La cosa più strabiliante di Bali,oltre l’indiscussa bellezza del posto è la completa immersione nell’atmosfera religiosa, fortemente pregante per tutta la popolazione balinese. Bali è l’unica isola a religione induista di tutta l’Indonesia che è a prevalenza mussulmana,l’Induismo qui diffuso si identifica come “Induismo Balinese”grazie alla fusione dei precetti fondamentali della pratica Indù,con la venerazione delle tre grandi divinità: Shiva, Vishnu, Brahma ad una serie di enti supremi, appartenenti a tradizioni ancestrali del popolo locale, che prevede la fusione di religione induista a credenze animiste,basate culto degli antenati.
La cosa che rende tutto più toccante di Bali è questa possibilità, per chiunque e sopratutto, per chi come me porta nel quotidiano e ovunque nel mondo, alcuni dei concetti fondamentali della spiritualità orientale, Asia come la chiamo io,di sentirsi travolti fisicamente e emotivamente in una delle tante cerimonie balinesi. Ad esempio il giorno di Natale le donne vestite con i loro abiti tradizionali, finemente decorati, e gli uomini con i loro turbanti bianchi, si recano al tempio con dei cesti pieni zeppi di cibo per farlo benedire prima di poterlo consumare. Ugualmente le cerimonie riguardano ricorrenze meno importanti ma ugualmente sentite, come per la stagione che precede la raccolta del riso, alimento principe della cucina balinese, e per il quale ci si rivolge alle divinità, affinché possano regalare raccolti abbondanti.
Quindi è probabile che chiunque sia a spasso per Ubud,cuore spirituale dell’isola di Bali,una mattina qualunque assista ad una cerimonia balinese come questa:

cerimonia balinese

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