La città di Marrakech è diventata una meta di viaggio più palpabile da quando le compagnie aeree low cost hanno intensificato le tratte tra Marocco e Italia.
Parto dall’aereoporto di Bergamo, intasato da un mucchio di gente in fila ai cancelli di sicurezza. Sono passati solo pochi giorni dal terribile massacro di Parigi e i controlli sembrano essere più accurati, quasi surreale sarà rendersi conto, a pochi minuti dalla salita in aereo, che nella giacca del mio compagno di viaggio è rimasta una grande forbice in metallo,utilizzata qualche giorno prima per un lavoro esterno di bricolage, l’aneddoto ci fa tanto sorridere quanto indignare, quella forbice in mano ad uno squilibrato avrebbe potuto rappresentare un vero pericolo.
Il volo per raggiungere la città di Marrakech dura circa 3 ore e 30 minuti.Per entrare in Marocco è necessario il passaporto in corso di validità e tanta buona pazienza per superare il controllo doganale, poichè la fila per i cittadini marocchini e per gli stranieri è unica.
Una volta espletate le formalità mi reco al primo sportello cambio posizionato poco distante dall’area di recupero bagagli, purtroppo anche qui c’è una discreta fila e mi accorgo solo dopo che c’è un altro identico sportello di cambio a pochi metri di distanza, dove non c’ è anima viva.
Cambio soli 50 euro per coprire le spese iniziali, come il bus per il centro e il pranzo, mi vengono dati circa 500 dirham, il tasso di cambio è un pò svantaggioso rispetto a quello che potrete trovare in centro cittadino.
Il bus per raggiungere il centro è il numero 19, effettua corse con regolarità circa ogni 20 minuti e ha un costo di 50 dirham per una corsa di andata e ritorno, acquistabile direttamente a bordo. I conducenti, come del resto tutti i marocchini, sono gentili e disponibili in grado di aiutarvi a capire quale possa essere la fermata più congeniale al vostro hotel.
Il mio hotel è praticamente difronte la stazione dei treni di Marrakech, nella zona nuova di Gueliz dove sarà difficile ricordare di trovarsi in Africa, vista la presenza capillare di negozi e centri commerciali di ogni sorta che si susseguono su grandi e super trafficati viali.Il livello di inquinamento automobilistico è elevatissimo, in alcuni momenti si ha quasi la sensazione di far fatica e respirare. Il costo della mia bella camera doppia in trattamento di mezza pensione è di soli 75 euro per 3 notti e dalla grande porta finestra si può ammirare il bel palazzo dell’Opera, che i primi di dicembre è il palcoscenico di un festival del cinema molto prestigioso.

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Raggiungere la famosa piazza Jema el-Fnaa dal quartiere di Gueliz è semplice, basta percorrere il lungo viale Mohammed VI, arteria principale della zona, il tempo di percorrenza a piedi può essere di circa 30 minuti, e già dai primi 10 minuti di cammino sarà possibile scorgere in lontananza il minareto di Koutoubia altro simbolo importante della città.

La visita a questa meraviglia architettonica non è consentita ai non mussulmani ma è comunque possibile ammirarla esternamente, in tutto il suo splendore, dai giardini circostanti dove i meravigliosi alberi d’arancio regalano un piacevole refrigerio dalle temperature elevate anche dei primi di dicembre, rese ancora più elevate dallo smog.

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Attraversando la strada in direzione piazza Jamaa si incontrano una schiera di carrozze a cavallo con le quali è possibile fare un giro per tutta la città. La piazza, patrimonio Unesco, cambia aspetto a seconda dell’orario della giornata in cui la si visita. La mattina ha un aspetto più rilassato e ospita prevalentemente piccoli baracchini, dove comprare un gustoso bicchiere di spremuta d’agrumi con pochi dirham, frutti freschissimi e spremuti al momento.Già a metà mattina arrivano giocolieri, incantatori di serpenti e ragazzi con in braccio dolcissimi esemplari di scimmie che vengono purtroppo tenuti ad una catena e utilizzati, da turisti irresponsabili, per fare foto.

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La medina e il souq si dipanano dalla piazza in un dedalo di piccole viuzze qui si possono acquistare spezie, frutta secca o abiti coloratissimi a costi rigorosamente da contrattare.

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Camminare a piedi è la maniera migliore per godere a pieno di questa città marocchina, che si è votata completamente al turismo perdendo forse un pò della sua autenticità.

A parte le classiche attrazioni che la città vanta, consiglio di non perdersi una bella passeggiata ai giardini di Menara, il percorso dal centro cittadino può risultare alquanto impegnativo sopratutto se affrontato sotto il sole di mezzogiorno, la direzione da seguire e quella dell’aereoporto,infatti per arrivarci si può anche riprendere il bus 19 dalla stazione dei treni o dalla città vecchia.
Il giardino resta aperto fino alle 5 del pomeriggio e il venerdì, giorno di preghiera per i mussulmani, è animato da moltissime famiglie marocchine che trascorrono il loro tempo all’ombra dei grandi alberi di olivo, mangiando dolci,frutta e chiacchierendo amabilmente.
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Ovviamente non si può andare via da Marrakech o da tutto il Marocco senza aver assaggiato il tajine, una pietanza a base di carne in umido, che prende il nome dal caratteristico piatto in cui viene cotta, oppure un buon piatto di cous cous vegetariano accompagnato da un bicchiere di kefir, latte fermentato il cui gusto non è adatto a per chi, come me, non ama il latte.I costi per mangiare in un buon ristorante di cucina locale sono molto vantaggiosi e non superano i 5 o 6 euro a persona per un piatto abbondante con bevanda inclusa.
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