• Cosa vedere a Sofia in 48 ore

    Sofia è la capitale del verde stato della Bulgaria, entrato in Europa solo nel 2007. Di inutili pregiudizi nei confronti di questa giovane capitale d’ Europa, ancora molto snobbata dal turismo, ce ne sono tanti. Sciocchi preconcetti scaturiti da una dilagante ignoranza che associa città come Sofia a criminalità o carenza di attrazioni da visitare. Sofia è una delle città più antiche del territorio europeo, un susseguirsi ininterrotto di monumenti storici, simbolo di un passato tumultuoso, che ha visto il passaggio di diverse popolazioni tra le quali russi, bizantini e immancabili romani.Va detto che Sofia ha iniziato solo da pochissimo a entrare nel vorticoso sistema turistico quindi, alcuni servizi vanno migliorati ma non manca l’essenziale per godere a pieno di un fine settimana all’insegna della cultura e della buona tavola.

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    I collegamenti aerei verso Sofia sono abbastanza frequenti ed economici, la compagnia aerea “Wizz air” collega le principali città italiane con la Bulgaria a prezzi veramente vantaggiosi, si possono trovare tariffe a partire da 19 euro andata e ritorno se si decide di volare con un piccolo bagaglio a mano, di dimensioni ridotte rispetto al classico trolley da viaggio, pari a uno zaino “Eastpak” o similari.Le compagnie aeree low cost decollano e atterrano nel terminal 2 dell’aeroporto di Sofia. Per raggiungere il centro cittadino si può optare per la metropolitana che parte dal terminal 1, raggiungibile con un servizio shuttle gratuito, o con il bus numero 84 della compagnia locale di trasporti. Il biglietto per salire a bordo del bus si fa direttamente dal conducente e costa pochi lev, la moneta in circolazione su tutto il territorio bulgaro, che si può cambiare direttamente al terminal arrivi. Al contrario di ciò che credevo il bus 84 non va direttamente in centro ed è solo grazie all’aiuto di un gentile signore del posto che, riesco a capire dove scendere per poter prendere un secondo bus che raggiunga direttamente il centro di Sofia e più precisamente, l’università di Sofia, un polo didattico molto prestigioso che sforna le menti più brillanti di tutta la Bulgaria e non solo.Ultima possibilità per raggiungere il centro è l’utilizzo del taxi che richiede generalmente tra i 15 ai 20 lev, l’equivalente di circa 10 euro,i tempi di percorrenza, qualsiasi sia il mezzo di locomozione  scelto vanno dai 15 minuti della metro ai 40 del bus a seconda del traffico. I costi per la sistemazione alberghiera sono molto ragionevoli con circa 35/40 euro si trova un’ampia camera doppia in zona centrale con una deliziosa colazione a buffet inclusa nel prezzo.Sistemato il mini bagaglio da viaggio, un simbolo essenziale di un viaggio senza troppi problemi,si parte alla scoperta della città di Sofia, le cose da vedere sono diverse ma con un paio di giorni di permanenza si avrà la possibilità di vivere a pieno tutte la gioie che questa città può offrire.

    • visita al simbolo indiscusso di Sofia la cattedrale ortodossa di Aleksandr Nevskkij, il suo interno si visita gratuitamente e colpiscono i ritratti dei santi sapientemente realizzati da artisti vari. Rimango letteralmente estasiata da tre piccoli quadri raffiguranti, in maniera conseguenziale la nascita, la morte e la resurrezione di Gesù Cristo, situati a sinistra dell’altare.

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    • simbolo della religione mussulmana è la Banya Bashi Mosque, visitabile quando i fedeli non si radunano per le preghiere. Purtroppo, per me, mi devo accontentare della visione esterna, a causa di alcuni lavori di restauro al suo interno

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    • proprio difronte alla moschea si trova il Farmers Market un luogo molto interessante dove agricoltori locali espongono e vendono prodotti come formaggi, miele salumi e tanto altro ancora. Qui è anche possibile acquistare la famosa acqua di rosa bulgara, le cui proprietà antinfiammatorie la rendono particolarmente utilizzata sia in medicina che in cosmesi.img_7586
    • Le chiese più o meno famose a Sofia sono tante e dislocate su tutto il territorio, un esempio di architettura russa è la chiesa ortodossa di San Nicola, edificio non troppo grande ma raffinato nei decori sia interni che esterniimg_7637
    • se si crede di ritrovarsi in una città trasandata e per nulla alla moda si commette un clamoroso errore. Sofia offre la possibilità di trovare negozi e locali di brand internazionali su Vitosha Boulevard, una lunga strada interamente pedonale dove si alternano negozi di abbigliamento e calzature a ristoranti e piccole caffetterie che di autentico e tipico hanno ben poco
    • Dopo una prima giornata alla scoperta dei monumenti più celebri della città si può decidere di dedicare una mezza giornata o ancor più tempo in uno dei tanti musei presenti a Sofia. Una vasta scelta di esibizioni che spaziano dall’archeologia all’arte. Il museo di arte nazionale è dedicato principalmente a pittori e scultori locali e il costo per entrarvi è veramente ridicolo pari a circa 5 euro.
    • Ultima tappa fondamentale durante un viaggio a Sofia è una passeggiata tra i tantissimi mercati rionali della città.In questi luoghi trasuda il vero spirito della cultura popolare. I mercati spuntano in ogni dove e la cosa bella è proprio quella di perdersi tra le fila strette dei piccoli banchetti dove si può trovare di tutto. Qui è possibile gustare il vero cibo bulgaro in piccole tavole calde, dove ogni giorno si preparano zuppe bollenti a base di verdura e carne o ottimi piatti a base di verdura, formaggi e riso

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  • Escursioni fai da te a Tenerife:La Orotava

    Tenerife è un’isola che offre un’infinita quantità di attività da svolgere, qualora si voglia fare una pausa dalla vita di mare. I piccoli borghi da visitare sono diversi e tutti pieni di fascino, raggiungibili anche senza bisogno di automobile o guida turistica. Se si alloggia a Puerto de la Cruz, nella zona nord dell’isola, un paese tra tutti da visitare è il piccolo centro di La Orotava, raggiungibile con il bus 352 della compagnia Titsa. Il tragitto dura una decina di minuti da percorrere su una strada leggermente in salita poiché, La Orotava si trova nel parco nazionale del monte Teide. Durante le feste di Natale sulla piccola e sonnolente piazza di San Francesco, posizionata nella parte alta della città, viene allestito un grazioso presepe, con statue in legno di medie dimensioni. La chiesa più importante della città è l’Iglesia de Nuestra Senora de la Conception, dichiarata  monumento nazionale. Di grande interesse  interessante sono le due torri campanarie di questa chiesa e il suo interno riccamente decorato, in questa zona alloggiavano, in passato, solo le famiglie facoltose e una dimostrazione del loro passaggio, sono gli stemmi araldici su buona parte delle abitazioni. Alle spalle della piazza principale sorge il giardino botanico, il cui ingresso è gratuito, le piante ospitate al suo interno sono curatissime e appartenenti a diverse tipologie.Lo shopping da queste parti è molto diverso da quello che possono offrire i classici negozi di souvenir, si possono trovare deliziose botteghe di antiquariato o panetterie, che vendono dolci fatti in casa e confezionati a regola d’arte per diventare un delizioso regalo da portare a casa.Ci sono anche diverse gallerie di d’arte in cui artisti locali espongono le loro pitture, tra l’altro anche molto belle e spesso raffiguranti palazzi di gotico canario, lo stile architettonico predominante in questi centri abitanti e che, rende unica Tenerife.

     

     

  • Come arrivare a Puerto de La Cruz, città costiera a nord di Tenerife

    Dopo un volo di 4 ore e 30 minuti decollato in perfetto orario da Milano Malpensa, sono finalmente arrivata a Tenerife Sur più precisamente al Reina Sofia, il secondo degli scali aeroportuali di quest’ isola, appartenente all’arcipelago delle isole Canarie.La temperatura al mio arrivo è decisamente gradevole, siamo al 23 di Novembre e sentire i raggi di sole che ancora scaldano il viso regala una profonda sensazione di benessere. L’aeroporto è gremito di turisti per lo più nord europei e di un numero enorme di italiani, questi ultimi diretti prevalentemente verso le spiagge del sud, sicuramente le più apprezzate per le strutture ricettive e i divertimenti notturni. Il mio hotel, al contrario, è nella zona nord dell’isola di Tenerife, esattamente a Puerto De la Cruz.Per arrivare in questa zona dall’aeroporto Tenerife Sur, affidandosi ai mezzi pubblici, bisogna prendere il bus 343 dell’azienda locale Titsa, i bus di colore verde, la cui fermata si trova a sinistra dell’uscita area arrivi. Il biglietto si fa a bordo, ma per arrivare fino a Puerto De la Cruz la tariffa da corrispondere è di 13,55 euro, per un tempo di percorrenza che nelle ore più congestionate può arrivare fino a 110 minuti. Il percorso per giungere a destinazione è appagante, scogliere di roccia vulcanica, caratteristica dell’isola di Tenerife,dovuta alla presenza del Teide, un vulcano ancora attivo la cui vetta con un’altezza di  di 3700 metri è la più alta di tutto il territorio spagnolo.Ciò che c’è di bello, avventurandosi da queste parti, sono i paesaggi di vegetazione secca, le montagne ammantate quasi sempre da una fitta coltre di nuvole e il mare impetuoso, paradiso per tutti gli appassionati di surf.

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    Playa San Telmo è una baia piccolina con onde maestose, parte terminale di un lunghissimo lungomare che, con i sui antichi bastioni, fa da cornice a tutta Puerto De la Cruz, qui si possono prendere lezioni di surf al costo di 35 euro a lezione o 60 se si è una coppia. La parte storica di Puerto è graziosa con il Castillo di san Felipe a far da padrone e le piccole piazze cittadine sulle quali si affacciano i balconi stile moresco. Una delle cicche di questo paese è Playa Jardin, spiaggia realizzata dal famoso architetto Ceasar Marinque alla quale si arriva sempre costeggiando, uno splendido litorale adorno di giardini strepitosi con tutta una serie di piante grasse, come cactus o similari dalle forme e dalle altezze impressionanti.

    La spiaggia di playa Jardin è di libero accesso, ci sono servizi,docce e spogliatoi gratuiti mentre per lo volesse c’è la possibilità di noleggiare una sedia sdraio e un ombrellone al costo di 3 euro l’uno.Per chi poi desiderasse mangiare o bere qualcosa dinnanzi a questo bellissimo spettacolo del mare impetuoso può farlo presso i piccoli bar e ristorantini sulla spiaggia dove mangiare con i piedi nella sabbia color pece.

  • Quali sentieri scegliere sull’isola di Santorini

    La capitale Fira è il luogo più celebre di Santorini per tutti i croceristi che sovente raggiungono, il suo antico porto, a bordo di enormi resort galleggianti,che restano attraccati al massimo 8 ore, tempo necessario, agli abitanti del natante per avere un’idea di quanta meraviglia si celi dietro quest’isola.Dal porto al cuore nevralgico della cittadina ci sono diversi scalini distribuiti su un ripido sentiero.Buona parte dei turisti optano per una salita a dorso di asinello, scelta assolutamente deprecabile e irrispettosa verso questi animali , costretti a trasportare su e giù ridenti turisti spesso, non proprio peso piuma.Se proprio si è un irriducibile pigro meglio optare per la cable car, che al costo di 5 euro vi conduce su in cima in pochissimi minuti.Nonostante Fira sia un piccolo delizioso borgo, anche se troppo propenso  al turismo di massa, il mio consiglio, per rendersi conto della grandezza paesaggistica di quest’isola, è di intraprendere alcuni dei sentieri pedonali che partono proprio dalla capitale e più precisamente a destra dell’ingresso della teleferica.

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    Il primo sentiero, quello relativamente più facile, adatto a chiunque sia un camminatore occasionale, è quella che raggiunge, dopo 30 minuti di camminata, la piccola località di Firostefani, gradevole terrazza sulla Caldera dove si possono fare foto mozzafiato.Percorrendo la stessa via si può proseguire,finendo a Imerovigli dopo un’oretta di camminata, quest’ultimo è un paesino altrettanto caratteristico.

    Se si è sportivi e appassionati di trekking allora consiglio di raggiungere la tappa finale del percorso, che è la cittadina di Oia,la cui autenticità e bellezza da sogno non ha uguali su tutta l’isola di Santorini. Tappa imperdibile durante una vacanza sull’isola greca, Oia può essere raggiunta comodamente in bus direttamente dalla stazione di Fira, nella quale fanno capolinea tutte le linee dei pullman.

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    Al costo di 1 euro e 80 centesimo si percorre in bus una strada tortuosa che regala panorami da mozzare il fiato. Arrivare a Oia è altrettanto emozionante, qui a differenza di Fira si respira un’atmosfera fiabesca e autentica che fa ringraziare il cielo, per la grande possibilità, di visitare un posto da sogno come Santorini.

  • L’appuntamento è tutte le sere alle 20 con uno degli spettacoli più accattivanti di Hong Kong.Lo spettacolo”Symphony of Light“consiste nell’illuminazione di 44 grattacieli e monumenti che si trovano ai lati di Victoria Harbour. La luminosità interattiva di luci laser accompagnata dalla musica, mette in evidenza la vitalità e il glamour della vita notturna della città che, al pari di altre realtà asiatiche, come Pechino o Shanghai,si sta ritagliando una fetta importante sui mercati internazionali.Lo show di luci e suoni attrae sul lungomare Wan Chai Golden Bauhinia Square o su Star Avenue un numero indescrivibile di turisti e locali, assiepati gli uni agli altri.

    Da non perdere i 15 minuti più frizzanti di una frenetica giornata alla scoperta della bella Hong Kong

     

     

  • Da Bologna a Kamari Beach, la spiaggia nera di Santorini

     

    Dopo 7 mesi e 20 giorni di astinenza d’aereo ritorno a respirare l’aria a me tanto cara che aleggia in buona parte degli aeroporti. Durante questo periodo non ho certo rinunciato ai miei spostamenti ma ho scelto mezzi di locomozione diversi, come bus o treni, anch’essi per me tanto preziosi.Il mio rientro nel magico mondo dei terminal aeroportuale non poteva essere più fortunato visto che la destinazione finale è Santorini,una delle isole, a detta di molti, tra le mie del mondo.Per arrivare a Santorini ho scelto di fare un giro più lungo passando per la capitale greca Atene. Il mio volo Ryanair, Bologna Atene, parte puntuale alle 10:45,nonostante i giorni precedenti fossero state preannunciate agitazioni sindacali nel settore dei trasporti. Dopo 1 ora e 50 di volo arrivo a Atene che mi accoglie con un cielo grigio che non lascia presagire nulla di buono. Non è la mia prima volta nella capitale e al contrario delle visite passate decido di non prendere il treno veloce verso piazza Syntagna, cuore pulsante della città,ma di sperimentare il bus X95,la cui fermata è appena fuori dalle uscite numero 4 e 5. Il biglietto deve essere acquistato al baracchino poco distante dalla fermata al costo di 6 euro per adulto e 3 per ridotto.Il tempo di percorrenza è di un’ora abbondante contro i 30 minuti del treno metropolitano che ha un costo più alto, di 10 euro a tratta o 18 andata e ritorno.Ma per fortuna ho tempo a sufficienza poiché il mio volo Atene Santorini è alle 22:40. Arrivata a piazza Syntagma obbligatorio è un giro nel quartiere più turistico della città, la Plaka con uno sguardo verso l’Acropoli, già visitata nella mia precedente permanenza a Atene e che merita almeno un paio d’ore.Dopo un pranzo merenda a base di insalata greca, che ormai sognavo da diversi mesi,rientro in serata in aeroporto con conseguente decollo verso Santorini. Il volo è di 30 minuti e il costo totale di entrambi i voli, andata e ritorno, con la stessa formula di sosta a Atene è stato di 190 euro per due adulti, ovviamente prenotati con congruo anticipo.Finalmente, arrivo a Santorini alle 23.30, raggiungo il mio hotel situato a Kamari, piccola e adorabile località balneare distante pochi chilometri dall’aeroporto. Il costo per un monolocale presso Home sweet Home resort è di soli 25 euro, un piccolo hotel a conduzione famigliare veramente incantevole che, il mattino seguente, mi fa già presagire la bellezza di Santorini.

    Kamari è un paese costiero  delizioso, il suo lungomare è pieno di taverne e  botteghe, le strutture sono tutte perfettamente inserite nel contesto tipico dell’isola, fatto di piccole case dai colori tenui.La spiaggia è di ghiaia scura con un’acqua limpida ricca di vita marina.Sullo sfondo le montagne fanno da cornice e le rocce vulcaniche scendono a picco sul mare. Il panorama più bello di Kamari è quello che si gode dalla piccola terrazza della chiesa cittadina raggiungibile direttamente dalla spiaggia, grazie ad un breve sentiero.

    Kamari non offre lo spettacolo del tramonto tanto celebre di Santorini, poiché è situata dietro la montagna, in posizione opposta alla capitale Fira o a tutti i paesi della caldera che godono di questo spettacolo, ma passeggiare al tramonto sulla lunga spiaggia di Kamari regala ugualmente emozioni e incontri interessanti come questo……

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  • A spasso per il mercato di Phnom Penh

    Forse sembrerà banale ma è proprio andando a spasso tra le bancarelle cittadine di un mercato che si pò cogliere la vera anima di un paese e del suo popolo. Capita spesso o lo si fa capitare, come nel mio caso, di trovarsi a passeggiare tra gli stretti passaggi che si creano tra una banchetto e l’altro, questo non tanto per voglia irrefrenabile di fare shopping, ma per il desiderio di osservare il mondo e i suoi abitanti secondo una nuova angolazione. Vedere cosa vendono, sentire gli odori, talvolta molto forti e quasi nauseabondi, sentire le loro voci che, buona parte delle volte sono un vociare assordante e continuo, assolutamente incomprensibili, ma che finiscono inevitabilmente per mettere il buon umore. Di mercati grandi, piccoli e di ogni genere, nei miei spostamenti ne ho visti tanti ma uno che mi ha particolarmente colpito e, non so proprio dire per quale motivo in particolare, è quello della capitale cambogiana Phnom Penh….giudicate voi!

     

     

     

     

     

  • Ultimamente sembrano essersi spenti i riflettori sul virus zika, che invece continua a diffondersi.Questo virus, tramesso dalla puntura di una zanzara del genere Aedes, la stessa che trasmette dengue, chikungunya e febbre gialla, colpisce maggiormente donne in gravidanza con il conseguente rischio di contrarre danni al feto.Zika ha già raggiunto 67 paesi,tra i quali ben 20 hanno segnalato problemi encafalici sul feto. Come asserisce il dottor Walter Pasini, uno dei principali esperti di Medicina Internazionale, è indispensabile, prima di intraprendere qualisiasi tipo di viaggio,informarsi sulle condizioni sanitarie.Sempre più importante è la comunicazione tra operatori del settore e istituzioni sanitarie, in grado di sostenere il viaggiatore prima di partire sulla scelta di eventuali precauzioni da prendere prima e durante il viaggio.A tal proposito sono due i siti web da consultare senza remore:http://www.travelmedicine.it e http://www.viaggisalute.it.

    Nel 2017 è stimato che saranno ben 15 milioni le persone che intraprenderanno un viaggio verso alcune località del mondo, per ricorrere a cure specialistiche, come quelle dentali e tricologiche.Moltissimi gli italiani che partano verso l’ est Europa per cure particolarmente costose in Italia come l’impianto di una protesi dentale, o il trapianto del cuoio capelluto.Resta però altrettanto preoccupante il dato che segnala diversi casi, in cui tali interventi si siano, non solo rivelati inefficaci, ma addirittura dannosi e con conseguenze irreversibili. Quindi anche nei casi in cui si scelga di avvalersi di centri medicali esteri è bene informarsi sulla serietà del centro.

    Ancora una volta al TTG, annuale Fiera del Turismo,viene sottolineato quanto sia estremamente importante che  un buon operatore turistico lavori in squadra e mai da solista.

  • “E’ un casino, lo so ragazzi”queste le parole conclusive di Paolo Labichino, uno degli esperti marketing più stimati in Italia e non solo, al termine del suo interessantissimo intervento durante il TTG, annuale fiera del turismo,che mette in vetrina gli operatori del settore, per dar loro qualche spunto nuovo su come migliorare strategie di vendita, pubblicazionIe tutto ciò che può servire ad essere”vincenti”.

    Le parole di Labichino hanno scosso gli animi di chi, come me, era pronto a prendere appunti sulla sua partecipazione e sono arrivate dritto al cuore, così come lo hanno fatto le campagne pubblicitarie di alcuni tra i più grandi brand internazionali, nomi come Dash o Dove, che hanno deciso di svoltare, usando un messaggio pubblicitario che non puntasse ad un target ma, che arrivasse a scuotere le coscienze, portando con se un messaggio etico, semplice,diretto che raggiunga dritto dritto la sensibilità di chi lo guarda. Video pubblicitari di questo tipo sono stati tra i più cliccati sul web portando alle aziende un aumento dei fatturati vertiginoso.La compagnia aerea Cebu Pacific, vettore filippino ha deciso di non usare il classico cartellone pubblicitario per fare promo ma, vernice indelebile con la quale disegnare su marciapiedi e asfalto, un bel sole con sotto il nome dello stato in cui trovarlo, in questo caso Filippine. Una campagna pubblicitaria che la Cebu Pacific ha fatto partire proprio durante la stagione dei monsoni, quando la pioggia non da tregua alla città stato di Hong Kong. A dir poco geniale tutto ciò! Come anche l’idea di Budget Hotel Amsterdam che nel suo video promozionale mette immagini poco attraenti, come un materasso disteso direttamente sul pavimento, un cuscino sudicio o l’immagine di acari e cimici. Scelta discutibile direte?Non so,l’hotel in questione ha deciso di trovare il suo punto di forza, partendo proprio dalle recensioni negative che gli ospiti avevano lasciato in rete. Idea di sicuro originale, d’impatto che arriva a tutti senza rimanere ingabbiata in uno stile canonico. Il mondo social ha in maniera irreversibile cambiato la maniera di lavorare, scrivere, o più semplicemente di vivere. Quanto chi parli di viaggi, come un blogger, o chi promuove destinazioni sia influenzato da questo nuovo modo di raccontarsi è innegabile ma c’è da chiedersi quanto realmente arrivi nel profondo l’amore per ciò che si fa,il credo che ogni operatore del settore turistico dovrebbe avere,ovvero la passione incondizionata verso il viaggio, qualsiasi esso sia e in qualunque destinazione sia.

    “Chi vive vede tanto, chi viaggia di più”(cit)

  • Singapore è una città stato situata in Estremo Oriente, composta da ben 63 isole circondate da un ampio bacino di mare, crocevia di mercantili e navi provenienti da tutto il mondo. A dispetto di ciò che erroneamente si può pensare su Singapore, questo piccolo Stato, a pochi passi dal territorio malese,è molto differente da altre celebri città d’Oriente, caratterizzate da un traffico frenetico e disordinato. Qui ogni cosa è al suo posto, il traffico automobilistico è ordinato, gli attraversamenti pedonali ben segnalati e rispettati, i mezzi pubblici ottimamente funzionali e puntuali.

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    Le attrazioni da visitare sono veramente tantissime, si va da quartieri più storici come China Town o Little India, alla futuristica zona portuale, dove spicca il Marina Bay Sand un casinò resort ultra lussuoso, la cui forma architettonica ricorda quella di una barca appoggiata su tre grandi grattacieli.

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    In mezzo a così tanto futurismo, concentrato in un territorio non troppo esteso, non ci aspetterebbe di certo di trovare diversi spazi destinati al verde. La riserva naturale di Bukit Timah, distante dal centro commerciale di Singapore soli 12 chilometri, si estende su un territorio di 162 ettari ed ospita al suo interno circa 500 specie di animali e ancor di più di piante.Ma la deliziosa sorpresa mentre si è a spasso tra le vie linde del centro di Singapore è la visita al Giardino Botanico, una spianata di verde curatissimo dove è stata addirittura ricreata una foresta pluviale, nella quale vivono indisturbati una miriade di uccelli.L’ingresso per il Botanical Garden è gratuita ma, vale assolutamente la pena spendere 5 dollari, per entrare nel National Orchid Garden. Questo parco è un paradiso per gli occhi, c’è uno svariato numero di orchidee di ogni forma, dimensione e colore,provenienti da ogni parte del mondo che, qui trovano un habitat favorevole, grazie alle amorevoli cure dei botanici e giardinieri che se ne prendono cura scrupolosamente.A zonzo per queste verdi oasi si può correre, seguire sentieri o semplicemente star seduti in relax, dimenticando per un attimo di essere a Singapore, una delle più grandi e importanti città asiatiche, soprannominata Svizzera d’Oriente.