Da Monte Cerignone a Monte Grimano Terme per scoprire due borghi immersi nella natura marchigiana

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Lungo il confine tra Emilia Romagna e Marche esiste un territorio fatto di vallate fiorite e dolci colline con dei borghi antichi che spuntano fuori proprio come fiori,uno più bello dell’altro,facilmente raggiungibili da quel tratto di costa che va da Pesaro, città marchigiana,a Rimini capitale del turismo di massa italiano.
Questo fazzoletto di terra è particolarmente frequentato dagli appassionati di motocicletta e bicicletta da corsa,a volte gli unici frequentatori di queste strade che partendo dalla pianura a ridosso della costa,diventano via via più tortuose ed immerse nel verde.
Il piccolo borgo di Monte Grimano Terme è un comune di poco più di 1100 nella provincia di Pesaro Urbino nelle Marche. Nel 2002 il comune si chiamava solo Montegrimano a seguito di un referendum cambia nome in Monte Grimano Terme grazie al suo stabilimento termale frequentato sopratutto per via delle cure idropiniche molto potenti le cui acque arrivano dal vicino monte S. Paolo. Attualmente lo stabilimento termale è chiuso per cambio gestione e di conseguenza il turismo che è da sempre stato il motore propulsore del paese è calato,nonostante ciò molta gente continua a scegliere di soggiornare qui per godere dell’aria buona e delle passeggiate nella natura. L’Hotel della salute situato in via Dante Alighieri 20, in posizione centrale è molto frequentato da chi sceglie di vivere qualche giorno in pieno relax.

Monte Grimano Terme è anche il paese del book crossing, ovvero lo scambio gratuito di libri, sparsi tra le vie del paesino piccole casette colorate di rosa con annessa sedia in tinta ubicate prevalentemente all’ombra di grandi alberi dove ci si può sedere, prendere un libro e mettersi comodamente a leggere.
Poco distante dal centro parte il sentiero delle sorprese un piccolo camminamento che porta al campo sportivo ideale per fare una camminata non troppo impegnativa.Anche il parco comunale Luigi Ciacci è un luogo ideale anche per le famiglie con bimbi che qui possono trovare un’area giochi e tavoli attrezzati per fare un pic nic.
Prima di lasciare Monte Grimano Terme è d’obbligo una sosta al bar pasticceria di Giusy e Franco in via Battelli 5,proprio all’ingresso del borgo,dove parcheggiare l’auto o la moto per iniziare la visita del paese, questo locale è molto piccolo con pochi tavolini, frequentato da ciclisti che si fermano per uno spuntino super energizzante, dai dolci alla pizza tutto è preparato dai gestori con cura, consigliati assolutamente i siciliani, come li chiamano loro,cannoli ripieni di ricotta e gocce di cioccolato, una vera bontà.


Proseguendo il viaggio in direzione Carpegna si trova un altro borgo incantevole dove fermarsi,il comune di Monte Cerignone, una vera chicca,sempre della provincia di Pesaro e Urbino.
Solo 660 anime che si incontrano tutti la domenica mattina per la messa presso la chiesa di Santa Caterina, edificata dall’ordine dei cavalieri di Malta.

Monte Cerignone si trova nell’alta Val Conca su di uno sperone di roccia a 818 metri sul livello del mare,l’ aria più fresca qui si sente anche in piena estate tanto da renderlo un luogo perfetto dove prender refrigerio dal caldo estivo. Il borgo è davvero un incanto la passeggiata si fa in brevissimo tempo è la Rocca domina la scena, ad oggi al suo interno è ospitata la residenza comunale ed intorno si apre un ampio balcone con annesse aiole di fiori dal quale si può godere di una vista bellissima sulla vallata. Monte Cerignone è anche il posto perfetto per fermarsi con il camper visto che appena fuori dall’ingresso del centro storico c’è una piazzola attrezzata.Una cosa molto interessante che si può notare passeggiando tra i pochi vicoli di Monte Cerignone sono i dipinti su muro raffiguranti scene di epoca medioevale alcuni di essi dedicati proprio ai cavalieri di Malta.Inoltre la popolazione,costituita prevalentemente da anziani,è molto felice di vedere turisti a spasso nel loro piccolo paese e non vi negherà mai un saluto ed un sorriso,abitudine ormai persa tra gli abitanti dei centri urbani più grandi che invece spero si conservi ancora per lungo tempo in questi ameni luoghi senza tempo.

A spasso per le Romagna :da Verucchio al fiume Marecchia per vivere l’emozione di ritrovarsi immersi tra storia e natura

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Romagna uguale piadina,  spiagge con gli ombrelloni colorati e divertimento sfrenato! Peccato però che forse questo è il solo slogan pubblicitario che rimane impresso ai turisti e che troppo spesso sono proprio le istituzioni locali a utilizzare per promuovere una terra che al contrario mostra il suo aspetto più bello spostandosi dal fragore della folla e andando a visitare l’entroterra.

Verucchio è un comune della provincia di Rimini con poco più di 10000 persone che vivono in questo piccolo borgo distante una ventina di minuti dalla vivace Rimini. Verucchio si raggiunge in auto da Rimini attraverso la strada statale 238 o comodamente in bus con il numero 160 che parte direttamente dalla stazione dei treni di Rimini e che arriva in Piazza Malatesta dopo circa 35 minuti, le corse sono abbastanza frequenti sia in settimana che nel fine settimana, quindi è possibile visitare Verucchio in qualsiasi giorno senza particolari restrizioni anche se si sceglie di arrivarci con i mezzi, unica raccomandazione è quella di scegliere una giornata limpida con poca foschia per godere al massimo della vista sulla valle sottostante visto che la piccola cittadina di Verucchio sorge su di uno sperone di roccia.

Verucchio è definita la culla dei Malatesti perché qui ebbe inizio la potenza della celebre famiglia dei Malatesta nella veste di Giovanni della Penna dei Billi , appunto il Malatesta. L’impianto urbanistico della città è di tipo medioevale con poderose mura a far da corolla al piccolo e raccolto centro storico. Fiore all’occhiello della città è senza dubbio la Rocca,visitabile però solo nei fine settimana, imponente e che durante la bella stagione diviene il palcoscenico di diverse manifestazioni.Partendo proprio da Piazza Malatesta non si corre il rischio di perdere qualcosa durante la visita di Verucchio, fatta di piccole viuzze che si intersecano intorno alla chiesa della Collegiata, un bell’esempio di arte barocca rinascimentale. La visita al borgo di Verucchio è abbastanza rapida e se si vogliono scoprire a fondo le radici di questa cittadina d’obbligo è un salto al Museo Archeologico dove si possono osservare diversi oggetti ritrovati in zona ed un corredo funerario appartenuto a circa 500 tombe tutte rinvenute nella valle del Marecchia, intorno alla città.

Ma se l’aspetto storico e la cura con cui Verucchio si conserva nel tempo colpisce il visitatore, è la zona attorno che incanta, un territorio ancora intatto ideale per gli appassionati di vita nella natura. Partendo proprio da Verucchio si possono trovare splendidi sentieri immersi nella natura da fare in bicicletta o a piedi. Scendendo a piedi dal paese di Verucchio si arriva verso la vallata dove partono diversi camminamenti che costeggiano il fiume Marecchia, quello più interessante va da Ponte Verucchio fino ad arrivare a Rimini, il percorso è interamente ciclo pedonale e ricopre una distanza di 20 chilometri attraverso il quale si possono osservare moltissime  piante e uccelli che qui hanno trovato l’habitat ideale.

Chiaramente la Romagna è sinonimo di buona tavola e non si può lasciare Verucchio senza andare a mangiare in uno dei suoi ristoranti, super consigliato è Al  Mastin Vecchio, in via dei Martiri 4, in pieno centro cittadino,dove gustare piatti della tradizione spendendo una cifra ragionevole e mangiando in un ambiente tipico,con muri in pietra e arredamento rustico, la fine perfetta per un’escursione tra storia e natura.

 

Trekking in Algarve: da Monte Gordo a Vila Real de Santo Antonio,una passeggiata tra immense pinete e spiagge oceaniche

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Forse le spiagge più belle d’Europa? Chi lo sa… forse dovrei vederle prima tutte per poter giudicare ma sicuramente le spiagge a sud del Portogallo, nella regione dell’ Algarve,sono di una bellezza struggente e non serve allontanarsi molto da loro per scoprire bellissimi sentieri immersi nel verde da percorrere a piedi, in bici o addirittura a cavallo.
L’ Algarve si raggiunge facilmente dalla capitale Lisbona o dalla confinante Spagna partendo ad esempio in bus da Siviglia come ho fatto io, i collegamenti in entrambi i casi sono frequenti e poco dispendiosi. Se si cerca una meta dove immergersi completamente nella natura alternando passeggiate a scoperta di piccoli paesi tranquilli l’ Algarve è perfetto.
In realtà scegliendo di visitare l’ Algarve a fine febbraio inizi di marzo non sapevo bene cosa aspettarmi sia climaticamente che turisticamente ed invece devo dire che la scelta è stata perfetta. Il clima in Algarve è mite e nonostante in alcune giornate il vento proveniente dall’Oceano può essere forte, il sole arriva sempre a far capolino e durante le ore centrali del giorno si riesce anche a stare in spiaggia prendendo un pò di sole se si rimane nelle zone più riparate,a ridosso degli stabilimenti balneari tra i quali si trova anche qualcuno che noleggia sedie sdraio ai numerosi pensionati nord europei, principali frequentatori dell’ Algarve in inverno. L’acqua del mare è davvero fredda, impensabile fare il bagno neppure per i più temerari come me, chi lo fa indossa una muta di diversi centimetri.
Scegliere la stagione estiva per dedicarsi al trekking in Algarve è forse azzardato se non si amano le alte temperature che possono arrivare a sfiorare i 40 gradi mentre la primavera o l’inizio dell’autunno sono i momenti migliori le camminate tra la natura.
Uno dei percorsi che maggiormente mi ha colpito durante la mia permanenza in Algarve è stato quello tra la piccola frazione di Monte Gordo fino a quell’incanto di Vila Real de Santo Antonio, nel distretto di Faro.
Monte Gordo è una piccola località balneare che conta poco più di 3000 abitanti, un piccolo borgo marinaro che oggi si è trasformato in un paese a vocazione prettamente turistica, qui sorgono hotel e ristoranti frequentati praticamente tutto l’anno dalla gente che si sposta qui arrivando dall’aeroporto di Faro, la città più grande in Algarve.
Come accade in molti posti sfruttati turisticamente Monte Gordo è stata un pò usurpata dalla cementificazione forsennata, alti palazzi si susseguono ininterrottamente anche se per fortuna le autorità locali negli ultimi anni hanno deciso di dare uno stop all’edilizia fuori misura cercando di preservare la natura che circonda questi luoghi meravigliosi.
Ad ogni modo la piccola frazione di Monte Gordo resta perfetta come base per esplorare e camminare attraverso i sentieri che si snocciolano tra dune di sabbia e pinete. Raggiungere Villa Real de San Antonio a piedi partendo da Monte Gordo è adatto a chiunque, la distanza è di circa 3 chilometri e la strada tutta in piano. Nel tragitto si incontrano diverse aree di sosta per fermarsi a sentire l’odore inebriante della pineta che si mescola al mare e la cosa più pazzesca è offerta dallo spettacolo del mare che appare come un miraggio se si devia internamente dalla pineta alla spiaggia chilometrica, unica raccomandazione è quella di prestare attenzione al vento che se è forte può sollevare molta sabbia, fastidiosissima per chi indossa lenti a contatto.
Ma partendo sempre da Monte Gordo in direzione Faro,quindi quella opposta a Villa Real de San Antonio,si possono percorrere altri sentieri dove altre alla pineta si possono trovare aree lacustri in cui vivono molti uccelli che si fermano da queste parti per nidificare. La cosa più entusiasmante e che fermandovi da queste parti potrete scegliere per quanto tempo camminare o dopo quando tornare indietro senza alcun rimpianto perché non dovrete rinunciare a niente,né al mare né all’ombra degli alberi, alternando mare e campagna tutte le volte che vorrete e che sia voi siate esperti camminatori o passeggiatori della domenica questo angolo di Portogallo vi riempirà di emozioni.

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5 MOTIVI PER VISITARE LA COREA DEL SUD

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La frase l’italia è bella e c’è di tutto da visitare mi suona sempre molto retorica ed anzi i discorsi è meglio questo o quello mi hanno sempre innervosito, io viaggio perché voglio conoscere il globo, le sue diversità e la sua gente e se per farlo devo farmi migliaia di ore di volo o pochi chilometri a piedi poco importa non si può trasformare il viaggio in una gara o ancor peggio una sfida tra contendenti a suon di  “sono meglio io di te“.
Inizio questo racconto con una,spero, non troppo noiosa premessa perché voglio iniziare a parlare della Corea del Sud un paese su cui molti hanno pregiudizi e che forse adesso in tempo di coronavirus, non viene proprio voglia di visitarlo, visti i numeri esorbitanti che l’anno colpito, siano essi veritieri o meno,come peraltro, tutti quelli del resto del pianeta.
Sono tornata dal mio viaggio in Corea appena qualche giorno prima dallo scoppio dilagante dell’epidemia nel paese e ripensandoci oggi mi ritengo molto fortunata a non aver trovato difficoltà nel rientro in Italia.
I motivi per i quali qualcuno dovrebbe scegliere di visitare la Corea del sud sono diversi e proverò ad elencarli in qualche maniera facendo ancora un ulteriore e questa volta molto coincisa premessa,ovvero: la Corea non è stato il paese asiatico che più ho amato ma ogni cosa è assolutamente oggettiva e i parametri di giudizio di una persona sono sempre differenti, quindi proverò ad essere il più oggettiva possibile spingendo comunque chiunque ne abbia desiderio,a visitare la Corea del sud:
1. La Corea del sud è un eldorado per gli amanti del barbeque,qui gli amanti della carne troveranno piena soddisfazione per il palato, infatti buona parte dei ristoranti propongono solo menù carnivoro e la cosa innovativa e che quando ti siedi al tavolo del ristorante trovi già una piastra al centro sulla quale puoi cuocere tutta la carne che desideri mangiare, in alcuni ristoranti più sofisticati c’è addirittura un cameriere che ti prepara le pietanze direttamente al tavolo e le cifre che si spendono non sono poi così folli,con un massimo di 30 euro a persona si può mangiare carne cotta al momento. unico grosso inconveniente è che se siete vegetariani la vostra cena sarà a base di aria o di sola compagnia perché in alcuni posti non si trova una ciotola di riso neppure a pagarla.
2. La Corea del Sud è il posto ideale se siete amanti della tecnologia, qui ci sono immensi negozi che vendono ogni tipo di diavoleria tecno,dai telefonini ultima moda alle macchine fotografiche che sembrano astronavi pronti a prendere il volo tanto è grande e sofisticato l’obbiettivo. In alcuni negozi ci sono commessi disponibili ad aiutarti in ogni singola corsia alcuni addirittura con traduttore alla mano per aiutare anche gli stranieri, questo sopratutto nella città di Seul.
3. Una delle esperienze che mi ha spinto a visitare la Corea è stata la possibilità di vivere l’esperienza di Temple Stay ovvero uno o più giorni all’interno di un tempio coreano per vivere il buddismo, la religione nazionale in Corea del Sud. Ci sono meravigliosi templi coreani sparsi in tutta la Corea del Sud e sull’isola di Jeju,alcuni di essi come accade a Seul,facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici senza necessità di allontanarsi di molto dalla civiltà ma trovando ugualmente il silenzio ed il misticismo di questa religione antica. Il sito al quale fare riferimento è https://eng.templestay.com qui si può addirittura prenotare e pagare on line la permanenza di un giorno singolo o di più giorni, scelta consigliata se si vuole vivere a pieno l’esperienza, i costi partono dai 70 euro a notte si dorme in camere comuni divise per sesso e si seguono i ritmi dei monaci che si alzano presto e vanno a dormire altrettanto presto,dedicando buona parte del giorno a meditazione, yoga e momenti di confronto tra i monaci e i partecipanti stessi.
4. Non molti sanno che la Corea del sud è la patria mondiale della bellezza, i maggiori produttori di maschere di bellezza e cosmetici hanno sede proprio qui, ci sono una miriade di negozi specializzati solo nella vendita di maschere per il viso per tutti i gusti e per tutte le tasche con un’ampia scelta anche di prodotti vegani, inoltre i prezzi sono molto vantaggiosi ed il risultato post trattamento è visibile subito,fin dalla prima applicazione. Le coreane sono fissate per il make up e per i ritocchi estetici a giudicare anche dal numero spropositato di cliniche che effettuano interventi di chirurgia estetica, ci sono molte persone che arrivano in Corea del Sud con una faccia e vanno via con un altro aspetto, ma a parte gli eccessi,le coreane sono di fatto davvero bellissime.
5. Ultimo ma non meno importante è la distanza della Corea del Sud con il Giappone una terra straordinaria da visitare assolutamente, la sua vicinanze geografica consente di trovare tariffe aeree davvero vantaggiose tra città come Seul,Busan o addirittura Jeju city sull’isola di Jeju direttamente con Osaka, Tokyo o città minori del Giappone. I prezzi possono partire anche dai 50 euro a tratta per salire ad un massimo di 150 in alta stagione con incluso bagaglio, in meno di due ore di volo si ha la possibilità di immergersi nel paese del sol levante, due destinazioni in un unico viaggio per sentirsi veramente in un altro mondo.

Visitare Pennabilli per trovare un angolo di Tibet nel cuore della Romagna

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Per una come me sempre alla continua ricerca di nuovi posti dove trovare un profondo senso di spiritualità fu una vera e fantastica sorpresa scoprire che in un piccolo comune del riminese esisteva uno stretto legame con il Tibet.

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Il comune di Pennabilli conta poco più di 2700 anime e se ne sta placidamente adagiato suL crinale di una collina nella alta Val Marecchia un territorio composto da dolci colline che si snocciolano intorno al fiume Marecchia.

Pennabilli è un grazioso borgo perfettamente conservato che si raggiunge in poco più di una mezz’oretta da Rimini, nota cittadina affacciata sul mare Adriatico di cui troppo spesso purtroppo se ne decantano solo i divertimenti diurni e notturni che offre ai numerosi vacanzieri che decidono qui di trascorrere le proprie vacanze.
A 629 metri sul livello del mare,Pennabilli domina la vallata sottostante deliziando gli occhi sul paesaggio intorno e sul vicino stato di San Marino, il suo centro storico è perfettamente conservato e molte sono la persone che giungono qui per onorare lo scrittore e sceneggiatore Tonino Guerra grande amico di Fellini che nato a Santarcangelo di Romagna considerava Pennabilli un luogo del cuore nel quale si trasferisce in età molto adulta per gustare a pieno la vita del posto,ancora scandita dai ritmi lenti di una volta, quelli che accompagnavano la sua infanzia quando seguiva la sua famiglia che veniva a Pennabilli per vendere la frutta.
Ma non è solo l’aspetto genuino di Pennabilli,ancora per fortuna molto distante dalla devastazione turistica della costa, a rendere questo piccolo borgo così straordinariamente mistico,qui si può trovare un angolo di Tibet in carne ed ossa: la famosa campana tibetana di Pennabilli.
Per ricercare il fortissimo legame che lega Pennabilli al Tibet bisogna fare un salto indietro nel tempo quando padre Orazio Olivieri, per tutti Frà Orazio,decide di incamminarsi verso Oriente arrivando nel 1716 in Tibet dove crea una piccola missione cristiana ed entra in contatto con la cultura locale, compilando peraltro il il primo vocabolario tibetano in lingua italiana, il legame che si crea quindi tra queste due realtà solo apparentemente distanti,è fortissimo tanto che il frate diventa una personaggio assai amato dai tibetani e perfino dagli indiani che ritrovano alcuni dei suoi scritti, decidendo di far conoscere anche al Dalai Lama la storia di questo piccolo e tenace eroe. Il Dalai Lama s’innamora di questo personaggio tanto che è proprio lui in persona ad inaugurare a Pennabilli una campana di Lhasa.
La campana di Pennabilli si raggiunge facilmente dal centro del borgo ed arrivati al suo cospetto altro non si può fare che lasciarsi andare in un profondo momento di raccoglimento.
Un escursione o un viaggio in Val Marecchia ovviamente deve avere Pennabilli come tappa imprescindibile, se non si desidera arrivare in macchina lo si può fare utilizzando il servizio di bus della compagnia locale Start Romagna che collega la città di Rimini che l’entroterra. Il bus numero 160 parte dalla stazione dei treni di Rimini e termina la sua corsa a Nuovafeltria, altro grazioso borgo di provincia, dal quale bisogna poi proseguire cambiando bus e prendendo il numero 161.Il primo tragitto richiede un’ora di tempo ed il secondo una quarantina di minuti, il costo complessivo è di pochi euro a tratta ed anche se si può fare il biglietto a bordo consiglio di farlo a terra prima di partire acquistandolo direttamente in stazione presso il punto informazioni Start Romagna o una qualsiasi edicola. Durante la settimana le corse sono abbastanza frequenti mentre diminuiscono notevolmente durante il fine settimana.
A Pennabilli non ci sono molti hotel o sistemazioni dove potersi fermare a dormire, a parte il centrale ed anche elegante hotel Duca di Montefeltro, molti agriturismi sono fuori dal centro abitato e difficili da raggiungere senza un mezzo proprio, però il piccolo Bed and Breakfast Fonte dei Billi a meno di un chilometro dal centro,fornisce camere doppie con colazione all’italiana a circa 60 euro a notte, un posto davvero grazioso dove sentirsi a casa lontano da casa. In alternativa si può alloggiare a Novafeltria che offre qualche soluzione d’alloggio in più, altrimenti si può sempre rimanere a Rimini spostandosi poi verso Pennabilli e i suoi dintorni con il sistema di trasporto locale abbastanza valido e che vi farà toccare con gli occhi la vera meraviglia che si cela dietro la città di Rimini.

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Viaggiare in bicicletta: da Polignano a Mare a Monopoli per ammirare il blu del mare pugliese

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Per anni la regione Puglia,come altre regioni d’Italia, proprio non ne voleva sentir parlare di mobilità sostenibile e andarsene a spasso per città e paesi in bicicletta era davvero impresa ardua. Oggi anche se la strada da fare è ancora lunghissima, sia per il sud d’Italia che per lo stivale stesso, qualcosa sembra cambiare e nascono molto velocemente sempre più tratti di territorio dedicati agli amatori della vita su due ruote, inclusa ovviamente la sottoscritta.
Infanzia passata in Puglia e amore per la bici non sempre sono state un binomio compatibile, fin da piccola  io mia madre quasi tutte le domeniche ce ne andavamo in giro in bicicletta a fare lunghe passeggiate e se da un lato mi sentivo una privilegiata nello scoprire il mondo da una prospettiva diversa,dall’altro ho sempre avuto paura ad affrontare il traffico selvaggio in mezzo al quale sembravamo due aliene sbarcate da Marte. Ma tornando in Puglia per visitare la famiglia,anno dopo anno, mi sono resa conto che le cose stanno pian piano cambiando e molti soldi si stanno spendendo nella realizzazione di piste ciclabili, una tra queste ubicata in un tratto di litorale a me molto caro che va da Polignano a Mare a Monopoli,entrambi bellissimi paesi costieri della provincia di Bari.

In realtà la tratta di ciclabile a cui mi riferisco va da Mola di Bari a Monopoli,la distanza complessiva tra i due paesi è di 25 chilometri che attualmente sono percorsi da pista ciclabile per soli 13 chilometri, io personalmente né ho pedalati solo una decina e più precisamente dal tratto di strada che collega Polignano a Mare con Monopoli.
Entrambe le città sono bellissime e bagnate da un tratto di mare assolutamente spettacolare.

In Puglia si è da diverso tempo siglato un accordo interno con l’agenzia della mobilità che consente il trasporto della bici gratuitamente su molti vettori del trasporto,come Trenitalia, Ferrovie del Sud Est, del Gargano e Lucane.Arrivando a Bari e scegliendo di alloggiare in città dove non mancano cose da fare,gli spostamenti possono quindi essere facilmente(o quasi facilmente) effettuati con bici al seguito, il costo della sola corsa in treno regionale da Bari a Polignano è di soli 2.50 euro,il tempo necessario 30 minuti e i treni sono abbastanza frequenti durante la fascia diurna.

Giunti alla stazione di Polignano per raggiungere la ciclabile che conduce al Monopoli ci vogliono meno di dieci minuti ed il panorama che si apre davanti agli occhi assolutamente da fotografare perché, oltre alla visione del mare azzurro,permette di immortalare la sagoma del centro storico di Polignano a Mare, peraltro assolutamente da visitare. Per giungere a Monopoli in bici si possono impiegare,a seconda del vostro ritmo,dai 40 ai 60 minuti ma attenzione il tempo può aumentare ed anche di molto se decidete di fermarvi per guardare cielo e mare che s’incontrano come in un abbraccio infinito. Provare per credere!

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A Polignano a Mare per mangiare il gelato più buono della Puglia

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Uno dei ricordi più preziosi legati alla mia infanzia trascorsa in terra pugliese,sono sicuramente le passeggiate della domenica pomeriggio a Polignano a Mare per mangiare il gelato, che qui è sempre stato uno dei migliori di tutta la regione e che da solo meritava una visita.
Polignano a Mare è un comune distante dal capoluogo pugliese Bari poco più di trenta di chilometri, il centro storico sorge su uno sperone roccioso a strapiombo sul mare che oggi contribuisce a rendere Polignano una delle località più visitate della Puglia e che merita assolutamente di essere scoperta. L’economia di Polignano a Mare si basa prevalentemente sull’agricoltura e sul turismo che negli ultimi anni ha aumentato in maniera esponenziale il numero delle presenze di visitatori tra i quali molti stranieri che rimangono senza parole difronte agli scorci unici che la città sa offrire.
Polignano a Mare però non è sempre stata così meravigliosamente valorizzata, alcune zone dello stesso centro storico,che oggi appaiono curate in ogni loro angolo venticinque anni fa,non erano così valorizzate e se ci si voleva avvicinare alle zone più periferiche dove si ha accesso alle scogliere sul mare,si incontravano spesso sporcizia e abbandono.Oggi invece Polignano a Mare ha letteralmente cambiato faccia e grazie a scelte precise di una gestione comunale oculata oggi la cittadina è davvero una chicca.
Polignano a Mare è raggiungibile da Bari in macchina, percorrendo la strada statale 16 che fa da raccordo a tutte le località costiere più popolari di questo tratto di costa adriatica, una strada a scorrimento veloce sempre molto trafficata, in alternativa si può arrivare a Polignano in treno direttamente dalla stazione centrale di Bari in soli 30 minuti spendendo 2.50 euro a persona e godendo di uno  spettacolo fuori dal finestrino  davvero bello,tra antichi trulli e il mare blu cobalto.
La stazione dei treni di Polignano si trova a meno di venti minuti dall’ingresso del centro storico dove consiglio di pernottare. Negli ultimi anni sono nati moltissimi bed and breakfast allestiti all’interno di case antiche restaurate con gusto e senza usurpare il carattere del borgo,alcuni di essi offrono anche il balcone con affaccio sul mare come accade al Vicolo fiorito B&B in via Muraglia,che affitta camere doppie con colazione a circa 85 euro per i primi giorni di Agosto.

Polignano è assolutamente godibile tutto l’anno ed anzi durante la stagione invernale i prezzi si abbassano e non è raro trovare giornate di sole dove fare lunghe passeggiate o noleggiare una bicicletta per percorrere la nuova pista ciclo pedonale che collega Polignano a Mare a Monopoli, altra località pugliese che durante gli ultimi anni è diventata un richiamo per turisti.
Polignano a Mare non ha molte spiagge di sabbia ma senza dubbio la più famosa è Lama Monachile o Cala Porto una mezzaluna di sabbia chiara incastrata letteralmente tra due scogliere e che offre forse le immagini più suggestive della città. Ristoranti molto raffinati sorgono proprio qui e non mancano le occasioni per mangiare piatti a base di pesce fresco o un’ottima pizza che a Polignano a Mare viene preparata con materia prima eccellente.
Ma nessun pranzo,cena o spuntino può dirsi completo senza mangiare uno dei suoi famosi gelati di cui la città di Polignano è maestra nella preparazione. Alla città di Polignano a Mare sono stati conferiti molti riconoscimenti proprio per il gelato,preparato da maestri gelatieri,che ogni anno propongono gusti classici o particolari tentazioni  realizzate con prodotti locali.Una gelateria storica che resta un simbolo del gelato di Polignano è Bar Turismo in via Pompeo Sarnelli 7, di certo non un locale alla moda ma che resta il migliore di tutta la città. Rispetto ad altre gelaterie non ha moltissimi gusti ma sono tutti eccezionali, da provare la panna montata realizzata a mano e che lascia in bocca il dolce sapore del latte,una degna conclusione di qualsiasi visita nella bella città di Polignano a Mare.

Muoversi in bus a Lanzarote: come raggiungere il mercato settimanale di Playa Blanca partendo da Puerto del Carmen

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Da Puerto del Carmen, uno dei paesi più pittoreschi di tutta l’isola di Lanzarote,è possibile fare diverse escursioni ed alcune di esse anche in assoluto fai da te,come quella verso il mercato di Playa Blanca. Generalmente quando si parla dei mercati settimanali di Lanzarote viene subito in mente quello di Teguise che si svolge la domenica e che ormai è diventata una tappa fissa per tutti i numerosi visitatori che arrivano a Lanzarote. Come accade con tutto ciò che diventa “troppo turistico” il mercato di Teguise ha perso un pò del suo fascino e nonostante il paese resti molto carino è forse meglio farsi una passeggiata in un giorno diverso da quello del mercato e magari optare per la visita al mercato di Playa Blanca.
Playa Blanca è una località del sud di Lanzarote molto vicino a Playa Papagayo una delle spiagge più belle di Lanzarote, la visita al mercato del mercoledì di Playa Blanca è un’attività proposta in molte agenzie turistiche locali che,con un costo di circa 20 euro conducono al mercato per una mezza giornata, le bancarelle del mercato vendono prodotti locali, artigianato e molti cosmetici a base di Aloe Vera, una pianta prodigiosa utilizzata nella cosmesi e che vede proprio Lanzarote uno dei produttori migliori al mondo.
Organizzarsi per raggiungere Playa Blanca in autonomia utilizzando i bus locali è fattibile ma si deve tenere ben a mente il numero di visitatori sempre più numerosi che decidono di prendere il bus per essere lì al mercoledì.
Il bus che da Puerto del Carmen arriva a Playa Blanca è il numero 161 lo stesso che collega entrambe le cittadine all’aeroporto isolano, il costo del biglietto è di 1.70 euro e lo si può fare anche a bordo purché si abbia una banconota non più grossa di 10 euro. Le corse dei bus iniziano dalle 06:00 del mattino dall’aeroporto e arrivano alle varie fermate di Puerto del Carmen dopo circa una ventina di minuti dalla partenza, è meglio muoversi al mattino presto perché il bus una volta pieno non carica più nessuno e si è costretti ad aspettare il mezzo successivo.  In alternativa ci sono i tassisti di Lanzarote che sanno benissimo quanta gente ogni mercoledì  affolla le fermate dei bus da Puerto del Carmen a Playa Blanca,così passano e ripassano con mini van offrendo il loro servizio, la tariffa del tragitto si aggira intorno ai 50 euro che eventualmente si può dividere con altri turisti in attesa per ridurre la spesa . Stessa problematica la si ha per il ritorno, il mercato chiude battenti intorno alle 14:00 e per quell’orario tutti si riversano alle fermate dei bus per tornare indietro quindi anche in questo caso è bene muoversi con anticipo.
Ormai il mercato di Playa Blanca sta diventando molto famoso così come quello di Teguise ma forse non ancora così gettonato quindi vale la pena farci un salto e con un pò d’astuzia arrivarci in bus vi farà anche risparmiare,inoltre spostarsi in bus per Lanzarote è abbastanza fattibile e anche se non perfettamente capillare in bus si possono visitare diverse località bellissime di quest’incanto di nome Lanzarote.

5 cose da fare assolutamente nella città di Bogotà

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Riuscire a stilare una classifica di soli 5 elementi pensando alle cose da fare durante un soggiorno a Bogotà è davvero difficile,la città è in continua evoluzione e offre davvero tanto ai suoi visitatori:
1. La Candelaria è il quartiere più antico di Bogotà, un intricato dedalo di strade che si snocciolano su una piccola pendenza che fa ben intravedere le Ande che circondano la città che si trova a più di 2000 metri rispetto al livello del mare.Alla Candelaria vive una buona fetta della popolazione locale,molti di essi hanno piccole abitazioni colorate che hanno adornato esternamente con murales colorati  diventati una delle attrazioni principali del quartiere,tanto che molte guide,organizzano dei tour alla scoperta dei dipinti a muro più particolari. Lungo le strade non è raro trovare venditori di frutta e piccole botteghe che vendono verdura e oggetti vari,riportando il tempo indietro,distante anni luce dalla Bogotà sempre più propensa al futuro. Molti sono gli ostelli e i piccoli hotel che sono sorti proprio all’interno delle abitazioni situate alla Candelaria, i prezzi di questi alloggi sono davvero irrisori e si ha la possibilità di rimanere in una delle posizioni più favorevoli se volete dedicare parte del vostro tempo alla visita dei musei che si trovano proprio alla Candelaria.
2. Proprio i musei sono assolutamente da visitare a Bogotà se siete particolarmente appassionati non basteranno un paio di giorni per riuscire a visitare almeno i più importanti come ad esempio quello di Botero, un esposizione senza eguali che richiede davvero molto tempo, l’ingresso per questo museo è gratuito così come molti siti museali presenti in città. Merita una menzione anche il Museo dell’Oro, il Museo di Bogotà e se vorrete quello militare,tutti situati nei pressi della Candelaria.
3. Arrivando a Bogotà sia in aereo che in bus si comincia a scorgere in lontananza uno degli emblemi cittadini,ovvero il santuario di Monserrate, un santuario situato su di una montagna a più di 3000 metri che domina e protegge tutta la città. Salire a piedi nudi verso questo santuario è sicuramente l’atto di devozione più elevato che molti fedeli compiono almeno una volta nella vita. Ovviamente se non si ha voglia o tempo di salire a piedi in cima a Monserrate ci si può avvalere della cabinovia disponibile durante tutto il giorno e che si trova nei pressi de museo la Quinta Bolivar.
4. Fare un giro nei quartieri più movimentati di Bogotà come il Chapinero dove trovare ristoranti e pub dove ogni sera si radunano i ragazzi della città. L’università di Bogotà attira gioventù anche dagli stati confinanti e molti di loro animano la città di giorno e di sera sorseggiando bevande alcoliche e non nei tantissimi locali alla moda. Non mancano centri commerciali e i negozi dei grandi brand internazionali dove fare acquisti di ogni genere.
5. Bere un buon caffè è uno dei must da fare non solo a Bogotà ma in tutta la Colombia considerato il fatto che la nazione è tra i primi produttori mondiali di questa amata bevanda. Oltre a bere e a godersi delle belle tazze di caffè colombiano bollente seduti in qualche bel locale di Bogotà consiglio di acquistare una bella scorta di caffè da mettere in valigia e al vostro rientro,tutte le volte che aprirete il barattolo,per preparare la vostra “tazzulella” di caffè sentirete anche a distanza di tempo tutto l’aroma intenso della Colombia, una terra ancora tutta da scoprire.

A spasso tra i musei gratuiti della città di Bogotà

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La cosa che più mi ha sorpreso di Bogotà, la capitale della Colombia, è senza dubbio la quantità di musei da visitare senza necessità di pagare alcun biglietto e senza limitazioni di tempo,giornate,eccetera eccetera.
In effetti la cultura e la valorizzazione di essa sembra essere il motore propulsore che spinge Bogotà a proiettarsi verso il futuro attraendo un numero sempre crescente di turisti. I musei di Bogotà da soli rappresentano un valido motivo per fermarsi diversi giorni in città, se poi amate la pittura come me il posto giusto è il Museo di Botero aperto tutti i giorni dalle 9 del mattino alle 7 di sera questo splendido tempio della meraviglia artistica si trova nella zona dei Candelaria, la più antica della città,poco distante dal Museo dell’Oro,quest’ultimo a pagamento con un titolo d’ingresso pari a 4000 pesos(1.10 euro) per gli adulti e gratuito per i bambini fino a 12 anni e gli anziani di oltre 60 anni.

Il Museo di Botero ospita al suo interno una mostra strabiliante che da sola richiederebbe almeno una giornata intera, io ad esempio ci sono tornata per due giorni di fila e non solo perché rapita dalla bellezza dei quadri del grande maestro Botero ma anche per la cura con cui è tenuto tutto l’edificio di epoca coloniale adornato,nel suo cortile interno,da alberi poderosi e fiori profumati.
Sempre rimanendo in zona Candelaria si trova il Museo di Bogotà, anch’esso ad ingresso gratuito e con molti spazi interattivi ed espositivi che mirano a far comprendere come la città sia stata fondata, anche in questo bisognerebbe perderci almeno una mezza giornata sopratutto se amanti della storia.Altrettanto interessante è il Military Museum sempre gratuito,posto nel quale ho stazionato circa un due orette buone perché il mio compagno è appassionato di questo genere di esposizioni. La cura di questa mostra e talvolta le spiegazioni assolutamente gratuite, disinteressate e appassionate del personale che lavora al suo interno, faranno scorrere molto rapidamente la lancetta del tempo.
Spostandosi invece di poco dal centro storico e quindi dalla Candelaria altro museo meritevole di essere visitato è il Museo Nazionale della Colombia, qui si paga un biglietto sempre di 4000 pesos, cifra irrisoria per vedere un’altra meraviglia culturale. Questo museo è il più antico di tutta la Colombia e la sua collezione spazia dalle sculture ai dipinti di epoca coloniale fino ad i giorni nostri al suo interno,parecchie testimonianze non solo colombiane ma appartenenti a tutta l’America latina.
Infine,ma non di certo per importanza,c’è il museo La Quinta de Bolivar, che si trova praticamente all’incrocio della strada che sale su verso la funivia che da Bogotà sale fino a Monserrate.
Il Museo de la Quinta Bolivar ad ingresso gratuito tutte le domeniche.L’edifico di stile coloniale è molto bello e circondato da un rigoglioso giardino esterno che vi farà staccare per un pò dal traffico automobilistico che regna tutto intorno alla zona in cui è situato. La struttura è stata la residenza di Simon Bolivar, ex presidente della repubblica di Colombia, dopo la guerra d’indipendenza, oggi la mostra al suo interno è dedicata a questo personaggio storico.
Il mio consiglio quindi,per tutti coloro che visitano Bogotà,è quello di pianificare un tempo di permanenza sufficiente per gustare a pieno il fascino culturale di Bogotà e se poi i musei non sono proprio la vostra passione fateci ugualmente un giro veloce, almeno in quelli gratuiti, perché Bogotà va scoperta anche attraverso di essi.