• Come ogni anno in questo periodo sono in tanti a pianificare le vacanze di Natale e l’idea, di fare una passeggiata tra i più importanti mercatini natalizi in Italia è la più gettonata tra famiglie e coppie alla ricerca di un’atmosfera sognante e romantica.Quando si pensa a questi caratteristici allestimenti festivi, non si può fare a meno di pensare alla più nordica delle regioni d’Italia: Il Trentino Alto Adige.
    Il mio itinerario è rivolto a chi decide di visitare alcune delle perle altoatesine con i mezzi pubblici cercando di contenere le spese, nonostante le mete in questione non siano di certo da considerare a buon mercato, sopratutto se ci si reca in uno dei fine settimana più affollati, come quello a cavallo della festa religiosa dell’Immacolata concezione.
    Il Treno regionale per raggiungere Merano da Bologna costa 24 euro a persona e prevede un cambio a Bolzano, dopo 3 ore di viaggio, qui i collegamenti per la ridente Merano sono frequenti e arrivano a destinazione solo dopo 40 minuti di viaggio in treno, tra paesaggi alpini mozzafiato. Queste alte montagne sono un patrimonio naturale di inestimabile bellezza riconosciuto anche dall’Unesco.
    Piazza Walther è il fulcro centrale della città di Bolzano e dista solo 300 metri dalla stazione dei treni,gli stand natalizi sono allestiti proprio qui, raccolti attorno alla perla indiscussa di questa cittadina:il Duomo di Maria Assunta, un gioiello d’arte romanica gotica. La parte esterna è stata ricostruita a seguito della parziale distruzione durante la seconda guerra mondiale e potrebbe tranquillamente competere con la celebre Notre Dame di Parigi.bolzano
    Terminato questo primo giretto dal sapore natalizio mi incammino ancora una volta verso la stazione ferroviara per prendere un altro treno regionale con destinazione Merano, ovviamente prima di salire a bordo è obbligatoria una tappa in un supermercato del centro dove acquisto, nel reparto forneria, una bella fetta di strudel di mele,uno dei dolci tipici dell’Alto Adige, molto gustoso e al costo di pochi euro.
    Il primo pomeriggio è l’orario ideale per giungere a Merano, i mercatini si animano di gente, l’aria è pervasa dal profumo inebriante del vin brulè e passeggiare lungo le rive del fiume Adige,scalda il cuore nonostante le rigide temperature di queste zone.
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    Pernottare a Merano è abbastanza costoso sopratutto se non si prenota con largo anticipo e si ha la pretesa di soggiornare nel cuore della città, quindi una buona idea potrebbe essere quella di riprendere il treno e, con il solito cambio a Bolzano, raggiungere la cittadina di Trento, che resta comunque un passaggio obbligato sulla strada del ritorno verso Bologna.
    A Trento si può trovare una camera doppia in un buon hotel del centro città a poco più di 100 euro con un’abbondante colazione inclusa nel prezzo,questa resta sempre una cifra elevata ma decisamente inferiore rispetto a quello che si spenderebbe nelle città precedentemente citate,senza pensare che anche a Trento si possono visitare dei deliziosi mercatini Natalizi.
    Il rientro a casa è sempre nostalgico, ma pervaso da un gran senso di soddisfazione sia per i luoghi visitati che per la contenuta spesa sostenuta.

  • Parigi è una città europea sulla quale i commenti si sprecano, da città più ” bella del mondo a città più romantica del mondo” e chi più ne ha più ne metta. Buona parte della gente, con la quale si ha il piacere di parlare di viaggi, ha visitato, almeno una volta nella vità, la capitale francese e sono quasi tutti concordanti con il dire che la VILLE LUMIERE è unica. Durante il periodo natalizio, si sa tutte le città diventano più calorose e attraggono un maggior numero di visitatori,non è da meno Parigi che s’illumina di una moltitudine di luci e  ospita numerosi mercatini di Natale, dislocati in molte zone della città.

    Buona parte delle compagnie aeree low cost in partenza dall’Italia atterrano sull’aereoporto di Beauvais, una cittadina francese a circa 80 km dal nord di Parigi.La scelta di questo aereoporto presuppone l’utilizzo di una navetta la cui tariffa è di 30 euro a persona per una corsa di andata e ritorno, questo  costo  va preventivato già al momento dell’acquisto del biglietto.Gli orari del bus sono in funzione degli orari dei voli aerei e sono sempre molto puntuali.Il tragitto impiega un’ ora per arrivare a Porte Maillot, una stazione della metropolitana da dove poter prendere la linea 1 o il treno veloce RER C per raggiungere la propria sistemazione.Il percorso complessivo necessiterà non meno di due ore a seconda della posizione del hotel prescelto.

    Le cose da visitare nella città francese sono tantissime e sempre super affollate, ancor di più con la presenza dei mercatini di natale dislocati  sopratutto nei luoghi più gettonati dai turisti, come l’area monumentale di Trocadero, situata a destra del fiume Senna  che, con le sue bellissime fontane, fa da perfetta cornice ad uno dei monumenti più celebri al mondo: la Torre Eiffel. La sua visita può richiedere anche più di un’ora di fila per l’accesso, quindi, è consigliabile acquistare il biglietto, prenotando l’orario d’ingresso.

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    Un altro must da non perdere è la crociera sul fiume Senna che permette ai croceristi di ammirare le principali attrazzioni della città restando comodamente seduti. Ci sono diverse compagnie fluviali che fanno lo stesso giro ed anche in questo è bene acquistare il biglietto on line, per sfruttare le innumerevoli promozioni applicate sul web e che prevedono talvolta sconti del 30%.

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    Ovviamente è obbligatoria una bella passeggiata su  Avenues des Champs-Elysees, il viale più famoso della città, che con le luminarie del Natale acquista un fascino ancor più accattivante, fare lo shopping su questa via non è a buon mercato, qui le grandi firme mettono in vetrina la loro mercanzia, impreziosita da eleganti decori festivi. Per chi preferisse spendere meno e portare a casa un piccolo cimelio natalizio, può approfittare degli stand del mercatino natalizio, adibito sul lungo viale, che apre i battenti già a metà novembre per terminare i primi di gennaio.Sempre in tema di mercatini di Natale merita una visita anche  La Defence, che ne ospita uno abbastanza grande, questo quartiere d’affari è più grande di tutta Europa. Il distretto ospita grandi grattacieli e centri commerciali e si trova nella periferia della città, in realtà non c’ è molto da vedere in questa zona, perchè buona parte dei parigini che si recano qui lo fanno per motivi di lavoro o per fare la spesa in queste mega strutture su più piani, dove si può trovare di tutto, dal vestiario al cibo, ma è una buona occasione per osservare le abitudini cittadine.

    In ultimo merita una sosta Place de la Republique, questa bellissima piazza è un omaggio alla Republica francese e al suo centro ospita un monumento che rappresenta una Marianna, tipica figura allegorica della repubblica, con indosso una toga e con la tavole della legge nella mano sinistra. Questo angolo della città è incantevole ancor più con i mercatini di Natale, perdendosi in una delle tante viuzze che si dipanano dalla piazza, si possono trovare antiche botteghe di abiti, con il tipico odore pungente della stoffe arrotolate e riposte nelle scaffalature, e dove non è difficile trovare capi di abbigliamento unici e a prezzi stracciati. Non meno importanti sono le tante fornerie che sfornano uno dei simboli più importanti di Parigi:le baguette che si può gustare vuota e fumante o con farcitura a piacere.

    Parigi fa emozionare ogni giorno, ma  può far sognare chi la visita con il cuore di colmo, di quella magia, che solo il Natale può regalare.

  • Anche quest’ anno si è appena concluso  l’annuale appuntamento con TTG, la fiera internazionale del turismo, uno dei principali luoghi d’incontro tra operatori del settore turistico, che ogni anno cercano di fare  il punto sulla situazione turistica mondiale.Il TTG è sicuramente una buona occasione di approfondire tematiche molto interessanti, per chi come me lavora nel settore da anni, quest’ anno è stata l’autorevole voce di Alessandro Cecchi Paone, uno dei più illustri divulgatori scientifici d’Italia, insieme al dottor Walter Pasini, esperto di sanità internazionale, da anni impegnato sullo studio della medicina tropicale ad occuparsi di un tema importantissimo la Travel Medicine.

    L’informazione sulle eventuali precauzioni sanitarie da prendere prima di intraprendere un viaggio, restano una questione assai complicata, basti pensare alla malaria, una malattia infettiva causata da un parassita chiamato Plasmodio e che viene trasmessa dalla puntura di una zanzara infetta, questa malattia è largamente diffusa in aree geografiche come Africa o America latina, dove ogni anno si registrano  numerose vittime. Buona parte dei medici di base prescrivono una profilassi preventiva che, come spiega ampiamente il dottor Paone, può avere conseguenze neurologiche devastanti, studi recenti stanno cercando di mettere sul mercato medicinali più tollerabili con un principio di base, estratto direttamente dall’artemisia annua, una pianta erbacea, con comprovati effetti curativi sulla malaria. Qualunque possa essere la scelta del viaggiatore, ciò che emerge dal dibattito e l’assoluta mancanza sia nei tour operator che nelle agenzie di viaggio,di una figura professionale specifica, che possa informare e assistere il viaggiatore  in una scelta consapevole. A tal proposito il dottor Pasini presenta la sua ultima pubblicazione, frutto di ricerche sul campo, una sorta di vademecum del viaggiatore che desidera intraprendere un viaggio in paesi particolarmente esposti a rischi sanitari. Molto spesso manca la giusta informazione su alcuni  comportamenti da adottare, per evitare di rovinarsi la vacanza, è il caso della cosiddetta “diarrea del viaggiatore” un disturbo frequentissimo e che colpisce un gran numero di persone ignari del fatto che basterebbero alcuni piccoli gesti per evitarla, come bere solo acqua imbottigliata e non mangiare mai frutta e verdura crudi, ma anche in questo caso, molto spesso gli spessi agenti di viaggio non forniscono questo tipo di informazioni di base, e gli stessi cataloghi turistici relegano le info sanitarie a poche righe spicciole.

    Altra gestione spinosa affrontata durante questo incontro è la medicina legata alla terza età, che rappresenta una delle fette di mercato turistico sempre più in aumento, gli anziani, definiti gli over 65, si spostano con più facilità, complice un miglioramento delle condizioni fisiche che sono rese sempre più favorevoli, grazie ai progressi continui e repentini nel campo medico. Purtroppo buona parte delle strutture ricettive non sono sufficientemente attrezzate ad accogliere viaggiatori avanti con  l’età, in buona salute, ma portatori di malattie croniche. Il più delle volte i medici impiegati in centri turistici o anche nei grandi hotel galleggianti, come le navi da crociera, sono dottori alle prime armi con nessun tipo di esperienza, il risultato di questo risparmio diventa dannoso per il viaggiatore stesso.

    Ultima questione ma non meno importante è il turismo sessuale, una piaga sociale devastante, che coinvolge gente senza scrupoli che sceglie di accompagnarsi a bambine e giovani donne di paesi latini e asiatici, quasi mai consapevoli del rischio sanitario, spinte solo dalla necessità di mettere insieme il pranzo con la cena. Altro discorso, più che legittimo, è il  desiderio di andare in vacanza per conoscere gente nuova, con a volte la naturale conseguenza di  relazioni fisiche, che dovrebbero essere sempre protette, per scongiurare il rischio di contrarre infezioni, dalle più risolvibili come la sifilide, i cui casi in Italia sono in aumentano,o alle più gravi come l’aids .A tal riguardo  Cecchi Paone propone la distribuzione gratuita di preservativi in aereo e nelle strutture ricettive.

    Il dibattito si conclude con l’auspicabile augurio di vedere finalmente il turismo e la Travel Medicine  viaggiare all’unisono.

  • Venezia si sa è una città favolosa, invidiata da tutto il mondo per il suo aspetto intrigante ed eclettico, molti vip internazionali la scelgono come luogo ideale per trascorrere le vacanze, e tante le aziende pubblicitarie che utilizzano i suoi mille ponti per ambientare spot televisivi.La visita in questa memorabile città vale sempre la pena ma i costi per una breve visita di due giorni possono rivelarsi alquanto elevati e totalmente inappropriati, facciamo quindi il calcolo delle spese.

    Il viaggio per raggiungere Venezia Santa Lucia da Bologna è abbastanza vantaggioso se si decide di prenotare il biglietto del treno con un largo anticipo, cosi da sfruttare una delle tante promozioni presenti sul mercato web, in caso si preferisse l’automobile bisogna fare i conti con i costi del parcheggio esterno che possono essere alquanto alti. La maniera migliore per esplorare la città restano le gambe e una buona dose di pazienza nello schivare enormi flotte di turisti, provenienti da ogni angolo del mondo, fermi ovunque,pronti ad immortalare ogni attimo della loro permanenza veneziana.
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    Il mio hotel si chiama”Ca contarini”e si trova a solo 10 minuti dalla famosa piazza San Marco, il costo per una camera doppia con bagno condiviso è di 83 euro con inclusa una magra colazione a base di prodotti confezionati, al costo della sistemazione è da aggiungere la quota per la tassa di soggiorno di 3 euro a testa destinata ad aumentare da ottobre 2015, questa è una spesa che incide notevolmente sul costo totale di tutto il soggiorno. La struttura è accogliente e gestita da un simpatico e disponibile ragazzo nord africano al quale chiedo una mappa della città che, in caso contrario, avrei dovuto acquistare dall’ufficio turistico al costo di 3 euro.
    Raggiungere l’hotel è molto facile, una volta sul piazzale della stazione basta prendere il vaporetto numero 2 in direzione San Marco per poi scendere, dopo 4 fermate, alla stazione Accademia, a soli 5 minuti a piedi dalla mia sistemazione.Il costo del vaporetto è pari a 7.50 euro ed ha una validità di 75 minuti, il trasporto è tutto tranne che confortevole, ci si sposta stipati come un carro bestiame tra turisti desiderosi di fare scatti fotografici e valigie in bilico, sulle quali non è difficile inciampare, il tutto reso più complicato dalle maniere piuttosto rudi del personale che si fa largo tra i viaggiatori, senza troppe delicatezze, per consentire uscita e accesso dal vaporetto.Per fortuna la posizione della mia piccola dimora veneziana è molto centrale in maniera tale da consentirmi un notevole risparmio sulle corse dei mezzi di trasporto.
    Una volta raggiunta la meravigliosa Piazza San Marco si rimane sconcertati dall’enorme quantità di gente in fila per entrare nella basilica, fortunatamente gratuita ma che può richiedere anche più di un’ora d’attesa. Per chi come me non ha molto tempo a disposizione si può decidere di prenotare l’ingresso ad un orario prestabilito, sul sito internet della basilica, ad un costo ragionevole (si fa per dire) di 2 euro. Nonostante io sia in ampio anticipo sul mio orario di prenotazione l’addetto mi fa ugualmente entrare.
    L’interno della basilica è un intreccio di architettura gotica e bizantina impreziosita da una serie di mosaici che raffigurano la vita dei santi. Per visitare la sezione dedicata ai gioielli di San Marco, realizzati dalla maestria degli orefici veneziani, bisogna pagare un biglietto di 3 euro a persona, mentre per vedere la Pala d’oro ce ne vogliono altri 2. Decido di non perdere lo spettacolo sublime di ammirare la Pala d’oro, posizionata sull’altare maggiore della basilica. Il genio di questa creazione è stupefacente la luce, intesa come elevazione dell’uomo verso Dio, viene valorizzata grazie all’utilizzo di preziosi metalli, che impreziosiscono le raffigurazioni dei santi rappresentate su di essa.

    Il tempo scorre veloce e lo stomaco sente il bisogno di un piccolo spuntino, cosi cedo alla tentazione di entrare in una delle tante fornerie del centro storico, attratta dal profumo di pizza. Un trancio di pizza ed una bottiglietta d’acqua mi costa 7 euro e non sono di certo i soldi meglio spesi visto il gusto plastico di questo trancio che non lascia lontanamente immaginare i sapori delicati della nostra autentica pizza made in Italy. Alla sera per cena, deciso di ridare ancora una possibilità alla ristorazione veneziana, così mi siedo in una piccolo ristorantino, poco distante dal mio hotel e ordino un’insalata mista, una pizza per mio fratello minore,vero intenditore e estimatore della cucina italiana,acqua e caffè ad un costo di 27 euro, un furto vero e prorio considerato gusto e porzioni irrisorie.La cosa più triste è vedere come i tanti turisti internazionali affollino i tanti ristoranti del centro con la pallida illusione di mangiare il vero e gustoso, quanto celebre, cibo italiano.
    Ultima nota dolente in materia di costi a Venezia è il costo dei bagni pubblici, tutti rigorosamente a pagamento, che richiedono un gettone di 2 euro a persona per l’ingresso.

    Ho avuto la fortuna di viaggiare molto fin ora e Venezia resta una delle mie città preferite per la sua bellezza accattivante, un orgoglio tutto italiano che dovrebbe essere fruibile da tutti a dei costi più ragionevoli.

  • Coral island o Ko He è un’ isola corallina posizionata a soli 9 chilometri dalle coste tailandesi della più conosciuta isola di Phuket, che percorro in lungo e largo con un taxi.Dopo qualche giorno di permanenza sull’isola decido di andare alla ricerca di un posto dove potermi concedere qualche momento di relax insieme ad uno snorkelling accettabil,e così raggiungo, Chalong bay, un’insenatura naturale a sud dell’isola di Phuket, dove si respira un’aria già più rilassata rispetto alla frenesia di Patong, il quartiere più famoso della zona, ideale per chi è alla disperata ricerca di una sfrenata baldoria talvolta eccessiva.Dopo il mio solito giro di ricognizione del posto, acquisto due biglietti per l’aliscafo che in soli 15 minuti mi condurrà su Coral island.Numerose agenzie propongono un transfer completo dall’hotel all’isola a soli 25 euro a persona mentre per chi desidera recarsi per una sola giornata i costi salgono a 50 euro compresivi di attrezzatura per lo snorkelling e pranzo a buffet, presso l’unico ristorante dell’isola.La traversata è abbastanza turbolenta, i tailandesi alla guida dei natanti sono spericolati le piccole imbarcazioni sembrano volare sull’acqua, per chi soffre di mal di mare può essere un’ esperienza disastrosa, fortunatamente io non ho mai avuto alcun problema simile e cerco come posso di godermi lo splendido paesaggio che attraverso, dove visibile è la sagoma di Ko lone, piccola isola rigogliosa sulla quale svettano rocce calcaree popolate da centinaia di uccelli e ricoperte da palme enormi.
    Finalmente la barca inizia a rallentare e si fa largo tra i pochi coralli vivi che sono rimasti da questo lato dell’isolavienna norvegia svezia creta 474. Ad accogliermi c ‘è un simpatico e gentilissimo ragazzo che mi viene subito incontro recuperando il mio bagaglio, in brevissimo tempo mi ritrovo seduta nel bar dell’unica struttura ricettiva presente sul posto, composta da pochi e confortevoli bungalow distribuiti su long beach, la spiaggia più grande e attrezzata di questo piccolo lembo di terra.In realtà l’isola ospita anche un campeggio molto spartano sulla più piccola e tranquilla banana beach per arrivarci è necessario avventurarsi tra un percorso mozzafiato tra giungla a strapiombo sul mare, una sentiero di una bellezza formidabile ma che necessità necessariamente di scarpe comode.Non mi ci vuole molto tempo per comprendere di essere sbarcata su un piccolo paradiso, che però ogni giorno viene preso d’assalto da una miriade di turisti chiassosi che molto spesso lasciano i loro rifiuti sparsi tra mare e sabbia. I fondali marini sono ricchi di vita, pesci e stelle marine sono un pò ovunque, bastano poche bracciate per avere la sensazione di trovarsi in mezzo ad un acquario, purtroppo il corallo è quasi tutto morto a causa dei numerosi motoscafi che scorrazzano avanti e indietro turisti interessati a praticare attività come il banana boat, una sorta di banana gonfiabile sulla quale sono aggrappati giovani donne e ragazzi, che pare trovino divertimento nell’essere scaraventati fuori da questa orribile zattera. Per trovare del corallo più vivo ci si deve spostare sulla freedom beach, spiaggia a sud ovest della principale long beach, raggiungibile in barca e con qualche guida esperta poichè ci possono essere numerose e pericolose correnti .Alle 4 del pomeriggio l’isola di svuota completamente lasciando spazio solo al canto melodioso dei tucani che si annidano sulle palme e che non appaiono affatto intimoriti dalla presenza umana.Il piccolo resort è ben inserito nel contesto naturale gestito da una famiglia tailandese con bimbi, che passano il loro tempo a giocare in spiaggia con gli amichevoli cagnolini che vivono li e che hanno una vera e propria passione per i gamberoni.Il cuoco della struttura è un professionista talentuoso che ogni sera ci teneva personalmente a presentarmi tutti le pietanze che preparava, in assoluto le migliori che abbia mai mangiato in Tailandia, come la Green Papaya Salad, una gustosissima insalata a base di peperoni, pomodori, papaya e gamberetti conditi con salsa di pesce e altre spezie che la rendono molto appetitosa ma adatta solo a chi ama i sapori piccanti.
    Sono stata per molti giorni in questo piccolo angolo di paradiso che viene molto spesso snobbato dalla clientela internazionale che la prende in considerazione solo per un passaggio occasionale, ma che invece permette di comprendere la vera anima tailandese, solo con una permanenza prolungata.messico belize detroit lubiana 334

  • Gabicce Mare è un piccolo comune della provincia di Pesaro Urbino, posizionato al confine con la provincia romagnola di Rimini ed affacciato sul mare adriatico.Le sue 5000 anime vivono la loro esistenza dedite al turismo che ogni anno regala, a questo territorio, migliaia di vacanzieri attratti da un territorio che offre servizi e divertimenti per ogni età, ma nonostante questo pullulare di gente, a pochi chilometri di distanza si possono raggiungere piccole oasi di incontaminata bellezza adagiati su verdi colline, come la località di Gabicce Monte.

    Con soli 3,50 euro si può acquistare una corsa sul trenino elettrico che ogni giorno collega questa amena cittadina con la più alta Gabicce Monte, il costo è un pò altino considerata la distanza percorsa e non appare particolarmente vantaggioso per le famiglie con bambini che si vedono costrette a pagare un costo di 2 euro per un biglietto ridotto, ma la corsa vale ugualmente la pena, non fosse altro per la fatica risparmiata salendo la ripida salita.Quasi da subito si capisce come il paesaggio cambi improvvisamente, il cemento lascia spazio al verde della vegetazione che diventa sempre più rigogliosa, salendo la china del ‘Monte San Bartolo‘ che ospita un parco  naturale con una serie di percorsi naturalistici che si inerpicano tra mare e collina, qui è possibile osservare numerose specie vegetali e il volo di diversi uccelli che qui trovano il posto ideale per la nidificazione.La corsa termina appena si raggiunge piazza Valbruna, principale fulcro di questa frazione, attorno alla quale si concentrano piccole e deliziose casette e qualche bar e ristorante dove consumare deliziosi manicaretti difronte ad un panorama mozzafiato sulla baia marittima.IMG_5205

    Dell’antico borgo dii Gabicce Monte non resta molto a parte la chiesetta di ‘Sant’Ermete‘ al suo interno si trovano antichi reliquiari  e pregevoli candelieri a testimonianza della ricchezza d’arredamento che un tempo, prima di innumerevoli saccheggi subiti, caratterizzava questa chiesa.Un dipinto di ragguardevole importanza artistica è la ‘Madonna del latte‘ attribuito ad un pittore della scuola marchigiana, e un crocifisso ligneo di scuola riminese appartenuto Monsignore della famiglia Tonini, nucleo particolarmente importante per il tessuto sociale locale.Il tramonto è  il momento migliore per visitare questo piccolo borgo quando il sole calante regala un atmosfera rilassata e ideale per romantiche passeggiate, ma per chi volesse passare un’ intera giornata può decidere di raggiungere l’insenatura della Vallugola, porzione di territorio a metà tra Gabicce e Castel di Mezzo, altro piccolo e delizioso borgo della provincia. Questa bellissima baia può essere raggiunta con una breve corsa di taxi o a piedi per i più sportivi. La baia è un piccolo porto turistico dove numerose imbarcazioni fanno tappa per godere della tranquillità e del mare pulito che permette di concedersi bagni rinfrescanti, la spiaggia è composta da ciottoli e non è l’ideale per le famiglie con bambini piccoli, nonostante siano reperibili tutti i confort per una vacanza all’insegna del relax.Le poche strutture ricettive sono raffinate e anche molto costose ma perfettamente integrate in questa splendida bellezza naturalistica poco distante eppure così lontana dalla confusionaria riviera romagnola.IMG_5231

  • La riviera romagnola è da sempre considerata il baluardo italiano del divertimento a tutte le ore, complice la numerosa offerta turistica che soddisfa i gusti di tutti, dai giovanissimi in cerca di discoteche, alle famiglie desiderose di trovare  attività ricreative per i più piccini. Ma in pochi sanno che a pochi chilometri da Rimini, si possono trovare angoli di pace e serenità che sembrano rimanere indifferenti alla baldoria cittadina, come Coriano e San Clemente.  Il mio itinerario a spasso per l’entroterra romagnolo comincia dal comune di Riccione, delizioso centro cittadino a una decina di minuti dal centro di Rimini, dove noleggio uno scooter per soli 50 euro al giorno, scelta che si rivela azzeccata per sfuggire alla calura del mese di luglio .Soli pochi minuti di strada e inizio a salire su di una ripida salita seguendo le indicazioni per Scacciano, piccola frazione in collina a 5 minuti dalla città dove si respira un’aria frizzante inebriata dal dolce profumo del pino mugo. Seguo le indicazioni stradali per San clemente e in pochi minuti mi ritrovo a percorrere strade di campagna quasi deserte, che scorrono lente tra immense vallate che gettano lo sguardo sul mare in lontananza.

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    Soli dieci minuti di strada e arrivo nella piccola cittadina di San Clemente abitata da poco più di 5000 anime, sarà forse perché ci arrivo per le 6 di sera ma il centro mi appare deserto, mentre mi incammino verso piazza Mazzini, cuore nevralgico del comune, si sentono i rumori delle stoviglie adoperate per preparare la cena e dalle finestre spalancate viene fuori un profumo che mette appetito. La piccola piazza è dominata da una graziosa chiesetta risalente al secolo diciassettesimo costruita ad opera di un artista ignoto, si trova a ridosso delle mura di cinta che un tempo circondavano la cittàIMG_5190

    Non c’è molto altro da fare o da vedere qui a parte ossigenare i polmoni respirando aria salubre, ma merita ugualmente un passaggio non fosse altro per la pace che regna e per i bel panorama.IMG_5185

    Ripreso il cammino non posso fare a meno di notare che ci sono numerose insegne che segnalano la presenza di aziende agricole predisposte alla vendita di olio, vino e miele, tutti prodotti locali di grande valore gastronomico, infatti questa zona è particolarmente apprezzata per la produzione di vino e spumante dal gusto delicato e fruttato tanto da aver spinto le amministrazioni comunali ad organizzare serate a tema dove è possibile la degustazione., Non meno importanza hanno i formaggi che da queste parti vedono la produzione dello squacquerone, una morbida crema di formaggio che si sposa perfettamente con la piadina, fiore all’occhiello e elemento principe della cucina romagnolo.

    Mi sposto ancora in direzione Coriano che da San Clemente dista pochi chilometri percorsi sempre su di una strada che costeggia innumerevoli campi agricoli di girasoli che brillano sotto la luce del caldo tramonto. Coriano è più grande ed ospita il doppio degli abitanti, il suo centro storico è raccolto intorno alla piazza del municipio che mi appare un po’ più animata rispetto al precedente borgo, pur mantenendo il suo aspetto di tranquillo e sonnolente paesino di provincia, una volta parcheggiato lo scooter mi imbatto quasi per caso nella vera chicca corianese :l’Antiquarium Malatestiano ovvero il  “castello di Coriano”IMG_5200IMG_5198IMG_5192 La data della sua costruzione non è certa probabilmente risale al 1300 ed è stato oggetto di recente ristrutturazione. Ad opera della grande famiglia Malatesta che ne ha aumentato il lustro, ampliando la costruzione iniziale con il potenziamento della cinta muraria. La porta d’ ingresso ospita un piccolo museo contenente reperti storici di vario genere, ma purtroppo è già chiuso, un vero peccato perché mi informano, alcuni abitanti, che sono possibili visite guidate gratuite. Superata la grande porta d’ingresso è possibile osservare alcuni ruderi con portale ad arco e una grande ghiacciaia-neviera, ben visibili sono le aperture che la sovrastano di diverse altezze, utilizzate per facilitare lo scarico delle merci e della neve .La mia passeggiata si conclude sulla piazza principale dove poco distante svetta il campanile della chiesa, ormai chiusa, che si affaccia su di un piccolo parco cittadino dove prendono ristoro dal caldo, gli anziani del paese.IMG_5203

    Ormai si è fatto tardi e la fame inizia a farsi sentire così decido di trovare un posto dove mangiare e ripresa la via per Scacciano, mi imbatto quasi per caso,, in una pizzeria che a giudicare dal parcheggio gremito di macchine, deve essere anche un buon posto per mangiare, non ne rimango affatto delusa, il proprietario è una persona socievole e mi spiega che la sua specialità è la pizza lievitata naturalmente per più di 72 ore e farcita a piacimento con ingredienti selezionati e a chilometro zero, non ci metto molto a farmi convincere e dopo circa 20  minuti mi ritrovo, a gustare un’ottima pizza con verdure, accompagnata da una bella birra fredda, sorseggiata difronte allo splendido incanto delle colline romagnole.IMG_5231

  • Il mio viaggio in Umbria nasce dalla necessità  impellente di prendere una pausa dallo smog e dalla vita frenetica di Bologna per concedermi un pò di sano relax. Così caricata la macchina dello stretto indispensabile e messa a bordo la mia bellissima Ale, una micia stupenda che è stata per me come una figlia fino a 5 mesi fa, quando, dopo una fantastica convivenza durata 18 anni 4 mesi e 5 giorni, è volata in cielo lasciandomi un vuoto incolmabile, si parte.vienna norvegia svezia creta 221

    Ale è stata abituata agli spostamenti dai primi suoi anni di vita e non è mai stato un problema per lei andare in macchina, in autobus o in treno, questo mi ha permesso molto spesso di portarmela dietro in vacanza senza problema alcuno, anzi rappresentando per lei una nuova occasione di scoperta. Il tragitto in macchina per raggiungere il comune di San Feliciano Magione in provincia di Perugia  scorre lento e tranquillo attraverso le verdi colline che caratterizzano la E45, la strada statale che da Cesena arriva fino a Roma. Dopo circa 3 ore sono al residence precedentemente prenotato on line, il gestore  mi accoglie calorosamente e sopratutto entusiasta della sua piccola ospite a 4 zampe. Il posto è un incanto composto da poche casette basse con ingresso indipendente e piccolo terrazzo affacciato sul lago Trasimeno, che è il quarto lago d’Italia per estensione, il più esteso dell’Italia peninsulare.L’ ambiente limitrofo è un susseguirsi di dolci colline adornate da una fitta e rigogliosa vegetazione, dove non è difficile scorgere poiane o aironi cenerini e dove ci si sente ristorati fin dalle prime ore di permanenza.Il tempo necessario per permettere a Ale di prendere confidenza con la sua nuova casa vacanziera, che sembra apprezzare molto, e si parte alla scoperta di questo luogo lussureggiante. Il residence è a soli 4 chilometri da San Feliciano, piccola frazione del paese di Magione, Il piccolo borgo, popolato da poco più di 500 anime, si inerpica sulle verdi colline e si affaccia sul lago dove sono visibili le  piccole imbarcazioni  e le reti utilizzate per la pesca, attività praticata da buona parte degli abitanti. Proseguendo lungo la strada che costeggia l’intero perimetro del lago si arriva a Castiglione del Lago comune umbro della provincia di Perugia che confina sia con la provincia di Siena che di Arezzo. La cittadina sorge su di uno sperone calcareo che originariamente rappresentava la quarta isola del lago e che in seguito ai movimenti tettonici ha assunto l’aspetto attuale.La piccola cittadina fu costruita dai romani e fu per diverso tempo contesa tra le città umbre e quelle toscane subendo numerose distruzioni e ricostruzioni, il borgo antico è iscritto nella lista dei borghi più belli d’Italia meritando un posto d’onore non solo nella conservazione dei beni storici ma anche per la volontà di preservare gli antichi mestieri come quello del panettiere, che inebria le piccole strade acciottolate con il profumo del pane appena sfornato o il carpentiere che nella sua piccola bottega lavora il ferro con ancora gli antichi strumenti del passato.
    La fortezza medioevale eretta verso la metà del duecento viene chiamta ‘Castello del Leone‘ per la sua forma pentagonale ispirata alla costellazione del leone.Ovviamente non può mancare lo shopping di prodotti locali come la la fagiolina, fagiolo dolcissimo dalla buccia molto sottile, che trova nel Trasimento il terreno ideale per crescere rigoglioso, oppure si può scegliere tra una vasta varietà di ceramiche dipinte a mano che raffigurano molto spesso i borghi antichi del Trasimeno.
    Scendendo sulle sponde del lago è possibile imbarcarsi verso l’Isola Maggiore che a dispetto del suo nome è una delle più piccole tra le 3 isole naturali del lago, è abitata da sole 30 persone che sono destinate ad essere ancora meno, a seguito dello spopolamento da parte dei giovani verso le grandi città in cerca di occupazione.
    L’ Isola Maggiore è uno dei posti più belli che abbia mai visto in Italia, le famiglie che lo popolano vivono sopratutto di turismo gestendo alcune delle locande dell’isola, che ogni giorno propongono cucina fatta in casa a prezzi ragionevoli, qui non ci sono strade asfaltate, la piazzetta centrale è il l’ unico punto d’incontro  per gli anziani che siedono all’esterno delle abitazioni facendo le chiacchiere con il postino, che sbarca sull’isola per smistare la poca corrispondenza, le donne badano ai piccini o si occupano delle faccende di casa stendono il bucato che ha il profumo intenso del sapone di marsiglia, la sensazione che ho in questo posto è strepitosa mi sento fuori dal tempo, pervasa solo da una grande beatitudine.
    Per scoprire la piccola isola non c’è un itinerario preciso, si può girare senza meta, l’importante è salire sulla cima più alta per scorgere, all’ombra degli ulivi, la chiesa di San Michele Arcangelo, deliziosa costruzione con campanile a vela impostato sulla facciata.Il suo interno è stato affrescato da uno dei tanti pittori, di cui non si conosce il nome, che seguirono la scuola di pittura dei nomi più illustri d’Italia come Giotto e Cimabue.
    Salendo su e giù per la collina non sarà difficile vedere la piccola chiesa di San Salvatore di cui colpiscono le sculture impresse sul portale in pietra.
    Arrivata l’ora di pranzo mi concedo una buonissima pasta fatta in casa con sugo di fagiolina e per secondo pesce di lago al forno con patate, delizioso e abbondantissimo.
    Lasciare questa piccola isola senza tempo non è facile ma ormai è tardo pomeriggio il traghetto mi aspetta.
    I giorni a seguire scorrono sereni tra passeggiate e relax ma prima di lasciare questo incanto decido di fare una capatina in Toscana e più precisamente a Chiusi, graziosa cittadina della provincia di Siena situata lungo l’antica via Etruria.
    Il suo centro storico è molto ben corservato qui in passato sono state rinvenute diverse opere etrusche di valore inestimabile conservate prevalentemente nel museo nazionale di archeologia che custudisce tombe etrusche molto suggestive come quella del Leone e della  Pellegrina. Il costo del biglietto è di 6 euro mentre ci vogliono 3 euro aggiuntivi se si vuole visitare la tomba della scimmia famosa per la sua seguenza di pittura parietale.Ad ogni modo prima di organizzare la visita è bene visitare il sito on line poichè ci sono dei giorni e dei mesi dell’anno in cui il museo resta chiuso.
    Anche questa settimana di vacanza giunge al termine e per l’ultima sera di permanenza mi concedo una super pizza con olio tartufato, una vera squisitezza assaporata in uno dei tanti ristorantini affacciati su questa piccola meraviglia che è il Lago Trasimeno.

  • messico belize detroit lubiana 428.
    Il mio volo parte da Cancun in perfetto orario e il mio ultimo sguardo prima di prendere quota volge sulla splendida barriera corallina mesoamericana che mi ha regalato emozioni grandissime. Con un pò di nostalgia mi preparo ad affrontare l’ultima parte del mio lungo viaggio tra Messico e Belize, in una città fredda e inusuale, come molti giornali e racconti la descrivono: Detroit, città americana nello stato del Michigan.
    Detroit fu fondata nel 1701 dai francesi ma è saltata agli onori della cronaca grazie all’industria automobilistica statunitense, che l’ha  portata ad essere uno dei poli commerciali più importanti al mondo, città accogliente e ospitale convergeva a se un cospicuo numero di lavoratori impiegati a rendere Detroit leader mondiale nel settore, e che la vede negli anni cinquanta nel suo periodo di maggior splendore, fino al 18 luglio 2013 quando la città si vede costretta a dichiarare fallimento, a causa dell’impossibilità di pagare debiti stimati tra i 18 e i 20 miliardi di dollari.
    Una volta scesa da quell’aereo mi aspetta la dogana statunitense alla quale sono già abituata e che si dimostra celere ed efficiente, il mio modulo esta, debitamente compilato e pagato on line è requisito fondamentale prima di mettere piede sul territorio americano.messico belize detroit lubiana 437
    Una volta recuperato il mio bagaglio mi appresto a mettere il naso fuori dall’area arrivi, dove ad attendermi avrebbe dovuto esserci un transfer precedentemente acquistato ad un costo talmente basso che aveva destato in me non pochi dubbi, ma alla fine incurante e incosciente avevo deciso di correre il rischio e di  prenotarlo.
    La temperatura è abbondantemente sotto lo zero, complice anche una straordinaria ondata di freddo e gelo che aveva messo in ginocchio buona parte degli Stati Uniti d’America. Passare da 30 a -5 gradi non è così facile ma la mia voglia di scoperta è ancora una volta talmente forte da rendermi felice anche di quel gelo improvviso.
    La macchina che avrebbe dovuto essere li ad attendermi non si vedeva e dopo una buona mezz’ora di attesa comincio a chiedere agli autisti dei numerosi van se conoscessero la mia compagnia di trasporto, tutti si mostrano gentili e desiderosi di aiutarmi,  come una giovane donna che chiama il numero di telefono presente sul voucher chiedendogli spiegazioni sulla loro non presenza, ottenendo come risposta  di attendere ancora un pò il loro arrivo. Di minuti ne passano tanti e in preda ad un senso di esasperazione decido di pagare circa 60 dollari per un taxi che mi conduce, senza intoppi, al mio motel in circa 40 minuti.
    Sono circa le 9 di sera e riprende a nevicare copiosamente, l’hotel è posizionato su una strada di scorrimento veloce e le camere abbastanza spaziose sono disposte su di un corridoio esterno che tante volte ho visto nei film americani.
    Con lo stomaco vuoto mi metto alla ricerca di un posto dove mangiare qualcosa, ma la città appare deserta e i pochi locali sulla strada sono tutti chiusi, così mi devo accontentare di fare un fugace spuntino al distributore automatico del hotel,  a base di biscotti e coca cola.
    La camera è abbastanza carina anche se un pò rumorosa ma complice la stanchezza e il fuso orario mi addormento in un sonno ristoratore.
    La mattina seguente mi gusto finalmente una buona colazione che mi riporta indietro nel tempo quando ero in vacanza a New York e non mi facevo mai mancare una buona tazza di caffè americano e ciambelle calde
    Il gestore è un simpatico signore di colore molto simpatico con la passione per il canto che intrattiene me e il resto degli ospiti con simpatici motivetti del mitico Frank Sinatra.
    Finalmente sono pronta per partire alla scoperta della città innevata che appare ancora una volta quasi deserta, si sussuegono una serie di palazzi abbandonati a chiese cattoliche dall’ architettura sofisticata come la St. Mary Church che si trova proprio accanto al casinò della città. Il downtown è raccolto con diversi palazzoni specchiati che ospitano centri commerciali molto eleganti.
    La scelta museale è altrettanto ricca e interessante come il Detroit institute Arts dove sono ospitati reperti di arte figurative e decorative che ripercorrono  la storia americana e non solo. Lo spazio è molto ben organizzato e con una bella sezione di arte contemporanea.
    Ci sono diversi locali dove trascorrere serate piacevoli ascoltando musica dal vivo o concerti jazz, infatti la città,  che sta tentando di rialzarsi dopo un lungo periodo di decadenza, organizza numerosi eventi musicali e artistici con l’intento di attrarre turisti da ogni parte del mondo.
    Il fiume Detroit lungo 51 chilometri percorre l’intera città ed è costeggiato da un bel parco cittadino dove gli abitanti si riversano con le belle giornate per fare sport o godere del bel panorama sulle coste canadesi separate solo da un lungo ponte, sfortunatamente le condizioni metereologiche e la neve non mi permettono di godere di questa meraviglia.
    La mappa in mio possesso è alquanto grossolana e quando viene il momento di trovare il bus per l’aereoporto si apre una sfida non da poco, quasi nessuno è a conoscenza di informazioni precise in merito ai trasporti e dopo numerosi tentativi incontro delle giovani ragazze che mi indicano una stazione bus poco distante e qui mi imbatto in un’ autista molto premuroso e disponibile che mi scarrozza a bordo del suo bus per un lungo tragitto per poi farmi segno di scendere in una fermata dove di lì a poco sarebbe dovuto passare l’aerobus. Ormai era troppo tardi per tornare indietro e non mi restava altro che fidarmi, fortunatamente incontro due ragazzi che lavoravano proprio in aereoporto che mi rassicurano aspettando il bus insieme a me. La  mia visita di Detroit sta volgendo al termine e io non posso far altro che fare una riflessione su una città che troppo spesso viene bistrattata è menzionata solo in  virtù del suo alto tasso di criminalità, che non è più alto o più basso di  altre città italiane e che invece possiede una grande ricchezza contenuta nel cuore gentile dei suoi abitanti.

  • Il mio tour dello Sri lanka inizia ormai diversi anni fa in un dicembre italiano freddo e nevoso e mi porta alla scoperta di un paese incantevole che coniuga perfettamente natura e spiritualià.srilanka

    Atterrò all’aereoporto di Colombo,capitale dello stato srilankese, nel primo pomeriggio, l’area arrivi è composta da una serie di stretti percorsi, dove numerosissimi negozi si affiancano gli uni agli altri esponendo merce di qualsiasi genere tra abbigliamento, elettronica ed elettrodomestici, i venditori mi chiamano da ogni dove cercando di attrarre la mia attenzione con prezzi straordinariamente bassi, si ha l’impressione di ritrovarsi in un souq più che in un’aereoporto. Le procedure doganali sono abbastanza veloci e non è necessario il visto d’ingresso che è invece diventato obbligatorio oggi per tutti coloro si recano nel paese. Fuori dall’aereoporto ad attendermi con ansia c’ è la mia guida Sam un simpatico e disponibile ometto di mezz’età, con il quale avevo precedentemente concordato via mail il mio itinerario alla scoperta del paese.Sono in oriente per la prima volta e mi occorre un pò di tempo per abituarmi al traffico convulsivo che vede una esagerata mescolanza di veicoli a motore e non, alternarsi con un cospicuo numero di vacche e pecore, placidamente a spasso per le strade .La prima tappa del mio viaggio è l’antica città di Kandy, situata nel centro dello Sri Lanka. Il percorso in macchina dura circa 4 ore con una bellissima sosta intermedia presso il giardino botanico della città, considerato uno dei più grandi giardini d’Asia e che ospita numerosi esemplari di orchidea. Kandy è una cittadina graziosa situata su di una zona collinare considerata città sacra grazie alla presenza del palazzo reale che custodisce al suo interno la reliquia del sacro dente di Buddha. La cosa che mi colpisce maggiormente della città è l’aspetto sonnolente dei suoi abitanti che si riuniscono intorno ad un tavolo per giocare a carte, o che semplicemente guardano con occhi sbarrati il lento movimento dell’acqua sul lago artificiale che abbraccia l’intero abitato. La gente sembra indifferente al lungo andirivieni dei turisti che affollano le strade, ma sempre pronti a regalarti  uno dei loro sorrisi gentili. Arrivare al mio hotel si rivela un’impresa ardua poichè la nostra automobile, egregiamente guidata da Sam, comincia a produrre strani rumori e nel timore di non arrivare in hotel prima che sia buio pesto , percorriamo una scorciatoia dissestata dove non camminano altri veicoli e che costeggia le piccole case dei locali, la strada è talmente stretta che ho quasi l’impressione di entrarci dentro, questa però, si rivela un’esperienza interessantissima, poichè mi regala uno spaccato sociale che vede protagonista la gente del posto che vive di poco o nulla in case fatiscenti condivise in tutto e per tutto con i loro animali, che sembrano essere parte integrante del loro vissuto, la scena che più mi colpisce forse, in quasi tutto il viaggio, è la vista di una numerosissima famiglia stipata su di un colorato tuk tuk, le famose ape car, tanto care ai popoli orientali, che vede alla guida il capofamiglia  assistito dal suo fedele compagno a quattro zampe. Finalmente sono in hotel una bellissima sistemazione composta da piccole camere immerse tra le piantaggioni di tè , di cui il paese è uno dei maggiori produttori  mondiali.srilanka 4

    Complice la stanchezza e il fuso orario crollo in pochi minuti svegliandomi il giorno dopo al suono incessante del cinguettio degli uccelli,  musica per le mie orecchie. Dopo un’ abbondante colazione a base di frutta e lenticchie, che qui in Sri Lanka sono alla base di numerosi piatti, sono pronta per ripartire con un’automobile perfettamente funzionante grazie al tempestivo intervento di Sam. La prossima tappa è Dambulla cittadina sempre posizionata nella zona centrale dello stato cingalese. La città non è particolarmente interessante, un susseguirsi di piccole casette, strette intorno al municipio e al complesso scolastico che ospita numerosi studenti di ogni età, è molto divertente vedere come i più piccoli giochino, scorrazzando da una parte all’altra del cortile scolastico. Faccio la conoscenza di un gruppettino di ragazzi adolescenti e che mi conquistano con i loro sorrisi e che mi raccontano di dover percorrere circa 3 chilometri giornalieri per raggiungere la scuola dal loro remoto villaggio. Dambulla è famosa per il tempio d’oro protetto dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, al suo interno sono ben conservate statue e pittore raffiguranti la vita del Buddha dislocate in 5 diverse grotte. Il complesso è  animato da numerosi e dispettosi macachi che mi fanno capire molto bene di stare al mio posto, quando ingenuamente tento di fargli una carezza. I monaci buddisti affollano il tempio per le preghiere e vengo pervasa da un senso di pace indescrivibile, quasi inevitabile in un posto del genere riflettere su cosa sia importante nella vita e su come l’animo umano sia spesso trascurato. Il tempo nei giorni seguenti scorre lento sotto un sole cocente che illumina le  vallate di un verde brillante, immense piantaggioni  si alternano a enormi palmeti, interessante è la visita ad una delle fabbriche di tè dove, un gentile proprietario mi mostra il processo di lavorazione della pianta e rimango sorpresa da quante varietà di tè sia possibile ricavarne, ovviamente da grande estimatrice di questa bevanda ne compro tanto, ma talmente tanto, da avere non poche difficoltà a sistemarlo nel bagaglio.

    Finalmente arriva il momento tanto atteso, quello che da solo vale l’ intero viaggio, la visita alla famosa Sigiriya, la fortezza di pietra dichiarata anch’essa patrimonio dell’Unesco.Il nome Sigiriya nell’antico cingalese significa ‘ rocca del leone’ questa rocca naturale è formata prevalentemente da quarzo rosso- giallastro e pare fosse abitata fin dalla preistoria. Per raggiungere la cima si usa una scala di ferro che fiancheggia l’enorme monolite e che raggiunge la parte superiore che, un tempo, ospitava il palazzo reale. Prima di arrivarci attraverso una serie di roccie dalle forme bizzarre, come la caverna del cobra la cui forma ricorda un serpente in posizione eretta. La vista una volta raggiunta la vetta è strepitosa, il cielo blu sovrasta il verde della giungla circostante, non ci sono parole per descrivere la sensazione che provo qua sù. Ripreso il viaggio in direzione Pinnawala , verso uno dei più grandi orfanotrofi  degli elefanti, di tutto il sud est asiatico, mi imbatto in una squadra di acchiappa serpenti impegnata nel recupero di un enorme esemplare di colore verde smeraldo che supera abbondantemente il metro di lunghezza, non mi era mai capitato , per mia fortuna, fino a quel momento di vederne uno così grande in ambiente naturale, mi viene spiegato dai ragazzi impegnati nell’operazione, che è assolutamente necessario allontanarlo dal villaggio per non far correre rischi ai cittadini, poichè si tratta di un serpente molto velenoso. Arrivata a Pinnawala rimango assolutamente stregata dalla bellezza e dalla tenerezza di questi animali che mi appaiooi in buone condizione, qui vengono curati e accuditi dopo esser stati recuperati da situazioni di sfruttamento umano che spesso li costringe a estenuanti e interminabili lavori, come il recupero della legna o i safari con i turisti sul dorso. In Sri Lanka così come il molti altri paesi orientali gli elefanti selvatici sono perseguitati e scacciati brutalmente poichè complici della distruzione di intere piantaggioni. Ovviamente anche in questo orfanotrofio vi è una matrice commerciale molto importante , tanto da spingere molti dei turisti in visita, a fare enormi donazioni in cambio di un momento intimo con gli animali, come il bagnetto o il momento della pappa in biberon per i più piccoli. Purtoppo i giorni scorrono come sempre veloci e termino la mia permanenza, prima di decollare verso le Maldive, nella capitale Colombo, che può vantare diversi siti di interesse storico come il museo nazionale, utile a comprendere meglio il passato dello Sri Lanka. Sicuramente interessante è una passeggiata sul  lungomare della città dove sono visibili, in alcune costruzioni, i segni della civiltà britannica che ha governato per un pò di tempo la bella Ceylon.