Quando si parla di Bali viene in mente la pace interiore, l’espressione più aurea della spiritualità induista, con i suoi templi sparsi praticamente in ogni dove che permeano l’atmosfera con il profumo d’incenso profuso praticamente h 24.Ma non si deve essere dei santoni o Yogini come me per andare a Bali.Ovvio andarci solo per la movida è assolutamente riduttivo nei confronti della meravigliosa isola degli Dei.Certo è che Bali o meglio Kuta Beach è considerata una bella versione della “Patong Beach”thailandese, altro luogo super turistico situato a Ko Phuket.IMG_8432
Kuta è stato per anni un piccolo e sonnolento paese di pescatori dove la vita era scandita dalla religiosa spiritualità dell’Induismo.Ma le lunghe spiagge, la bellezza del paesaggio circostante, la posizione particolarmente favorevole sia all’aeroporto che ai luoghi di culto più famosi dell’isola, hanno fatto in modo che a Kuta sorgessero sempre più strutture alberghiere e locali per turisti, da fare di Kuta Beach il centro turistico più sfruttato di Bali, dove il traffico è sempre più convulso e la tranquillità sempre più rara. Kuta è particolarmente frequentata da giovani asiatici e australiani che desiderano fare festa a tutte le ore del giorno e della notte e imparare a praticare lo sport nazionale:il surf, un vero e proprio culto per abitanti e turisti. A Kuta beach le onde sono alte ma non abbastanza, rendendole perfette per che vuole avvicinarsi a questa pratica, con pochi euro si trovano direttamente sulla spiaggia maestri preparati, disposti a impartire lezioni di surf, anche individuali.La spiaggia di Kuta è immensa e bellissima ma durante la stagione delle piogge,il nostro inverno per intenderci,diventa una discarica a cielo aperto con rifiuti plastici praticamente ovunque. Il mare porta a riva di tutto e si rimane sconcertati da questa BRUTTURA. I gestori dei piccoli stabilimenti balneari rastrellano la spiaggia radunano i rifiuti al centro dell’arenile, formando delle montagne di rifiuti, che in breve tempo vengono spazzate via dalla forza del mare.Mi spiegano gli abitanti stessi che il governo ha deciso di non investire nella pulizia della spiaggia durante la stagione delle piogge, ma di pagare delle persone addette a pulire solo con l’inizio della stagione secca e quindi del maggior numero di turisti.

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Kuta Beach resta un posto divertente dove soggiornare se si ama la vita notturna e la musica ad alto volume.Le strutture dove soggiornare sono tante, dove spendere anche pochissimo, non mancano, però, le strutture super lusso,i ristoranti alla moda e i centri commerciali dove si trovano le classiche grandi marche, praticamente presenti ovunque nel mondo. Ciò che davvero diverte e rimane nel cuore di Kuta Beach è che nonostante il turismo stia prendendo i connotati dei grandi centri turistici internazionali, si trovano ancora tra i vicoli più remoti del paese, vecchie signore che vendono bibite in piccole catapecchie dissestate che fungono sia da casa che da bottega, dalle quali ci si reca più per affetto che per comodità, per acquistare una birra”Bintang”, la più famosa dell’isola, oppure giovani ragazzi che abbrustoliscono alla piastra una pannocchia di mais fresca fresca ad un prezzo ridicolo, da gustare seduti su una vecchia cassa di birra vuota,pensando a quanto, queste abitudini ti facciano sentire, ancora una volta a casa, in un altro lontano angolo di mondo.

 

 

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