Singapore e’ una citta’ stato situata in estremo oriente,considerata la svizzera d’Asia, per l’ordine e la funzionalita’ che vi regna,tutto e’ assolutamente armonioso e gli enormi grattacieli del centro citta’ si alternano a grandi spazi verdi ;tradizione e modernita’ coesistono perfettamente,un melting pot entusiasmante che da il massimo della sua espressione nei vari quartieri etnici che hanno lo stesso spazio e rispetto dei grandi quartieri finanziari .Singapore puo’ inoltre vantare di un porto considerato uno dei crocevia navali piu’ importante al mondo ed e’ proprio di qui che prendiamo il batam fast ferry per partire alla volta di palau batam, una piccola isola, che insieme alla tropicale palau bintan compone l’aricipelago delle riau .Essendo un isola indonesiana per farsi ingresso bisogna pagare una tassa per il visto ma la procedura si rivela assai rapida  e in un batter d’occhio ci ritroviamo su di un pullman sgangherato che ci portara’ alla scoperta di questa piccola isola che viene scelta, dalla maggiorparte dei turisti asiatici per fare shopping sfrenato, tra il vero e il tarocco a dei prezzi ridicoli essendo anche, un’isola esente da iva. Decidendo di visitarla eravamo consapevoli del fatto che ai nostri occhi non si sarebbero palesati panorami mozzafiato da cartolina,a volte un po’finti ma avremmo visto e capito cosa si celava a largo della perfezione singaporiana e cosi e’ stato.Di per se l’isola non offre molto da vedere:un piccolo e moderno tempio buddista, una sorta di parco stile italia in miniatura dove gratuitamente si puo’ fare il giro tra le tipiche costruzioni indonesiane in scala ridotta e tanti centri commerciali e negozietti dove il personale aspetta i turisti come squali famelici.Abbiamo sostato per il pranzo in un ristorante veramente stravagante che serviva specialita’ di pesce fresco la cui freschezza non poteva proprio essere messa in discussione poiche’ il pesce da cucinare,ancora vivo,era tenuto in bella vista in piccole vaschette di plastica.Abbiamo condiviso il tavolo, apparecchiato con  una tavaglia di plastica ,con altri ragazzi asiatici del gruppo ,che erano frequentatori abituali di quell’isola ,e’ devo dire che e’ stata un’esperienza divertentissima e inedita. Crostacei e molluschi in condizioni igeniche non proprio da cinque stelle  i piatti del giorno e mentre noi lasciavamo carapaci o scarti di cibo  nel nostro piatto, come vuole la norma, i commensali buttavano tutto sulla tovaglia fino a formarne una montagna al centro tavola abitudine comune anche al resto dei tavoli ,al termine del pranzo di gran fretta i camerieri sparecchiavano ed in un nano secondo portavano via la tovaglia con gli scarti incorporati  che dire ottimo sistema di ottimizzazione.Al termine del pranzo sosta nei negozi designati dal tour operator per lo shopping ed e’ li che decidiamo di allontanarci per un po’ dal gruppo per respirare un po’ di vera vita, ed e’ in quel momento che ci accorgiamo di quanto questa gente tenti di sopravvivere con poco ma con una grande dignita’ ,lo spettacolo piu’ toccante e’ dato dai piccoli che passano il loro tempo a giocare con palloni di pezza o a raccattare qualche oggetto  che possa diventare un giocattolo,dalla spazzatura che galleggia su quel mare a pochi chilometri da SINGAPORE.

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