Vacanze Yogiche: come praticare yoga anche in viaggio

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Sono sempre stata una persona incline all’introspezione, talvolta contorna,che spesso si è sentita e si sente irrequieta, alla costante di ricerca della felicità. Oramai da qualche anno e forse in concomitanza con il mio primo viaggio in Asia, ho iniziato a desiderare un cambiamento che potesse lentamente migliorare alcuni atteggiamenti o modi di agire che minavano la mia serenità quotidiana, trovando molte delle risposte che cercavo in un’unica parola:lo YOGA. Spesso in molti pensano erroneamente che lo yoga sia solo una pratica fisica fine a se stessa scindendo da esso la pratica meditativa che è invece parte integrata di questa millenaria filosofia.Una tradizione antica che nasce in India, lo yoga ha influenzato l’esistenza di moltissime persone nel mondo inclusa la mia. Inizialmente la mia pratica era limitata ad un paio di volte alla settimana interrompendosi bruscamente durante i miei viaggi, piano piano pero qualcosa è cambiato fino al punto da sentire più che il desiderio, la necessità fisica e mentale di praticare ogni giorno,sia al mattino che alla sera, sempre ed in ogni luogo. Come rendere tutto ciò compatibile con un treno, un bus, un aereo o un’angusta camera di hotel è stato reso possibile da un’unico fattore: la mia forza di volontà e l’accessorio utile a rendere ciò possibile praticamente ovunque.

Prima cosa da fare per rendere possibile la pratica anche in viaggio è acquistare un tappeto da yoga ripiegabile che può tranquillamente essere inserito nello zaino senza creare molto ingombro, in vendita ce ne sono di diversi tipi ovviamente ed i costi partono generalmente dai 20 euro, recentemente anche la grande catena di articoli sportivi Decathlon, ne vende alcuni modelli che, almeno dalle specifiche,sembrano essere abbastanza antiscivolo, caratteristica abbastanza importante se si pratica uno stile di yoga più dinamico come il vinyasa yoga e sopratutto rispettosi dell’ambiente.Un tappetino portatile potrà così essere utilizzato per praticare yoga prima in attesa di prendere un volo,in giro per il mondo sono in moltissimi a farlo. Lo yoga insegna anche a estraniarsi  dal mondo terreno trovando il silenzio anche là dove incombe il chiasso, un valido supporto per il raggiungimento di questo stato di quiete può essere dato da un piccolo lettore portatile mp3 sul quale caricare la propria colonna sonora del rilassamento che può spaziare dalla musica al pianoforte, passando per quella prodotta con le campane tibetane fino alla dolce melodia suonata dalla natura.

Qualora non sia possibile srotolare il tappetino, non c’è problema!La vostra pratica potrà essere statica e incentrata sul pranayama, ovvero il controllo del respiro che pian piano e con la pratica,diventa più calmo e rilassato ovunque ci si trovi. Più volte ho constatato personalmente di quanto l’ascolto attento del mio respiro mi abbia aiutato in situazioni di viaggio a dir poco claustrofobiche, come stare immobile e stretta come in una scatola di sardine a bordo di qualche bus sgangherato in giro per il mondo. Le tecniche sul respiro sono svariate ed è sempre meglio impararle da maestri specializzati ma,già solo respirare con calma, uguagliando il tempo di ispirazione ed espirazione vi aiuterà moltissimo, io generalmente conto lentamente fino al numero 4, sia quando faccio entrare aria che quando la faccio uscire dal mio corpo.

E poi c’è  l’hotel… una spesa che molto incide durante un viaggio e che spesso nel tentativo di contenere il più possibile, finisce per condurci in sistemazioni nelle quali ci sta a mala pena il letto. In questo caso ci si dovrà accontentare proprio del nostro giaciglio per praticare qualche asana(posizioni yoga), sicuramente nulla di impegnativo ma ideali da praticare prima di dormire e appena svegli, sparsi per il web ci sono moltissimi siti che illustrano posizioni ideali da praticare a letto.

Ultimo aspetto ma di certo non meno importante per facilitare una pratica yoga da effettuare in viaggio è quella di avere al collo, al polso o semplicemente in tasca, un japa mala,il tipico rosario indiano composto da 108 perline da far scorrere una ad una mentre si recita un mantra, una sorta di espressione sacra, utilissima e molto potente per connetterci con la parte più spirituale che dimora in ognuno di noi.Anche di mantra ne esistono innumerevoli versioni e significati, ognuno inevitabilmente si affeziona ad uno in particolare facendolo diventare un porto sicuro nel quale rifugiarsi in qualsiasi momento lo si ritenga opportuno. Il mio mantra del cuore è Om Namah Shivaya il perché lo sia diventato magari ve lo spiego la prossima volta…. intanto buona pratica yoga in viaggio a tutti!

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