COSA FARE O NON FARE QUANDO SI VISITA CARTAGENA DE INDIAS

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Quando si decide di visitare l’America latina spesso ci si chiede se tutto quello che viene raccontato circa la sua pericolosità sia vero o meno e così al rientro da un viaggio bellissimo verso la Colombia ci sono alcune considerazioni che mi sento di fare.
Mi voglio soffermare sulla città colombiana di Cartagena de Indias, una città coloniale che per anni ho avuto il desiderio di visitare e sulla quale,così come su tutta la Colombia ci sono diverse opinioni contrastanti e purtroppo ancora troppi pregiudizi. A viaggio concluso posso dire che il rischio di cadere in qualche spiacevole situazione è il medesimo che si può trovare in molte delle nostre città italiane.
Abituata probabilmente a viaggiare spesso in Asia,l’America latina mi è apparsa decisamente diversa in termini di sicurezza e con questo non voglio dire che sia meno sicura del continente asiatico, ma semplicemente la sensazione è diversa.
Siamo arrivati a Cartagena de Indias con un volo diretto dalla meravigliosa Panama city ed atterrati a destinazione alle 11 di sera, ad attenderci il gestore del piccolo hotel Monasterio. Primo suggerimento se si arriva in tarda serata è sicuramente quello di organizzare il transfer direttamente con la struttura nella quale si alloggia. Riguardo a Cartagena de Indias la maggior parte di chi la visita decide di alloggiare in una delle tante strutture all’interno del caratteristico quartiere coloniale di Getsemani un adorabile ed aggrovigliato dedalo di strade inserito all’interno del centro storico pieno di piccoli locali. Al contrario il mio alloggio, seppur delizioso,era a 15/20 minuti circa dal castello di San Felipe ed intorno non aveva molte possibilità per mangiare, tranne un piccolo supermercato praticamente difronte, dove al mattino compravo della frutta ed una panetteria che dalle 07:30 sfornava cornetti formidabili. Il contesto di questa struttura era assolutamente adorabile tanto da spingerci incoscientemente a sentirci un pò troppo a nostro agio e a passeggiare ingenuamente tra vicoli interni con tanto di borsa a tracolla e aria tipicamente turistica, nulla è successo per fortuna e forse nulla sarebbe mai capitato ma la gente del posto ci ha caldamente invitato a non andare troppo oltre e a non tirar fuori macchine fotografiche o telefonino. Queste comunque sono buone norme da seguire davvero ovunque in questo caso però,essendo una zona residenziale dove non capitano molto spesso turisti è una cautela da tenere ancora più a mente.
Fatta questa precisazione e nonostante alloggiare in centro sarebbe stata la scelta logistica migliore per godere a pieno di tutte le meraviglie del centro cittadino, la periferia mi ha insegnato molto, la gente è cordiale e si preoccupa per il turista che vede a zonzo da quelle parti, qualcuno vi chiederà dei soldi,sopratutto se vi vedono in un negozio a comprare qualcosa(pochi devo dire) qualcuno vi chiederà di comprargli un pezzetto di pane e lo farà con così tanta discrezione che probabilmente avrete il desiderio irrefrenabile di comprargli tutta la panetteria, si fa per dire,e gli occhi vi si riempiranno di gioia vedendolo seduto a gustare il dolcetto caldo che ha deciso di comprarsi grazie a voi(in realtà anche adesso le lacrime solcano il mio viso solo al pensiero di quei momenti).
Ma Cartagena de Indias è anche eleganza ed una passeggiata al tramonto lungo il litorale di Playa de Bocagrande vi catapulterà in una Cartagena diversa, finta e preconfezionata per i turisti ma pur sempre da visitare.
Altro suggerimento importante se si visita Cartagena è quello di utilizzare i bus locali per spostarsi, non hanno una tabella di marcia ben precisa ma sono colorati ed economi,nei pressi del Castello di San Felipe passa spessissimo il bus per Bocagrande e Playa Marbella, quest’ultima è meno frequentata e turistica della prima anche se i colori del mare in entrambe non sono idilliaci.
Cartagena de Indias è una di quelle città che non si finisce mai di scoprire, molto affollata sopratutto durante le ore centrali della giornata per viverla al meglio le ore migliori sono quelle del primo mattino,quando i turisti e i croceristi del classico day trip non ancora ancora arrivati sulle sue piazze,piene di chiese antiche e donne vestite con i loro abiti tradizionali composti da gonne variopinte con in testa l’immancabile cesto di frutta, personaggi che sono diventati il simbolo di molte città coloniali come la stessa Habana di Cuba e che ormai consapevoli del loro successo tra i turisti, chiedono soldi in cambio di una scatto fotografico.
Poi ci sono le chiese ed il bellissimo Castello di San Felipe da visitare,senza dimenticare gli aperitivi al tramonto con sottofondo musicale e le scorpacciate di frutta fresca appena tagliata disponibile praticamente ovunque. A conclusione dico che forse non ci sono proprio cosa da fare e non fare a Cartagena de Indias, ma forse ci vuole solo la consapevolezza di trovarsi in una grande metropoli lontani da casa, assaporando consapevolmente ogni angolo di questa meravigliosa città.

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