissimo Duomo e la chiesa parrocchiale di San Tommaso di Canterbury. Il Duomo è stato ristrutturato nel 1956 grazie alla donazione di un cittadino di Marsala rientrato in città dopo anni di esilio. Spostandosi di poco da Piazza della Repubblica è assolutamente da visitare la chiesa di San Pietro Rosone in via XI Maggio numero 80 dove è possibile anche usufruire di una guida per una visita all’interno che illustra alcuni elementi interessanti dell’edificio in cambio(qualora lo si voglia) di un’offerta libera da destinare alla chiesa. Questo edificio al suo interno custodisce molte chicche, fa parte di un complesso monumentale dedicato alla nobildonna Adeodata che nel 595 convertì la sua abitazione in monastero. La facciata esterna è sormontata da un rosone a raggiera molto ampio mentre il portale ha un frontone di chiaro gusto rinascimentale. Sempre all’esterno è ancora visibile sul lato sinistro della chiesa ciò che resta di una porta che sicuramente era il collegamento con il convento del Carmine. Internamente la navata è unica sull’altare centrale si trova un bellissimo dipinto del XVII secolo raffigurante i santi Pietro e Paolo.
Molti visitatori giungono a Marsala per visitare il Museo Archeologico Baglio Anselmi allestito all’interno di uno stabilimento utilizzato per la preparazione del vino, il costo del biglietto è di 4 euro e si trova sul lungomare Boeo al numero 30 raggiungibile con una gradevole passeggiata lungo la costa meravigliosa di Marsala. Il pezzo forte del Museo Anselmi è sicuramente la nave punica affondata nelle acque dell’arcipelago delle Egadi più di 3000 anni fa, inoltre ci sono anche altri antichi reperti archeologici che testimoniano come in passato questa zona fosse crocevia per arabi e fenici.
Chiaramente essendo il vino il simbolo della città non possono mancare le visite guidate all’interno di qualche cantina come le Florio una vera istituzione per la città attive nella produzione dal 1833, entrare in questo stabilimento è come fare un tuffo nel passato e rivivere la visita di personaggi storici del passato come Mussolini e Vittorio Emanuele. Le cantine si trovano sul Lungomare Florio e distano circa 2 chilometri dalla centrale Piazza della Repubblica, passando per Lungomare Mediterraneo. La visita guidata alla cantine Florio è un viaggio all’interno dell’800, i tini che si possono osservare sono proprio risalenti a quel periodo e vengono utilizzati ancora oggi. Il tour alle cantine dura 30 minuti ed al termine è possibile degustare qualche vino, la prenotazione per la visita è sempre obbligatoria è può essere effettuata anche tramite mail contattando la struttura al seguente indirizzo: villa florio@duca.it. Il costo è di 20 euro a persona e la degustazione prevede l’abbinamento con piccoli assaggi di cucina locale, inoltre sono disponibili anche tour più complessi di 2 ore al massimo da associare eventualmente anche alla spillatura di un marsala riserva, in questo caso il costo sale ai 50 euro a persona.
Marsala è una cittadina molto estesa e per visitarla al meglio è bene soggiornare almeno una notte alloggiando in qualche bed and breakfast all’interno del centro storico, strutture ricettive talvolta anche molto raffinate e attente al particolare, assolutamente in linea con l’eleganza di questo centro a sud della Sicilia.