Vedere gli oranghi nel Borneo malese è stata solo una delle tante emozioni regalate da questa terra lontana, che evoca storie celebri di personaggi avventurosi come Sandokan. Le possibilità di avvistare animali e piante secolari sono tante e praticamente ovunque ma, non ci si deve creare aspettative particolari, neppure se partite alla scoperta di una riserva naturale che si occupa di, salvaguardare animali, fortemente minacciati dall’uomo quali gli oranghi,come accade nel Semenggoh nature reserve. Questa meravigliosa oasi di pace, costituita da lussureggianti foreste si trova molto vicina alla città di Kuching, la più estese dello stato malese del Sarawak e si può facilmente raggiungere con il bus locale K6, che parte alle ore 07.20 della mattina, dalla stazione dei bus di Jalan Masjid. La mattina è il momento migliore per visitare questo luogo e con più possibilità di avvistare gli animali, che vengono chiamati dai rangers, per il pasto della mattina.Il costo per il biglietto del bus, da fare a bordo, è di solo 4 ringgit mentre di 10 per l’ingresso alla riserva.
All’interno della riserva vivono liberi ben 21 oranghi, di cui il più grande si chiama Ritchie di 35 anni.La prima cosa che ti viene spiegata e ripetuta diverse volte è proprio che l’incontro con questi animali non è affatto garantito sopratutto nella stagione delle piogge, da dicembre a marzo quando la foresta è ricca di appetitosa frutta, principale nutrimento degli animali. Molte di queste meravigliose creature sono scampate a morte certa e gli appassionati curatori, ci spiegano quanto il loro fragile ecosistema, minacciato da fenomeni come il disboscamento forsennato che distrugge il loro habitat a favore di coltivazioni redditizie, come la palma dalla quale si ottiene l’olio utilizzato da buona parte dell’industria alimentare e cosmetica.Per raggiungere la piattaforma dalla quale i rangers chiamano gli oranghi per dargli la frutta bisogna camminare una ventina di minuti attraverso un sentiero ricavato tra una fitta giungla,al termine del percorso ci si mette a sedere su panche di legno, in rigoroso silenzio per non disturbare in alcun modo l’eventuale presenza degli oranghi. Per un’ora gli addetti provano a chiamare gli oranghi con una voce soave che lascia immaginare l’amore che li leghi agli animali. Purtroppo come è accaduto nel mio caso, non ho avuto la fortuna di vederli durante questo incontro perché, fortunatamente, Semenggoh non è uno zoo e gli animali sono liberi di andarsene a spasso ovunque. Ma quando credevo che di dover rinunciare ad ogni possibilità d’incontro, i rangers, sempre in contatto tra loro via radio, richiamano me e il resto del gruppo, in un altro punto d’osservazione e finalmente scorgo in lontananza Ritchie, proprio il più anziano del gruppo che, placidamente se ne sta abbarbicato sugli alberi.L’incontro è breve da non lasciarmi il tempo, neppure di tirare fuori la macchina fotografica ma, il cuore mi batte forte per l’emozione unica di aver avvistato questo meraviglioso abitante della giungla.
Purtroppo vengo subito riportata alla realtà da uno dei ragazzi dello staff che mi ricorda di tornare verso l’ingresso per riprendere il bus verso Kuching. La mia corsa è forsennata, essendo già le undici della mattina, orario previsto per il rientro, altri due ragazzi, con me all’andata, sono già a bordo ma il simpaticissimo autista vedendomi in lontananza correre a più non posso, mi invita ad andare piano poiché sarebbe partito solo dopo che i ranger si fossero assicurati che, nel gruppo non ci fossero altre persone interessate a prendere il bus per Kuching. Aspettiamo altri due ragazzi e alle 11.20 si rientra alla base con il cuore ancora una volta colmo di emozioni…..

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