Il viaggio, dalla capitale cambogiana Phnom Penh in direzione Thailandia, inizia alle 07:45 su di uno spazioso bus della compagnia Virak Buntham express, che ha la sua sede centrale a nord del “night market” della città. Ho acquistato i biglietti sul sito http://www.camboticket.com, molto affidabile e di facile comprensione. Il costo complessivo per la tratta del bus fino al confine, il mini bus fino al porto thailandese Laem Ngop e la travesata in barca, è di soli 26 euro a persona, inoltre se si contatta la compagnia un giorno prima, si può usufruire di un servizio di pick up dall’hotel il giorno della partenza, incluso nel prezzo.

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Il bus parte puntualissimo e dopo un’ora abbondante si abbandona il traffico assillante della città per dare  spazio ai colori pazzeschi di questa terra autentica com’ è la Cambogia, che alterna il verde rigoglioso e intenso della giungla, con il rosso ocra della terra arsa da un sole abbagliante, che raggiunge i 40 gradi anche quando da noi è inverno.Il bus effetta delle fermate intermedie per dare la possibilità di andare in bagno, visto che il bus non ne è provvisto, o per mangiare qualcosa. Moltissimi cambogiani utilizzano questo bus per tornare nelle loro case lontane, lasciate per andare in città in cerca di un lavoro,si tratta di gente meravigliosa e allegra, desiderosa di tornare dai famigliari, carichi zeppi di regali, come la tenera signora seduta accanto a me con un carico impressionante di bagagli tra i quali spicca una gigantesca e coloratissima casa per le bambole, o la signora seduta dietro di me, con la sua faccia segnata dai segni della stanchezza, che con la delicatezza di una mamma mi aiuta a sbloccare la cerniera della mia felpa, che davo ormai per spacciata.
La prima tappa del bus è circa alle 2 del pomeriggio nella città di koh kong, capitale della provincia omonima, a soli 10 km dal confine, dove consiglio vivamente di sostare qualche giorno o anche più, poichè questa zona è bellissima e ideale per gli amanti dell’eco turismo. Per chi invece preferisse proseguire per la frontiera e di conseguenza per koh Chang, deve preventivare altre 4 ore circa di viaggio. La corsa del bus finisce alle porte della frontiera cambogiana ed è qui che bisogna sgranare bene gli occhi, perchè le trappole sono in agguato.

Appena scesi dal bus si viene attorniati da una serie di ragazzi che danno una mano per la ripartizione dei bagagli e che, in maniera molto credibile, ci indicano la strada per gli uffici doganali, poco più avanti,uno di questi ci si avvicina facendoci credere di essere della compagnia, mi spiega che al termine della procedura di uscita dal territorio cambogiano e superato il varco thailandese, un mini bus ci avrebbe aspettato per proseguire fino al porto d’imbarco, tutto assolutamente vero, peccato che il ragazzo il questione mi chiede ben 1000 bath, quasi 30 euro, per accellerare la procedura d’uscita e saltare la fila, che peraltro, non era, in quel momento, esagerata.Un pò stanca e desiderosa di fare il più in fretta possibile sto quasi per cedere, al contrario del mio compagno di viaggio che comincia,fortunatamente, a nutrire sospetti a riguardo, decidiamo a quel punto di raggiungere lo sportello della dogana e in meno di 10 minuti, abbiamo sul passaporto il nostro timbro di uscita dal paese, senza aver tirato fuori un centesimo, ovviamente di quel ragazzo nemmeno l’ombra, e una volta espletate anche le formalità per l’ingresso in terra thailandese, troviamo poco più avanti un minibus carico zeppo di turisti, tutti diretti a koh Chang.Il conducente corre come un pazzo e in circa 2 ore siamo nei pressi del porto, in una piccola agenzia viaggi dove, con un aggiunta di 120 baht(circa 3 euro) a persona ci si può far accompagnare direttamente in hotel, che nel mio caso è nella vivace zona di lonely beach.

Ormai il sole sta quasi calando, quando il minibus sale direttamente sul traghetto che, in 45 minuti sbarca sulla magica isola di Koh Chang, comunemente chiamata isola degli elefanti, per il cospicuo numero di pachidermi che la popolano, seconda per grandezza alla famosa koh Phuket, ma che con la quale non ha alcuna somiglianza. Finalmente dopo 10 ore di viaggio emozionante arrivo a destinazione con il cuore già colmo, di un amore a prima vista, per questa perla d’oriente….

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