Spoleto città d’arte umbra: dal Duomo al Giro della Rocca

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Sarà perché uno dei primi viaggi on the road con micetta pelosina al seguito è stato proprio in Umbria ma sono particolarmente legata a questa terra che sa stupire in ogni suo angolo .
Dopo una breve coincidenza a Falconara Marittima il treno regionale per la città di Spoleto impiega due ore per arrivare alla stazione ferroviaria situata nella parte bassa della città. Il treno ti permette di godere di tutte le bellezze che il paesaggio, montagne verdi,piccole chiese praticamente incastrate tra gli alberi possenti e borghi antichi che sembrano essere venuti fuori da un quadro.
Spoleto si divide idealmente in una zona bassa,dove sorge anche la stazione dei treni ed una parte alta che detiene il numero maggiore di tesori artistici d’inestimabile bellezza. Con una passeggiata di circa dieci minuti s’intraprende il percorso in salita della città, il dislivello cittadino è però coperto da un percorso sotterraneo meccanizzato disponibile dalle 07 del mattino alle 21 durante la settimana,mentre nel fine settimana,il sistema è attivo fino alle 23.
Il centro di Spoleto è Patrimonio Unesco e la sua bellezza sta anche nel suo sviluppo in altezza e seppur in piena estate può risultare un tantino faticoso vale la pena far la conoscenza con quel sali e scendi che rende unica la cittadina.I monumenti storici però non sono le uniche cose ad aver reso famosa la città di Spoleto, qui sono state girate le ultime serie della popolare serie televisiva Don Matteo e non è raro sentir parlare degli attori dagli spoletini e dai ristoratori che spesso espongono nei loro locali le foto insieme agli attori.
La piazza più frequentata durante il giorno e sopratutto durante il fine settimana,è senza dubbio Piazza del Mercato qui si concentrano diversi locali e anche qualche negozio dove acquistare i classici prodotti tipici, come i legumi di cui l’Umbria è uno dei maggiori produttori italiani, olio e gli strangozzi, una pasta lunga simile ad uno spaghetto che viene in alcuni posti preparata a mano e condita con pomodoro e altri aromi,dando vita ad uno dei piatti locali più celebri ovvero:gli Strangozzi alla spoletina.Infine non dimentichiamoci del tartufo un alimento prezioso che viene largamente utilizzato in cucina  per la preparazione di salse o oli aromatizzati e che spesso diventano il souvenir ideale da portare a casa come ricordo.
Il monumento sicuramente più fotografato ed ammirato dai turisti che arrivano numerosi a Spoleto,è il Duomo noto anche come la cattedrale storta per via della sua ubicazione sopra il rosone Norcia.La bellezza architettonica di questo luogo di culto lascia senza parole,rinascimentale, romanico e gotico si fondono come in una melodia e se esternamente la costruzione si mostra nella sua imponente figura,il suo interno non è senza dubbio da meno, gli affreschi  sui muri sono da libro di storia dell’arte e si impiega un pò di tempo per ammirarli tutti,tra tutti quello che senza dubbio lascia senza fiato è il ciclo di Storie della Vergine di Filippo Lippi, situato nell’abside, dipinto da quest’artista tra il 1467 al 1469 gli ultimi suoi anni di vita,incredibile il gioco di luce e l’attenzione di ogni particolare fanno in modo che l’occhio ruoti in tutte le direzioni.
Ma se il Duomo di Spoleto lascia sbigottiti per la imponenza è di lì a poco,salendo ancora di altezza,che si comprende un altra fondamentale caratteristica di Spoleto, la fusione della città con la natura circostante fatta di montagne verdi e antichi edifici immersi in essa. Il Ponte delle due Torri  è un ponte ad arco frutto di un acquedotto romano situato proprio a Spoleto, purtroppo attualmente non è percorribile come lo era un tempo per via di alcuni lavori di restauro che lo stanno interessando ma per avere la visione generale di tutta la struttura e dello scenario che circonda la città è necessario intraprendere il Giro della Rocca che parte a destra dell’ingresso alla Rocca Albornoziana, altro simbolo imponente di Spoleto. Questa passeggiata panoramica di 3 chilometri consente la vista del Ponte fino a terminare in Piazza Bernardino Campello da dove si può ammirare il Duomo e la Torre Campanaria del Municipio. Il percorso oltre ad essere ideale per ammirare le belle cittadine da una prospettiva privilegiata è anche la maniera migliore per immergersi nei suoni della natura che in estate sono enfatizzati dalle cicali che cantano gioiose, incuranti delle numerose persone che percorrono questo percorso.
La Rocca Albornoziana si trova all’apice del colle Elia e domina la città di Spoleto, questa fortificazione fu fatta edificare da Papa Innocenzo VI per sottolineare la potenza anche militare della Chiesa. Si può accedere al suo interno a fronte di un biglietto di 7,50 euro che consente anche l’ingresso al Museo Ducale mentre se si acquista la Spoleto Card al costo di 9,50 euro per adulti 8 per il ridotto si ha la possibilità di accedere ad altri 5 musei e partecipare a visite guidate gratuite.
Spoleto necessita di almeno un paio di giorni se si desidera vedere la città con calma e immergersi nei suoi ritmi lenti una meta ideale per un fine settimana in tutte le stagioni, e magari fermarsi anche nella vicina Trevi un piccolo borgo che visto dal treno fa venir voglia di riprogrammare un nuovo giretto in terra umbra che come sempre non delude mai.

A spasso per la regione Marche:da Sassocorvaro al Lago di Mercatale per scoprire angoli di deliziosa bellezza

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Le Marche sono una delle regioni d’Italia più complete di paesaggi di ogni genere,si passa dalla scogliere al picco sul mare del Monte Conero, alle grotte segrete di Genga fino ai borghi nascosti tra pianura e collina sparsi su tutto il territorio marchigiano, senza poi dimenticare l’arte delle città storiche,tra cui la più famosa è Urbino, che ospita anche un’università molto frequentata da giovani provenienti da ogni parte d’Italia.

La città di Urbino insieme a Pesaro formano un’unica provincia,partendo dalle coste sull’Adriatico del pesarese e salendo su verso l’urbinate si possono scovare antichi borghi che sembrano proprio essere usciti fuori da una fiaba,così come succede a Sassocorvaro.

Sassocorvaro è un piccolo borgo di 3500 anime che si trova a circa 320 metri sul livello del mare e la bellezza di questo meraviglioso paesino non è solo nei suoi vicoli ricchi di storia e cura ma anche dai suggestivi panorami che offre.

La Rocca Ubaldinesca è senza dubbio il simbolo della cittadina,un capolavoro d’architettura che si intravede appena ci si inerpica per la tortuosa strada che conduce all’ingresso del centro storico, dove si trova un piccolo piazzale adibito in parte a parcheggio. Proprio su questa piccola piazzetta il sabato mattina viene allestito il mercato settimanale con qualche esigua baracca che vende frutta e verdura del territorio ed altri oggetti d’utilità, poco,ma abbastanza per la gente del posto che infondo non ha bisogno di molto altro. Gli abitanti di Sassocorvaro sono molto ospitali, tutti si conoscono tra loro e gli anziani sono ben orgogliosi di mostrare la loro Sassocorvaro ai viandanti che arrivano sopratutto con l’inizio della primavera.

La Rocca Ubaldinense è un vero e proprio tesoro sia esternamente ma sopratutto internamente, la visita può essere effettuata sempre ad un costo di soli 5 euro e dura meno di un’oretta.Se si conosce il giorno  in cui si arriva a Sassocorvaro è meglio telefonare al numero 3755569162 per prenotare la visita, al mattino il sito chiude alle 12.30 e riapre al pomeriggio alle 14:30.Questa fortificazione è in stile rinascimentale e domina la vallata solcata dal fiume Foglia, l’anno di costruzione risale intorno al 1475 ed è perfettamente conservata, inoltre le guide che conducono alla scoperta di questa costruzione sono molto preparate ed in grado di raccontare aneddoti storici molto interessanti.

Camminando tra le viuzze pedonali di Sassocorvaro si rimane molto colpiti dalla cura di ogni singola casetta prevalentemente con mattoni a vista e adornata di fiori colorati che completano la cornice.Ma è affacciandosi sui balconi della città che si scopre un’altra bellissima faccia di questo borgo medievale,la vista sul lago artificiale di Mercatale, un altro piccolo paesino del marchigiano che si affaccia proprio sulle acque di questo specchio d’acqua. La diga di Mercatale si raggiunge scendendo da Sassocorvaro in meno di 5 minuti di moto o auto qui si può parcheggiare in uno spiazzo antistante al parco di questo lago.Questo spazio verde antistante la diga non è molto grande ma regna una pace assoluta, la canoa è lo sport più praticato su questo lago ed è possibile noleggiare la canoa per qualche ora per fare un giro, oppure ci si può stendere sotto un grande albero per fare un picnic. Al centro del parco si trova un piccolo bar provvisto di tavolini esterni che oltre a fare servizio di caffetteria vende gelati confezionati e poco altro, se si cerca un ristorante convenzionale è necessario spostarsi nei dintorni dove non mancano agriturismi e locande che propongono cucina regionale.

Se si giunge fino a Sassocorvaro con annessa visita alla diga di Mercatale lo si fa per trascorrere una giornata tra storia e natura, con gli occhi verso la rocca e con il profumo dell’erba che viene dalla terra e chissà che tra gli uccelli che volano liberi nel cielo non ci siano anche dei corvi dai quali Sassocorvaro ha preso il nome.

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Da Monte Cerignone a Monte Grimano Terme per scoprire due borghi immersi nella natura marchigiana

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Lungo il confine tra Emilia Romagna e Marche esiste un territorio fatto di vallate fiorite e dolci colline con dei borghi antichi che spuntano fuori proprio come fiori,uno più bello dell’altro,facilmente raggiungibili da quel tratto di costa che va da Pesaro, città marchigiana,a Rimini capitale del turismo di massa italiano.
Questo fazzoletto di terra è particolarmente frequentato dagli appassionati di motocicletta e bicicletta da corsa,a volte gli unici frequentatori di queste strade che partendo dalla pianura a ridosso della costa,diventano via via più tortuose ed immerse nel verde.
Il piccolo borgo di Monte Grimano Terme è un comune di poco più di 1100 nella provincia di Pesaro Urbino nelle Marche. Nel 2002 il comune si chiamava solo Montegrimano a seguito di un referendum cambia nome in Monte Grimano Terme grazie al suo stabilimento termale frequentato sopratutto per via delle cure idropiniche molto potenti le cui acque arrivano dal vicino monte S. Paolo. Attualmente lo stabilimento termale è chiuso per cambio gestione e di conseguenza il turismo che è da sempre stato il motore propulsore del paese è calato,nonostante ciò molta gente continua a scegliere di soggiornare qui per godere dell’aria buona e delle passeggiate nella natura. L’Hotel della salute situato in via Dante Alighieri 20, in posizione centrale è molto frequentato da chi sceglie di vivere qualche giorno in pieno relax.

Monte Grimano Terme è anche il paese del book crossing, ovvero lo scambio gratuito di libri, sparsi tra le vie del paesino piccole casette colorate di rosa con annessa sedia in tinta ubicate prevalentemente all’ombra di grandi alberi dove ci si può sedere, prendere un libro e mettersi comodamente a leggere.
Poco distante dal centro parte il sentiero delle sorprese un piccolo camminamento che porta al campo sportivo ideale per fare una camminata non troppo impegnativa.Anche il parco comunale Luigi Ciacci è un luogo ideale anche per le famiglie con bimbi che qui possono trovare un’area giochi e tavoli attrezzati per fare un pic nic.
Prima di lasciare Monte Grimano Terme è d’obbligo una sosta al bar pasticceria di Giusy e Franco in via Battelli 5,proprio all’ingresso del borgo,dove parcheggiare l’auto o la moto per iniziare la visita del paese, questo locale è molto piccolo con pochi tavolini, frequentato da ciclisti che si fermano per uno spuntino super energizzante, dai dolci alla pizza tutto è preparato dai gestori con cura, consigliati assolutamente i siciliani, come li chiamano loro,cannoli ripieni di ricotta e gocce di cioccolato, una vera bontà.


Proseguendo il viaggio in direzione Carpegna si trova un altro borgo incantevole dove fermarsi,il comune di Monte Cerignone, una vera chicca,sempre della provincia di Pesaro e Urbino.
Solo 660 anime che si incontrano tutti la domenica mattina per la messa presso la chiesa di Santa Caterina, edificata dall’ordine dei cavalieri di Malta.

Monte Cerignone si trova nell’alta Val Conca su di uno sperone di roccia a 818 metri sul livello del mare,l’ aria più fresca qui si sente anche in piena estate tanto da renderlo un luogo perfetto dove prender refrigerio dal caldo estivo. Il borgo è davvero un incanto la passeggiata si fa in brevissimo tempo è la Rocca domina la scena, ad oggi al suo interno è ospitata la residenza comunale ed intorno si apre un ampio balcone con annesse aiole di fiori dal quale si può godere di una vista bellissima sulla vallata. Monte Cerignone è anche il posto perfetto per fermarsi con il camper visto che appena fuori dall’ingresso del centro storico c’è una piazzola attrezzata.Una cosa molto interessante che si può notare passeggiando tra i pochi vicoli di Monte Cerignone sono i dipinti su muro raffiguranti scene di epoca medioevale alcuni di essi dedicati proprio ai cavalieri di Malta.Inoltre la popolazione,costituita prevalentemente da anziani,è molto felice di vedere turisti a spasso nel loro piccolo paese e non vi negherà mai un saluto ed un sorriso,abitudine ormai persa tra gli abitanti dei centri urbani più grandi che invece spero si conservi ancora per lungo tempo in questi ameni luoghi senza tempo.

A spasso per le Romagna :da Verucchio al fiume Marecchia per vivere l’emozione di ritrovarsi immersi tra storia e natura

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Romagna uguale piadina,  spiagge con gli ombrelloni colorati e divertimento sfrenato! Peccato però che forse questo è il solo slogan pubblicitario che rimane impresso ai turisti e che troppo spesso sono proprio le istituzioni locali a utilizzare per promuovere una terra che al contrario mostra il suo aspetto più bello spostandosi dal fragore della folla e andando a visitare l’entroterra.

Verucchio è un comune della provincia di Rimini con poco più di 10000 persone che vivono in questo piccolo borgo distante una ventina di minuti dalla vivace Rimini. Verucchio si raggiunge in auto da Rimini attraverso la strada statale 238 o comodamente in bus con il numero 160 che parte direttamente dalla stazione dei treni di Rimini e che arriva in Piazza Malatesta dopo circa 35 minuti, le corse sono abbastanza frequenti sia in settimana che nel fine settimana, quindi è possibile visitare Verucchio in qualsiasi giorno senza particolari restrizioni anche se si sceglie di arrivarci con i mezzi, unica raccomandazione è quella di scegliere una giornata limpida con poca foschia per godere al massimo della vista sulla valle sottostante visto che la piccola cittadina di Verucchio sorge su di uno sperone di roccia.

Verucchio è definita la culla dei Malatesti perché qui ebbe inizio la potenza della celebre famiglia dei Malatesta nella veste di Giovanni della Penna dei Billi , appunto il Malatesta. L’impianto urbanistico della città è di tipo medioevale con poderose mura a far da corolla al piccolo e raccolto centro storico. Fiore all’occhiello della città è senza dubbio la Rocca,visitabile però solo nei fine settimana, imponente e che durante la bella stagione diviene il palcoscenico di diverse manifestazioni.Partendo proprio da Piazza Malatesta non si corre il rischio di perdere qualcosa durante la visita di Verucchio, fatta di piccole viuzze che si intersecano intorno alla chiesa della Collegiata, un bell’esempio di arte barocca rinascimentale. La visita al borgo di Verucchio è abbastanza rapida e se si vogliono scoprire a fondo le radici di questa cittadina d’obbligo è un salto al Museo Archeologico dove si possono osservare diversi oggetti ritrovati in zona ed un corredo funerario appartenuto a circa 500 tombe tutte rinvenute nella valle del Marecchia, intorno alla città.

Ma se l’aspetto storico e la cura con cui Verucchio si conserva nel tempo colpisce il visitatore, è la zona attorno che incanta, un territorio ancora intatto ideale per gli appassionati di vita nella natura. Partendo proprio da Verucchio si possono trovare splendidi sentieri immersi nella natura da fare in bicicletta o a piedi. Scendendo a piedi dal paese di Verucchio si arriva verso la vallata dove partono diversi camminamenti che costeggiano il fiume Marecchia, quello più interessante va da Ponte Verucchio fino ad arrivare a Rimini, il percorso è interamente ciclo pedonale e ricopre una distanza di 20 chilometri attraverso il quale si possono osservare moltissime  piante e uccelli che qui hanno trovato l’habitat ideale.

Chiaramente la Romagna è sinonimo di buona tavola e non si può lasciare Verucchio senza andare a mangiare in uno dei suoi ristoranti, super consigliato è Al  Mastin Vecchio, in via dei Martiri 4, in pieno centro cittadino,dove gustare piatti della tradizione spendendo una cifra ragionevole e mangiando in un ambiente tipico,con muri in pietra e arredamento rustico, la fine perfetta per un’escursione tra storia e natura.

 

In Calabria per assaggiare il calzone con la cipolla rossa di Tropea IGP

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Il “CIBO” uno degli aspetti più importanti di un viaggio al quale per molto tempo forse non ho dato la giusta importanza ma che oggi,dopo anni ed anni di girovagare, in Italia e nel mondo mi appare un aspetto da non trascurare anzi al quale dedicare molta attenzione come alla visita del posto spesso. Si dice che la cucina italiana sia la più buona del mondo ed io forse in questo faccio poco testo perché non solo non amo particolarmente la pasta, perlomeno quella confezionata ma sono vegetariana da diversi anni ed anche con qualche intolleranza che a volte complica la scelta del cosa mangiare e sopratutto dove trovare il cibo adatto a me. In Asia non ho grossi problemi o perlomeno in diversi paesi dell’Asia, dove trovo sempre il mio amato riso e tanta buona frutta e verdura ma in altre parti del mondo a volte può diventare complicato. Qualcuno si chiederà se non mi senta penalizzata e la mia risposta è no assolutamente no, la scelta di essere vegetariana mi fa andare alla ricerca di sapori che a volte in una cucina si ignorano, le intolleranze sono un altra storia ma per fortuna non così insopportabili da non consentirmi qualche scorro alle regole.
Per fortuna però,proprio l’Italia mi ha permesso di capire che nella nostra cucina c’è spazio per ogni palato e ogni specifica richiesta e quindi non è difficile passare dai tortelloni di ricotta burro e oro della Emilia Romagna, mia terra d’adozione, alla ‘Ncrapiata di fave e foglie, una purea di fave secche mescolate a erbe di campagna cotte, ricetta originaria della Puglia, mia terra di nascita.
La cucina italiana si può dire composta da 20 gruppi rappresentati da tutte le regioni che compongono lo stato da suddividere ulteriormente in un numero imprecisato di sottogruppi formati da provincie e in alcuni casi paesi che a volte hanno piatti e specialità differenti nel giro di pochi chilometri.
Durante un viaggio in Calabria di diversi anni fa,precisamente nella cittadina costiera di Scalea,ho provato un calzone di cipolla e fin qua sembrerebbe non essere una grande novità culinaria visto che la Puglia tra i suoi tanti piatti annovera anche il famoso calzone di cipolla sponsale, un tipo di bulbo lungo tipico di questa terra. La particolarità del calzone di cipolla assaggiato in Calabria e poi successivamente rimangiato per mano calabrese, è il calzone ripieno di cipolla rossa Igp di Tropea, una delizia da leccarsi i baffi, preparata in estate durante il periodo compreso da maggio a settembre quando si producono questi straordinari ortaggi caratterizzati da una grande dolcezza e digeribilità.Così desiderosa di rivivere al palato lo sprigionarsi di tutte quelle sensazioni dal sapore calabrese ho provato a rifare questa ricetta suggeritami da un calabrese Doc ed il risultato non è stato affatto male.
RICETTA CALZONE DI CIPOLLE ROSSE IGP DI TROPEA
INGREDIENTI
600 grammi farina 0
2 kg e 500 grammi di cipolla rossa di Tropea IGP
10 gr di lievito di birra fresco
50 gr olio extravergine di oliva
25 gr sale fino
acqua per impastare
PROCEDIMENTO
Affettare la cipolla dopo averla lavata farla saltare in padella con olio a fiamma bassa coprendo con un coperchio, aggiustare di sale fino a lasciar stufare fino al punto in cui si sarà creata una bella purea.
Nel frattempo impastare farina  e acqua tiepida nella quale avremo sciolto il lievito, incorporare il sale solo alla fine per non alterare l’effetto lievitante del lievito, coprire con un panno o pellicola e lasciare riposare finché il composto non sarà raddoppiato. Stendere un disco per la base e adagiarlo in una teglia precedentemente oleata farcire con il composto di cipolla e coprire con un secondo strato di pasta, buchrellare con una forchetta per far uscire aria qualora ce ne fosse dall’interno, attenzione a sigillare bene i bordi, magari utilizzando una specifico taglierino da cucina.
Cuocere in forno caldo a 220 gradi per circa 35 minuti sfornare e lasciare raffreddare il  calzone pronto per partire alla scoperta di qualche bellissimo angolo d’Italia.

 

Visitare Pennabilli per trovare un angolo di Tibet nel cuore della Romagna

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Per una come me sempre alla continua ricerca di nuovi posti dove trovare un profondo senso di spiritualità fu una vera e fantastica sorpresa scoprire che in un piccolo comune del riminese esisteva uno stretto legame con il Tibet.

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Il comune di Pennabilli conta poco più di 2700 anime e se ne sta placidamente adagiato suL crinale di una collina nella alta Val Marecchia un territorio composto da dolci colline che si snocciolano intorno al fiume Marecchia.

Pennabilli è un grazioso borgo perfettamente conservato che si raggiunge in poco più di una mezz’oretta da Rimini, nota cittadina affacciata sul mare Adriatico di cui troppo spesso purtroppo se ne decantano solo i divertimenti diurni e notturni che offre ai numerosi vacanzieri che decidono qui di trascorrere le proprie vacanze.
A 629 metri sul livello del mare,Pennabilli domina la vallata sottostante deliziando gli occhi sul paesaggio intorno e sul vicino stato di San Marino, il suo centro storico è perfettamente conservato e molte sono la persone che giungono qui per onorare lo scrittore e sceneggiatore Tonino Guerra grande amico di Fellini che nato a Santarcangelo di Romagna considerava Pennabilli un luogo del cuore nel quale si trasferisce in età molto adulta per gustare a pieno la vita del posto,ancora scandita dai ritmi lenti di una volta, quelli che accompagnavano la sua infanzia quando seguiva la sua famiglia che veniva a Pennabilli per vendere la frutta.
Ma non è solo l’aspetto genuino di Pennabilli,ancora per fortuna molto distante dalla devastazione turistica della costa, a rendere questo piccolo borgo così straordinariamente mistico,qui si può trovare un angolo di Tibet in carne ed ossa: la famosa campana tibetana di Pennabilli.
Per ricercare il fortissimo legame che lega Pennabilli al Tibet bisogna fare un salto indietro nel tempo quando padre Orazio Olivieri, per tutti Frà Orazio,decide di incamminarsi verso Oriente arrivando nel 1716 in Tibet dove crea una piccola missione cristiana ed entra in contatto con la cultura locale, compilando peraltro il il primo vocabolario tibetano in lingua italiana, il legame che si crea quindi tra queste due realtà solo apparentemente distanti,è fortissimo tanto che il frate diventa una personaggio assai amato dai tibetani e perfino dagli indiani che ritrovano alcuni dei suoi scritti, decidendo di far conoscere anche al Dalai Lama la storia di questo piccolo e tenace eroe. Il Dalai Lama s’innamora di questo personaggio tanto che è proprio lui in persona ad inaugurare a Pennabilli una campana di Lhasa.
La campana di Pennabilli si raggiunge facilmente dal centro del borgo ed arrivati al suo cospetto altro non si può fare che lasciarsi andare in un profondo momento di raccoglimento.
Un escursione o un viaggio in Val Marecchia ovviamente deve avere Pennabilli come tappa imprescindibile, se non si desidera arrivare in macchina lo si può fare utilizzando il servizio di bus della compagnia locale Start Romagna che collega la città di Rimini che l’entroterra. Il bus numero 160 parte dalla stazione dei treni di Rimini e termina la sua corsa a Nuovafeltria, altro grazioso borgo di provincia, dal quale bisogna poi proseguire cambiando bus e prendendo il numero 161.Il primo tragitto richiede un’ora di tempo ed il secondo una quarantina di minuti, il costo complessivo è di pochi euro a tratta ed anche se si può fare il biglietto a bordo consiglio di farlo a terra prima di partire acquistandolo direttamente in stazione presso il punto informazioni Start Romagna o una qualsiasi edicola. Durante la settimana le corse sono abbastanza frequenti mentre diminuiscono notevolmente durante il fine settimana.
A Pennabilli non ci sono molti hotel o sistemazioni dove potersi fermare a dormire, a parte il centrale ed anche elegante hotel Duca di Montefeltro, molti agriturismi sono fuori dal centro abitato e difficili da raggiungere senza un mezzo proprio, però il piccolo Bed and Breakfast Fonte dei Billi a meno di un chilometro dal centro,fornisce camere doppie con colazione all’italiana a circa 60 euro a notte, un posto davvero grazioso dove sentirsi a casa lontano da casa. In alternativa si può alloggiare a Novafeltria che offre qualche soluzione d’alloggio in più, altrimenti si può sempre rimanere a Rimini spostandosi poi verso Pennabilli e i suoi dintorni con il sistema di trasporto locale abbastanza valido e che vi farà toccare con gli occhi la vera meraviglia che si cela dietro la città di Rimini.

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Viaggiare in bicicletta: da Polignano a Mare a Monopoli per ammirare il blu del mare pugliese

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Per anni la regione Puglia,come altre regioni d’Italia, proprio non ne voleva sentir parlare di mobilità sostenibile e andarsene a spasso per città e paesi in bicicletta era davvero impresa ardua. Oggi anche se la strada da fare è ancora lunghissima, sia per il sud d’Italia che per lo stivale stesso, qualcosa sembra cambiare e nascono molto velocemente sempre più tratti di territorio dedicati agli amatori della vita su due ruote, inclusa ovviamente la sottoscritta.
Infanzia passata in Puglia e amore per la bici non sempre sono state un binomio compatibile, fin da piccola  io mia madre quasi tutte le domeniche ce ne andavamo in giro in bicicletta a fare lunghe passeggiate e se da un lato mi sentivo una privilegiata nello scoprire il mondo da una prospettiva diversa,dall’altro ho sempre avuto paura ad affrontare il traffico selvaggio in mezzo al quale sembravamo due aliene sbarcate da Marte. Ma tornando in Puglia per visitare la famiglia,anno dopo anno, mi sono resa conto che le cose stanno pian piano cambiando e molti soldi si stanno spendendo nella realizzazione di piste ciclabili, una tra queste ubicata in un tratto di litorale a me molto caro che va da Polignano a Mare a Monopoli,entrambi bellissimi paesi costieri della provincia di Bari.

In realtà la tratta di ciclabile a cui mi riferisco va da Mola di Bari a Monopoli,la distanza complessiva tra i due paesi è di 25 chilometri che attualmente sono percorsi da pista ciclabile per soli 13 chilometri, io personalmente né ho pedalati solo una decina e più precisamente dal tratto di strada che collega Polignano a Mare con Monopoli.
Entrambe le città sono bellissime e bagnate da un tratto di mare assolutamente spettacolare.

In Puglia si è da diverso tempo siglato un accordo interno con l’agenzia della mobilità che consente il trasporto della bici gratuitamente su molti vettori del trasporto,come Trenitalia, Ferrovie del Sud Est, del Gargano e Lucane.Arrivando a Bari e scegliendo di alloggiare in città dove non mancano cose da fare,gli spostamenti possono quindi essere facilmente(o quasi facilmente) effettuati con bici al seguito, il costo della sola corsa in treno regionale da Bari a Polignano è di soli 2.50 euro,il tempo necessario 30 minuti e i treni sono abbastanza frequenti durante la fascia diurna.

Giunti alla stazione di Polignano per raggiungere la ciclabile che conduce al Monopoli ci vogliono meno di dieci minuti ed il panorama che si apre davanti agli occhi assolutamente da fotografare perché, oltre alla visione del mare azzurro,permette di immortalare la sagoma del centro storico di Polignano a Mare, peraltro assolutamente da visitare. Per giungere a Monopoli in bici si possono impiegare,a seconda del vostro ritmo,dai 40 ai 60 minuti ma attenzione il tempo può aumentare ed anche di molto se decidete di fermarvi per guardare cielo e mare che s’incontrano come in un abbraccio infinito. Provare per credere!

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A Monopoli per una passeggiata tra storia e gastronomia pugliese

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Monopoli sorge a circa 45 chilometri a sud di Bari ed è facilmente raggiungibile dal nord Italia sia in automobile che in treno o bus. Monopoli è adagiata su di un tratto di mare che alterna scogliere e piccole calette di mare azzurro,dove immergersi anche con maschera e boccaglio per vedere numerosi pesci.
Negli ultimi anni Monopoli,come altre cittadine della provincia pugliese hanno subito un restyling,trasformandosi in luoghi affascinanti dove trascorrere una vacanza ogni periodo dell’anno. Il centro storico di Monopoli offre la possibilità di tuffarsi nel passato,passeggiando tra i suoi vicoli e scoprendo ogni volta angoli suggestivi dove scattare una foto. Ma è sicuramente il Castello di Carlo V a dominare la scena di tutto il centro storico, la sua forma pentagonale è tipica delle costruzioni cinquecentesche, periodo in cui viene attribuita la costruzione, la sue imponente struttura affacciata sul mare è resa ancora più maestosa grazie alla presenza di una torre cilindrica incorporata alla costruzione stessa che si trova proprio all’ingresso del maniero.Il castello è ben visibile da molte angolazioni del centro storico e la passeggiata prosegue in due direzioni, una che porta verso la piccola darsena e l’altra verso la spiaggia di Cala Porta Vecchia, presa letteralmente d’assalto dai turisti che scelgono di alloggiare proprio nel centro storico,dove sono sorti molti B&B nei quali si possono spendere dai 100 euro a notte per le soluzioni più semplici,fino a salire ai 400 euro ed anche più,se si preferisce una soluzione di charme dove concedersi qualche coccola come la camera con balcone dotato anche di vasca idromassaggio dove godersi il tramonto, il tutto accompagnato quasi sempre ,da una colazione  a base di biscotti  e torte fatte in maniera artigianale dai migliori e tradizionali panifici della città.
Dal punto di vista culinario la Puglia non ha nulla da invidiare alle altre regioni e sempre più spesso la visita a questo territorio ben si coniuga con la scoperta della gastronomia.
Monopoli è una città di mare e senza dubbio gli amanti dei piatti a base di pesce non rimarranno insoddisfatti ma la Puglia offre la possibilità di riscattare anche il palato di chi ha scelto una cucina vegetariana,grazie sia alla presenza di ortaggi cresciuti sotto il sole che qui splende molti giorni dell’anno.La tradizione gastronomica locale è basata su piatti considerati un tempo poveri ma che oggi diventano un fiore all’occhiello della Puglia, come La Ingrapiata, uno dei piatti più gustosi di tutta la Puglia.
Nonostante le mie origini siano proprio pugliesi ho sempre avuto il dubbio si dicesse Ingrapiata o Incrapiata, perché in effetti in alcuni paesi del barese questo piatto si chiama in maniera diversa ma poi un monopolitano d’hoc, ha fugato ogni mio dubbio:” si chiama Ingrapiata”
La Ingrapiata richiede diverse ore di preparazione comprese le ore di ammollo necessarie per ammorbidire le fave secche che devono essere messe a bagno la sera prima per poi proseguire con la loro cottura che andrebbe preferibilmente effettuata in un paiolo di terracotta, realizzato sempre in Puglia da piccole aziende  che sono diventate famose in Italia e nel mondo. Il tegame viene riempito con le fave secche poi coperte di acqua e lasciate sobbollire per ore, meglio se in una vecchia stufa alimentata a carbone di cui ancora molte casse sono provviste.Quando diventa una purea, le fave sono cotte e possono essere aggiunte le cicorie di campagna rigorosamente raccolte nei campi e saltate in padella con aglio e delle sottili fette di pane tagliate a piccoli tocchetti, il tutto abbondantemente irrorato con olio extra vergine d’oliva di cui la Puglia è sicuramente uno dei maggiori e migliori produttori d’Italia.
La Ingrapiata non è un piatto molto elaborato sicuramente è necessario prepararlo secondo la tradizione se si vogliono assaporare i sapori autentici ma ciò che lo rende unico seppur nella semplicità dei suoi ingredienti è proprio la scelta di questi, la fava è un legume antico ma poco utilizzato sopratutto nel nord Italia, un concentrato di energia con pochissime calorie che dovrebbe essere inserito nella dieta di ognuno,sopratutto bambini molto piccoli e anziani, il suo gusto delicato riscuote successo anche tra i più esigenti.

 

Parecchi ristoranti di Monopoli  propongono cucina locale e spesso anche l’Ingrapiata. Un bel posto dove consumare una cena o un pranzo in un’atmosfera famigliare è La Vecchia Taverna in via Argento 33 che oltre alla scelta di piatti a base di pesce proprone parecchie opzioni per vegetariani.

Per finire non si può lasciare Monopoli senza fare un salto nel Panificio Santa Caterina, in via Santa Caterina 4, a ridosso di una delle piazzette più carine del centro storico, qui la goduria non sarà solo per lo stomaco ma anche per occhi e naso, il profumo della focaccia appena sfornata si estende per tutta la zona e il richiamo sarà talmente irresistibile da essere una tappa fissa durante la vostra permanenza tra mare e sapore nella storica cittadina di Monopoli.

A Polignano a Mare per mangiare il gelato più buono della Puglia

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Uno dei ricordi più preziosi legati alla mia infanzia trascorsa in terra pugliese,sono sicuramente le passeggiate della domenica pomeriggio a Polignano a Mare per mangiare il gelato, che qui è sempre stato uno dei migliori di tutta la regione e che da solo meritava una visita.
Polignano a Mare è un comune distante dal capoluogo pugliese Bari poco più di trenta di chilometri, il centro storico sorge su uno sperone roccioso a strapiombo sul mare che oggi contribuisce a rendere Polignano una delle località più visitate della Puglia e che merita assolutamente di essere scoperta. L’economia di Polignano a Mare si basa prevalentemente sull’agricoltura e sul turismo che negli ultimi anni ha aumentato in maniera esponenziale il numero delle presenze di visitatori tra i quali molti stranieri che rimangono senza parole difronte agli scorci unici che la città sa offrire.
Polignano a Mare però non è sempre stata così meravigliosamente valorizzata, alcune zone dello stesso centro storico,che oggi appaiono curate in ogni loro angolo venticinque anni fa,non erano così valorizzate e se ci si voleva avvicinare alle zone più periferiche dove si ha accesso alle scogliere sul mare,si incontravano spesso sporcizia e abbandono.Oggi invece Polignano a Mare ha letteralmente cambiato faccia e grazie a scelte precise di una gestione comunale oculata oggi la cittadina è davvero una chicca.
Polignano a Mare è raggiungibile da Bari in macchina, percorrendo la strada statale 16 che fa da raccordo a tutte le località costiere più popolari di questo tratto di costa adriatica, una strada a scorrimento veloce sempre molto trafficata, in alternativa si può arrivare a Polignano in treno direttamente dalla stazione centrale di Bari in soli 30 minuti spendendo 2.50 euro a persona e godendo di uno  spettacolo fuori dal finestrino  davvero bello,tra antichi trulli e il mare blu cobalto.
La stazione dei treni di Polignano si trova a meno di venti minuti dall’ingresso del centro storico dove consiglio di pernottare. Negli ultimi anni sono nati moltissimi bed and breakfast allestiti all’interno di case antiche restaurate con gusto e senza usurpare il carattere del borgo,alcuni di essi offrono anche il balcone con affaccio sul mare come accade al Vicolo fiorito B&B in via Muraglia,che affitta camere doppie con colazione a circa 85 euro per i primi giorni di Agosto.

Polignano è assolutamente godibile tutto l’anno ed anzi durante la stagione invernale i prezzi si abbassano e non è raro trovare giornate di sole dove fare lunghe passeggiate o noleggiare una bicicletta per percorrere la nuova pista ciclo pedonale che collega Polignano a Mare a Monopoli, altra località pugliese che durante gli ultimi anni è diventata un richiamo per turisti.
Polignano a Mare non ha molte spiagge di sabbia ma senza dubbio la più famosa è Lama Monachile o Cala Porto una mezzaluna di sabbia chiara incastrata letteralmente tra due scogliere e che offre forse le immagini più suggestive della città. Ristoranti molto raffinati sorgono proprio qui e non mancano le occasioni per mangiare piatti a base di pesce fresco o un’ottima pizza che a Polignano a Mare viene preparata con materia prima eccellente.
Ma nessun pranzo,cena o spuntino può dirsi completo senza mangiare uno dei suoi famosi gelati di cui la città di Polignano è maestra nella preparazione. Alla città di Polignano a Mare sono stati conferiti molti riconoscimenti proprio per il gelato,preparato da maestri gelatieri,che ogni anno propongono gusti classici o particolari tentazioni  realizzate con prodotti locali.Una gelateria storica che resta un simbolo del gelato di Polignano è Bar Turismo in via Pompeo Sarnelli 7, di certo non un locale alla moda ma che resta il migliore di tutta la città. Rispetto ad altre gelaterie non ha moltissimi gusti ma sono tutti eccezionali, da provare la panna montata realizzata a mano e che lascia in bocca il dolce sapore del latte,una degna conclusione di qualsiasi visita nella bella città di Polignano a Mare.

IDEE VIAGGIO PER IL 2020: 5 mete low budget a corto e medio raggio

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L’inizio del nuovo anno può essere l’occasione giusta per mettere in atto un sacco di buoni propositi e sicuramente il momento perfetto per pianificare uno o più viaggi.

Molte persone neppure prendono in considerazione l’idea di visitare posti più o meno vicini perché seguono le mode del”fa figo” come le chiamo io,quelle, per le quali è appunto “più figo” dire vado una settimana ai Caraibi piuttosto che in Albania, nonostante il mare sia da sogno in entrambe le zone del mondo. Se invece la paura di spendere troppo è quella che vi attanaglia niente paura nella mini classica che ho stilato le cifre da mettere a budget sono assolutamente contenute:
1. Carnevale ormai è quasi alle porte e può essere l’occasione perfetta per visitare una regione dell’Italia che sta diventando una delle mete preferita dai connazionali e non solo, sto parlando della Puglia. Ma perché decidere di andare in Puglia proprio per Carnevale? La risposta viene offerta da un paese di nome Putignano, situato a meno di cinquanta chilometri dal capoluogo Bari. Questo paese che custodisce entro le sue antiche porte un centro storico degno di essere scoperto a piedi, annovera in Italia una delle tradizioni carnevalesche più antiche d’Europa, dal 9 febbraio 2020 al 29 febbraio la sapienza artistica dei maestri cartapestai mette in scena lungo le vie della città la sfilati dei carri allegorici.I costi per gli alloggi a Putignano sono decisamente più abbordabili rispetto ad altre località pugliesi nonostante per carnevale crescano un pochino ed è bene prenotare con anticipo,infine da Putignano si è comodi per visitare il grande patrimonio artistico della Valle d’Itria costellata dalle tipiche costruzioni a cono chiamati trulli di cui, la città di Alberobello,resta regina incontrastata, distante solo 20 chilometri da Putignano.Infine ovviamente parlando di Puglia non si può dimenticare la cucina e Putignano è uno dei fiori all’occhiello di tutta la provincia di Bari, con i suoi piatti semplici con il sapore di una volta.
2. Se Carnevale è il momento giusto per fare festa, Pasqua è ideale per andare in giro per città assaporando i primi raggi primaverili ,quindi una capitale europea perfetta per coniugare patrimonio artistico alla tranquillità della natura è Zagabria, raggiungibile dall’Italia sia in automobile che con le numerose corse di bus, generalmente in partenza dal nord Italia. La città di Zagabria è incantevole, il suo centro si gira bene a piedi e volendo da qui si può agevolmente raggiungere la costa che offre la possibilità di visitare città altrettanto suggestive come ad esempio Rijeka o Fiume come la si chiama in Italiano. Per entrambe le città non mancano cose da fare,i musei ed i parchi cittadini sono molto diffusi, senza dimenticare che la Croazia gode di un clima particolarmente mite e  Pasqua, potrebbe essere un buon momento sicuramente non per i bagni al mare ma per  lunghe passeggiate vicino al mare e qualche pranzo a base di pesce per gli appassionati,spendendo cifre decisamente contenute.
3. Aspettando invece il caldo,quello vero da tintarella, il posto giusto per la vacanza perfetta è l’Albania. Negli ultimi anni l’Albania si è decisamente aperta al turismo e grazie alle sue coste lambite da un mare cristallino attrae sempre più turisti. I collegamenti con L’Albania sono di due tipi,aerei, offerti da diverse compagnie con prezzi a partire dai 100 euro per un biglietto di andata e ritorno e via aerea con navi che partono da alcuni dei nostri porti italiani come Ancona o Bari e arrivano direttamente a Durazzo. Scendendo giù da Durazzo la costa è ancora selvaggia e si possono trovare hotel affacciati sul mare con un ottimo rapporto qualità prezzo, inoltre non è da perdere la capitale Tirana con i suoi musei,i caffè alla moda e i suoi colorati mercati rionali dove comprare prodotti tipici da riportare a casa o mangiare divinamente spendendo davvero poco.
4. Se invece vogliamo allontanarci un pò di più senza spendere ugualmente tanto,consiglio di acquistare con molto ma molto anticipo un volo per la città super gettonata di Siviglia che senza dubbio merita di essere esplorata,per poi dirigersi verso uno dei paradisi più belli d’Europa, l’Algarve e più precisamente la città di Faro o Tavira collegate con Siviglia da comodi e frequenti bus giornalieri che in 3 ore vi porteranno in luoghi molto affascinanti. Mare oceanico, lunghe distese di sabbia dorata e molte riserve dove fare trekking sono solo alcune delle possibilità offerte dall’Algarve. Durante i mesi estivi le temperature sono davvero torride quindi  primavera e inizio autunno sono i momenti migliori per apprezzare questo fazzoletto di terra che devo confessare ho visitato a cavallo tra febbraio e Marzo e nonostante la temperatura non fosse da bagni di mare,mi ha permesso di vivere la vita all’aria aperta senza alcuni problema anzi godendo delle tiepide giornate di sole.
5. E per finire con il botto non poteva mancare ancora una volta l’Italia nello specifico la piccola isola di Vulcano, appartenente allo splendido arcipelago delle Eolie che a differenza delle più conosciute Lipari o Panarea, rimane ancora poco sfruttata turisticamente.Gli hotel sono di numero inferiore ed anche i prezzi decisamente contenuti, i traghetti partono da Milazzo frequentemente e lungo la traversata oltre al mare di un azzurro intenso ci si emoziona intravedendo la sagoma del vulcano che domina buona parte del territorio isolano. La fine dell’estate è il momento migliore non solo per fare il trekking verso il vulcano ma anche per concedersi qualche giornata di relax a bagno nelle acque rese calde dal vulcano o farsi qualche maschera di fango nello stabilimento dell’isola aperto a tutti ed accessibile con un biglietto d’ingresso di pochi euro.