Il mio tour dello Sri lanka inizia ormai diversi anni fa in un dicembre italiano freddo e nevoso e mi porta alla scoperta di un paese incantevole che coniuga perfettamente natura e spiritualià.srilanka

Atterrò all’aereoporto di Colombo,capitale dello stato srilankese, nel primo pomeriggio, l’area arrivi è composta da una serie di stretti percorsi, dove numerosissimi negozi si affiancano gli uni agli altri esponendo merce di qualsiasi genere tra abbigliamento, elettronica ed elettrodomestici, i venditori mi chiamano da ogni dove cercando di attrarre la mia attenzione con prezzi straordinariamente bassi, si ha l’impressione di ritrovarsi in un souq più che in un’aereoporto. Le procedure doganali sono abbastanza veloci e non è necessario il visto d’ingresso che è invece diventato obbligatorio oggi per tutti coloro si recano nel paese. Fuori dall’aereoporto ad attendermi con ansia c’ è la mia guida Sam un simpatico e disponibile ometto di mezz’età, con il quale avevo precedentemente concordato via mail il mio itinerario alla scoperta del paese.Sono in oriente per la prima volta e mi occorre un pò di tempo per abituarmi al traffico convulsivo che vede una esagerata mescolanza di veicoli a motore e non, alternarsi con un cospicuo numero di vacche e pecore, placidamente a spasso per le strade .La prima tappa del mio viaggio è l’antica città di Kandy, situata nel centro dello Sri Lanka. Il percorso in macchina dura circa 4 ore con una bellissima sosta intermedia presso il giardino botanico della città, considerato uno dei più grandi giardini d’Asia e che ospita numerosi esemplari di orchidea. Kandy è una cittadina graziosa situata su di una zona collinare considerata città sacra grazie alla presenza del palazzo reale che custodisce al suo interno la reliquia del sacro dente di Buddha. La cosa che mi colpisce maggiormente della città è l’aspetto sonnolente dei suoi abitanti che si riuniscono intorno ad un tavolo per giocare a carte, o che semplicemente guardano con occhi sbarrati il lento movimento dell’acqua sul lago artificiale che abbraccia l’intero abitato. La gente sembra indifferente al lungo andirivieni dei turisti che affollano le strade, ma sempre pronti a regalarti  uno dei loro sorrisi gentili. Arrivare al mio hotel si rivela un’impresa ardua poichè la nostra automobile, egregiamente guidata da Sam, comincia a produrre strani rumori e nel timore di non arrivare in hotel prima che sia buio pesto , percorriamo una scorciatoia dissestata dove non camminano altri veicoli e che costeggia le piccole case dei locali, la strada è talmente stretta che ho quasi l’impressione di entrarci dentro, questa però, si rivela un’esperienza interessantissima, poichè mi regala uno spaccato sociale che vede protagonista la gente del posto che vive di poco o nulla in case fatiscenti condivise in tutto e per tutto con i loro animali, che sembrano essere parte integrante del loro vissuto, la scena che più mi colpisce forse, in quasi tutto il viaggio, è la vista di una numerosissima famiglia stipata su di un colorato tuk tuk, le famose ape car, tanto care ai popoli orientali, che vede alla guida il capofamiglia  assistito dal suo fedele compagno a quattro zampe. Finalmente sono in hotel una bellissima sistemazione composta da piccole camere immerse tra le piantaggioni di tè , di cui il paese è uno dei maggiori produttori  mondiali.srilanka 4

Complice la stanchezza e il fuso orario crollo in pochi minuti svegliandomi il giorno dopo al suono incessante del cinguettio degli uccelli,  musica per le mie orecchie. Dopo un’ abbondante colazione a base di frutta e lenticchie, che qui in Sri Lanka sono alla base di numerosi piatti, sono pronta per ripartire con un’automobile perfettamente funzionante grazie al tempestivo intervento di Sam. La prossima tappa è Dambulla cittadina sempre posizionata nella zona centrale dello stato cingalese. La città non è particolarmente interessante, un susseguirsi di piccole casette, strette intorno al municipio e al complesso scolastico che ospita numerosi studenti di ogni età, è molto divertente vedere come i più piccoli giochino, scorrazzando da una parte all’altra del cortile scolastico. Faccio la conoscenza di un gruppettino di ragazzi adolescenti e che mi conquistano con i loro sorrisi e che mi raccontano di dover percorrere circa 3 chilometri giornalieri per raggiungere la scuola dal loro remoto villaggio. Dambulla è famosa per il tempio d’oro protetto dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, al suo interno sono ben conservate statue e pittore raffiguranti la vita del Buddha dislocate in 5 diverse grotte. Il complesso è  animato da numerosi e dispettosi macachi che mi fanno capire molto bene di stare al mio posto, quando ingenuamente tento di fargli una carezza. I monaci buddisti affollano il tempio per le preghiere e vengo pervasa da un senso di pace indescrivibile, quasi inevitabile in un posto del genere riflettere su cosa sia importante nella vita e su come l’animo umano sia spesso trascurato. Il tempo nei giorni seguenti scorre lento sotto un sole cocente che illumina le  vallate di un verde brillante, immense piantaggioni  si alternano a enormi palmeti, interessante è la visita ad una delle fabbriche di tè dove, un gentile proprietario mi mostra il processo di lavorazione della pianta e rimango sorpresa da quante varietà di tè sia possibile ricavarne, ovviamente da grande estimatrice di questa bevanda ne compro tanto, ma talmente tanto, da avere non poche difficoltà a sistemarlo nel bagaglio.

Finalmente arriva il momento tanto atteso, quello che da solo vale l’ intero viaggio, la visita alla famosa Sigiriya, la fortezza di pietra dichiarata anch’essa patrimonio dell’Unesco.Il nome Sigiriya nell’antico cingalese significa ‘ rocca del leone’ questa rocca naturale è formata prevalentemente da quarzo rosso- giallastro e pare fosse abitata fin dalla preistoria. Per raggiungere la cima si usa una scala di ferro che fiancheggia l’enorme monolite e che raggiunge la parte superiore che, un tempo, ospitava il palazzo reale. Prima di arrivarci attraverso una serie di roccie dalle forme bizzarre, come la caverna del cobra la cui forma ricorda un serpente in posizione eretta. La vista una volta raggiunta la vetta è strepitosa, il cielo blu sovrasta il verde della giungla circostante, non ci sono parole per descrivere la sensazione che provo qua sù. Ripreso il viaggio in direzione Pinnawala , verso uno dei più grandi orfanotrofi  degli elefanti, di tutto il sud est asiatico, mi imbatto in una squadra di acchiappa serpenti impegnata nel recupero di un enorme esemplare di colore verde smeraldo che supera abbondantemente il metro di lunghezza, non mi era mai capitato , per mia fortuna, fino a quel momento di vederne uno così grande in ambiente naturale, mi viene spiegato dai ragazzi impegnati nell’operazione, che è assolutamente necessario allontanarlo dal villaggio per non far correre rischi ai cittadini, poichè si tratta di un serpente molto velenoso. Arrivata a Pinnawala rimango assolutamente stregata dalla bellezza e dalla tenerezza di questi animali che mi appaiooi in buone condizione, qui vengono curati e accuditi dopo esser stati recuperati da situazioni di sfruttamento umano che spesso li costringe a estenuanti e interminabili lavori, come il recupero della legna o i safari con i turisti sul dorso. In Sri Lanka così come il molti altri paesi orientali gli elefanti selvatici sono perseguitati e scacciati brutalmente poichè complici della distruzione di intere piantaggioni. Ovviamente anche in questo orfanotrofio vi è una matrice commerciale molto importante , tanto da spingere molti dei turisti in visita, a fare enormi donazioni in cambio di un momento intimo con gli animali, come il bagnetto o il momento della pappa in biberon per i più piccoli. Purtoppo i giorni scorrono come sempre veloci e termino la mia permanenza, prima di decollare verso le Maldive, nella capitale Colombo, che può vantare diversi siti di interesse storico come il museo nazionale, utile a comprendere meglio il passato dello Sri Lanka. Sicuramente interessante è una passeggiata sul  lungomare della città dove sono visibili, in alcune costruzioni, i segni della civiltà britannica che ha governato per un pò di tempo la bella Ceylon.

 

 

 

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