• Cosa fare a Ubud, il centro spirituale di Bali

     

    Studi recenti hanno dimostrato che la vera Silicon Valley del mondo è il piccolo paese di Ubud, cittadina a Sud di Bali, che è risultata essere la meta preferita di chi lavora utilizzando una postazione mobile e una connessione internet. Posso confermare per esperienza che il risultato di questo studio è assolutamente veritiero,a Ubud si incontrano giovani e meno giovani che portano avanti le loro attività lavorative con il mezzo web, utilizzando come quartier generale bar e giardini in assoluto stile zen.La sensazione che si avverte appena si lasciano le affollate costa balinesi del sud e si arriva a Ubud è di diffuso benessere, profuso tra le vie di questo piccolo agglomerato, sempre più turistico,ma che conserva ancora il fascino d’inconfondibile spiritualità che solo in Asia si può trovare.

    Ubud si compone di un paio di strade trafficate che scendono perpendicolari alla strada principale-Jalan Raja- dove sorgono buona parte delle attrazioni cittadine e dei locali. Il Palazzo Reale è una di queste attrazioni, aperto al pubblico solo in poche giornate ma che merita assolutamente una visita per l’opulenza dei suoi decori. I giardini che precedono l’ingresso al Palazzo Reale sono, al contrario, sempre visitabili passando a destra dall’ingresso del bar” Fior di loto” posizionato proprio all’ingresso della struttura.Oltre al Palazzo Reale, Ubud offre tantissime possibilità per chi decide di dedicarsi alla cura dello spirito, sono tantissimi i centri dove praticare yoga con maestri affermati a livello internazionale, che hanno fatto di Bali la loro casa. I costi possono variare a seconda della durata e dell’entità del corso partendo dalle 150000 rupie, circa 10 euro, per la singola lezione .Proseguendo in direzione nord all’uscita dal Palazzo Reale, in breve tempo ci si immerge in un contesto naturalistico strepitoso, poco distante,tenendo la destra, si incontrano le indicazioni per un sentiero di trekking che regala davvero emozioni uniche. Si percorre una stradina battuta da diversi turisti, un pò assolata, ma ricca di vegetazione con il sottofondo fragoroso del rumore dell’acqua che riempie una cascata. Dopo una ventina di minuti di camminata a passo lento si giunge ai primi campi di riso che diventano via via più grandi e scenografici. Su di ognuno un piccolo tempio indù, di buon auspicio per la raccolta. I campi di riso sono tra gli scenari più ricorrenti nei dipinti dei tanti artisti che risiedono a Bali e che dedicano la loro vita alla pittura,immortalando appunto la vita agricola di molti degli abitanti balinesi. Questi artisti vendono le loro creazioni ai tanti turisti che visitano a Bali, i costi di ogni dipinto variano a seconda dalle dimensioni del quadro e in molti casi possono essere contrattabili. Ubud è anche sede di numerosi musei dove abbandonarsi alla visione celestiale di opere di pittura realizzate da artisti di vario genere.Bali è arte, spiritualità, natura e divertimento tutti rovesci di una stessa medaglia che va amata al primo sguardo e che lascia un’irrefrenabile voglia di tornarci.

  • Come muoversi a Bali con Kura Kura Bus

    Buona parte dei viaggiatori che passano per L’isola di Bali,la più visitata tra le 2000 isole del territorio indonesiano, decidono di noleggiare un motorino o di affidarsi alla sicura guida dei tanti tassisti, disponibili a portarvi ovunque ad un prezzo molto ragionevole.Non tutti sanno però, che esiste un sistema di bus molto affidabile e confortevole di nome Kura kura. Questi bus collegano le località più frequentate di tutta Bali, situate nella parte sud dell’isola.I veicoli sono molto confortevoli, dotati di aria condizionata, WiFi gratuito e cartine sugli orari e i percorsi del Kura Kura.
    Il servizio di bus Kura kura si compone di 8 linee, ognuna di essa serve i paesi più turistici di Bali:KUTA LINE, LEGIAN LINE,SEMYANAK LINE, UBUD LINE, JIMBARAN LINE, SANUR LINE, NUSA DUA LINE, SUD NUSA DUA LINE.Le località citate sono sicuramente quelle più frequentate dell’isola, dove si concentrano hotel, locali e qualsiasi altra cosa sia necessaria alla vita di un visitatore.Ognuna delle linee fa un percorso in un’unica direzione e termina nella stazione dei kura bus, dalla quale si deve cambiare linea  per arrivare nella destinazione prescelta. Le corse che partono da Kuta o Legian iniziano il loro servizio intorno alle 7:30 della mattina per terminare le corse intorno alle 22 con una frequenza di circa 30 minuti, le altre linee non sono così regolari, lasciando scoperte diverse fasce orarie, quindi se si desidera andare e tornare in giornata da Kuta, per esempio a Sanur o Nusa Dua, bisogna far bene i conti con gli orari dei bus e tenere presente che a Bali il traffico è particolarmente intenso in alcuni orari della giornata e quando piove.Ad esempio,per spostarsi dalla fermata Grand Inna Kuta fino alla stazione dei bus, possono essere necessarie 2 ore, alle quali è da aggiungere il tempo di percorrenza per Sanur o le altre cittadine.Il costo del biglietto è di 20.000 rupie, l’equivalente di circa 1 euro e 50 centesimi,per le linee di Kuta, Legian,Seminyak, mentre per Sanur, Jimbaran, Nusa  il costo sale a 50,000 e a 80,000 per Ubud. Le tariffe possono diminuire se si acquista un biglietto andata e ritorno o un pass valido per 1 o 3 giorni. I titoli di viaggio si acquistano tutte le volte che si sale a bordo del bus dal conducente, sempre molto gentile, così come il personale presente alla stazione dei bus,disponibile a fornire qualsiasi indicazione per il viaggio.

    kura-kura-bus-bali

  • Senggigi: la località più famosa di Lombok

    Lombok è un’isola indonesiana situata a circa un’ora di volo da Bali, ma completamente diversa da quest’ultima,non tanto per il paesaggio, che in molte zone interne e costiere è molto somigliante, ma nella connotazione religiosa e spirituale, che vede Lombok legata alla tradizione religiosa mussulmana e Bali a quella induista.Religione a parte l’isola di Lombok è poco sfruttata turisticamente, almeno per il momento, e vede il suo fulcro turistico nella piccola cittadina costiera di Senggigi.

    img_7955

    Il piccolo villaggio di Senggigi è distante più di un’ora dall’aeroporto isolano e lo si raggiunge con un taxi, sempre reperibile, al costo di circa 20  euro. Di sicuro soggiornare a Senggigi è una scelta più che ponderata se si decide di scoprire l’isola di Lombok con uno dei tanti tour, proposti da una serie di innumerevoli agenzie turistiche, dislocate praticamente ovunque.La spiaggia è molto bella, con alte palme a fare da cornice e un mare abbastanza limpido, anche se la sabbia è scura come in buona parte delle spiagge a nord dell’isola, a causa dell’origine vulcanica di Lombok. Sicuramente non mi sentirei di consigliarla a chi è alla ricerca di un soggiorno balneare, in un contesto tipicamente tropicale,con lunghe spiagge di sabbia candida e chiara,presenti a sud di Lombok o nelle isolette vicino, come le Gili.

    img_8147

    Hotel lussuosi e piccole homestay sono abbastanza presenti a Senggigi, è tutte molto ben inserite nel contesto naturalistico di Lombok. Per mangiare ci sono diverse soluzioni che vanno dai ristoranti convenzionali, con spesso musica dal vivo, ai warung, tipiche e informali cucine locali, aperte al pubblico, in entrambi le soluzioni si può gustare ottimo cibo indonesiano a prezzi molto contenuti. La vita notturna è quasi inesistente a parte qualche bar dove è possibile bere una birra e ascoltare musica. Una delle attività che si può praticare a Senggigi è il surf, una lezione ha un costo di 30 dollari americani, questo sport è praticamente un’istituzione praticata non solo dai molti turisti, prevalentemente australiani, ma anche dai locali, che quasi giornalmente si concedono una cavalcata sulle onde.La spiaggia è per gli abitanti di Lombok è parte integrante della loro vita, molti di essi sono dediti alla pesca, ed ogni mattina li si vede rientrare carichi di pesce fresco da vendere ai ristoranti o da consumare in compagnia di amici e parenti, in riva al mare, con i bambini che giocano nell’acqua, inebriati dal rumore delle risate, di un popolo gentile e amichevole come quello di Lombok.

     

     

  • LE AMICIZIE SPECIALI NON CONOSCONO DIFFERENZE

    Questa volta non scrivo per raccontare un luogo o un’attrazione da visitare, ma solo per esprimere l’emozione di trovare e ritrovare amicizie speciali in giro per il mondo. Donne in questo caso accomunate dalla stessa mia passione per il viaggio, donne di età, nazionalità, religione differente, ma che per le quali il mondo e la sua scoperta rappresentano l’essenza della vita stessa.Non hanno bisogno di ostentare nulla, anche se hanno visto più mondo di me, assaggiano il cibo locale senza pensare che come si mangi a casa loro non lo si faccia in nessun altro posto al mondo, donne per le quali esiste il vivere quotidiano di un posto e della sua gente non il girovagare forsennato a caccia di escursioni,donne con le quali mi sento davvero compresa. Spesso la gente mi dice:IO AMO VIAGGIARE, ma solo rarissime volte mi trovo davvero difronte a persone che, come me,AMANO IL MONDO!

  • Gili Meno un paradiso a due ore da Bali

    Nonostante siano passati diversi giorni, da quando il mio traghetto ha lasciato il porticciolo di Gili Meno alla volta della vicina isola indonesiana di Bali, il mio pensiero va spesso a quel piccolo lembo di terra che mi ha regalato emozioni inenarrabili. Gili Meno fa parte di arcipelago composto da 3 isole, Gili Trawangan la più grande e movimentata, Gili Air la più piccola e vicina alle coste di Lombok, isola alla quale appartengono e infine Gili Meno, situata tra le altre due isole, sicuramente la più selvaggia e incontaminata. Arrivare a Gili Meno è possibile con una navigazione di circa 30 minuti di barca da Lombok ad un costo di 70000 rupie circa 5 euro,incluso pick up dal vostro hotel, oppure con un traghetto direttamente dalla più famosa Bali, al costo che può variare a seconda della compagnia stessa, per avere un’idea dei costi si può visitare il sito web gilitransfer.com.Gili meno è un’isola molto piccola e rotonda, per fare un giro completo possono essere sufficienti 2 ore a piedi, non circolano automobili ma solo biciclette e cidomo,carretti trainati da cavalli che trasportano sia persone che merci, provenienti da Lombok,ci sono anche motorini elettrici in circolazione ma per il momento sono davvero pochissimi.Gli abitanti di Meno vivono prevalentemente lavorando i campi e badando al bestiame, mucche,galline capre e tantissimi gatti sono i veri proprietari di questo paradiso, scorrazzano da un capo all’altro dell’isola, in assoluta libertà. La strade si possono contare sulle dita di una mano e sono tutte sterrate, alla sera alcuni tratti dell’isola sono completamente al buoi ed è quindi necessario avere con se una piccola torcia, per fare attenzione alle buche e a non calpestare le tantissime ranocchie che saltano da una parte all’altra della strada.

    img_8114img_8106
    Per alloggiare ci sono un paio di resort lussuosi situati in riva al mare, ideali sopratutto per le lune di miele, alle quali l’isola si presta molto bene, oppure si può soggiornare presso una Homestay, una residenza presso famiglia, nella quale spendere cifre molto basse godendo a pieno delle natura meravigliosa di Meno.

    img_8122

    La maggiore attività che attrae turisti sull’isola sono le attività acquatiche,come le immersioni o lo snorkeling. Gili Meno è l’unica ad essere circondata da barriera corallina, raggiungibile anche direttamente da riva con l’ausilio di scarpette adatte, utili a schivare il contatto con i numerosi ricci presenti in acqua.Devo ammettere che i colori e la vita marina della barriera corallina non è neppure da paragonare ad altri luoghi del mondo,ci sono anche belle e grandi formazioni coralline con pesci variopinti, ma per buona parte il corallo è morto. L’isola è inoltre famosa per la cospicua presenza di tartarughe marine che qui vengono a nidificare, io non ho avuto la fortuna di incontrarle qui a Meno ma il mio compagno ha incontrato a distanza molto ravvicinata e per ben due volte il serpente di mare,un animale considerato timido e che raramente attacca l’uomo.
    Per mangiare consiglio di farlo in uno dei Warung presenti sull’isola, altro non sono che cucine casalinghe aperte ai turisti, dove si mangiano pochi e semplici piatti della cucina locale, con poche rupie, ovviamente ci sono anche ristoranti tradizionali, dove gustare pesce grigliato o piatti di cucina internazionale. Consiglio di non perdersi un’aperitivo guardando il tramonto, sul lato opposto a dove partono le barche, seduti in piccole capannine sulla spiaggia,un’esperienza unica che non vi farà rimpiangere di essere arrivati così tanto lontano.

  • Come far visita agli oranghi di Semenggoh

    Vedere gli oranghi nel Borneo malese è stata solo una delle tante emozioni regalate da questa terra lontana, che evoca storie celebri di personaggi avventurosi come Sandokan. Le possibilità di avvistare animali e piante secolari sono tante e praticamente ovunque ma, non ci si deve creare aspettative particolari, neppure se partite alla scoperta di una riserva naturale che si occupa di, salvaguardare animali, fortemente minacciati dall’uomo quali gli oranghi,come accade nel Semenggoh nature reserve. Questa meravigliosa oasi di pace, costituita da lussureggianti foreste si trova molto vicina alla città di Kuching, la più estese dello stato malese del Sarawak e si può facilmente raggiungere con il bus locale K6, che parte alle ore 07.20 della mattina, dalla stazione dei bus di Jalan Masjid. La mattina è il momento migliore per visitare questo luogo e con più possibilità di avvistare gli animali, che vengono chiamati dai rangers, per il pasto della mattina.Il costo per il biglietto del bus, da fare a bordo, è di solo 4 ringgit mentre di 10 per l’ingresso alla riserva.
    All’interno della riserva vivono liberi ben 21 oranghi, di cui il più grande si chiama Ritchie di 35 anni.La prima cosa che ti viene spiegata e ripetuta diverse volte è proprio che l’incontro con questi animali non è affatto garantito sopratutto nella stagione delle piogge, da dicembre a marzo quando la foresta è ricca di appetitosa frutta, principale nutrimento degli animali. Molte di queste meravigliose creature sono scampate a morte certa e gli appassionati curatori, ci spiegano quanto il loro fragile ecosistema, minacciato da fenomeni come il disboscamento forsennato che distrugge il loro habitat a favore di coltivazioni redditizie, come la palma dalla quale si ottiene l’olio utilizzato da buona parte dell’industria alimentare e cosmetica.Per raggiungere la piattaforma dalla quale i rangers chiamano gli oranghi per dargli la frutta bisogna camminare una ventina di minuti attraverso un sentiero ricavato tra una fitta giungla,al termine del percorso ci si mette a sedere su panche di legno, in rigoroso silenzio per non disturbare in alcun modo l’eventuale presenza degli oranghi. Per un’ora gli addetti provano a chiamare gli oranghi con una voce soave che lascia immaginare l’amore che li leghi agli animali. Purtroppo come è accaduto nel mio caso, non ho avuto la fortuna di vederli durante questo incontro perché, fortunatamente, Semenggoh non è uno zoo e gli animali sono liberi di andarsene a spasso ovunque. Ma quando credevo che di dover rinunciare ad ogni possibilità d’incontro, i rangers, sempre in contatto tra loro via radio, richiamano me e il resto del gruppo, in un altro punto d’osservazione e finalmente scorgo in lontananza Ritchie, proprio il più anziano del gruppo che, placidamente se ne sta abbarbicato sugli alberi.L’incontro è breve da non lasciarmi il tempo, neppure di tirare fuori la macchina fotografica ma, il cuore mi batte forte per l’emozione unica di aver avvistato questo meraviglioso abitante della giungla.
    Purtroppo vengo subito riportata alla realtà da uno dei ragazzi dello staff che mi ricorda di tornare verso l’ingresso per riprendere il bus verso Kuching. La mia corsa è forsennata, essendo già le undici della mattina, orario previsto per il rientro, altri due ragazzi, con me all’andata, sono già a bordo ma il simpaticissimo autista vedendomi in lontananza correre a più non posso, mi invita ad andare piano poiché sarebbe partito solo dopo che i ranger si fossero assicurati che, nel gruppo non ci fossero altre persone interessate a prendere il bus per Kuching. Aspettiamo altri due ragazzi e alle 11.20 si rientra alla base con il cuore ancora una volta colmo di emozioni…..

  • Sarawak cruise: un’idea economica e divertente per navigare questo fiume

    Il fiume Sarawak  attraversa la città di Kuching, capitale dell’omonimo stato.La prima delle attività che sarà facile intraprendere arrivando in città è proprio la crociera di un’ora che solca le acque di questo letto d’acqua, fonte essenziale per le popolazioni locali, che vivono di pesca.Il fiume, purtroppo è anche una discarica a cielo aperto dove galleggiano moltissimi rifiuti, è però molto divertente e interessante vedere lo scorrere lento della vita e la vegetazione vigorosa, che è un pò il simbolo, non solo della città, ma di tutto lo stato del borneo malese. Le proposte per questa attività sono di due tipi e acquistabili direttamente al waterfront,la prima ha un costo di 69 ringgit,l’equivalente di circa 12 euro, e propone una navigazione al tramonto per un’ora, con inclusa danza tipica e consumazione di una bevanda, l’imbarcazione è simile ad una motonave a due piani con diversi posti a sedere. La seconda proposta, quella a mio avviso più consigliata, ha un costo di 19 ringgit,circa 4 euro, e prevede la navigazione su di un’imbarcazione tipica decisamente più piccola, al massimo di 20 posti, che permette un’avvicinamento alla costa maggiore e quindi più reale. Ovviamente senza musica o spettacoli per turisti, ma con il solo piacere per la scoperta, di un’altra entusiasmante prospettiva di Kuching.

     

  • Come arrivare al Bako National Park con i mezzi pubblici

    Il Borneo è considerato uno dei territori più verdi e ricchi di specie floro faunistiche di tutto l’emisfero terrestre. Kuching, la capitale dello stato del Sarawak è da sola un piccolo scrigno di verdi paesaggi e un’ottima base per effettuare escursioni tra parchi nazionali e riserve naturali. Il Bako National Park è posizionato a circa un ora di strada da Kuching  raggiungerlo e visitarlo può essere fatto in completa autonomia. Il bus numero 1 della compagnia locale Putrayava,effettua diverse fermate lungo il Waterfront, ovvero il lungofiume della città, vicino al quale sono dislocati buona parte degli hotel e degli ostelli cittadini,per sapere la posizione precisa dove sia possibile salire a bordo, conviene chiedere in hotel. La prima corsa utile per partire verso il parco è alle 7 di mattina ed è anche quella consigliabile per avere il tempo necessario per compiere qualche sentiero del parco. Il biglietto del bus si fa a bordo al costo di 3,50 ringgit la fermata finale è kampung Bako, un piccolo villaggio dove si trova la reception del parco, presso la quale ci si deve registrare e  comprare il biglietto per la corsa in barca fino all’ingresso del parco.Il costo della traversata è di 20 ringgit andata e ritorno, le corse sono effettuate circa ogni ora e va tenuto bene in mente che l’ultima barca per ritornare indietro è alle 3 del pomeriggio. Il Bako si protende sul mar Cinese e la traversata regala scorci mozzafiato, in alcuni punti la navigazione può essere un pò turbolenta per via delle onde alte, l’acqua del mare è molto torbida e non affatto indicata per la balneazione, vista la presenza numerosa di coccodrilli.

    Una volta giunti a destinazione si arriva in un secondo centro d’accoglienza dove si viene forniti di mappa e brevi spiegazioni sui percorsi da poter eseguire a piedi in piena autonomia. I sentieri sono di varie dimensioni dai più veloci che richiedono un’ora di tempo a quelli più articolati da 3/4  ore. I sentieri 1 e 2 sono quelli più adatti per avvistare le scimmie nasiche, quelle con il grosso nasone, molto comuni in borneo. I percorsi 5 e 6 sono quelli che si arrampicano lungo le scogliere dalle quali si può scendere per ammirare le spiagge dove è molto diffusa la mangrovia.Ad ogni percorso è associato un colore e durante la camminata è ben segnalato con apposite palette o sui tronchi degli alberi con vernice colorata.Ho scelto di iniziare con il percorso 2, quello che mi avrebbe permesso più contatto con gli animali, ma devo dire di non aver impiegato il tempo indicato sulle mappe ma molto di più. I visitatori mi passavano avanti continuamente, come se il loro unico scopo fosse quello di fare una camminata veloce, questa però è la maniera migliore per non vedere un bel niente. I rumori della giungla sono pazzeschi e si possono percorrere lunghe distanze senza vedere nulla, se non una vegetazione lussureggiante, piante carnivore e lucertole grandi quanto iguane. Poi per un attimo ci si ferma, ed ecco le prima famiglia di scimmie farsi largo tra i rami e richiamare la tua attenzione, con una tale bellezza da emozionarti fino alle lacrime.

  • Come visitare Batu Caves da kuala Lumpur

    Batu Caves è un tempio hindu molto importante e venerato dalla comunità indiana residente in Malesia.Il tempio è arroccato su di uno sperone di roccia calcarea, per raggiungerlo bisogna salire ben 271 gradini ed entrare in una cavità rocciosa costituita da alte formazioni calcaree, coperte per metà da una rigogliosa vegetazione, percorsa in tutta la sua superficie da dispettosi macachi che hanno ormai preso possesso del tempio e di tutta l’area circostante, attratti dai visitatori, o meglio da tutto ciò che sono disposti a offrirgli in cambio di un momento fugace di socializzazione, nonostante sia perfettamente indicato di non dare alcun tipo di cibo o bevanda agli animali.Il risultato è che queste scimmie mangiano e bevono di tutto e per farlo sono disposte anche a sabotare zaini e borsette degli ignari turisti.La statua di Lord Morugan con i suoi 43 metri d’altezza accoglie i suoi fedeli in tutta la sua maestosità, edificata nel 2006, è la più alta al mondo a raffigurare il dio in questione.L’ingresso a questo importante sito religioso è gratuito, mentre sono a pagamento i percorsi nella grotte circostanti, di cui la zona è particolarmente ricca e nelle quali vivono insetti, pipistrelli e serpenti che, si sono abituati a vivere in questo habitat naturale.

    img_7707

    Raggiungere il sito di Batu Caves è semplice e può essere fatto in autonomia partendo da Kuala Lumpur,dal quale dista soli 15 chilometri, e non comporta più di una mezza giornata di tempo.Dalla stazione dei treni Kl Sentral, quella più importante della città dalla quale partono anche i collegamenti per gli aeroporti, bisogna prendere il treno di superficie KTM Komuter e scendere al capolinea che è proprio chiamato Batu Caves. La fermata dista dall’ingresso del tempio un centinaio di metri ed il costo per il biglietto del treno è di 5,20 ringgit, la moneta locale,l’equivalente di neppure un euro.

  • Breve passeggiata a Polignano a Mare, ecco cosa vedere in poco tempo

    La Puglia è una delle regioni d’Italia particolarmente apprezzata durante la stagione estiva quando viene letteralmente presa d’assalto da numerosi turisti a caccia di un mare limpido e cristallino,di borghi pregni di una cultura antica e di una tradizione culinaria molto apprezzata. Ma non è solo la stagione estiva a regalare emozioni straordinarie,anche in inverno si possono trovare amene località turistiche, nelle quali perdersi a spasso tra le bellezze architettoniche e panorami strepitosi, ciò che ad esempio si può trovare nella cittadina di Polignano a mare, distante meno di un’ ora di macchina dal capoluogo pugliese Bari.Le cose da visitare anche in pieno inverno sono tante, non soltanto per la ricchezza monumentale e paesaggistica del centro storico di Polignano a mare, ma anche per la sua posizione geografica, particolarmente favorevole sia alla visita di altrettante interessanti città costiere, come Monopoli o Brindisi ma anche per le visite verso il ricco entroterra che vede paesaggi tipicamente rurali, come la valle d’Itria con i suoi caratteristici trulli, abitazioni in pietra, o profonde e lunghe grotte come quelle che di Castellana Grotte.
    Se si ha poco tempo a disposizione e si vuole fare una breve passeggiata tra le vie di Polignano allora è bene iniziare dall’Arco Marchesale,la porta d’ingresso per il centro storico di Polignano a Mare che, tra chiese e piccole piazze ci conduce all’immagine più sbalorditiva della città, quella offerta dalle tante terrazze affacciate sul mar Adriatico, ruggente e di un color blu intenso.Si prosegue uscendo dal centro antico per intraprendere la strada che conduce al ponte di Lama Monachile,gioiello di età Borbonica, antico anello di congiunzione tra Roma e il porto di Brindisi. Infine proseguendo girando a destra si arriva sul lungomare, dove svetta la statua in bronzo di Domenico Modugno cantante di successo al quale proprio la città di Polignano ha dato i natali.